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Archive for febbraio 2015

Rassegna Stampa – Martinez si smarca dal Monte dei Paschi… Ancora sulla Siena Biotech… Don Brunetto in pompa magna riapre il parcheggio…

28 febbraio 2015 8 commenti

Continuano su i Social Network alcune accuse verso i ricercatori di Siena Biotech, che secondo alcuni lettori non avrebbero prodotto niente.

La ricerca quella seria, ha bisogno di tempi lunghissimi e di enormi capitali. Non voglio difendere i ricercatori a prescindere, ma scoprire una cura, una nuova molecola non è che è così semplice, altrimenti le cure per i tumori, per l’AIDS a questo punto ci dovrebbero già essere.

Prima di accusare chi fa questo lavoro informatevi…

David Manuel Martinez ha rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena

Albergatori infuriati. La Regione sotto accusa

I lavoratori di Siena Biotech manifestano davanti alla Fondazione

Il Consiglio Comunale di Siena aderisce alla “Carta di Avviso Pubblico”

Riapre il parcheggio ”San Francesco”: adesso può ospitare 295 auto

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Rassegna Stampa – Marcello Zero in condotta… Il PD parla ma no dice una beata mischia!!! Scoppia una tubatura, non date la colpa a Don Brunetto!!!

27 febbraio 2015 3 commenti

La Rubrica di Mara Morini – IL SOFISMO SENESE

26 febbraio 2015 4 commenti

Mara nell’ombra

Prendo spunto dalle parole del Santo: quale futuro vogliamo dare a questa città? Quali sono i programmi? Quali sono i progetti?

Abbiamo visto poco, molto poco.

Quanto la realtà, amaramente, sta cozzando con ciò che udiamo e leggiamo ogni giorno tramite i più disparati mezzi di comunicazione di cui questa amministrazione, e non solo, si serve.

Quanto riusciamo a distinguere di queste continue informazioni che stimolano il nostro modo di pensare e plasmano le nostre opinioni tra quelle che sono frutto di concretezza e quelle che non lo sono?

Quanto campo stanno prendendo le rappresentazioni di una realtà che appare preda di un delirio di confusione e incompetenze, di attaccamento a poltrone e di onnipotenza nei ruoli?

La disputa sul rapporto tra politica e realtà che ricalca l’antico contrasto tra le due concezioni dell’attenta valutazione del reale e quella della persuasione non è mai stata così attuale nella nostra Città.

E in tutto questo baillame di fuffa si cerca di preannunciare una timida ripresa, prossima ventura, a colpi di turismo, cultura, politiche di smartcity e di sostegno al commercio, a cui non crede nessuno nemmeno coloro che pubblicizzano i benefici rimedi trovati, come se in giunta si stesse facendo una caccia al tesoro delle proposte da mettere sui tavoli di lavoro.

 La discrasia è evidente.

 Da una parte abbiamo la gran parte dei cittadini, delle imprese e dei loro operatori di settore che tentano di non rimanere sotterrati sotto un crollo devastante e dall’altro abbiamo una politica che parla d’altro, che svia le questioni, che trova giustificazioni in uno spettacolo di antinomie.

 Questa amministrazione non compie nemmeno lo sforzo di capire cosa sta succedendo rifiutando i confronti con la cittadinanza e con l’informazione locale e dando accezioni di pessimismo cosmico o negativismo tenace a Tizio o Caio, e poi anche a Sempronio, senza professare mai un mea culpa.

 Tanto meno le vale più rivolgersi allo stratagemma di Schopenahuer, spostando l’attenzione dall’oggetto del contendere al contendente, per avere ragione, rispondendo agli attacchi dei “marrani”, tra i quali si annoverano anche giornalisti e bloggers, definendoli oltraggiosi e grossolani.

 Qui il ricorso allo stratagemma con sangue apparentemente freddo, con calma e con guizzo ironico, distogliendo l’attenzione dalla cosa in questione.

 Perché… “ogni piacere dell’animo e ogni ardore risiedono nell’avere qualcuno, dal confronto con il quale si possa trarre un alto sentimento di sé”.

 Ah vanità! Essa richiede soddisfazioni, e nessuna ferita duole più di quelle che la colpiscono!

 Trattazioni e ritrattazioni, a tutto c’è sempre una risposta più o meno pronta, più o meno scritta ad hoc.

 E’ vero, la situazione generale non è rosea, anzi, e che siamo chiamati a partecipare attivamente come cittadini anch’esso è verissimo, ma non può essere la discolpa di questa amministrazione.

 Non sapendo come fare a risolvere i problemi si mettono in campo polemiche e finti dissidi di partito con la complicità o meno del circuito mediatico.

 La parola e il linguaggio, in generale, e a maggior ragione in un contesto in cui si riconosce l’assenza di fondamenti certi, diventano il potere creatore del tutto e del niente, un potere per cui nulla potrebbe essere impossibile.

 Pensiero che viene seguito a livello nazionale da quella politica che si definisce “rottamatrice”, per renderci poi un mucchietto di mosche.

 La Città è stanca di questo atteggiamento che l’amministrazione senese, come tante altre amministrazioni locali, indottrinate, sta seguendo.

 Non ha rottamato nulla.

Oggi una Mara elegante

 Condanna allo stallo e conduce al tracollo lento e impercettibile oppure al catafascio nell’ebbrezza dell’onnipotente forza innovatrice contro il passato, da cui in verità non può sganciarsi, spesso disconosciuto o distorto.

 Il rischio dell’apatia è dietro l’angolo e la politica del fare-fuffa lo sa bene.

 L’andazzo del “tutto va a ramengo” rende la gente come sonnambula, assente, con lo sguardo fisso verso il nulla perché non trova altro intorno, oppure la costringe all’amaro volontario esilio.

 Ma quanto per noi toscani è duro l’esilio, Dante lo sa bene:

 E ai naviganti ‘ntenerisce il core

Lo dì c’han detto ai dolci amici addio;

…che paia il giorno pianger che si more (Purgatorio, Canto 8, versi 1-6)

E poi i senesi hanno un evento unico il Palio, anzi due non uno, che come i giochi nell’Antica Roma, meravigliosamente dono divino, ci discosta dalla realtà.

Il relativismo con cui questa amministrazione si approccia ai cittadini non deve attecchire.

L’eristica che caratterizza questa stagione “sofistica” della politica mostra a Siena i caratteri decostruttivi dell’abilità di sostenere o confutare, secondo le necessità, le argomentazioni del contraddittorio.

Asserendo che nella sofistica l’uomo è misura di tutte le cose e che la verità assoluta non esiste è pur vero che non sempre la scelta delle parole più utili garantisce di prevalere nello scontro politico.

Saper usare bene il linguaggio nella società della comunicazione di massa significa poter governare e la storia più o meno recente non fa che confermare ciò.

Ma è fondamentale saperlo usare questo linguaggio per evitare il regolare sputtanamento ad ogni intervento pubblico.

E non ci sarà un Gorgia che come per Elena prenderà le difese di questa amministrazione.

 

Mancando le argomentazioni sostenute dai fatti, la dialettica del fuffa non sarà ancora di salvezza.

 

Bisognerebbe che un giorno non lontano ci si risvegliasse senza più la poltrona dove appoggiare il proprio flacido deretano.

 

 

Mara Morini

 

Categorie:libero contributo

Rassegna Stampa – Clarich verso l’aumento di capitale? Niente sport nelle scuole!!! Tranquilli le sorti della città saranno risollevate dall’Ultramarathon Terre di Siena

25 febbraio 2015 2 commenti

Il declino di questa città e di questo territorio non si arresta, stiamo perdendo tutto, anche le cose più semplici. E’ di ieri la notizia che quest’anno non saranno disputati i campionati studenteschi. Poca cosa direte voi rispetto alla perdita di posti di lavoro dell’Enoteca Italica o di quelli della Siena Biotech, vero, ma non si vede la luce in fondo al tunnel e anche se Don Brunetto ci ammazza di chiacchiere e il Partito Unico lancia comunicati incomprensibili e astrusi, ogni giorno l’amaro che abbiamo in bocca è sempre più amaro… PORA SIENA

L’infinita arroganza del Presidente Clarich (e 3 Ps)

Borsa Milano rimonta sul finale. Giù Mps dopo batosta JPM

Monte dei Paschi, Clarich: “Valutiamo un aumento capitale da 75 milioni”

Meno verde, appartamenti più piccoli, nuovi alberghi

Sono finiti i soldi: niente sport per le scuole

La fine del tunnel: l’Ultramarathon Terre di Siena

La Rubrica di Daniele Magrini – Fondazione Mps, meno finanza più Siena

24 febbraio 2015 1 commento

Daniele Magrini

Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione MpsIl decreto del Ministero del Tesoro che l’8 agosto 1995 sancisce lo scorporo tra Banca Monte dei Paschi e Fondazione Monte dei Paschi, definisce così la neonata Fondazione: «Ente no-profit che ha per scopo statutario finalità di assistenza e beneficenza, nonché di utilità sociale nei settori dell’istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell’arte, soprattutto con riferimento alla città e alla provincia di Siena». Le parole sono importanti, hanno un senso e allora, aprono a un dubbio di fondo: la Fondazione che si è svenata per star dietro alle follie del Monte dei Paschi del passato, che ha depauperato un patrimonio ricchissimo che era un po’ la cassaforte della storia dei senesi, e che oggi è pronta di nuovo a investire 75 milioni per l’ennesimo aumento di capitale – 15 miliardi in pochi anni – del Monte dei Paschi, è coerente con quella matrice originaria sancita nel decreto di venti anni fa? Non tanto dal punto di vista di codicilli, norme e regole, perchè senz’altro sarano rispettati tutti i parametri di investimento e soprattutto lo statuto rinnovato come ultimo colpo di coda dalla precedente gestione della Fondazione. Uno statuto che ha fatto danni e che le forze politiche – soprattutto il Pd – hanno colpevolmente lasciato varare nel silenzio e senza alcun coinvolgimento della città.

Il dubbio di una difformità sostanziale, direi etica, rispetto a quella mission contenuta nel decreto del 1995, a mio parere è evidente. Basti rileggere la vicenda di Siena Biotech, dove la Fondazione Mps si è comportata come un qualsiasi “padrone” che chiude un ramo secco aziendale. Dice: non potevamo più tenerla in vita. Certo: ma c’è modo e modo. Una cosa interessante sarebbe andare a vedere, per esempio, in quali rivoli siano finiti, in anni recenti, i finanziamenti che venivano alla Siena Biotech dalla Fondazione Usa per la ricerca sul morbo di  Huntington. Altre fondazioni, altri centri di ricerca hanno raccolto ciò che a Siena era stato seminato. Come e perchè sarebbe un capitolo interessante da aprire. E infine: il maggior creditore di Siena Biotech è il Monte dei Paschi (30 milioni). Quale è stato il livello di interlocuzione tra la proprietà della Siena Biotech, cioè la Fondazione Monte dei Paschi e il Monte dei Paschi? Anche questo particolare dovrebbe essere reso pubblico e trasparente. Ma a Clarich interessa comunicare solo una cosa, in questa fase: il suo deciso appoggio alla riconferma di Profumo e Viola. Il resto, per lui, è secondario.

Tornando al dubbio originario sul ruolo della Fondazione: è uscito un lungo comunicato del Pd senese, ricco di incisi, di virgole, di richiami tecnico-politici, di messaggi appena accennati e poi ritratti. Insomma, un esempio classico del cerchiobottismo tipico del Pd senese in materia. Che però due cose interessanti le dice su ciò che dovrebbe fare la Fondazione: soldi alla Fises per dare lavoro ai giovani e attività di “incoming” di investimenti in loco per creare lavoro. E poi, nel finale, un’altra cosa:  ”Una Fondazione solo culturale non basta”. Magari il Pd faceva meglio a scrivere a Clarich, insediato a Palazzo Sansedoni grazie ai buoni auspici dei rappresentanti degli enti locali senesi governati dal Pd, e che invece pare avere a cuore solo la Chigiana, di questi tempi .Intanto per il 4 marzo la Fondazione Mps ha organizzato un convegno sui beni culturali ai tempi della crisi. Il finale è già scritto: mancano soldi. Ma ci vuole una Fondazione per sponsorizzare eventi culturali, restauri, concerti? Il problema è che, viste le sciatterie della politica senese del passato, che ha usato i soldi della Fondazione per mantenere il proprio sistema clientelare, e vista la trappola dello statuto varato prima di decadere, adesso i vertici della Fondazione possono godere di un’autonomia che non ha senso, perché ogni richiesta di essere più coerente con la matrice originaria del decreto del 1995, con la sottolineatura della mission “soprattutto per Siena”, verrebbe strumentalmente etichettata come un tentativo della politica senese di rimettere le mani nel gruzzolo.

Così la Fondazione può fare e disfare, a proprio piacimento, restando immersa nelle dinamiche finanziarie, nelle strategie con i pattisti, nelle logiche di aumenti di capitale che ormai appartengono solo al mercato e alla speculazione. Ed è sempre più lontana dalla città, che d’altronde non ha più il coraggio di alzare la voce o di fare proposte. Per esempio: il Comune spende 400 mila euro per circa 100 anziani senesi, per la cui sopravvivenza è necessaria una compartecipazione. E poi ci sono altri 300mila euro di altre spese che riguardano lo stesso capitolo. Spende altri 700mila euro per l’assistenza ad alcune decine di minori, che vivono in famiglie disagiate senza possibilità di autosostentamento. Messe insieme fanno un milione e mezzo di euro circa all’anno. Come vogliamo definirle? Spese sociali, spese di assistenza: siccome le parole sono importanti, sono le stesse che si leggono nel decreto del 1995. Potrebbe essere un campo di intervento della Fondazione, attraverso gli interessi annuali derivanti dagli investimenti opportuni di parte delle risorse – residue – diversificate rispetto al pacchetto Mps. Un segnale di coerenza con quel fatto di essere “ente no profit soprattutto con riferimento alla città e alla provincia di Siena”. Ci vuole più Siena nella mente dei vertici della Fondazione Mps: una città che non ha più bisogno di essere destinataria di dichiarazioni d’amore. Ma di essere amata davvero. Con i fatti, la coerenza di mission e il rispetto della sua storia.

Categorie:libero contributo

Rassegna Stampa – La super cazzola del PD riguardo la Fondazione… Maggi e Don Brunetto parlano di variante… L’acqua a Siena costa un botto!!!

24 febbraio 2015 Commenti disabilitati

Libero Contributo – Ci accusano di non aver portato risultati… senza nemmeno avere idea di cosa sia davvero il processo di scoperta di un nuovo farmaco.

23 febbraio 2015 11 commenti

Ho deciso di pubblicare questo commento come un post, perché prima di tutto è lo sfogo di una persona che sta perdendo il lavoro. Un lavoro che perderà per colpa della politica senese, che da più di 50 anni è sempre la stessa, una politica che non guarda alle persone ma ai numeri e agli utili. Gli stessi che hanno fatto il danno ora sono quelli che vorrebbero risolvere i problemi. Sono vicino ai ricercatori della Siena Biotech, perché ho sposato una ricercatrice senese e so bene quali sono i sacrifici che fanno i nostri studiosi: pochi soldi per la ricerca, mal pagati e costretti a dei compromessi per compiacere il Barone di turno…

Per quanto vale vorrei dare un consiglio ai giovani ricercatori, andatevene dall’Italia qui per voi non c’è futuro… PORA SIENA

P.s. Nel video le chiacchiere della politica

Gentile Santo, sono un ricercatore di quella Siena Biotech che negli ultimi tempi tristemente è salita alla ribalta nella stampa locale.
La politica adesso fa mostra di interessarsi ai dipendenti, anzi ai quasi ex dipendenti. Ovviamente le opposizioni cavalcano l’ onda per avere visibilità. La maggioranza invece fa il “compitino”, viene a trovarci, promette fantomatici aiuti alla ricollocazione.
Ma chi vogliono prendere in giro? Il colore politico della gente che finge di prendersi a cuore la sorte dei 50 ricercatori è lo stesso di chi ha mosso le fila del nostro azionista. Per loro, è tutto già deciso: la Fondazione recupera i costi di quel mausoleo di vetro del Centro Ricerche (ah, Sansedoni…), TLS tramite la Regione si prende tutta la baracca, e a noi addio e buona fortuna.
Ciò nonostante, il cittadino medio non si rende conto che le parole spese per i ricercatori non sono né più né meno che una farsa, e c’è chi si indigna di tutto l’ interesse a noi rivolto, ha da dire sul nostro operato e ci consiglia (giuro che è vero) di “trovarci un lavoro vero”…
Negli anni passati, l’ errore tattico della nostra dirigenza e del nostro azionista è stato quello di tenerci separati dalla realtà locale non dandoci visibilità durante i tempi buoni, quando stipulavamo accordi con multinazionali come Wyeth e Roche e con atenei di fama internazionale, non facendo capire ai senesi che quel che facevamo non era “giocare allo scienziato” ma lavorare sodo per perseguire un obiettivo ben preciso, generare nuovi farmaci per le persone affette da malattie rare. Grazie a questo errore, fino a pochi anni fa il cittadino medio neanche sapeva della nostra esistenza: tante volte mi sono sentito dire “Siena Biotech? Ah ma non è la stessa cosa di Novartis?”
Adesso invece magicamente tutti conoscono Siena Biotech e si sentono autorizzati a dire la loro, di solito prendendosela con l’ anello più debole della catena, ossia i dipendenti. L’ acredine che si percepisce è davvero sconcertante.
Ci accusano di aver sperperato i soldi della Fondazione, come se i soldi della Fondazione fossero un diritto acquisito di qualcuno (il famigerato “territorio”, quanto sarei curioso di vedere i risultati raggiunti da tutti coloro che hanno elemosinato soldi della Fondazione, che fossero tanti o pochi), e come se quei soldi fossero finiti nelle nostre saccocce e non fossero invece volati in quell’ enorme buco che è il Centro Ricerche, che tuttora resterà in piedi, e che verrà acquistato da TLS coi soldi pubblici, questi davvero soldi “della gente”, dopo essere stato svuotato di noi dipendenti.
Ci accusano di non aver portato risultati… senza nemmeno avere idea di cosa sia davvero il processo di scoperta di un nuovo farmaco.
Ci accusano di essere incompetenti, raccomandati e fannulloni…senza aver letto mai un nostro curriculum o una nostra pubblicazione scientifica.
Nelle condizioni critiche in cui versa Siena la gente, invece di prendersela con il Partito che ha distrutto una città, si mette a fare la guerra dei poveri, e se la prende con gente che dopo 10-15 anni di lavoro vede vanificati tutti i propri sforzi e in più ha una procedura di licenziamento pendente sulla testa. Traditi dal nostro azionista (che ci ha ordito un vero e proprio tranello) e vituperati dalla gente che fino a ieri non sapeva nemmeno che esistevamo. Insomma come dire…becchi e bastonati.
Forse questo commento è un po’ troppo lungo ma è uno sfogo che viene davvero dal cuore. Grazie dell’ attenzione.