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Archive for novembre 2015

La Rubrica di Daniele Magrini – I parenti serpenti senesi. E il senso del ridicolo

30 novembre 2015 Commenti disabilitati

Daniele Magrini

Parenti_serpentiIl film risale al 1992. Ed è di Mario Monicelli. Si chiama “Parenti serpenti” e ogni volta che lo ridanno in tv, io lo riguardo. Racconta le miserie di una famiglia che dietro l’ipocrisia del ritrovarsi insieme per le feste natalizie, progetta e realizza l’intento di togliere di mezzo i due anziani genitori divenuti troppo ingombranti. La losca operazione verrà però smascherata dal tema in classe post-vacanze, del nipotino delle vittime.
Mi pare la perfetta metafora dell’ipocrisia che ci pervade e che caratterizza la realtà senese, in cui prosperano, nell’ordine: rinnovatori con le proprie squadre piene zeppe di artefici del precedente regime dello scempio; marpioni più o meno vecchi sempre in tiro; alleati di governo che sono perennemente sull’orlo della crisi di nervi; selfie sempre alla grande e col sorriso smagliante; temi e problemi un po’ “a caso” per nascondere e offuscare i nodi di fondo veri; grandi aziende multinazionali farmaceutiche che prima fanno la cerimonia di gala e subito dopo parlano di esuberi; grandi banche promosse dalla Bce, che però dice “è meglio che vi aggreghiate”; esposizione nelle vetrine feisbucchiane dei governanti di ogni cosa bella che accade in città, come se fosse merito loro; governanti che si lodano e si imbrodano, “automipiaciandosi ” reciprocamente ad ogni stormir di fronda; servi e scimmiette che tornano ad abbondare, con qualche problemino in più rispetto a prima, quando era chiaro chi comandava; cittadini diffusamente silenti in attesa soltanto del nuovo re al posto di “Beppino primo”; altri cittadini che becerano, “ma a me che me ne frega, tanto so tutti uguali, quando si vota io vo a Follonica!”, e così facendo si sentono perfino rivoluzionari. E poi ci sono i “fanatici” più pericolosi, secondo la frase di Churchill, perché “fanatico è colui che non può cambiare idea”.
Ora, pescando nel mazzo delle dinamiche dell’ipocrisia senese sopra affastellate, quella che merita qualche riflessione in più è quella che riguarda gli “alleati di governo perennemente sull’orlo di una crisi di nervi”. Alludiamo al Pd e a Siena Cambia/Attiva. Sono le forze che sorreggono la giunta Bruno ValentiniFulvio Mancuso, sindaco e vicesindaco di Siena.
Una giunta nata da una fusione a freddo: tra il pragmatismo del Pd con un gruppo consiliare fatto apposta per imbrigliare il Sindaco, e la volontà rigeneratrice e “rivoluzionaria” che veniva allora promessa dalla coppia Valentini-Mancuso e che avrebbe dovuto approvvigionarsi dell’operato e dello stimolo critico di Siena Cambia. Tale movimento fu decisivo per far vincere a Valentini le primarie contro il “ceccuzziano” Alessandro Mugnaioli, raccogliendo consensi al di fuori del Pd. Anche se l’altro elemento della vittoria fu l’accordo con il gruppo Monaci, sancito poi dall’ingresso nella lista di Siena Cambia, dei candidati monaciani Trapassi e Sabatini. Inseriti per volontà diretta di Valentini – che rintuzzò ogni considerazione contraria – vincitori alla grande quanto a preferenze, subito in rotta con la linea “sienacambista” e ora fuori dal gruppo consiliare, che ha però raccolto Pasquale D’Onofrio.
A voltarsi indietro a guardare l’iniziativa di Siena Cambia, c’è da strabuzzare gli occhi: oltre alle indubbie capacità di Fulvio Mancuso, che di quel movimento resta anche ora il riferimento, ci fu un diffuso e generale slancio di rinnovamento, per tanti in buona fede, che consentì di appassionare alla sorti cittadine molta gente distante; e di far ritrovare una casa agli esuli dal Pd, consentendo così alle elezioni amministrative del 2013, di contenere la delusione degli anni dello scempio, senza farla tracimare oltre i confini del centrosinistra.
Ma la fusione a freddo col Pd, gelò immediatamente tutte le “caldane” rinnovatrici di Siena Cambia. Il coordinatore Roberto Guiggiani, ritenuto troppo barricadero, fu ben presto accantonato e Siena Cambia, sia nel gruppo che nel movimento, divenne rapidamente la truppa di complemento della maggioranza consiliare egemonizzata dai numeri del Pd, in grado di condizionare fin dall’inizio l’operato del sindaco ex novista, Valentini.
Da questo status di “difensori” della giunta Valentini-Mancuso, Siena Cambia/Attiva accenna ora di volersi un po’ distaccare. Riportiamo alcune parole perchè le parole sono – sarebbero – importanti. Quelle di Siena Cambia sono espresse con la consueta misura dal coordinatore Francesco Fasano: «Noi siamo nati nel 2013 – ha affermato – sotto il segno del coraggio e dell’audacia. Da parte nostra lo spirito iniziale non è mai stato rinnegato. Ci siamo pentiti unicamente di alcuni momenti di eccessiva timidezza da parte nostra. Nell’operato del sindaco Valentini vediamo luci ed ombre. Ha avuto il merito di mettere solide fondamenta, e mi riferisco soprattutto alla riduzione del debito del Comune. Ma ora serve un cambio di passo nell’azione amministrativa. La Giunta deve avere nuovo vigore e nuove energie». Poi il gruppo consiliare presenta un’interrogazione urgente sulla sanità e contro le scelte pro-Arezzo del Governatore Rossi. A questa mossa si aggancia la reazione del Pd, che è di ben più ampio respiro rispetto al tema della sanità, e nel documento di tutti i consiglieri comunali, arriva prima all’osso che alla pelle dell’alleanza: «Nessuna morale da Siena Cambia – si legge -. I consiglieri comunali rimandano al mittente le polemiche di Siena Cambia, che non lavorando alla produzione di idee e contenuti mira solo ad attuare una polemica strumentale ben lontana dalla costruzione di un modello nuovo, efficiente, efficace, equo e sostenibile per la sanità regionale e senese. Così come non accettiamo morali da tutti coloro che invece di produrre reali idee di cambiamento si limitano alla retorica, come le recenti prese di posizioni del Centro destra e 5 Stelle. La critica deve portare a idee nuove, non a dare colpe. Non accettiamo “morali” da coloro che, invece di produrre quelle famose idee di cambiamento,  si sono accomodati nella retorica non producendo, di fatto, alcun segno, atto o idea capace di portare a reali benefici per Siena». Il documento conclude: «siamo certi che i nostri consiglieri regionali, il nostro Sindaco, forti della nostra piena fiducia, conoscendo i contesti, le realtà, le potenzialità e percependo le criticità, sapranno ben rappresentare le istanze del nostro territorio in Regione, facendo squadra». Se pensiamo che il riferimento di Siena Cambia/Attiva è il vicesindaco Fulvio Mancuso, come possano continuare a fare squadra Pd e Siena Cambia/Attiva, è un mistero. O meglio, una presa in giro.
La sostanza che emerge dai fumi dello scontro, è che l’attuale maggioranza è fatta da “parenti serpenti” che non si sopportano più. Continua a sorreggersi su un patto politico che convinse la maggior parte dei senesi e che alla resa dei conti si è dimostrato solo un inganno fatto ai danni di chi, per valori e convinzioni legato al centrosinistra, si lasciò convincere che ci poteva essere una strada di netta rottura con il passato, senza fare il salto della quaglia sull’altro versante politico.
L’ennesima lite interna alla maggioranza dimostra anche altre cose: che tra Valentini e Mancuso l’idillio è finito, visto che Siena Cambia/Attiva porta qualche colpo ai fianchi del Sindaco; dimostra anche che Valentini è del tutto dentro la “nassa” del Pd, vista la frase, “il nostro Sindaco”, finora mai usata in comunicati del gruppo consiliare Pd. Ed è in fondo l’ulteriore dimostrazione, insomma – se si può esprimere liberamente un ‘opinione –  che l’inganno continua secondo i copioni ormai consolidati nel Pd e dintorni a Siena, litigando a parole, giocando ai condizionamenti di basso livello, senza mai giungere all’unico atto residuale di coraggio politico e dignità: rompere la maggioranza, falsa fin dall’inizio nella sua finta coesione, per consentire alla città di tornare alle urne e di poter scegliere, stavolta senza trucchi e senza inganni.
Facente parte dell’analisi a pieno titolo, è quanto dichiarato a Radio Siena da Stefano Scaramelli, consigliere regionale Pd, leader dei renziani della provincia, tra i recordman di preferenze in Toscana. Intervistato da Susanna Guarino sul dibattito di lunedì 30 novembre (alle 18,30 al Jolly Hotel) organizzato dall’Associazione Doc, Scaramelli ha detto: «Siena doveva cambiare marcia, avere interlocutori nuovi. L’ho detto più volte ma questo non sta avvenendo e poi nessuno si lamenti se queste cose vengono dette davanti ai cittadini. Si sta sfiorando il senso del ridicolo». Sì, il senso del ridicolo.
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Rassegna Stampa – Siena Cambia in Siena Attiva… I senesi son passivi!!!

30 novembre 2015 Commenti disabilitati

Rassegna Stampa – Ecco come Clarich liquida il Consiglio Comunale…

27 novembre 2015 5 commenti

Rassegna Stampa – Gli inviti per il Palio… Intervista ad Eugenio Neri… I lavoratori ex Novartis in agitazione…

26 novembre 2015 Commenti disabilitati

Qualche giorno fa David Busato ha intervistato MALIK un ragazzo musulmano del Sarrocchi (clicca e leggi). L’ultima domanda di Busato è stata questa:

“Ti piacerebbe essere invitato ad assistere al Palio?”

“Certo che mi piacerebbe… risiedo a San Gimignano ma accetterei volentieri, l’ho sempre visto in tv…”

Chissà se il Sindaco tanto premuroso da invitare Servaggia Lucarelli al Palio lo farà anche con Malik… Aspettiamo fiduciosi…

Politica. Intervista a Eugenio Neri

Vertenza dipendenti Fruendo (ex Monte Paschi): due sentenze favorevoli a Roma

Le bugie, quattro banche e i salvataggi “accomodanti”

L’UC PD promuove un incontro tra istituzioni e parti sociali per GSK

Le sanzioni per il Palio del 17 agosto

Una Giornatona in tempo reale – Ecco le sanzioni

“I tre problemi di Ippocrate, tra etica e quadrature di bilancio”

A volte mi ritrovo sopra un colle

ASTA TROFEI MENS SANA: LE COPPE RESTANO A SIENA, OLTRE 5MILA EURO SPESI DAI TIFOSI

I 14 moschettieri

Rassegna Stampa – L’intervista di Daniele Magrini alla vedova di David Rossi (video)… Busato: Tre interviste la leggere… Dignità femminile meno chiacchiere e più fatti!!!

25 novembre 2015 Commenti disabilitati

Libero Contributo – Piccini vs Scaramelli: sperare che qualcosa possa cambiare davvero

25 novembre 2015 Commenti disabilitati

Ricevo e pubblico

Pierluigi_piccini-300x199L’incontro fra Scaramelli e Piccini sta suscitando tanto interesse e tante preoccupazioni nel mondo della “politica senese”. Diverso è l’atteggiamento da parte di molti elettori di qualsiasi schieramento che guardano incuriositi e desiderosi di sapere se qualcosa di nuovo stia nascendo, ma soprattutto, se ci sono idee programmatiche concrete per il rilancio di Siena e del suo territorio. Sono passati 14 anni da quando Piccini ha lasciato il governo diretto dell’amministrazione e in questi anni è successo di tutto: l’attacco alle Torri Gemelle, il terrorismo internazionale, una crisi economica devastante che ha cambiato e sta cambiando gli stili di vita delle persone. Sono cambiati i partiti, il rapporto di questi con gli iscritti e con gli elettori. A Siena è sparito il legame della banca con la città, distrutta una Fondazione bancaria; ci sono stati avvisi di garanzia pesanti, commissari, impotenza amministrativa. E dopo tutto questo, ci sono persone che abbaiano alla luna, quelle persone (maggioranza e opposizione) che hanno costituito il puntello al governo dei DS prima e del PD dopo (dal 2001) e che oggi per l’ennesima volta, nonostante tutto quello che hanno contribuito a distruggere, ma hanno il coraggio di attaccare di ripresentarsi, inossidati, con le vecchie formule per il solito posto in più. Ma di cosa hanno veramente paura? Che questo ruolo di ulteriore sostegno a un PD indebolito, stanco, in cerca di identità non lo possano più svolgere ne loro né i loro accoliti. Il PD da un nuovo dialogo con Piccini e con le sue relazioni ne uscirebbe rinforzato tanto, forse, da non avere più bisogno né dei cespugli, né dei soliti giochini che hanno paralizzato la città in questi anni con uno scambio scandalosamente al ribasso. Il PD, inoltre, si potrebbe svincolare, con una attenta politica delle alleanze sociali, anche dall’abbraccio soffocante di alcuni rappresentanti della borghesia cittadina che poco hanno portato, ma molto hanno preso appoggiandosi, questi, a una forza elettorale che almeno nei numeri era vincente. Quell’abbraccio che aveva già soffocato la città e il PCI agli inizi degli anni novanta. Non sappiamo se queste saranno le questioni che verranno affrontate da Scaramelli e Piccini il 30, vorremmo sperare, comunque, che almeno ci provassero, perché anche di questo abbiamo bisogno: sperare che qualcosa possa cambiare davvero.

Filippo Romagnoli

Libero Contributo – Con il giuramento di Ippocrate mi sono impegnato eticamente e non politicamente…

24 novembre 2015 Commenti disabilitati

Ricevo e Pubblico

Il prossimo 25 novembre sarà un giorno fondamentale per il servizio sanitario nazionale. Da questa data, per adeguarsi ai richiami della UE, tutte le amministrazioni saranno obbligate a garantire direttamente ed immediatamente le tutele   in tema di orario di lavoro dei medici. In sintesi queste le norme esigibili sull’orario di lavoro : rispetto del limite massimo di 12 ore e 50′ di lavoro giornaliero; rispetto del limite massimo di 48 ore di durata media dell’orario di lavoro settimanale (compreso lo straordinario); rispetto del limite minimo di 11 ore continuative di riposo nell’arco di un giorno.

Eugenio Neri

Queste norme, sebbene attese da tempo, hanno trovato del tutto impreparate le amministrazioni che finora hanno accettato enormi plus orari dei medici in determinati settori, specialmente in ambito specialistico , allo scopo di mantenere il servizio alla cittadinanza. Dunque la data del 25 novembre non è solo importante per i lavoratori ma anche per i cittadini i quali, in assenza di provvedimenti organizzativi importanti e nuove assunzioni, dovranno, a loro insaputa, accettare il nuovo status quo. Queste mie considerazioni vanno nella direzione della maggiore consapevolezza generale. In una Azienda Ospedaliera del massimo livello, oltre all’assistenza di base , il cittadino cerca risposte complesse a problemi complessi : questa si chiama medicina ( o chirurgia specialistica). In alcuni reparti esistono profili professionali dedicati alla cura di patologie complesse e questi sono i cosiddetti “ultra-specialisti”. Poter dispiegare questi medici in ogni condizione, specialmente in urgenza , fa la differenza per il paziente ma anche dal punto di vista territoriale, dove l’utente trova una risposta a “ Km zero”. Parlando del nostro dipartimento ( non per vantaggio ma per migliore conoscenza) esistono almeno quattro equipes reperibili: una dedicata ai trapianti di cuore e cardiochirurgia , una dedicata ai trapiati di polmone e chirurgia toracica, una dedicata alla chirurgia vascolare ed una dedicata ai grossi vasi e dissezioni aortiche. Questa collezione di piccole equipes difficilmente intercambiabili offre la copertura alle esigenze del territorio e di area vasta.

Ognuno dei professionisti che vi lavora accumula da sempre plus orari di centinaia di ore all’anno  (non riconosciuti o cancellati ) e decine di giorni di ferie non godute. Per analogia questo succede un po’ in tutti i reparti.

Non credo che i professionisti non sentano la necessità di rientrare in parametri lavorativi “normali” ma se lo fanno è perché si sentono moralmente impegnati in assenza di alternativa. D’ora in poi questo non sarà possibile e dunque è realistico immaginarsi una contrazione dei servizi che seppur effettivamente garantiti non verranno gestiti, specialmente in urgenza/ emergenza da specialisti formati ad hoc per quello specifico problema. Dunque è necessario che le aziende decidano coraggiosamente su quali settori investire e lì ( e non nei muri di un nuovo ospedale!) impegnare risorse con la massima urgenza. Siena non può rinunciare al suo ruolo di massima specialità ( è l’unica ad avere certe tipologie di trapianto!) ed in questo la città deve mostrarsi ferma.

Infine una riflessione intima, con la quale penso di interpretare il pensiero di molti colleghi medici, specialisti e ultra-specialisti, che in questi anni hanno dimenticato gran parte della loro vita extra ospedaliera per dedicarsi a tempo pieno alla cura dei pazienti. Personalmente, pur essendomi battuto lunghi anni per il riconoscimento del nostro extra-lavoro, come medico non mi considero un “turnista”:   trovo umiliante interrompere un intervento in corso o non lavarmi in una urgenza, perché si violano leggi europee. Io con il giuramento di Ippocrate mi sono impegnato eticamente e non politicamente ( o sindacalmente) e dunque, in attesa che arrivino altri specialisti formati nella nostra specialità e ci sollevino dagli attuali carichi di lavoro, non abdicherò alla qualità di servizio che finora assieme, ai miei due colleghi della chirurgia delle dissezioni aortiche abbiamo garantito anno dopo anno 24 ore al giorno, con sacrificio, scienza e dedizione.

Eugenio Neri