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Archive for maggio 2015

Rassegna Stampa – Siena Libertà di pensiero: questa sconosciuta!!!

29 maggio 2015 1 commento

Siena proprio non cambia, c’è chi dice che la libertà di espressione è fondamentale, che i giornali senesi sono pilotati e poi si permettono di telefonare a un giornalista de IL FATTO QUOTIDIANO per suggerire chi intervistare e chi non. Fate voi ma a me scappa da ridere!

Ci sono poi i contestatori di Matteo Salvini. Lungi da me la voglia di difenderlo, ma in un paese democratico si fanno parlare tutti.

Più che altro non si mandano all’ospedale 4 poliziotti senza pagarne le conseguenze.

Domandona a chi ieri ha contestato Salvini in maniera non proprio civile:

“Ma dove minchia eravate quando una banda di affaristi distruggeva il Monte dei Paschi e quindi il futuro di questo territorio?”

QUELLI CHE TELEFONANO AI GIORNALISTI E DICONO: “NON INTERVISTATE QUELLO, INTERVISTATE ME!!” SIETE RIDICOLI

IL SINDACO PARLANTE VALENTINI PARLA DEI FUTURI PATTI DI SINDACATO DELLA BANCA: ROBA DA NON CREDERE. FERMATELO!!

Salvini contestato, tensione con la polizia: uno studente e 4 agenti in ospedale

Una risata li seppellirà…

Dibattito pubblico del MoVimento 5 Stelle sulla sanità toscana

 In Borsa chiude a -1,3%. Gros-Pietro: banche al sicuro da Grexit

Banche, nuovi finanziamenti +11% annuo in primi 4 mesi – Abi

Matteo Salvini (LN) contestato a Siena

Un voto ai candidati di “Passione per la Toscana” per cambiare anche Siena

Il Presidente del Consiglio visita la FIAT

SALVINI A SIENA, MANIFESTANTI ANTI-LEGA E FORZE DELL’ORDINE A CONTATTO

ROBUR SIENA – Castiglione 2-1. Le finalelle

Dal WEB foto de LA NAZIONE

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Rassegna Stampa – Il Perry Mason de noialtri ne vince un’altra e i querelanti si ciucciano il pollicione!!!

26 maggio 2015 4 commenti
Categorie:rassegna stampa

La Rubrica di Daniele Magrini – Fondazione Mps, tavola apparecchiata ma Siena è in cucina con gli avanzi

25 maggio 2015 2 commenti

Daniele Magrini

Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione MpsDelle azioni di responsabilità per chi ha dilapidato decine di miliardi che erano della collettività senese prima ancora che della Fondazione MPS, non si sa più nulla. L’apertura dei cassetti, dei computer, dei faldoni di archivio della medesima Fondazione, che avrebbe consentito anche di capirci di più non solo delle responsabilità individuali, ma anche di quelle politiche di un’intera classe dirigente che ha gettato Siena nello sfascio, è stata decisamente esclusa dal presidente Marcello Clarich. Dell’atto di indirizzo del marzo 2015, varato dal Consiglio Comunale dopo una faticosa opera di aggiustamenti e ritocchi condivisi da tutti i gruppi, la Fondazione non ha fatto sapere neppure di averlo letto.
E’ del resto evidente che proprio questo era il mandato di Marcello Clarich: interpretare le norme di autonomia delle fondazione bancarie, irrigidite dal nuovo protocollo varato proprio a marzo scorso, staccando il residuo legame tra Fondazione Mps e territorio senese. Altro che atto di indirizzo! E nel contempo accompagnare supinamente i piani di Profumo – a sua volta determinati in gran parte dagli indirizzi della Bce – verso non solo e non tanto l’aumento di capitale, ma verso una fusione o aggregazione, o comunque un matrimonio di interesse del Monte. I pretendenti non abbondano, lo dice lo stesso Clarich, per via dei 23 miliardi di crediti deteriorati e dei tremila dipendenti della Direzione installata a Siena, che nel mondo bancario italiano viene definita più o meno come una sorta di inutile sacca di scrivanie.
Dunque, si va verso le decisioni della Fondazione Mps sull’aumento di capitale, avendo ben chiara una cosa: Clarich ha fatto bene ciò che doveva. Non solo il Monte non è più di Siena, ma non lo è più neppure la Fondazione, nata come «Ente no-profit che ha per scopo statutario finalità di assistenza e beneficenza, nonché di utilità sociale nei settori dell’istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell’arte, soprattutto con riferimento alla città e alla provincia di Siena» (decreto 8 agosto 1995). Oggi autonoma da tutto e da tutti, soprattutto da Siena.
Con le istituzioni cittadine imbavagliate, perché se dicessero quanto sopra, cioè l’ovvio evidente, ci sarebbe subito chi urla che la politica senese vuole rimettere le mani dentro il piatto. E se qualcuno, come fa per esempio, Stefano Scaramelli, si prova a dire che così non va, che è inutile seguire l’aumento di capitale Mps, che non ha più senso una Fondazione così, che quei 400 milioni in cassaforte grazie alla Mansi, potrebbero innescare un volano per il territorio senese, beh anche quella è un’ingerenza della politica.
Non è così. Non si vuol capire, non lo vogliono capire neppure personalità illuminate della città. Quelle che hannosaputo criticare quando i più non lo facevano e adesso, pur di tenere ancora il dito puntato contro il Pd, mettono in guardia dalle reiterate ingerenze della politica sulla Fondazione. Facendo un’operazione di retroguardia.  Non è più così.
Oggi la dialettica interna alla Fondazione è tra il supino allineamento ad un’autonomia distante da Siena, e chi prova a inserire possibili sprazzi di residuo legame col territorio. Non è per politica. E’ per sopravvivenza.
Il Pd è impegnato in un corpo a corpo tutti contro tutti al proprio interno. Non ha più nè testa nè forza per incidere nelle determinazioni di poteri forti, esterni alla città, rappresentati da Profumo – e poi da chi verrà – e Clarich, garanti e terminali di quei poteri euro-finanziari, che ormai determinano gli indirizzi di ogni politica economica, sia quella dei Governi nazionali, territoriali, che quella delle banche, e delle fondazioni bancarie.
Vero è che ai tempi dell’autonomia, determinata da un patrimonio immenso, quale era quello del Monte dei Paschi, gli intrecci con la politica sono stati i principali elementi dello sfascio. Ma oggi il Pd senese può arrivare solo a determinare la neutralizzazione del sindaco Bruno Valentini, prigioniero della ragnatela delle correnti, che finirà – dopo due anni incolori – per incanalare la città verso ulteriori tre anni di nulla.
Qualche decennio fa, una meravigliosa vignetta di Giannelli, tradusse il senso di una parola che Vittorio Mazzoni Della Stella, allora sindaco, pronunciò rivolto a tanti poteri – allora c’erano – della città: “inani”, tutto attaccato. Giannelli mise tanti nanetti a razzolare qua e là senza costrutto. Dal vocabolario: inane è il vuoto, il nulla. E di più: sono inani i tentativi di rinvigorire e salvare tradizioni morenti; inani le parole di chi non riesce ad agire nel concreto. Come a Siena. Dove non servirà un rimpasto di giunta a indirizzare verso quella rotta di rinascita che chi aveva vinto primarie ed elezioni aveva il dovere di mantenere ben diritta.
Quindi, tornando alla Fondazione, la città tutta – in primo luogo le avanguardie che hanno combattuto contro gli sfasciatori prima di tutti gli altri – dovrebbe interrogarsi su come fare a riconnettere Siena con la “sua” Fondazione che non è più tale. Abbaiare alla luna delle mani lunghe della politica non serve più.
Anche perché è questione di ore e la Fondazione deciderà se e come seguire l’ulteriore aumento di capitale del Monte. Cioè di una banca che già nel prospetto dell’aumento di capitale da 3 miliardi che parte ora e si concluderà il 12 giugno, come doveroso avverte di non escludere che possano arrivarle manifestazioni di interesse per essere acquisita o per una fusione, anche durante l’aumento di capitale da 3 miliardi che parte lunedì.
Un aumento di capitale che la Consob segue con molta attenzione. In una una nota l’organismo di vigilanza, afferma che l’aumento di capitale della banca senese “presenta caratteristiche di forte diluizione” e questo “determina il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichino anomalie di prezzo, consistenti in una sopravvalutazione del prezzo di mercato delle azioni rispetto al loro valore teorico”. La Consob sottolinea che “monitorerà attentamente” l’andamento delle azioni della banca durante il periodo dell’offerta, “con particolare riferimento al rispetto delle misure in tema di vendite allo scoperto“.
Marcello Clarich, comunque va già oltre l’aumento di capitale. E dice di essere convinto che “occorre un partner che aiuti a creare valore, sinergie”. Al momento “non sembra esserci un numero alto di pretendenti – ha proseguito Clarich – in ogni caso con l’aumento di capitale la banca si rafforza, non è più andare a chiedere un cavaliere bianco ma un tentativo di creare valore. Senza fretta”.
Bene, la tavola è apparecchiata. Ma la città è in cucina con un piatto di avanzi. I Cinque Stelle vanno dicendo da tempo che ci vuole un’altra Fondazione. Che questa così non serve più. Forse è l’unica strada. Certo è che ci vorrebbe ben altro approccio della città alla “sua Fondazione”.
Per esempio, chiedere se la Fondazione abbia fatto niente per proporre alla banca che la sede di Widiba, la banca on line, fosse a Siena e non a Milano. Un segnale di continuità di legame con la città che sarebbe stato concreto.
E poi, anche la maggioranza che guida la città e che fa perno sul Pd, potrebbe reclamare – come ha fatto l’opposizione – con energia l’apertura dei cassetti, dei verbali, insomma il libro delle scellerate scelte del passato della Fondazione. Perché senza chiarezza sugli errori del passato, senza giustizia quantomeno politica sulle responsabilità, non si riparte. O si ripartirà zoppi, come le anatre e tutto il resto. Ci sarebbe bisogno di reclamarla con forza l’operazione-trasparenza. Per provare ad alzare la voce. Almeno una volta. Nel mezzo all’assordante silenzio che non è certo degli innocenti.
Categorie:libero contributo

Rassegna Stampa – Persa la scuola di cardiochirurgia!!! La Persi distratta… Scaramelli: La Fondazione non deve aderire all’aumento di capitale…

25 maggio 2015 2 commenti

Rassegna Stampa – Il Club dei Querelanti ha due nuovi membri… L’Ordine degli avvocati l’ha pestata?

22 maggio 2015 3 commenti

Oggi non posso non parlare dei due nuovi membri che si sono aggiunti al Club dei Querelanti. Quindi insieme a MUSSARI GIUSEPPE, MAURIZIO CENNI, GABRIELLO MANCINI, MINUCCI FERDINANDO, QUELLI della CURIA e mi dicono anche PIERLUIGI PICCINI, si aggiungono a chi ha querelato un blogger anche Ombretta Sanelli e Romolo Semplici. L’amico Bastardo Senza Gloria sta pubblicando la sentenza pezzo per pezzo, quindi non entrerò nel suo terreno. Quello che però mi interessa sottolineare è che purtroppo quando abbiamo avuto dei dubbi sul voto di Enzo De Risi (che probabilmente è in buona fede), nel famoso Consiglio Comunale in cui il Ceccuzzi si salvò per il rotto della cuffia (clicca e leggi). Dopo questo voto noi blogger avemmo un duro scontro all’Hotel Moderno con Corradi-De Risi-Romolo Semplici, incontro che non servì a fugare i nostri dubbi, in quell’incontro qualcuno di PietraSerena molto influente mi sussurrò all’orecchio, che con il Dottor Tucci non si sarebbero mai schierati (troppo di destra!), tutti sappiamo come è andata.

Tornando alla sentenza quando leggo questa frase: “…emergono circostanze piuttosto concrete che non consentono di ritenere l’ipotesi delineata dal G. completamente disancorata dalla realtà”. Ecco forse il nostro dubitare aveva una base concreta. Continuate a seguire Bastardo senza Gloria, perché ne leggerete delle belle… PORA SIENA

P.s. Mi dicono che l’ordine degli avvocati non si è comportato proprio benissimo, incontrando solo lo SCARAMELLI. Avvocati, siete sempre in tempo per rimediare!!!

DIRITTO DI CRITICA: ASSOLTO IL BLOG DEL GAVINONE DALLA QUERELA PRESENTATA DA ROMOLO SEMPLICI E OMBRETTA SANELLI

Mps, lunedì parte l’aumento di capitale

Emergenza profughi: una concreta proposta ereticale (e una caterva di Ps)

ROSSI (Lega): La quasi totalità della RSU Whirlpool di Siena ha rifiutato l’incontro con Borghi.

Serena Cesarini Sforza (Sì – Toscana a Sinistra)…

NCD: “L’Ordine degli Avvocati ha violato la par condicio elettorale”

L’università di Siena siamo noi. Un futuro per l’università con bilanci chiari e veritieri

Aumento capitale Banca Mps, sconto del 38,9%

Ricordiamocelo

Forza Matteo

CUS SIENA JUDO, FINE SETTIMANA RICCO DI SUCCESSI VERSO LA COPPA ITALIA

Rassegna Stampa – I Democratici (!?) censurano Sabatini e Trapassi… Crollo del Monte dei Paschi… Vota ancora sulle Dimissioni

21 maggio 2015 4 commenti

La Rubrica di Mara Morini – QUELL’AVVISO GARANTITO AL LIMONE

21 maggio 2015 5 commenti

E quell’avviso che lo si aspettava tutti alla fine non ha tardato ad arrivare.

Anche Mara ora prova la bicicletta

Non ci sono più la crisi del Mps, la mancata vittoria alla candidatura a Capitale europea della Cultura o il fantomatico dissesto finanziario causato, a suo dire, dai suoi predecessori a essere causa del penultimo posto di Brunetto nella classifica dei sindaci per gradimento cittadino. E neppure i duri tagli ai trasferimenti statali che colpiranno la nostra Città.

Garantito al limone, Brunetto,  la caduta sarà  sempre più prossima e rovinosa.

E chi Le rimprovera di non aver risposto alle necessità  di cambiamento, di non aver attuato politiche efficaci ed efficienti dinanzi alle difficoltà  economiche e sociali che affliggono la Città  post crisi Mps, di mancare di chiarezza e lungimiranza politica e amministrativa, di bieco clientelismo (brillanti carriere fatte fare a parenti, sistemazione di adepti in ruoli dirigenziali, posti chiave – portavoce e capo del gabinetto – ecc…), dopo l’ultima vicenda che La riguarda personalmente e come istituzione, mi creda, la trasformerà in carne da macello.

Si. Perché un Sindaco già  non tanto amato su cui pesa un avviso di garanzia che presume la consapevolezza dell’illecito e la realtà  di famiglie che si trovano fuori casa dopo ingenti e non esauriti sacrifici, quand’anche certi della assoluta estraneità  ai fatti, diventa carne da macello nell’attuale infuocato agone politico. Egli stesso qualche settimana fa definiva il suo mandato caratterizzato dai toni eccessivi propri di una costante campagna elettorale.

E adesso come la mettiamo? Come si sente? E quando Le arriveranno gli altri avvisi di garanzia, perché altri ne arriveranno, cosa dirà? Che è vittima di una congiura politica? Che i “cattivi” vogliono arrestare il cambiamento? E quale cambiamento? Il Suo?

Per adesso l’unico vero respiro di sollievo lo ha regalato ai frequentatori del noto Faccialibro: Sindaco le è passata la voglia adesso di scrivere post su FB? Perché? Non ha nulla con cui deliziarci?

Ha sostenuto fino a venerdì della scorsa settimana che le opposizioni, polemiche e  bastiancontrarie, frenavano l’operato della politica del fare della sua Amministrazione.

Opposizioni poco costruttive sono quelle che caratterizzano il modo di fare politica in Italia, è vero. Non hanno i caratteri delle opposizioni anglosassoni più volte al costruttivo confronto nelle aule e nelle piazze.  Ma e c’è un ma nei paesi anglosassoni nessuno si sarebbe schierato pro o contro la necessità  di dimettersi. Nei paesi anglosassoni Lei si sarebbe presentato fieramente dimissionario nel rimettersi alla fiducia nell’operato della magistratura. Egli stesso ha parlato di necessità  di cambiamento radicale da quel “Sistema Siena” fatto di mala politica e clientelismo, che per anni ci ha pasciuto nell’illusione della perenne opulenza e che ora ci trova incapaci di sopravvivere.

E allora perché non dimostrare di esserne lontano e stufo. Di non essere figlio e neppure nipote di quel meccanismo perverso, presentandosi onestamente dimissionario alla cittadinanza tutta, rimettendosi da privato cittadino nella fiducia certa della giustizia. Estraneo ai fatti nel futuro potrà  sostenere una candidatura forte di un’altezza morale indubbia come uomo in primis e come amministratore.

Quell’opposizione verso cui spesso si è pubblicamente indignato perché insofferente, dura e affatto collaborativa Le scuoterà la poltrona come un terremoto insieme a quelle di tutta la sua giunta. Non farà sconti e si arriverà all’ingovernabilità. E caro PD anche l’ingovernabilità può significare commissariamento.

E’ questo che si vuole per la nostra Città?

Ancora crisi, ancora stallo, in un momento in cui non c’è più concesso.

Ci sono ancora i politici “con il pelo nello stomaco”. Ai vertici abbiamo il lampante renziano esempio. Mi perdoni, ma in quel girone io non ce La ritrovo.

Mara pronta per la prova costume

Rassegni le proprie dimissioni da un’escalation di chiacchiere e critiche, di freni e giochi dentro e fuori Palazzo Comunale dove sappiamo non gode di particolare simpatia.

Rassegni le proprie dimissioni da una cittadinanza che non la ama particolarmente e che non si tirerà  indietro da marce e cortei.

Rassegni le dimissioni da una maggioranza che vacilla e che la sostiene a mala pena per tenersi la seggiola e che da tempo ha messo in moto la macchina per la sostituzione e che ora vigliaccamente, a “puttane” tutti i buoni propositi, temporeggia prima di infierire il colpo finale.

Rassegni le proprie dimissioni da quella politica attaccata alla poltrona e che Lei stesso ha rinnegato nei comizi e nelle piazze.

Rassegni le dimissioni per salvare parzialmente la faccia e salvare la dignità dei propri cari.

Si presenti ai cittadini dopo aver fatto valere le ragioni della sua estraneità in cui si confida e di cui si è certi e ci dimostri che è venuta l’ora in cui i tempi son davvero cambiati.

Mara Morini

 P.S.: Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa l’amico renziano, compagno di cambiamento, Stefano Scaramelli, visto che è impegnatissimo nella campagna elettorale

Categorie:libero contributo