Annunci

Archivio

Archive for gennaio 2016

Rassegna Stampa – VALENTINI vs CLARICH il gioco delle parti… Il Video di Maurizio Montigiani…

30 gennaio 2016 Commenti disabilitati

Finalmente dopo due mesi dalla chiusura di una delle porte laterali di Porta Camollia (leggi), l’amministrazione ha fatto il proprio dovere mettendo in sicurezza le mura e riaprendo finalmente il passaggio pedonale. Nei prossimi giorni parleremo delle scarse dotazioni dei Vigili Urbani, visto che gli SMART BOYS TANGLE sguazzano nello SMARTISMO, ci sarà da ridere!!!

Valentini: “Faremo di tutto per mantenere a Siena sede Mps” (BRUNO lascia fa che è meglio!!!)

Sede MPS a Siena, Clarich arrendevole. E Valentini che fa?

Barca nella tempesta (e tre ps)

Le vittime del Salva banche a Roma il 31 gennaio

In Borsa a +6,5%. Banco Popolare e Bpm, fusione vicina

Siena Attiva: “Il presidente Clarich porti rispetto allo Statuto FMPS” (cencio parla male di straccio)

Augusti pensieri

Il futuro di Banca Mps in una serie di interrogazioni in Consiglio Comunale

La Consob grazia Monte dei Paschi e le fa chiudere il 2015 in utile

Mps: “adesso è tutto Clarich” (e 2 Ps caustici)

Foibe. “Giorno del Ricordo”

Labaro censurato all’obitorio, ecco il testo dell’interrogazione di Falorni, Corsi e Bianchini

“Palio” di Cosima Spender. Il sondaggio su www.i-siena.it

WINE & SIENA: UN SUCCESSO GIA’ DALL’INAUGURAZIONE

Fine del mese

Quando la Robur non ci sarà più

Annunci

La Rubrica di DON BRUNETTO – Gli impegni della campagna elettorale? Tutta FUFFA!!!

29 gennaio 2016 Commenti disabilitati

Ricevo questa pillola sul  modo di fare del nostro Sindaco DON BRUNETTO. Come ormai sappiamo ama parlare, ma non mantenere. Chi scrive è Eugenio neri, chissà che avranno da dire i fedelissimi che mettono sempre MI PIACE nella pagina del nostro benamato?

Eugenio Neri

Eugenio Neri

Vi racconto in episodio che ho tenuto per me, ma che i senesi meritano, per trasparenza, di conoscere.

Pochi giorni dopo le elezioni del 2013 chiesi un colloquio con Valentini per parlare del 4% ( che anche lui aveva difeso in campagna elettorale) e per concordare dei nomi per la fondazione che potessero difendere gli interessi della città e della banca di fronte a quelli che sarebbero stati dei mutamenti mostruosi e, come vediamo, disastrosi per la città.

Fui ricevuto dopo oltre tre ore di anticamera e rinvii per scoprire che sul 4% si rimangiava tutto ( come ha fatto) e che per fmps aveva già una scaletta scritta da altri ( vi ricordate il famoso sms a Renzi ?)
Dunque questa è la persona e queste sono le notizie, che da sole dovrebbero suscitare una qualche reazione.

Sotto un po’ di storia

 

Ma Lui non entra nelle questione della Fondazione

La Rubrica di Daniele Magrini – Clarich e l’ultimo tabù. «Sede Mps a Siena? Forse non più è realistico»

28 gennaio 2016 Commenti disabilitati

Daniele Magrini

Marcello Clarich

Marcello Clarich

Dunque anche l’ultimo tabù è stato abbattuto. Per la prima volta il presidente della Fondazione Monte dei Paschi, un tempo padrona del Monte, oggi dopo gli scempi e gli scandali in possesso di appena l’1,5%, ipotizza che mantenere la sede della banca a Siena possa non essere più un obiettivo realistico.

Anche al di là di quanto scritto nello statuto della Fondazione, che attende per la fine di gennaio o i primi giorni di febbraio, il via libera del Mef al nuovo Statuto dove c’è ancora scritto che l’Ente deve lavorare per mantenere i vertici e la direzione della banca a Siena. «È una cosa che ha voluto la Deputazione generale», ha spiegato il presidente Clarich, come se volesse prendere un po’ le distanze da questa decisione, a margine dell’audizione a Firenze in Commissione Mps del Consiglio Regionale: «C’è da chiedersi e se lo è chiesto dibattendo la Deputazione generale – ha proseguito – se sia sempre un obiettivo realistico questo della sede a Siena, o se andava magari attenuato. Comunque non è stato toccato».

Chissà se il Mef chiederà correzioni allo Statuto della Fondazione Mps, proprio su quel punto dell’intangibilità della sede a Siena. Sarebbe l’ultimo atto di uno spettacolo deprimente. E non è ovviamente solo una questione di rispetto di legami secolari, di tradizione, di identità stessa della città. Un addio alla sede potrebbe avere effetti devastanti sull’occupazione. Si dirà: Clarich ha solo fatto una considerazione realistica, visto che si parla di aggregazioni, anzi visto che l’Europa la reclama questa fusione. E siccome l’accordo tra il Governo italiano e l’Europa, sulla cosiddetta bad bank, è stato la classica montagna che ha partorito il topolino, che non  risolve il problema delle tante sofferenze in pancia al Monte, tutti quelli che se ne intendono, dicono che saranno tempi grami. Ma che prima poi o qualcuno il Monte se lo piglia. Forse, dunque Clarich ha solo cominciato a mettere le mani avanti.

Ma poi è andato oltre: si è addentrato anche nelle dinamiche di relazione della banca con il territorio senese. Dopo l’incontro della Deputazione amministratrice della Fondazione Mps con il presidente e l’ad della banca, Massimo Tononi e Fabrizio Viola, Clarich ha chiesto ai vertici di Mps, «attenzione al territorio», «nei limiti di quanto possono fare». Clarich ha però aggiunto che anche l’ad Fabrizio Viola ha sottolineato che la disaffezione «è biunivoca: anche la banca si aspetterebbe più appoggio e attaccamento da parte del territorio».

Il presidente Clarich ha ribadito che non sono stati forniti dati, «ma immagino che la quota di mercato di Mps in Siena e in Toscana si sia ridotta». Se Clarich mette le mani avanti sul tabù della sede del Monte a Siena che potrebbe essere abbattuto, se Viola si lamenta degli apporti del territorio senese alla banca, vuol dire che il mondo si è proprio rovesciato. Anche il piccolo mondo senese devastato dai suoi potenti. Ma forse solo i senesi non se ne sono accorti. O preferiscono far finta. Così come del resto fanno i rappresentanti istituzionali della città, i politici di lungo corso e quelli nuovi e arrembanti.

Rassegna Stampa – MONTIGIANI subisce un provvedimento disciplinare, i responsabili del disastro MPS vanno a cavallo con gli amici fantini… VERGOGNA!!!

28 gennaio 2016 Commenti disabilitati

In questi giorni, a Siena si sta vivendo una storia surreale. Maurizio Montigiani è messo sotto accusa da Banca MPS per aver rilasciato un intervista (leggi). Questi metodi sono inaccettabili in qualsiasi parte del mondo, molto di più lo sono in una città dove il groviglio armonioso ha posto i propri uomini in posizioni di comando e lì hanno distrutto quello che c’era da distruggere. Invece di prendersela con Montigiani, dovrebbero attivare le azioni di responsabilità verso i vertici della FONDAZIONE che hanno approvato tutto quello che la politica ordinava, dovrebbero chiedere con forza di velocizzare i tempi dei processi contro gli ex vertici della banca. In quanto ai senesi, tutti dovrebbero chiedere chiarezza e trasparenza! Il Sindaco DON BRUNETTO che di cose ne ha dette tante sul MONTE DEI PASCHI dovrebbe finalmente iniziare a scrivere quel famoso libro bianco che aveva promesso in campagna elettorale, perché sempre Lui aveva detto che il Comune, le istituzioni dovevano essere case di vetro trasparenti. Caro DON BRUNETTO siamo invece ridotti ad un sepolcro imbiancato.  Dove sono gli SMART BOYS TANGLE che mettono mi piace ad ogni bischerata detta dagli attuali amministratori, da loro nemmeno una parola sulla vicenda del MONTIGIANI. Siete vergognosi nei vostri silenzi. PORA SIENA

VICENDA MONTIGIANI. BORGHEZIO: “MPS COLPISCA I RESPONSABILI, NON I DIPENDENTI”

“Difficile mantenere qui la direzione Mps”

Coordinamento sindacale Mps: “Signora Dalla Riva, si ricordi…”

Benvenuti in Bankestan

Commissione Mps in Consiglio regionale. Borghi (LN) chiede spiegazioni su Sansedoni Spa

In Borsa a -0,3%. Bpm preferisce Banco Popolare a Ubi Banca e Montepaschi

I soldi del Duomo (e i guai giudiziari del Valentini)

Aru, un problema complesso

Le spensierate avventure londinesi

ALLORA SANZIONATE ANCHE LUI!!!

La Rubrica di Daniele Magrini – Morti, Mps e atti della Magistratura: le controindicazioni per la politica

28 gennaio 2016 1 commento

Daniele Magrini

La politica non la si dovrebbe mai fare né con i morti, né con gli atti della Magistratura. E neppure, sul Monte dei Paschi, visto lo scempio operato nel recente passato. Scendendo nel merito queste controindicazioni del buon senso, si allude alla morte del senzatetto in via San Pietro; alla richiesta di archiviazione per alcune delle accuse al sindaco Bruno Valentini. E infine ai destini della banca senese.
senzatetto freddo-2.jpgSi dovrebbe sempre rimanere dentro il recinto delle cose della politica, dell’amministrazione, del giudicare le cose fatte o non fatte, le cose di cui i cittadini hanno bisogno per la loro vita, che poi è la vita della città. Così sarebbe stato meglio lasciare alla pena e alla tristezza la fine di Angelo Polentino, ucciso dal freddo nel suo rifugio di una notte di week end, nel cuore di Siena. Senza costruire steccati tra poveri in un modo e poveri in un altro. Anche perché chi vive sulla strada ha storie difficili da ricostruire, cause e motivazioni che non possono essere inserite dentro le rigide barriere delle speculazioni politiche.
Personalmente non so nulla di Angelo, la sua vita non è ricostruibile, labili i suoi legami anche di parentele. Il sistema della protezione sociale non può costringere nessuno a non vivere sulla strada. Si possono alleviare i disagi, soprattutto contro il gelo, con la disponibilità di un letto al coperto, o con la distribuzione di coperte e bevande calde. Ma quello del cosiddetto popolo degli invisibili è un mondo in cui la politica dovrebbe evitare di addentrarsi. Si fanno brutte figure.
Faccio un esempio personale: alla fine degli anni Novanta, quando ero Capo de La Nazione dell’Umbria, a Perugia, l’androne del palazzo in cima alla centralissima Corso Vannucci dove era la redazione, divenne la dimora notturna di un senzatetto. Arrivava intorno alle 20, si sistemava con cartoni e coperte sul lato dove non intralciava l’ingresso. E passava la nottata. Raramente era sveglio quando, intorno alle 23 lasciavo la redazione.
La prima volta che trovammo questa persona dentro il palazzo, provai fastidio e anche timore. Poi, pian piano, ebbe la meglio la pena, verso una esistenza di cui non conoscevo nulla – così come quella di Angelo Polentino – e che era approdata, chissà come, a quel portone. Una notte, quando era ormai diventato una presenza abituale, che quasi scandiva la fine della mia lunga giornata di lavoro, lo trovai con gli occhi spalancati. Tirai fuori 10.000 lire e poi gli chiesi se avesse bisogno di qualcosa. Lui prese i soldi e mi disse: «Sto bene così». E accennò un sorriso. Ho ripensato a quell’uomo, senza un’età definibile, quando ho saputo della morte di Angelo Polentino.
Non so se lasciò il suo ricovero di fortuna per la protesta di qualcuno del condominio, o di propria volontà. Sparì all’improvviso, come fanno gli invisibili. Non so neppure se anche lui abbia fatto la tragica fine di Angelo, che aveva un matrimonio finito alle spalle, che aveva dei fratelli con cui aveva spezzato ogni legame. Che viveva sulla strada e che sulla strada c’è morto.  Fare irruzione con le dinamiche della politica dentro vicende come questa, non è mai opportuno. Alla fine diventa un boomerang. Si può andare poco oltre la pena e la tristezza. Perchè anche rappresentare la morte di Angelo come una circostanza da attribuire all’egoismo distante di una città futile, mi pare esercizio sterile, di fronte alle migliaia di volontari – molti giovani – che nella Pubblica Assistenza, nella Misericordia, nella Contrade, si dedicano agli altri.
Eppure anche il dramma di Angelo Polentino è finito nel tritatutto della contrapposizione politica. All’assessore ai servizi sociali, Anna Ferretti, sono stati fatti addebiti non motivati – ovviamente a mio parere – chiedendone perfino la “testa”. Prefigurando così un terzo scenario di auspicate dimissioni dentro la giunta comunale. Le altre vicende riguardano quantomeno il terreno più opportuno della dinamica politica: c’è la mozione di sfiducia delle opposizioni al sindaco Valentini. E ci sarebbe una sorta di sfiducia latente nei confronti del vicesindaco Fulvio Mancuso, che sarebbe stata rappresentata da Stefano Scaramelli al coordinatore comunale del Pd Alessandro Masi.
pd_2Una vicenda, quest’ultima, tutta interna agli equilibri del Pd. Singolare, perché nel momento in cui il partito di maggioranza ha da difendere il mandato amministrativo dalle opposizioni, per tutelare il Sindaco, viene aperto un fronte interno al Pd, contro il Vicesindaco. Che peraltro era già stato messo nel mirino, circa un anno e mezzo fa, da quella parte che allora veniva definita “ceccuzziana”. A quel tempo il sindaco Bruno Valentini, ad una trasmissione a Siena Tv, disse: «Chi attacca Mancuso attacca me». Non si hanno motivazioni per ipotizzare che oggi le cose stiano in altro modo. E dunque, probabilmente, la vicenda è stata posta sul tavolo non tanto per effettivi contraccolpi sulla giunta comunale, ma per determinare posizioni nella dinamica tutta interna che porterà verso il Congresso e al successivo risiko delle candidature, da quelle per il Comune a quelle per il Parlamento.
Per Masi, comunque, una prova difficile, che impone accelerazioni rispetto ai ritmi di mediazione di qui seguiti. A Masi è stato chiesto in modo esplicito dal consigliere comunale Stefania Bufalini, un approfondimento sulle vicende della mozione anti-Valentini nella Direzione Comunale. Ecco, quella sarà la sede del confronto in cui si capirà qualcosa di più sui posizionamenti del Pd non tanto per il voto su Valentini, quanto per il dopo-mozione. Scaramelli ha già parlato chiaro: «La crisi dell’amministrazione comunale non nasce né dalla mozione dei Cinque Stelle nè dal blog di Grillo. C’è una crisi nel rapporto con la città». E questo, forse, il Pd dovrebbe avere prima o poi il coraggio di approfondire. A maggior ragione dopo che avrà salvato Valentini.
Intanto si arriverà al Consiglio Comunale in cui verrà votata la sfiducia al Sindaco, con un elemento in più, affatto secondario. La Procura di Siena ha infatti chiesto l’archiviazione per alcune accuse – truffa aggravata e abuso d’ufficio – per cui era stato indagato Bruno Valentini. Il sostituto procuratore di Siena, Andrea Boni, avrebbe presentato la richiesta sulla posizione del sindaco «per mancanza di dolo in quanto i fondi sono stati utilizzati per la realizzazione dell’opera pubblica». L’inchiesta riguarda il finanziamento e la realizzazione del campo di baseball a Castellina Scalo. Resterebbe, invece, in piedi l’accusa di falso in atto pubblico.
Ora siccome è stato dato peso politico alla notizia dell’avviso di garanzia per il campo da baseball. Onestà politica vorrebbe che si desse analogo peso alla notizia della imminente richiesta di archiviazione. E senza diffonder fumo e nebbia su questo atto, visto che al precedente si era invece attribuita una luminosa aura giustizialista. La realtà è che la politica a Siena continua ancora a far fatica a competere su idee e progetti di effettivo rilancio, preferendo una sterile contrapposizione di posizionamento.
mpsLa terza cosa, dopo la morte del barbone e gli atti della Magistratura sul Sindaco, su cui la politica dovrebbe – a parere dello scrivente – avere maggiori cautele, è il Monte dei Paschi. Non tanto perché debbano starsene alla larga, ma perché ogni posizione, profezia o certezza, rischia di essere vanificata da un ordine misterioso in Borsa dei fondi americani, o dagli attacchi degli speculatori, o dagli accordi sulla bad bank fra Governo ed Europa, con il conseguente inizio del risiko.
Importante sarebbe, in ogni caso,  che chi è dipendente della banca e si esprime sugli scenari della banca perché ha un ruolo politico, non ci siano diversi atteggiamenti di Mps tra, per esempio, un’intervista di Scaramelli o una di Montigiani. Antipatici sarebbero interventi in qualche modo censori da parte della banca. Soprattutto se indirizzati solo verso Montigiani. Arriverebbero, fra l’altro, questi inopportuni interventi verso un dipendente, nel momento in cui invece la banca è riuscita a portare a casa un bell’accordo con i tutti i dipendenti. Una percentuale superiore al 95% è infatti favorevole all’ipotesi di accordo sulla contrattazione di secondo livello e sul contenimento dei costi “firmata unitariamente in data 24 dicembre 2015, dopo un impegnativo negoziato con l’azienda”. E’ un buon accordo, anche perché all’obiettivo della riduzione del costo del lavoro partecipano sia i dipendenti con dinamiche di solidarietà, sia i top manager con la riduzione dei propri compensi. L’accordo prevede che sul capitolo costi, ogni anno si verifichi la possibilità di ridurre le misure previste a carico dei lavoratori. Sarebbe bello poter avere una macchina del tempo e ritrovarsi così più avanti, tra dodici mesi. Per capire che Monte sarà tra un anno. E che Siena sarà.
Categorie:libero contributo

LIBERO CONTRIBUTO – La Veglia delle Sentinelle in Piedi. La voce di un popolo che va oltre gli slogan e le appartenenze.

28 gennaio 2016 Commenti disabilitati

 

RICEVO E PUBBLICO

Ancora una volta le Sentinelle in Piedi sono scese in Piazza del Campo col loro silenzio “rumoroso” per dire NO al ddl Cirinnà e SI’ alla famiglia naturale.

Ancora una volta quei media che non hanno voglia di sondare la realtà per informare, ma solo costruire la notizia per fare cassetta o peggio per indottrinare gli spettatori, hanno utilizzato il cliché della contrapposizione, delle due fazioni opposte Sveglia vs Veglia per travisare la realtà, per fare disinformazione.

Ancora una volta lo stereotipo della lotta fra eterosessuali e omosessuali, è stato utilizzato per falsare la realtà, moltissimi omosessuali sono contrari al matrimonio e all’adozione gay ma a questi non si dà voce, sono temuti e se osano esprimersi vengono massacrati sui social dagli attivisti LGBT con silenzio complice dei principali quotidiani nazionali.

Stereotipi che anche l’ideologia gender e omosessualista usa per distorcere il messaggio di un popolo che, indipendentemente dall’orientamento sessuale dal credo religioso o dall’appartenenza politica, è sceso pacificamente in piazza per scuotere le coscienze su valori che sono preordinati alle categorie perché nati con l’uomo, naturali e reali: un bambino ha bisogno di un padre ed una madre, il resto appartiene alla sfera del desiderio non del diritto.

Le Sentinelle in Piedi, che ricordiamo sono apolitiche apartitiche ed aconfessionali, vogliono semplicemente risvegliare la coscienza di TUTTI, vogliono scuotere col loro silenzio il cuore e la mente di tutti gli uomini e le donne affinché riflettano e si interroghino sui valori fondanti la nostra società civile basata sul diritto naturale.

Sentinella è colui che condivide questo messaggio e la modalità per diffonderlo.

Sentinella è colui che resiste al totalitarismo violento ed arrogante del pensiero dominante in modo civile non armato e non violento.

Sentinella è colui che scende in piazza con un libro vegliando in silenzio indipendentemente dalla simpatia politica perché quello per cui lotta è nato prima della divisione politica.

Le Sentinelle non vogliono che la partecipazione alle veglie di persone che sono anche politici o religiosi o che rivestono ruoli sociali, venga semplicisticamente letto come un’appartenenza, un’etichetta, un’appropriazione.

Le Sentinelle in Piedi appartengono alle Sentinelle in Piedi.

Questo non significa vietare a qualcuno di fare una veglia, per carità! La gioia di vedere politici, di sinistra o destra che siano, religiosi, atei o personaggi noti che vegliano con le Sentinelle è immensa e non sarà sminuita o rovinata da alcuna riduzione fatta con altri scopi che non sono quello di risvegliare le coscienze.

Le Sentinelle hanno solo questo scopo che è il fondamento della loro libertà.

Una tristezza immensa invece le affermazioni di quei politici che, indossando la maschera dei puri dei democratici, vorrebbero vietare l’utilizzo di uno spazio pubblico e tutto senese come la Piazza del Campo a chi non la pensa come loro.

Un’amarezza che nasce dalla consapevolezza che affermazioni simili, che a Siena si sono tradotte in vere e proprie proposte consiliari, sono la base di un regime totalitario ideologico che distruggerà la libertà e la democrazia.

Le Sentinelle in Piedi si alzeranno davanti ai palazzi e agli uomini del potere ogni volta che la libertà, la vita, la società e la civiltà vengono minacciate. Unirsi alle sentinelle non può essere ridotto a un atto politico, religioso o sociale, noi vegliamo per risvegliare le coscienze intorpidite.

Sentinelle in Piedi

Il Direttivo provinciale senese

Categorie:libero contributo

Libero Contributo – OCCORRE DARE ASCOLTO AI PROBLEMI POSTI DALLA POLIZIA MUNICIPALE E TROVARE ADEGUATE SOLUZIONI

27 gennaio 2016 1 commento
giordano

Il Consigliere Giuseppe Giordano

<<Lo stato di agitazione della Polizia Municipale ci preoccupa fortemente ed è necessario che le rimostranze del Corpo siano adeguatamente ascoltate e che vengano trovate rapide soluzioni ai problemi posti>>. Così apre  un comunicato di Giuseppe Giordano, capogruppo di Siena Rinasce in Consiglio comunale. <<Le motivazioni sottostanti la protesta>>, prosegue la nota di Giordano, <<meritano un approfondimento perchè la sicurezza dei cittadini non può prescindere dalle stesse condizioni di sicurezza in cui lavorano i nostri Vigili Urbani. Per tali ragioni>>, prosegue il comunicato del capogruppo di Siena Rinasce, <<questa mattina ho chiesto ufficialmente al Presidente della Commissione consiliare Programmazione Bilancio ed Affari generali di convocare quanto prima un incontro con i rappresentanti del Corpo dei VU, il loro Comandante e l’Assessore Balani>>.