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Archive for dicembre 2015

Editoriale de Il Santo – 2015: Don Brunetto l’indagato… Le dimissioni del Dottor Neri… Il caso David Rossi… Siena come GOTHAM CITY…

31 dicembre 2015 6 commenti

Alla fine del 2014 avevo sperato in una presa di posizione dei senesi importante, uno scatto d’orgoglio che non c’è stato. La città continua a sonnecchiare, intorpidita come un pugile che si sveglia dopo un KO.

Il 2015 è stato un anno in cui l’amministrazione comunale, ha parlato parecchio e combinato ben poco. Inutile è l’auto-incensazione di DON BRUNETTO sulle buone cose fatte in questi due anni e mezzo; come dice Daniele Magrini è solo un modo per dire: “Mi terrete qui anche con tre avvisi di garanzia e un probabile rinvio a giudizio!”.

La politica italiana è così, un partito che da una parte manda a casa il sindaco di Roma per la storia degli scontrini e poi si stringe a coorte ad un Sindaco che pare abbia amministrato in maniera non proprio eccepibile. C’è da capirli un nuovo commissariamento sarebbe un disastro per il PD locale. Credo che potrebbero anche provare, visto l’ormai remissivo carattere dei senesi. D’altra parte l’alternativa non c’è! (opinione media del popolo senese). La mia è molto diversa.

Poco prima di Natale si è dimesso Eugenio Neri. Schifato dall’attaccamento alla poltrona da parte del Sindaco. (qui le sue dimissioni da ascoltare). Purtroppo a Lui da parte dei senesi, nemmeno l’onore delle armi. Eppure un gesto che non tutti avrebbero fatto. Rivedremo Eugenio Neri impegnato in politica, attivamente? Vedremo, certo il Consiglio perde la persona che ha dopo trenta anni è riuscita a portare al ballottaggio il partito dominante. Quelli che sono andati al mare dovrebbero meditare, perché da questo gesto si vede lo spessore della persona. Personalmente credo che il Sindaco non abbia capito perché si è dimesso, anzi ne è stato felice. Ottimo l’atricolo su questo tema di Bastardo Senza Gloria. (leggi qui)

Per ritornare alle cose fatte in quest’annata, l’unica che è andata bene a questa amministrazione è probabilmente il BIKE SHARING. Il servizio per ora pare funzionare, bisognerebbe che gli utenti rispettassero il codice della strada, ma il servizio per ora indubbiamente funziona.

Per altre cose mi sembra che tutto sia in stallo.

La nomina del nuovo direttore del Santa Maria della Scala sono convinto che non sortirà effetti, perché se non ci sono idee, puoi avere tutti i direttori che vuoi, l’amministrazione deve dare indirizzi, che non sembra avere. Per quanto riguarda il turismo è la stessa cosa, infatti non c’è programmazione, non c’è visione del futuro. Sono da 25 anni nel settore del turismo e vi assicuro che il 95% delle persone vengono a Siena da sole, cioè non sono flussi veicolati da politiche ad hoc. Poi il Comune non incentiva assolutamente rimanere a Siena, dal costo dei parcheggi all’assenza di eventi programmati.

Di tutto quello che è stato fatto in questi due anni e mezzo salvo solo le varie settimane dello sport (tranne lo ZUMBA al Santa Maria) organizzate dall’assessore Tafani che ha capito il valore aggiunto dello sport come richiamo per il territorio. Ci sarà ancora da lavorare le basi però ci sono.

Devo dire che il 2015 è stato anche un anno che ha visto riaprire il caso DAVID ROSSI, di cui mi sono occupato molto spesso su questo blog dando voce a chi non trovava spazio nei giornali. Una soddisfazione per noi blogger di provincia, qualcuno mi ha scritto: “E’ assurdo che la memoria di DAVID sia difesa da quelle persone che DAVID non sopportava!! (i bloggers n.d.r.)” Chissà se arriveremo alla fine di questa vicenda, temo che tutto si perderà nelle nebbie del tempo e della memoria come sta accadendo per l’affare Monte dei Paschi.

La chiudo qui ne avremo di tempo per parlare, tanto il Don Brunetto anche se presumibilmente avrà un poker di avvisi di garanzia non si dimetterà, gli spunti non mancheranno, perché è indubbio che Lui è la nostra musa.

Chiedo solo una cosa al 2016, la chiedo ai senesi, cominciate a chiedervi cosa posso fare, cosa potevo fare per Siena? Cosa posso fare per lasciare ai miei figli un futuro migliore nella città in cui ho le mie radici?

Una città cari lettori che è sempre più dark e che pare sempre più GOTHAM CITY!!! Putroppo non abbiamo BATMAN ne avrebbe di lavoro!!! Pora Siena…

 

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La Rubrica di Daniele Magrini – Calbi, Neri, Valentini: tre uomini in barca (per non parlar del cane)

29 dicembre 2015 Commenti disabilitati

Daniele Magrini

mercato-campoQuesto dopo-Natale senese, preludio al passaggio d’anno, è caratterizzato dalla solita città “bifronte”, e dalle storie di tre uomini “in barca”, cioè alle prese con momenti di traversata difficile nei mari senesi. Quelle fasi in cui le decisioni prese producono onde lunghe e non sono di corta gittata. Diciamo subito che i tre uomini in barca (per non parlar del cane, come da titolo del famoso romanzo di Jerome Klapka) sono Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma fresco di nomina a Direttore del Santa Maria della Scala; Eugenio Neri, fresco di dimissioni dal consiglio comunale; Bruno Valentini fresco di ricompattamento della propria maggioranza dopo l’indagine aperta su di lui e altre otto persone  per i presunti reati di truffa aggravata, falso in atto pubblico e abuso d’ufficio ai tempi di Monteriggioni. Di loro ci occuperemo in questo post. Il cane, a cui alludiamo è quello – o quelli – che ha trafugato l’albero di Natale fatto dai bambini della Tartuca. Un altro dei segnali – come il Presepe della Cappella devastato o le scritte sui muri o le condizioni choc di Pantaneto dopo le notti di movida –  di quel degrado morale che si sta insinuando in una città dai due volti. Uno è appunto questo, del vandalismo becero e stupido che avanza; l’altro è quello luminoso della folla che ha caratterzzato l’apertura della mostra nei Magazzini del Sale curata dagli Estrosi; oppure quello bellissimo del volontariato delle Contrade o di quelle associazioni come Noi, che riescono a far aprire il pronto soccorso pediatrico. Città bifronte, in fondo, vuol dire anche guardare la bottiglia mezza piena: il virus degli imbecilli avanza, ma  nulla è ancora del tutto perduto, e si può ancora salvare la nostra civiltà, la nostra cultura, la nostra identità.
Veniamo ai “tre uomini in barca”.
Allo scoccare della metà mandato, il Natale senese è passato con i due contendenti alla fascia tricolore del 2013, Bruno Valentini e Eugenio Neri, alle prese con i passaggi politicamente più delicati dal giorno del ballottaggio. Valentini indagato,  appare comunque “incollato” alla fascia tricolore. Incassa la solidarietà delle forze di maggioranza, pronte a inaugurare anche una nuova stagione a Siena nei rapporti con la magistratura: non contano più gli approdi, seppure futuri, delle inchieste giudiziarie, ma bastano le “spiegazioni” del sindaco indagato, o i suoi “chiarimenti” post interrogatorio (che è durato due ore).
neriChe l’avviso al Sindaco scorra liscio come l’acqua fresca, ben oltre il garantismo dovuto, non è andato giù al leader dell’opposizione e ne determina il saluto alla compagnia e le dimissioni dal Consiglio Comunale. Eugenio Neri mantiene così ciò che aveva promesso alla stampa il 19 dicembre: «Se il sindaco non si dimette mi dimetto io»: «L’immagine e la dignità di Siena, nella persona del suo primo cittadino, sono infangate da tristi e imbarazzanti vicende giudiziarie» spiega Neri nella lettera (leggi) di dimissioni inviata al presidente del Consiglio comunale, specificando che sul sindaco «gravano pesantissimi sospetti di illeciti amministrativi».
Il gesto di Neri, nelle città normali, avrebbe innescato un dibattito intenso, anche perchè non si può non riconoscere nella scelta, una dignitosa protesta verso meccanismi della politica che passano sopra a tutto e tutti. Il fine corsa di un senese che, dopo aver fatto scelte coraggiose da cittadino ai tempi dello scambio di tubi all’ospedale, aveva coraggiosamente trasferito il proprio senso civico e l’attaccamento alla città, in impegno politico. Con successo, visto che è stato il primo a contendere davvero il primato elettorale alla sinistra, rappresentando in Consiglio Comunale 11.146 senesi, il 48% dei voti espressi al ballottaggio del 2013. E invece anche il passo indietro (che potrebbe preludere però a due passi avanti nel futuro) del medico prestato alla politica, non suscita approfondimenti, salvo qualche commento faisbucchiano e una bella riflessione di Francesco Ricci. Per il resto, silenzio. Compreso il sindaco, che pure dovrebbe avere un po’ di attenzione anche verso quel 48% che non l’ha votato e che Neri rappresentava.
valentini_bruno_1.jpgValentini delinea sul Corriere di Siena il suo bilancio postivo di metà mandato (leggi), puntando su: «Protezione sociale, qualità dei sistemi educativi e asili nido il principale risultato raggiunto». E riporta anche il – 28%, da 103 a 74 milioni del debito comunale.
Questo diario di buona amministrazione pre-natalizio del Sindaco, è un messaggio chiaro per tutti coloro che fantasticano ancora sulla possibilità di dimissioni del Sindaco, magari in seguito a un presunto rinvio a giudizio in arrivo. Il Pd non può permettersi un altro Commissario. E le lungaggini della giustizia italiana, inducono a essere certi che non ci saranno eventuali condanne definitive per Valentini, prima della natuale scadenza del mandato, tra due anni e mezzo. Gli atti in corso non hanno indotto il Sindaco ad andar via. Altri che possano aggiungersi in futuro non cambieranno le cose. Così vuole il Pd, che considera quella dell’attuale sindaco, una necessaria fase di passaggio, ma indispensabile ad evitare un Commissario bis. E anzi, fa capolino anche un’ipotesi di mandato bis: un Pd senese dilaniato dalla battaglia congresuale del 2017, andrebbe a primarie fin troppo tumultuose nell’imminenza del voto. Primarie che potrebbero essere evitate semplicemente con la chance a Valentini di correre per il secondo mandato.
Ma sarà del resto curioso anche vedere quali saranno gli sviluppi delle dimissioni di Eugenio Neri. L’uscita di scena dalla attuale situazione politica potrebbe non essere automaticamente un addio alla competizione futura. Neri potrebbe dedicarsi al sogno di compattare una sorta di unione popolare civica, in grado di lottare per andare al ballottaggio. Non poteva farlo seduto al cosiddetto tavolo delle opposizioni, dove c’erano anche partiti come la Lega, Fratelli d’Italia e la ricostruenda Forza Italia, perchè l’evoluzione della politica a livello nazionale con l’alleanza tra i tre partiti in via di ridefinizione, e i risultati delle regionali, rendono più che probabile una caratterizzazione delle forze moderate di centrodestra, come tali, non più diluite in liste civiche di occasione.
Il ragionamento, che fanno un po’ tutte le forze di opposizione, è semplicisticamente questo: si dà per scontato che il candidato Pd più i soliti alleati pronti alla bisogna, al ballottaggio ci andrà con un risultato inferiore al 39% del primo turno del 2013. Nessuno vuole ammettere che se regge lo stellone di Renzi e se qualche scossone interno lo Scaramelli lo azzecca, il risultato non sarà poi così lontano da quello di due anni e mezzo fa. Ma ognuno delle opposizioni conta in uno sfacelo del Pd e aggiunge, invece, ovviamente un esaltante risultato personale. Il pensiero dominante, ognuno per conto suo, nelle tante facce dell’opposizione senese, è sostanzialmente questo: se Neri al ballottaggio c’è andato con il 23,37%, cioè circa 6800 voti, vuoi che non si riesca noi, stavolta, ad arrivare intorno al 25%, recuperando anche un po’ dell’astensionismo.
Il problema è che questo lo pensano tutti, per se stessi: i partiti del centrodestra; il Movimento Cinque Stelle; lo pensa, forse, Eugenio Neri. E probabilmente anche qualche altro. Ora siccome, nel mazzo, bisognerà pure metterci la Sinistra che con il Pd non ci andrà, con la somma di tutte le aspirazioni e del voto presunto del Pd, si va ben oltre il 100%.
I conti non tornano. Ma ognuno dei cartelli dell’opposizione, ha in testa di andare al ballottaggio con il Pd, con il proprio “sicuro” 25%, potendo poi usufruire al ballottaggio del consenso degli altri “contras” sconfitti al primo turno. E il sogno di mandare il Pd via da Palazzo Pubblico, sta innescando fenomeni perniciosi. Tutti hanno l’acquolina in bocca e aumenta quindi il tasso di aggressività dentro lo schieramento delle opposizioni, per avere più visibilità degli altri e il consenso conseguente. I continui scontri Lega-Cinque Stelle sono in questo senso una chiara rappresentazione. Ci chiediamo come l’elettorato dell’uno possa, al ballottaggio, convergere sull’altro, se continua questo livello di reciproca aggressività.
Del resto è quello su cui conta il Pd. Debole come non mai, superato come partito, anche dalle solite trame elitarie – di cui le scelte nella cultura rappresentano la più evidente cartina di tornasole – che si stanno tessendo alle spalle del Masi e anche dello Scaramelli, il Pd ha nella assoluta non credibilità di coesione delle forze di opposizione, la carta da giocarsi quando al voto ci si andrà per davvero.
Il Santa Maria della ScalaLa città, del resto, pare sempre più distratta da se stessa. Perchè al di là delle classifiche, è assolutamente vero che mediamente la nostra qualità della vita continua ad essere ai vertici del nostro Paese. E allora perché, in fondo, riflettere tanto sul nostro presente in crisi? O sul fatto, per esempio, che l’attuale Direttore del Teatro di Roma, Antonio Calbi, scelto come Direttore del Santa Maria della Scala, possa rimanere ancora a Roma e svolgere contemporaneamente anche l’incarico senese? Sulla vicenda ha scritto Anna Bandettini su Repubblica.it: «Sembra infatti che Calbi resterà a Roma (sicuramente per un anno) potendo tenere entrambe le cariche. Primo, perchè non sono incompatibili. Secondo, perchè il Museo Santa Maria della Scala è attualmente in restauro quindi richiede un impegno non gravoso, ma semmai progettuale e a largo raggio. Terzo, Calbi direttore del Teatro di Roma intenderebbe portare a termine la stagione in corso e progettare la prossima proprio per non compromettere l’attività del teatro. Sarà a quel punto che probabilmente valutando anche le condizioni che si saranno create allora, se per esempio sarà ripristinato il finanziamento al teatro tagliato questa stagione, la scelta si indirizzera verso una delle due istituzioni».
Quel che è certo che Calbi un giro al Santa Maria della Scala se lo è fatto prima di Natale ed è altrettanto certo che dopo essere stato designato, tutte le fasi burocratiche e contrattuali devono ancora compiersi. La sensazione è che almeno a fine stagione del Teatro di Roma, che è Teatro Nazionale, Calbi resti nella sua carica attuale, aggiungendo il Santa Maria della Scala alle sue priorità. Fino al termine del mandato del sindaco, a cui questo incarico è legato. Se l’interrogazione di Ernesto Campanini verrà ritenuta urgente, qualcosa di più su Calbi potremmo saperlo nell’imminente Consiglio Comunale. Scrive Campanini: «Forse qualcuno non ha spiegato al Direttore Calbi che il complesso del Santa Maria della Scala si trova in una fase delicatissima e necessita urgentemente di una direzione culturale autorevole per assumere decisioni fondamentali per il futuro, e che non può essere considerato come un impegno “non gravoso. Ricordo anche che il bando prevede la nomina di un dirigente di primo livello del Comune di Siena, che come tale non può lavorare a mezzo servizio al Santa Maria della Scala, almeno che non si consideri il complesso museale come l’ennesimo scatolone per  eventi , a quel punto il Dott Calbi potrebbe benissimo prendersela con calma nella sua ardua scelta tra il Teatro di Roma e il SMS, basterà infatti “piazzarci” due o tre mostre ad effetto per la gioia di Civita o Coopculture, sarà sempre meglio della zumba…o no?».  Beh, però dai, a Capodanno la zumba andrà parecchio. E bisogna essere allegri, anzi felici, sorridere all’anno che viene, e volersi bene. Anche se ci torna in mente la scena del Capodanno di Fantozzi, quando sulla sua Bianchina si abbatte, inesorabile, una cucina che piomba dall’alto e la distrugge, in mezzo al fumo dei petardi che scoppiano nell’ultima, becera, notte dell’anno.

La Rubrica di Mara Morini – COMUNE VS SINDACATI = 0 – 1

28 dicembre 2015 2 commenti

Mara in versione natalizia

Dalle ultime dichiarazioni dei contendenti, entrambi si dichiarano soddisfatti e “vincitori” dopo la sentenza del Giudice del Lavoro, chiamato a pronunciarsi sui ricorsi promossi dalle sigle sindacali in merito agli atti posti dall’amministrazione comunale dopo l’ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per i Sindacati il Giudice ha ritenuto illegittimo che l’Amministrazione comunale mettesse in mora decennale le indennità “atipiche” della contrattazione decentrata percepite dai dipendenti comunali negli anni 2004/2012, quale riconoscimento economico a fronte di ore aggiuntive di lavoro prestate, recuperandone gli importi.

Il Comune dovrà pertanto, a detta dei Sindacati, restituire quanto trattenuto oltre agli interessi legali.

Di veduta diversa l’altro contendente, il Comune di Siena, che si dichiara in una nota compiaciuto della medesima sentenza, in linea con la proposta presentata nelle scorse settimane alle sigle sindacali, nel tentativo di trovare un accordo andato fallito.

La proposta, partorita un mese fa dopo le ulteriori comunicazioni del MEF e della Corte dei Conti, secondo quanto disposto dalla legge “Salva Roma”, definendo la sussistenza del debito a bilancio, formula che il recupero delle somme venga raggiunto tramite le nuove economie sul costo del personale.

“Pari e patta” invece secondo l’amministrazione comunale, anzi opportunismo politico il rifiuto dei Sindacati ad accogliere la proposta.

Non sarà che l’Amministrazione comunale ha affrontato con una certa superficialità la questione in passato e ora ha dovuto tirare i remi in barca e salvare la faccia?

I ricorsi, tra l’altro individuali, dei lavoratori – gli atti dirigenziali interessano oltre 500 dipendenti – vertono sulla legittimità o meno di recuperare dalle tasche dei dipendenti le somme versate loro a titolo di indennità “atipica”, e poi trattenute in forza di atti illegittimi, e non se sussista o meno un debito a bilancio per cui si ritenga necessario all’Ente rientrare.

Forse l’Amministrazione comunale ha dimenticato che la retribuzione del personale è tra le spese “obbligate”, e che vigilare e riconoscere la prestazione lavorativa straordinaria del personale è competenza dirigenziale, magari di quegli stessi dirigenti che hanno poi avallato atti illegittimi che ne chiedevano la restituzione degli importi percepiti.

E’ proprio qui che si potrebbe individuare una “certa” responsabilità dirigenziale.

Inoltre, se si ritiene necessario chiedere ai propri lavoratori una attività aggiuntiva in condizioni apparentemente normali se ne potrebbe dedurre una carenza di base del personale.

La soddisfazione espressa dal Comune circa la sentenza sulle indennità “atipiche” è la solita fuffa, il vecchio e caro tentativo di buttar fumo negli occhi.

Fumo non nelle motivazioni che hanno indotto FP CISL, FP CGIL e FP UIL alla presentazione dei risorsi da parte dei lavoratori e alla mobilitazione, bensì nella necessità postuma di fare un passo indietro di fronte alla tiratina di orecchie del MEF e della Corte dei Conti.

Benché se ne dica: il Comune dovrà quindi restituire quanto illegittimamente trattenuto.

Pietro Staderini ha presentato in merito una interrogazione in Consiglio comunale.

Prescindendo dal buon senso, che non connota l’attuale gestione, di riconoscere i lavoratori come patrimonio prezioso, soprattutto in ambiente pubblico dove l’affezione promuove servizi e azioni migliori a favore della collettività e dei cittadini, staremo a sentire la risposta e se l’amministrazione comunale avrà il coraggio di ricorrere in appello.

In questo caso: il silenzio è d’oro. Il silenzio è d’oro, è vero, ma alcune domande sorgono spontanee: la figura dell’Assessore con delega al personale avrà influito nei rapporti tesissimi con tutti i dipendenti comunali? Se ormai si sta diffondendo, in tutti gli uffici, in tutti i settori, dagli operai alle scuole, dagli impiegati amministrativi ai tecnici per passare dai vigili urbani, un sentimento di forte opposizione all’Amministrazione comunale, che pericolosamente si spinge a volte fino all’ammutinamento, vorrà dire qualcosa? Forse l’Assessore al personale e relativo dirigente sono poco adeguati? O forse sono un avamposto di trame trasversali che mirano a destabilizzare? Forse se nei vari sondaggi che circolano l’operato dell’Assessore al personale risulta il meno apprezzato, miseramente in fondo alle classifiche, qualcosa vorrà dire? Ma i dirigenti di cui il Sindaco si è circondato, fatti alla mano, saranno stati adeguati? Mah, come abbiamo detto il silenzio è d’oro.

Mara Morini

Libero Contributo – Grave episodio quello accaduto nella Tartuca!!!

27 dicembre 2015 2 commenti

RICEVO E PUBBLICO

Non vogliamo in alcun modo strumentalizzare la sparizione dell’albero di Natale della Contrada della Tartuca (che non è una piccola cosa ma un episodio molto significativo) ma purtroppo dobbiamo stigmatizzare con fermezza la maleducazione, l’inciviltà, o peggio ancora la delinquenza, che causano sempre maggiori danni e disagi ai cittadini Senesi.

Sono anni che sollecitiamo un deciso cambio di passo sul fronte sicurezza e vivibilità, anche proponendo mozioni ed interrogazioni in Consiglio Comunale tramite consiglieri a noi riferibili, che, tra le altre cose, chiedevano una maggior presenza delle forze dell’ordine nelle ore notturne, il potenziamento dell’illuminazione pubblica e l’installazione di telecamere di videosorveglianza.

Riteniamo che non sia più accettabile rimandare ancora questi tipi di provvedimenti, mirati più alla prevenzione che alla repressione, e ormai indifferibili per dare un chiaro segnale che la Città non può più tollerare certi tipi di comportamenti.

Sono sempre più frequenti gli episodi poco civili che contrassegnano le notti Senesi, partendo da schiamazzi e danneggiamenti a strade trasformate in orinatoi o peggio. Pur comprendendo e ritenendo naturale il diritto al divertimento dei giovani, e meno giovani, crediamo che situazioni come queste debbano indurre gli amministratori e le forze dell’ordine a porre più attenzione a certi fenomeni, e a garantire ai cittadini residenti il diritto al riposo e alla vivibilità e sicurezza.

Siamo consapevoli dei problemi economici del Comune, ma anche che le varie amministrazioni non hanno mai fatto niente di concreto in questo ambito, nemmeno approfittando dei contributi statali che furono previsti proprio per queste finalità; sollecitiamo quindi l’attuale amministrazione comunale a reperire le risorse e mettere immediatamente in campo nuove misure e nuovi strumenti per garantire ai cittadini questi fondamentali diritti.

Non è più il momento di ignorare o sottovalutare questo problema, o sbandierare poco credibili statistiche, ma è il momento di mettere in atto gli impegni che vengono puntualmente presi dopo episodi come questo, ma poi sempre disattesi.

Associazione Pietraserena

 

Libero Contributo – Cosa deve ancora accadere in questa città, affinché ci sia un risveglio civile?

27 dicembre 2015 5 commenti

RICEVO E PUBBLICO

 

I consiglieri del “Gruppo Consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi” inviano il testo dell’intervento fatto in data 22.12.2015 dalla consigliera Laura Sabatini, a nome del gruppo consiliare predetto, nel Consiglio Comunale Straordinario sul tema specifico del “lavoro”, richiesto al Sindaco dai gruppi di opposizione compreso i consiglieri Sabatini e Trapassi.

 

Intervento:

Se si pensava di risanare la situazione della Banca Mps esternalizzando 1063 dipendenti, allora significa proprio che nessuno ha veramente capito il problema!

Forse nella strategia di Profumo e Viola c’era ben altro.

Che questi 1063 dipendenti, con un’anzianità rilevante, fossero in qualche maniera da rottamare per evitare di ritrovarseli nel Fondo di sostegno al reddito, un ammortizzatore sociale questo che è stato utilizzato dalle Banche e che fino al 2020 (salvo rinnovi), procederà in tal senso.

E’ vero che nessuno finora ha perso il proprio posto di lavoro, ma certe condizioni i lavoratori esternalizzati in Fruendo, le hanno perse per sempre.

Come il Fondo di sostegno al reddito per esempio, che l’azienda non vuole assolutamente attivare; è forse questo l’aspetto più penalizzante, che ha messo in uno stato di angoscia totale centinaia di lavoratori, uomini e donne, che ormai intravedevano l’arrivo del proprio iter lavorativo.

Molti si sono chiesti: perché io sì e il mio collega che lavorava a gomito con me, no?

In effetti è stato proprio così; una sorta di “Schindler’s List” che ha penalizzato enormemente, soprattutto, coloro che erano adibiti alle lavorazioni di back office, ma anche  figure con una certa professionalità.

Tutto senza un senso compiuto, forse anche illegalmente.

E su questo capitolo, serve ricordare le due sentenze in 1* grado dei Tribunali di Siena e Roma, che hanno dato ragione ai lavoratori.

E’ stata fatta un’ enorme ingiustizia, senza risolvere il problema economico della Banca, pochi spiccioli, di fronte a un mare di debiti!

Ai lavoratori esternalizzati sui vari poli (Siena, Firenze, Lecce, Roma, Abbiate Grasso, Mantova), è stata tolta la loro dignità.

Considerati di serie B, si sentono ‘ghettizzati’.

Una vergogna!

Molti di loro hanno risolto il rapporto di lavoro in maniera consensuale, forse anche rimettendoci a livello economico!

Senza poi contare che sui percorsi di carriera, aspettativa più che legittima, tutto si è inceppato, nessuno più parla di promozioni e premi di produzione.

 Anche la copertura sanitaria in quiescenza è stata perduta, peggiorata quella di chi è ancora a lavoro.

Altri stanno vivendo, con enorme disagio, certe situazioni lavorative all’interno dei vari poli.

I sindacati trovano un muro di gomma nel confrontarsi con l’Azienda per andare a sottoscrivere un contratto integrativo che Bassilichi e Accenture non vogliono firmare.

Senza garanzie vere, questi lavoratori rischiano davvero di perdere il proprio posto di lavoro, forse non subito, ma a medio termine chi può dirlo!

Nessuno ha mosso un dito per evitare che ciò accadesse.

I riferimenti politici hanno avallato in pieno il perfido progetto.

Una vergogna per chi ha voluto tutto questo.

Ancora una volta chi amministra questa città non ha saputo cogliere l’attimo propizio per evitare un’operazione iniqua ed inutile.

Cosa deve ancora accadere in questa città, affinché ci sia un risveglio civile?

I consiglieri Laura Sabatini e Alessandro Trapassi

“Gruppo Consiliare Laura Sabatini e Alessandro Trapassi”.

Buone Feste a tutti!!!

24 dicembre 2015 4 commenti

Beh! Proprio a tutti tutti no, perché a Natale non sono più buono del solito!!!

Categorie:libero contributo

Libero Contributo – Eugenio Neri si è dimesso… Don Brunetto esulta e se ne frega!!!

23 dicembre 2015 4 commenti
“Presidente, Gentili colleghi… solo due parole per spiegare  una decisione , sofferta e ragionata, ma improrogabile e non negoziabile , ovvero le mie dimissioni dal Consiglio Comunale di Siena.
La mia Siena , che amo sopra ogni altra cosa e per la quale non mi sono mai risparmiato e per la quale non mi risparmierò. Il luogo più bello dove vivere ,e crescere i figli . Essere parte di una linea ininterrotta di uomini e di donne fieri e innamorati di questa terra , del suo profilo di mistica bellezza , poesia , amore.
A Siena si nasce e si cresce con il cuore e gli occhi , ogni giorno, questo fa dimenticare se stessi e amare il bene comune più del sé. E’ una bellissima malattia questa nostra , che ci rende dei privilegiati e disadatti ad un mondo moderno con altri valori e altre priorità.
Ho avuto il privilegio di presentarmi alla sfida elettorale del 2013 con queste certezze nel cuore e con questi valori presenti nelle mie parole , in ogni singola parola che da allora ho pronunciato da cittadino “pubblico”.

Eugenio Neri

Eugenio Neri

La città lo ha compreso questo mio sentimento e mi ha premiato , regalandomi la concreta possibilità di guidarla. E’ solo la mia incapacità ed il mio cattivo carattere che hanno privato Siena di una libertà che merita e alla quale sinceramente aspira invano da  troppo tempo.
Non vi nascondo i sentimenti che hanno accompagnato questo mio fallimento, perché ad esso è seguito uno dei periodi più tristi e di decadenza della nostra città , che invece doveva rinascere e soprattutto difendere le sue prerogative.
Una città disonorata una città, disarmata , città fallita e tradita nel momento della sua massima fragilità: io non ho saputo impedirlo.
Ma le ragioni che mi spingono a questo passo , che è di estremo sacrificio e vergogna, sono altre .
E’ un momento, quello attuale, in cui di nuovo l’immagine e la dignità di Siena, nella persona del suo primo cittadino,  sono infangate da tristi e imbarazzanti vicende giudiziarie. Un Sindaco sulla cui figura gravano pesantissimi sospetti di illeciti amministrativi. Tutto questo avviene nel momento in cui autorevolezza e credibilità sono di assoluta necessità per non affondare in una decadenza irreversibile. Ho rivisto la pagina più triste della nostra storia collettiva recente, quella della “caduta”, la copertina di un settimanale nazionale , che si prendeva gioco della nostra città, vittima di un disastro che non ci ha mai visto conniventi , ma che ha fatto calare il peggiore giudizio sulla nostra comunità.
Chi la difende Siena ? Questo è stato il mio tormento e la motivazione più forte di questo mio passo, che poi è un passaggio anche nella mia vita personale. Quanto sta avvenendo è di una gravità assoluta, inaudita,  specialmente dopo quanto abbiamo già vissuto.
Per questo ho sentito necessario un passaggio radicale, che non è una sfida morale ( chi meno di me può dare una lezione morale) , ma un atto politico forte , disperato se vogliamo , per cambiare al più presto questa pagina indecorosa e degradante.
Il mio è un atto politico non violento verso chi , spero , in questo modo, possa sentire tutto il peso di cosa sta arrecando ed ha arrecato a Siena per la sua ambizione personale e l’attaccamento al potere.   Sul piatto metto la fiducia di quasi la metà dei senesi , che rappresento e che comprendono, ne sono certo, questa mia azione.
Noi , e parlo a nome di chi mi ha permesso di parlare a suo nome, siamo diversi , noi non vogliamo metterci sullo stesso piano di chi ha di nuovo violato Siena.
E’ un atto individuale,  perché è giusto che lo sia , perché è sufficiente che lo faccia io, ed io solo ne risponda a me stesso e a chi mi stima.
Grazie
Eugenio Neri