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Archive for dicembre 2013

Editoriale de IL SANTO – Auguri a tutti specialmente ai senesi…

31 dicembre 2013 2 commenti

Siamo giunti alla fine di questo anno. Vorrei augurare a tutti i senesi un ottimo 2014, ma temo che non sarà così. Basta leggere le cronache di questi giorni. Il 2014 sarà un anno di passaggio e molti lo dovranno affrontare di petto. La speranza è che i senesi riescano ad avere uno scatto d’orgoglio e tracciare una nuova via senza Banca e Fondazione. Sarà difficile e complicato. Quindi auguri a tutti. Le pubblicazioni riprenderanno fra qualche giorno.

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Categorie:comunicazione

Libero Contributo – 2014 l’anno “0” per Siena di PIETRASERENA

30 dicembre 2013 Commenti disabilitati

Dopo la lettura dei commenti sull’Assemblea della Banca MPS del 28 scorso, siamo costretti a fare anche noi alcune brevi precisazioni.

Per prima cosa rimaniamo stupiti da alcuni articoli di cosiddetti giornalisti specializzati che sono sembrati più interessati a dettagli di nessuna importanza o piccoli “gossip”, anziché alle notizie più rilevanti. Vogliamo ricordare che anche gran parte della stampa si è svegliata tardi, dopo essere stata in prima fila quando forse tornava comodo esaltare l’operazione Antonveneta e gli attori di quella scelta scellerata. Sarebbe quindi utile, in questo delicato momento, un atteggiamento più costruttivo, evitando ulteriori strumentalizzazioni che potrebbero avere conseguenze negative sul titolo MPS.

Passando all’assemblea, dove, come al solito, erano presenti dei nostri rappresentanti, vogliamo focalizzare due punti di assoluta rilevanza esposti nei loro interventi, e non riportati dalle cronache.

Per prima cosa il nostro giudizio sulla Fondazione MPS, che preferiamo ora “congelare”; pur rimanendo piuttosto critici in merito alle modalità delle nomine dei suoi Organi Amministrativi, e sulle mosse fatte dal momento del loro insediamento, apprezziamo il mutato atteggiamento rispetto alla precedente “governance”, e l’approvazione del suo ordine del giorno (che conferma l”aumento di capitale e chiede semplicemente una breve diluizione nel tempo), del tutto speculare alla linea anticipata con il nostro comunicato del 4.12.  Diffidiamo chiunque ad accomunarci a quei senesi (in questo caso con la “s” minuscola) che, come sempre attenti solo ai propri interessi, procederanno ad idolatrare servilmente i nuovi rappresentanti del potere, come sempre hanno fatto nel passato.

Altro punto determinante e imprescindibile, forse scientemente ignorato da certi giornalisti per la sua delicatezza, è la richiesta di chiamata in causa degli organismi finanziari e governativi nazionali, che i nostri rappresentanti hanno più volte ribadito nei loro interventi. Vogliamo sperare che la Fondazione abbia la certezza di poter contare sul sostegno di questi soggetti, che in questi anni, per carenze di controlli o errori nelle autorizzazioni, sembrano aver avuto non trascurabili responsabilità nella drammatica situazione di Banca e Fondazione. E’ giunto il momento che il territorio chieda conto di queste responsabilità, anche a costo di mettere in crisi istituzioni nazionali od europee. Il CDA della Banca, anch’esso  vicino ai “palazzi del potere”, dovrebbe lavorare su questo ambito in sinergia con Fondazione e territorio, per inchiodare certi organismi alle loro responsabilità e costringerli a garantire la messa in sicurezza dei due Enti Senesi, anche con misure straordinarie, in linea con quelle adottate da altri paesi dell’Unione Europea.

Chiariamo subito che questa non è una richiesta di aiuto o di assistenza, ma è la pretesa di giustizia e di serio atteggiamento da parte di chi aveva il dovere di vigilare e controllare (per esempio sui bilanci “finti” di Banca MPS), ma non facendolo o facendolo male, ha causato questi enormi danni.

A questo punto della situazione ribadiamo che un intervento concreto dello Stato diventa un obbligo morale, la strada più appropriata per uscire da questa situazione. Lo stesso Sindaco di Siena dovrebbe muoversi in questo senso, impedendo che il sistema partitico, dopo aver imperversato per anni nel nostro territorio, con atti censurabili dimostati anche dalle intercettazioni telefoniche, tenti ora di prendere le distanze dal problema e dissociarsi dalle sue evidenti connivenze o complicità.

Siamo interessati al rilancio dei nostri Enti, alla tutela dei dipendenti, degli azionisti e dei risparmiatori; poco ci importa dei “gossip”, di incontri e scontri e delle vicende personali.

Consideriamo il 2014 l’anno “0” per Siena, dopo un decennio di scempi e disastri; per riportare la Città al “buongoverno” auspichiamo che tutti i Senesi facciano finalmente quadrato attorno alle loro Istituzioni, si parta dall’accertamento delle responsabilità e dall’individuazione dei colpevoli, e si proceda con nuovi metodi, garantendo finalmente etica e trasparenza, attenzione al bene comune e nuovo spirito civico.

TORNI A BORDO CAZZO!!!

Categorie:libero contributo

Editoriale de IL SANTO – Don Brunetto come Napolitano!!!

30 dicembre 2013 Commenti disabilitati

Valentini emula Napolitano… Per favore toglieteli il microfono!!!

Cinque minuti di “NIENTE SENZA NULLA!!” (CROZZA IMPERAT)

 

 

Libero Contributo – QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIALE MAZZINI di Pierluigi Piccini

30 dicembre 2013 1 commento

A me questo clima da stadio che ha accompagnato il mancato aumento di capitale, proprio non piace e voglio rimanere al metodo che ha accompagnato le mie riflessioni su questo argomento negli ultimi tempi. Cioè rimanere ai contenuti, ai fatti e possibilmente ai numeri, questi si veri galantuomini, uscendo un po’ dal coro nel momento in cui sembrerebbe che in molti abbiano indossato una casacca. Andiamo ai fatti: nella seconda convocazione dell’assemblea per l’aumento di capitale si è consumato l’errore capitale che è andato in scena a ottobre quando per incapacità, per mancanza di volontà non si è trovato un punto di mediazione fra gli interessi della Fondazione e quelli della Banca. Responsabili sono sicuramente i due attori principali Profumo e Mansi ma non di meno la politica nazionale, compreso il governo, così come quella locale. Politica, quella vera e utile, che ha abdicato al suo ruolo di indirizzo per mettersi, nell’unico caso in cui si è manifestata (Valentini), la maglia di uno dei due contendenti.

Pierluigi Piccini

Pierluigi Piccini

La scelta fatta dall’assemblea degli azionisti è estremamente dannosa per la Banca Monte dei Paschi senza aver creato nessun vantaggio per la Fondazione. Quest’ultima ha, comunque, fissato una data entro la quale dovrà vendere il suo portafoglio al prezzo equo di quotazione con uno sconto che il mercato si attende legato all’aumento di capitale. Ed è chiaro che chiunque volesse acquistare i titoli del Monte detenuti dalla Fondazione farà riferimento a quello è non ad altro. Se proprio tutto dovesse andare per il meglio il valore che la Fondazione si potrebbe portare a casa è dell’ordine dei trecentocinquanta milioni di euro (nel 2001 la Fondazione valeva oltre sei miliardi di euro) al netto del debito da rimborsare. Senza contare i debiti da partecipate che la Fondazione porta nel suo bilancio. Ora a fronte di questo risultato, che poteva comunque essere raggiunto in tempo adeguato se solo ci fosse stata una diversa ragionevolezza, si mette a repentaglio il bene maggiore a cui la città deve mirare: la conservazione del lavoro diretto e indiretto che la Banca può assicurare al territorio. Questo bene è oggi, dopo la decisione dell’assemblea, fortemente in pericolo: perché in pericolo? In primis perché lo scenario che si determinerà a giugno non sarà quello di gennaio, molti altri grandi gruppi più redditizi del Monte avranno bisogno di un aumento di capitale. La banca ad aprile presenterà il bilancio del 2013 e tutto sarà più definito e più chiaro, sapremo in che modo verrà chiuso il bilancio e gli analisti potranno entrare nel merito delle poste contabili. Una frase ribadita da Viola mi ha preoccupato e non poco, che riporto per intero: “La redditività della banca non è un problema di oggi ma di anni. I risultati in positivo erano fatti o attraverso operazioni straordinarie o tramite falsi”. Quindi, lo scenario che si apre potrebbe portare, con molta probabilità, alla conclusione che l’aumento di capitale, nei tempi indicati dalla Fondazione, non venga collocato nella sua totalità. Prendendo solo un parametro come esempio: cosa succederà a questo punto alla quotazione dei CDS che solo in virtù dell’annunciato aumento di capitale si erano ridotti da settecento a trecento trenta cinque punti base?

Ma torniamo ai nostri ragionamenti se si dovesse verificare la situazione sopra descritta (mancata realizzazione dell’aumento di capitale) cosa rimarrebbe come possibilità? La nazionalizzazione. Ipotesi deprecata da tutti i soci a partire dalla stessa Fondazione che nel caso gli dovesse andare bene, cioè vendere tutto in tempo utile, rimarrebbe con circa trecentocinquanta milioni di euro di patrimonio. In questa situazione la politica avrebbe la forza di mantenere a Siena il bene principale, rappresentato dalla Banca e cioè il lavoro, i lavoratori del Monte e l’indotto sul territorio? Stante il silenzio e l’indifferenza generale nella quale si è svolta la vicenda del mancato aumento di capitale direi proprio di no. È rimasto in silenzio il presidente del consiglio, il ministro del tesoro, la Banca d’Italia, il governatore della Toscana, la politica nei suoi rappresentanti massimi a partire da Renzi è rimasta in silenzio, per quanto conta, quella locale compreso lo sconfitto Ceccuzzi. L’unico che ha parlato e a cui si sono attaccati i giornalisti, rilasciando dichiarazioni a destra e a manca senza un filo conduttore è stato Valentini. Francamente mi sembra poco! Così stando le cose, in caso di nazionalizzazione, da quello che si può vedere a oggi non sarebbero penalizzati solo i soci ma anche il territorio.

In sintesi è stata fatta la scelta peggiore: Il Monte nella più totale incertezza e la Fondazione non ha cambiato le sue sorti che sono quelle di una conclamata marginalizzazione.

Pierluigi Piccini

Categorie:libero contributo

Rassegna Stampa – Monte dei Paschi, il fiasco è servito!!!

30 dicembre 2013 Commenti disabilitati

Il Sondaggio – Ha fatto bene la Fondazione a votare contro l’aumento di Capitale?

28 dicembre 2013 8 commenti

Senesi esprimetevi, il voto è libero e segreto… Ogni persona (chiaramente) può votare una sola volta….

Categorie:Sondaggio

La rubrica di Jonathan Livingstone – I politici politicanti portano la loro dose di responsabilità e sono chiamati a fornire il loro contributo

28 dicembre 2013 1 commento

Caro Santo
dai resoconti giornalstici risulta che l’assemblea degli azionisti della banca di città abbia bocciato l’aumento di capitale proposto dal CdA .

Sempre dai resoconti giornalistici si rilevano affermazioni del gatto e della volpe diciamo così piuttosto pesanti e di cui potrebbero rispondere nelle dovute sedi, tenuto conto dei procedimenti attualmente in corso.

Ritenevo, a questo punto a torto, che l’intelligenza facesse premio sull’arroganza e sulla presunzione e che le parti in causa avessero tutto il tempo per raggiungere un accordo onorevole per ognuno. Così non è stato, si apre ora un nuovo scenario sia per la Fondazione sia per la Banca e naturalmente le persone che con le loro decisioni hanno fortemente contribuito a questo esito ne portano intere le responsabilità con tutte le dovute conseguenze.

Tutti sono utili e nessuno è indispensabile e sono convinto che qualora ci dovessero essere modifiche nell’assetto di vertice dei due enti coinvolti, ci siano persone stimate e competenti che possono tranquillamente prenderne il posto.

Nel nuovo contesto anche i politici politicanti portano la loro dose di responsabilità e sono chiamati a fornire il loro contributo, non con ciacchiere di sapore “ventriloquianti” ma con atti concreti per il raggiungimento della migliore soluzione possibile.

Una ultima notazione sul ruolo di quei soggetti coinvolti nel consorzio di garanzia del defunto aumento di capitale della banca: possibile che in questo paese i conflitti di interesse valgono solo per una persona?

the best is yet to come

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Categorie:libero contributo