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Archive for febbraio 2014

Editoriale de Il Santo – Su YOUTUBE un filmato molto discutibile parla del nostro Palio… DON BRUNETTO fai qualcosa!!! Grazie…

28 febbraio 2014 Commenti disabilitati

Oggi(28 Febbraio 2014)  è stato pubblicato su YOUTUBE il filmato che pubblico. Chi di dovere deve intervenire e lo faccia subito senza esitazioni.

Hanno accostato il Palio di Siena a delle immagini che non c’entrano niente…

 

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La rubrica della COOL-TURA – Si è svolta in Comune la riunione tra Amministrazione e il Club UNESCO di Siena

28 febbraio 2014 1 commento

Come previsto, in Comune, all’assessorato Urbanistica, si è svolto l’incontro da noi richiesto sulla questione delle mura cittadine dopo un incontro informativo molto utile con la Soprintendente arch. Carpani. Gli uffici comunali stanno lavorando sulle mura all’interno della problematica del Parco del Buongoverno, che ha al suo cuore la città murata, sito Unesco com’è noto. L’intervento finanziato sulla legge speciale Unesco si applica prioritariamente al tratto Pispini-Ovile (dove c’è un accesso antico chiuso che consentirà, con la sua apertura, di raggiungere la restaurata Fonte di Follonica) ma si sta accelerando per la firma del Protocollo Stato-Comune che darà legittimità giuridica all’attività del Comune. Per maggio si è auspicato che si possa portare a conoscenza e a dibattito pubblico problemi e orientamenti, dopo aver realizzato le gare pubbliche che assegneranno i lavori più complessi tecnicamente. Allora sarà importante sentire il tipo di lavori cui ci si avvierà concretamente.

L’incontro ha evidenziato la massa di problemi giuridici e culturali da affrontare, ad esempio richiamando il problema delle porte (fino a che punto della stessa proprietà delle mura?). E’ chiaro comunque che solo con la collaborazione dei proprietari dei fondi attigui alle mura si potrà, evitato il pericolo di crolli, avviare poi una manutenzione ordinaria, anche con la collaborazione del volontariato.
Più in generale si è sottolineato il problema dei beni culturali inclusi in proprietà private, in particolare oltre alle mura antiche (ci sono cerchia interne da identificare e in qualche modo da salvaguardare), le fonti antiche rovinate o comunque non ancora identificate come monumenti storici sempre incluse in proprietà private, i cui titolari vanno incoraggiati a rendere note le strutture interessanti. Il coordinamento delle varie istituzioni interessate si è rilevato fondamentale, perché la complessità delle normative non favorisce certamente gli interventi o le buone intenzioni dei proprietari. E’ quindi necessario un ‘salto culturale-amministrativo’ nell’affrontare il problema, che non è solo delle scarse risorse finanziarie disponibili.
Il Club ha dichiarato la propria disponibilità ad affrontare le questioni anche più spinose tecnicamente, coordinandosi anche con altri Club che stanno affrontando problemi analoghi, come quello di Volterra, o che già li hanno affrontati, come quello di Lucca.
Club Unesco di Siena

Porta Camollia

Categorie:comunicazione, siena

Rassegna Stampa – Gran confusione nei rapporti tra Mensana Basket e Fises…

28 febbraio 2014 3 commenti
Categorie:rassegna stampa

La Rubrica della Politica – Il Capogruppo Pd ha una caduta di stile su FACEBOOK!!!

27 febbraio 2014 1 commento

Facebook sembra ormai diventato lo sfogatoio di tutto e di più. Magari un ragazzino può farsi prendere dalla smania di scrivere lo capisco!!! Ma un capogruppo di un Partito dovrebbe essere più prudente… Buona lettura…

DA FACEBOOK

DA FACEBOOK

Categorie:politica senese Tag:

Rassegna Stampa – Guerra Civile nelle file del Partito Democratico Senese… Don Brunetto sempre più debole!!!

27 febbraio 2014 2 commenti

La Rubrica dei Disastri – Il Campo di Basket di Ravacciano abbandonato… Una vergogna a cui DON BRUNETTO deve provvedere!!!

27 febbraio 2014 6 commenti

Ravacciano pare abbandonato dall’amministrazione Comunale. I residenti denunciano da tempo lo stato d’abbandono del campo di Basket in via Taddeo di Bartolo. Il Campino è uno dei pochi luoghi dove i ragazzi della zona possono trascorrere qualche ora all’aria aperta. Da anni si aspetta la sistemazione dei giardini della zona, prima li aveva promessi l’amministrazione Cenni, poi l’amministrazione Ceccuzzi ora che c’è il Valentini siamo nelle condizioni di dover urlare e denunciare il degrado. Sono sicuro che il buon Valentini nemmeno sa dove è questo campino. Nell’articolo oltre alle foto, allego la mappa della zona così DON BRUNETTO potrà raggiungere a piedi o in bicicletta la zona per constatare la realtà dei fatti. Per informazione l’unica cosa che l’amministrazione Comunale è riuscita a fare in questi anni è realizzare la zona A.R.U. a Ravacciano, con la scusa di rendere più vivibile il quartiere si pelano soldi ai cittadini ed in cambio non si danno servizi…

Mappa per aiutare Don Brunetto

Mappa per aiutare Don Brunetto

Qui le foto del degrado della zona. Si ringraziano gli abitanti per la segnalazione.

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La Rubrica dei Disastri – Il Mistero di David Rossi… Cosa c’era nel suo computer? Chi lo ha manomesso?

26 febbraio 2014 4 commenti

DA IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per vedere il video)

 

Monte Paschi, il computer di David Rossi è stato manomesso dopo il suicidio

Chi è entrato nell’ufficio per diversi minuti nelle ore trascorse tra il decesso e il sequestro del materiale da parte degli inquirenti avvenuto solo la mattina dopo? A distanza di un anno sono ancora molti i punti oscuri nell’inchiesta sulla morte del manager

Monte dei Paschi di Siena


 

Chi è entrato nell’ufficio di David Rossi dopo la sua morte? Chi ha spostato alcuni oggetti e ha avuto accesso al suo computer più volte e per diversi minuti nelle ore trascorse tra il decesso e il sequestro del materiale da parte degli inquirenti avvenuto solo la mattina dopo? A distanza di un anno l’inchiesta sull’induzione al suicidio dell’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena ha ancora degli interrogativi senza risposta. Dal fascicolo emergono inoltre alcune discrepanze tra le ricostruzioni fornite da alcuni testimoni, tra cui quelle di Fabrizio Viola eBernardo Mingrone, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale area finanza di Rocca Salimbeni. E soltanto lo scorso novembre la Polizia Postale, a seguito di nuove perizie caldeggiate dai familiari di Rossi, ha individuato i destinatari della mail con cui il dirigente il 4 marzo, due giorni prima della morte, chiedeva aiuto: “Stasera mi suicidio sul serio. Aiutatemi!!!”. Mail recapitata a Viola, come da tempo noto, ma anche a Bruna Sandretti dell’ufficio del personale. Altre perizie di parte, infine, sarebbero ancora in corso sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza sul vicolo dove è stato ritrovato il cadavere di Rossi. Dalle immagini si cerca di ricostruire la dinamica della caduta e soprattutto dare un’identità ad alcune persone, una in particolare, che si vedono nelle vicinanze dell’uomo riverso a terra, ancora vivo, e poi allontanarsi.

Nonostante la chiusura delle indagini sia stata notificata a luglio, gli inquirenti hanno sentito altri testimoni fino a dicembre e svolto ulteriori aggiornamenti sfruttando il fascicolo parallelo aperto il 5 luglio a seguito della pubblicazione sul Fatto Quotidiano dello scambio di mail tra Rossi e Viola. Anche su questi elementi si è concentrata l’attenzione del gip Monica Gaggelli che ora deve esprimersi sull’archiviazione dell’inchiesta sull’induzione al suicidio di Rossi. Archiviazione chiesta dai pm titolari dell’indagine, Nicola Marini e Aldo Natalini, che ha visto l’opposizione dei familiari della vittima e sulla quale Gaggelli lo scorso 13 dicembre si è riservata. Ma la decisione, garantiscono fonti vicine alla Procura toscana, è attesa a giorni. Alla luce di quanto emerso non è escluso un supplemento di indagini.

A ormai un anno esatto da quel 6 marzo, quando Siena scoprì che i freddi numeri dell’inchiesta scandita da bilanci, swap, derivati e mandate agreement, avevano ucciso l’unico contradaiolo rimasto ai vertici della banca. Lo scrive Carla Ciani nella sua relazione e lo conferma anche a verbale davanti ai pm: “Per lui (l’indagine, ndr) rappresentava un dramma”. Ciani è una coaching, chiamata in azienda da Viola per motivare i manager della banca tra cui Rossi, cui era stato sottratto da poco il settore della comunicazione interna e affidato a Ilaria Della Riva. Inoltre aveva subito una perquisizione, a casa e in ufficio, a fine febbraio che lo aveva “profondamente scosso”, aggiunge Ciani. La mattina del 6 marzo Ciani incontra Rossi nel suo ufficio per due ore. È un incontro motivazionale fissato da tempo. Il 13 marzo la coaching racconta ai pm: “Era molto agitato (…) mi ha manifestato una situazione di ansia derivante dalla perquisizione da lui subita (…), continuava a chiedersi senza trovare risposta se c’era qualcosa che avrebbe potuto comprometterlo. Si sentiva quasi il senso di disgrazia imminente: questo era fortissimo – rivela Ciani – tant’è che usava espressioni quali ‘ho paura che mi possano arrestare’, ‘ho paura di perdere il lavoro’”. Infine: “Continuava a dire di aver fatto delle cavolate, ma l’unica cavolata rappresentatami come tale è stata questa mail scritta a Viola”.

Mail individuata dalle indagini solo in un secondo momento grazie esclusivamente a ricerche specifiche e mirate. Anche a seguito di questa evidenza sono stati sollevati dei dubbi su una possibile manomissione del computer di Rossi. Già nel primo verbale redatto il 7 marzo alle 15.15 i pm Natalini e Nastasi rivelano numerosi “accessi sospetti” avvenuti dopo il decesso. In particolare nella notte del 6 marzo “alle ore 21.50; 21.56; 1:24 e 1.37”. Nello stesso verbale la questione veniva liquidata con la perizia di Marco Bernardini, responsabile Itc della banca: “Movimenti del mouse”.

Successive perizie specifiche avrebbero invece accertato che in almeno due casi (21.50 e 1.24) qualcuno è entrato nel pc con le password e lo ha usato per 6 minuti e 17 secondi al primo accesso e per 13 minuti al secondo. Nello storico agli atti ci sono anche accessi successivi avvenuti il 7 mattina ma questi sono indicati e riportati nei verbali di perquisizioni e sequestro da parte delle autorità e accompagnati dalla ricostruzione delle operazioni iniziali effettuate per recuperare la password compiute il 7 mattina. Appare dunque quasi certo che la sera dopo il decesso di Rossi qualcuno è entrato nel suo ufficio. Anche il confronto tra i rilievi immediati svolti dai Carabinieri, i primi a intervenire sul posto, e le foto repertate il giorno successivo, ci sono numerose differenze anche nella disposizione degli oggetti nella stanza. Eppure dai verbali dei testimoni nessuno dopo le 22 era in Rocca Salimbeni.

da Il Fatto Quotidiano del 23 febbraio 2014