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Archive for maggio 2016

Editoriale de Il Santo – L’audio integrale della serata organizzata dalla Contrada del Leocorno sulla siciurezza in Pantaneto

31 maggio 2016 Commenti disabilitati

30 Maggio 2016… Segnatevi questa data…

Nei primi minuti le voci dei nostri amministratori…

 

 

valentiniprincipe

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Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Don Brunetto il Mitico: “Il bilancio non è più un problema!! I turisti non rimangono a Siena? Colpa degli albergatori!!!”

31 maggio 2016 Commenti disabilitati

Il bilancio del Comune di Siena non è più un problema così parlò Don Brunetto. Allora dico io se non è più un problema si inizi a sistemare la città! Le aiuole, il verde fanno veramente schifo, basta girare un po’ per i nostri parchi pubblici e renderci conto dello stato di degrado a cui siamo arrivati. Si cominci a togliere per le vie di Siena quelle toppe di asfalto che dovevano starci poco (così parlò PAOLINO) ed invece sono diventate parte integrante della città. La trascuratezza della città sotto questa amministrazione è arrivata al massimo dei livelli.

Ieri c’è stato il legittimo sciopero degli operatori ecologici, volgarmente detti spazzini e la città è piombata nel degrado assoluto. Non imputo certamente ai netturbini la sporcizia di ieri, ma alla mancata comunicazione da parte del Comune ai commercianti di modo che per un giorno non avessero messo i sacchi fuori dell’uscio.

Ma la chicca migliore l’abbiamo dal Consiglio Comunale della scorsa settimana in cui si parlava di bilancio. In sostanza il MITICO Don Brunetto imputa agli albergatori la colpa di non riuscire a trattenere i turisti a Siena, perché a detta del primo cittadino l’offerta non è che sia un gran che! Da buon oratore e politico si prende il merito di portare tanti turisti a Siena (vedi il video sotto), e appunto indicata come fattore importante per la non permanenza a Siena l’inadeguatezza dell’offerta alberghiera. Magari in parte può avere ragione, ma analizziamo i fatti. In altre città, chi soggiorna ha dei mega sconti sui parcheggi, ad esempio RAVENNA il costo giornaliero è di 2,00 €, contro i 12,00 € di Siena. Vediamo poi la tassa di soggiorno, in molte località turistiche i Comuni non l’hanno applicata (potrei fare tanti esempi) oppure è al minimo.

In sostanza, cosa fa l’amministrazione per aiutare gli operatori economici? Riduce magari loro alcune tariffe? Propone alcuni sgravi fiscali? Niente di tutto questo! Da quello che mi risulta è stato chiesto agli albergatori di ridurre i prezzi, senza una contropartita, un incentivo da parte del Comune. Se qualcuno ha notizie diverse me lo faccia sapere.

Poi potremmo entrare nel discorso accoglienza turistica da parte del Comune: bagni pubblici, informazioni turistiche ci sarebbe da scrivere un libro!

Soffermatevi nelle vicinanze della Basilica di San Domenico, ammirate Piazza Madre Teresa sembra un campo di patate, andate a vedere i bagni pubblici sono vergognosi degni di una periferia degradata eppure il primo cittadino e gli SMART BOYS TANGLE non si accorgono di niente, ma che ci volete fare, il bilancio non è più un problema!! PORA SIENA…

P.s. Una domanda, ma chi se ne frega come voterà CORRADI al REFERENDUM? SKARAMELLIANO e SMART anche Lui? Fatevi due risate per chi sostiene il SI con lo SKARAMELLI… Prove tecniche per diventare sindaco di Siena…

Bilancio del Comune: tasse altissime, ed in ulteriore aumento. Per Valentini tutto ok

ROSSI PROMETTE SOLDI A PALATE, MA INTANTO LI VUOLE PER LA FRANCIGENA. MA CHI CE LI DEVE METTERE?

ZERO IN CONDOTTA

Imbrigliare (e due ps)

Chi minaccia Valentini Bruno (e 3 Ps)?

Referendum Costituzionale. Gabriele Corradi:”Voterò Si perchè è un primo passo significativo”

La carica dei 25. Presentati i coordinatori di “Sì Siena”

NOTIZIE MPS/ In Borsa a +0,1%. Carige: no ad aumento di capitale. In arrivo taglio di 80 sportelli

L’ombra lunga di Berlinguer e Tosi sull’Ateneo senese con i loro candidati Frati e Petraglia

Il silenzio interessato sull’Università di Siena delle opposizioni in Consiglio comunale

 

La Rubrica di Mara Morini – IL CROLLO DEI CASTELLI DI CARTE

29 maggio 2016 4 commenti

 

È il crollo dei castelli di carte quello a cui assistiamo in settimana.

L’intervista di Daniele Magrini durante la trasmissione “Di Sabato” in onda su Radio Siena TV a Daniele Pitteri, da poco direttore del Santa Maria alla Scala, e a Stefano Casciu, direttore del Polo Museale Regionale, riportano finalmente alla realtà.

Alla realtà di quanto, al di là dei proclami dell’amministrazione comunale sul Vecchio Spedale, la cui gestione per delega è nelle mani del Sindaco, sia stato effettivamente fatto.

Mara e i panni sporchi dell'amministrazione

Mara casalinga

Parrebbe nulla.

E’ necessario secondo Casciu ricominciare da capo partendo addirittura dalla Convenzione del Duemila sul riuso del Santa Maria alla Scala.

E sull’argomento, e non solo, non a caso è prossima la visita del Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali a Siena, che incontrerà il Sindaco.

Segno che il progetto per il completamento del Vecchio Spedale non c’è e Siena quale Capitale Italiana della Cultura non appare pronta ad accogliere gli investimenti che da questa nomina ne verrebbero.

Il lavoro è lungo.

Pitteri si ferma a riflettere anche sulla valutazione economica della spesa.

Parla di 60 milioni di euro per il restauro completo degli spazi museali senza considerare quelli che saranno necessari alla manutenzione annuale programmata, per la quale gli introiti dei biglietti al costo odierno basterebbero solo se ogni anno si raggiungesse la massima capienza.

Parla della necessità di attrarre investimenti non solo pubblici, ma anche privati e di provenienza internazionale.

La trasparenza è spiazzante.

E dovrebbe condurre ad una riflessione sulla gestione passata e ancor di più attuale dei risicati spazi a disposizione del pubblico.

A cinquant’anni da quando Cesare Brandi scrisse sul Corriere della Sera sulla mancata concretezza delle sorti del Santa Maria alla Scala, il dibattito è ancora acceso.

“Non più chiuso”, dice Pitteri, volendo allontanare il vacuo chiacchiericcio sul da farsi a cui sinora si è assistito, ma in funzione a pieno regime per la gioia degli occhi e dell’anima di quanti verranno a visitarlo per la sua straordinaria unicità.

Intervento del Sindaco non pervenuto.

Altro castello di carta crollato in settimana è quello sinora costruito dall’Assessore al Turismo, Sonia Pallai, attaccata su due fronti, quello dei commercianti, con l’intervista del 13 maggio ad Anita Francesconi sul Corriere di Siena, commerciante storica della città, e quello degli albergatori, che per voce di Marco Bianciardi, presidente di Federalberghi Confcommercio, criticano le politiche attuate sinora in ambito di attrattività e ne chiedono di diverse.

Proclamata la lotta al turismo “mordi e fuggi”, i dati forniti dall’Osservatorio turistico della Provincia dimostrano che la permanenza è scesa se si considerano in toto esercizi alberghieri ed extralberghieri del -7,4% rispetto al 2014, anno in cui si registravano ancora gli strascichi della crisi, e di un più grave – 10% circa per le sole strutture alberghiere.

La replica dell’Assessore a Bianciardi non è mancata, è mancata certamente alla Sig.ra Francesconi.

Forte della convinzione, espressa in memore tempo, nel gennaio scorso, che le presenze e la permanenza in città non siano importanti quanto gli arrivi, per i quali si registra a Siena una crescita, definisce quelli di Bianciardi come “Attacchi strumentali su dati incompleti e non corretti” rapportando come un teorema matematico la diminuzione delle presenze rispetto alla crescita degli arrivi. Il cui dato appare essere invece certo e inconfutabile.

Luoghi non appropriati i giornali in cui chiedere cambiamenti di marcia. Fa scudo.

Da più tempo gli operatori di settore e i commercianti che tengono il polso della situazione chiedono politiche diverse dagli eventi ciclistici e podistici e dai mercatini in cui i turisti possono trovarsi per caso, con programmazioni di carattere internazionale e con più largo anticipo e una valutazione di come attrarre target medio-alti.

Risposta dell’Assessore poco attinente.

MARA MORINI

Categorie:libero contributo

La Rubrica dei disastri – Il degrado di Don Brunetto lungo la via Francigena…

27 maggio 2016 2 commenti

La via Francigena tanto amata dal nostro Don Brunetto è in uno stato di degrado incredibile. Non basta sciacquarsi la bocca con il nome di questa Via antica che ha fatto la fortuna di Siena e del suo territorio. Il degrado che per questa amministrazione è la normalità non lo può essere per i senesi e non lo è per i turisti e i pellegrini. Lavorando nel turismo e avendo a che fare quotidianamente con i viaggiatori in terra di Siena, ho avuto l’occasione di parlare con un paio di pellegrini che a piedi stavano raggiungendo Roma. Nel parlare entrambi (in differenti giorni) si sono lamentati del degrado che hanno trovato lungo la Via Francigena, nei dintorni di Siena e dell’incuria che è evidente.

Bene, suggerisco una cosa al buon Sindaco Valentini, si tolga le belle giacche confezionate su misura che porta ed insieme alla giunta si munisca di decespugliatore e cominci a tagliare l’erba per esempio verso Renaccio da dove passa la via Francigena e c’è anche una ciclabile a lui cara.

La zona urge di manutenzione. Non può sempre sperare nei comitati cittadini per pulire, inizi a dare l’esempio!

Sotto le foto della Strada di Renaccio un pezzo di Francigena e la pista ciclabile nella giugnla…


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La Rubrica di Mara Morini – LORD BAYON E I LORDS STREET SHORTS

26 maggio 2016 6 commenti

Se grandi firme come Trussardi e Replay vanno via da Siena, altre si avvicinano scegliendola come prima città italiana.

È il caso del noto Gruppo Top Queens con Nottingham, che dopo aver inaugurato centinaia di punti vendita in Spagna, sceglie Siena come prima piazza in Italia, non Roma o Milano.

Rovine, solo rovine

Rovine, solo rovine

Segno che la nostra città è conosciuta e amata.

I commercianti del centro accolgono bene la nuova apertura ma non risparmiano le critiche ad un’Amministrazione che pare non ascoltare le loro esigenze da tempo.

I negozi del centro storico è risaputo che vivano non solo di acquirenti senesi ma anche e soprattutto di acquirenti occasionali: i turisti.

E se il numero dei turisti di passaggio da Siena aumenta, non si comprende allora bene come sia possibile che tante saracinesche, anche storiche, tante botteghe di artigiani che ne hanno fatto la storia con le loro famiglie, chiudano, o come tanti brand lascino la città. D’altronde cosa vogliamo aspettarci da un “genio” di assessore al Turismo che ha dichiarato che la permanenza dei turisti in città non è una prerogativa di questa Amministrazione e che, coerentemente con la genialità di questo metapensiero, ha pensato bene di fare anche guide turistiche su come impiegare tre ore a Siena… ROBE DA PAZZI!!! Della serie che qualcuno ci salvi prima che sia troppo tardi…

I commercianti di quartiere, sono stati abbandonati dalle istituzioni in un momento di crisi dei consumi prima e di crisi della città con le vicende che hanno coinvolto il MPS, evidenziano politiche poco efficaci ad avvicinare sia i senesi, viste le irrisolte difficoltà di parcheggio e di movimento all’interno del centro storico o di degrado di alcuni vicoli, sia turisti in grado di far muovere l’economia del commercio non avendo individuato strategie ottimali per quei generi di target.

Possibile che Siena abbia perso quel carattere elitario che negli anni scorsi la faceva preferire ad alcuni target turistici piuttosto che altri?

Che rifiutava il turismo di massa preferendo uno stile più culturale, quasi aristocratico?

Che la rendeva snob magari, per certi versi economicamente poco avvicinabile, ma che fascino le donne coi capelli freschi a far shopping con decine di pacchetti per Via di Città o gli uomini a fumare seduti ai tavoli di una Piazza Il Campo gremita, coi loro cappelli a sorseggiare un buon bicchiere.

Io me la ricordo così la mia Siena, ricercata e ammirata.

E ora?

Ora il target è quello dei pellegrini o dei trekker, dei camperisti, del mercatino tutto l’anno che perde poi la straordinarietà dell’evento o dei turisti da pranzo al sacco.

Siamo in mano ad amministratori che hanno si una idea di turismo magari, ma che è la loro personalissima idea, e che così non stanno aiutando ahimé i commercianti o gli albergatori e ristoratori, e che stanno disattendendo alla promessa di straordinarie entrate avendo giustamente individuando il settore vacanziero come quello da prediligere.

Siena non sono le Dolomiti. Siena non è il Parco dell’Amiata.

Non si può ogni fine settimana vivere di gare sportive e piccole sagre o mercatini in Piazza.

Chi attraiamo? E danarosamente quali fasce di turisti non stiamo più considerando?

Certo tutti vorremmo conciliare le nostre passioni anche sportive con il nostro lavoro, ma quando si fa l’amministratore le nostre personali preferenze dobbiamo metterle da parte.

Basta pettorine e street shorts!

Da una Lady Confesercenti ci si aspettava di più.

Ultimo il mancato “Si” a Masterchef, sul quale non entro in merito alle motivazioni della Soprintendenza per la concessione della Piazza, ma nella popolare considerazione di aver perso un’occasione per la città.

Girare una puntata di Masterchef a Siena era molto di più di una iniziativa enogastronomica.

E nessuno degli avvezzi promotori di banchetti e mercatini, che tra un fritto e un cioccolatino postano i propri selfini, hanno sottolineato il rammarico per la perdita dell’occasione di immagine ad ampio raggio che avrebbe potuto dare.

E di occasioni Siena, tra cultura mancata e iniziative poco appetibili, se ne sta perdendo ormai troppe.

Mara Morini

Categorie:libero contributo

Editoriale de Il Santo – Il Palio, le Contrade, il cambiamento irreversibile…

23 maggio 2016 10 commenti

Ho letto molti commenti su FACEBOOK e sui blog sugli avvisi di garanzia inviati a molti contradaioli per i fatti dello scorso anno. E’ indubbio che i tempi sono cambiati e che le tradizioni paliesche hanno subito delle profonde trasformazioni, ma è una realtà che inizia da lontano.

In venti anni sono state apportate molte novità alla festa. Le novità sono state radicali. E’ stata anche cambiata la conformazione della curva di San Martino, sono stati introdotti i cap per i fantini, è stato eretto il parapetto al Casato, ultimamente il doppio steccato, non entro nella questione cavalli perché non ne sono in grado. Per carità tutte iniziative fatte per la prevenzione, per la sicurezza, ma a discapito della tradizione, senza che purtroppo nessuno abbia contestato queste imposizioni.

Il Palio è cambiato anche dal punto di vista mediatico, mi ricordo che anni fa la discussione per avere o no le telecamere della RAI si faceva in assemblea ascoltando il parere del popolo, oggi invece fanno tutto i Priori e il Comune di Siena. Priori che il più delle volte hanno percentuali bassissime di elezione. Le assemblee di Contrada sono diventate negli anni solo un’occasione per dare informazioni ai contradaioli su quello che è stato deciso nelle segrete stanze.

Tutto questo i contradaioli lo hanno accettato e posso certificare che chi lo contestava è stato escluso emarginato, perché non allineato.

Le contrade hanno subito un profondo cambiamento e con esse il Palio. Mi soffermo a guardare i giovani monturati (da ex vice economo di contrada), non posso notare la differenza con cui si indossano le monture oggigiorno, qualcuno non sa nemmeno mettersi la calzamaglia. Quanti scapaccioni ho preso dal poro FOSCO CARLONI perché la calzamaglia faceva qualche piega! Manca come è mancato per altre cose l’onore di vestire i colori della contrada, l’onore di essere stato scelto per rappresentarla.

Il giro ai protettori, che in città sono sempre meno è diventato il giro per le consorelle, prima il rinfresco si faceva con le alleate, ora in ogni contrada trovi il banchino delle bibite e i maggiorenti vengono ricevuti come gli alleati. Prima c’era una differenza, ma i tempi cambiano.

Si potrebbe continuare all’infinito, trovanti i piccoli e i grandi cambiamenti degli ultimi anni. Torniamo a quello che è l’argomento del momento: “I CAZZOTTI IN PIAZZA”.

Credo che ci sia poco da stupirsi se arrivano gli avvisi di garanzia. Purtroppo non siamo più nella REPUBBLICA di SIENA (anche a quei tempi c’erano le regole). Siamo parte della REPUBBLICA ITALIANA mi fa sorridere l’articolo di Pierluigi Piccini dal titolo La giustizia ordinaria non può sostituirsi ai comportamenti legati al Palio.

Cosa dovrebbe fare un Questore, un Prefetto quando in Piazza decine di persone si fronteggiano, partecipando ad una rissa? Quando nei filmati che purtroppo girano sulla rete si vedono persone fronteggiarsi con bottiglie, persone con paradenti e guantini da sacco? Forse il paradenti è un presidio di sicurezza come il CAP per i fantini? A parte gli scherzi, qui c’è da scherzare poco. Se osservate con occhio attento i fronteggianti, molti, non tutti, sono inquadrati, hanno movenze da pugilato o arti marziali. Ripeto ancora una volta la domanda, cosa dovrebbero fare le autorità di fronte a tutto questo? Chiudere un’occhio, far passare il tutto per tradizione? Quando il tutto è sotto gli occhi del mondo e la legge è ben precisa?

Gli avvisi di garanzia hanno suscitato indignazione in città. Vi ricordo invece un fatto che nel 2002 fece felici molte contrade e contradaioli. Nell’agosto di quell’anno la Contrada dell’Istrice volle difendere il proprio onore in Piazza, non entro nel merito se sia stato giusto o meno. Per quelli episodi 15 contradaioli, nei giorni successivi furono arrestati. Qualcuno di loro fu arrestato alle 4 del mattino di fronte ai figli, come  un camorrista o un mafioso, così non sono stati nemmeno trattati i personaggi che hanno distrutto Siena!

Allora come oggi era tutto nel solco della tradizione? Dove erano i puristi che si scagliano on line contro gli avvisi di garanzia? Altre domande a cui rispondere.

Cari senesi, il Palio che conoscevamo è cambiato, mutato e non potrà essere più come prima.

Non diamo però la colpa agli altri, non facciamo come l’affare del Monte dei Paschi, la colpa non è del calabrese Mussari, ma di noi senesi che abbiamo lasciato fare, che abbiamo mutato per mera convenienza le nostre tradizioni.

La colpa è di quelli che non hanno fischiato il Sindaco quando alla presentazione del Palio ha gridato “FORZA MENS SANA!”

Eppure il rettore del Magistrato era accanto a Lui poteva dargli una gomitata!

Chi ha il comando in Contrada lascia fare per paura di non essere rieletto.

Credo che il giochino sia definitivamente rotto, credo che indietro non si potrà più tornare. Non siamo stati in grado di trasmettere ai nostri figli quello che era l’onore di appartenere alla contrada, che a Siena non ci sono nemiche, ma avversarie, che tutte le contrade sono consorelle figlie di un’unica madre Siena, oppure dovrei dire la PORA SIENA!!!

Sotto il Palio moderno… Molto HAPPY23

Categorie:libero contributo

Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Quel carnaio alle Scotte… I chiacchieroni e l’Assessore Cubano…

21 maggio 2016 3 commenti

Leggendo un post di Laura Vigni non posso che darle ragione (leggete quello che ha scritto la Vigni in fondo a questo articolo). Purtroppo al mattino la situazione alle Scotte è veramente tragica. Una massa di persone, prima di tutto deve trovare parcheggio, poi si dirige verso l’ingresso principale, che qualche volta sembra l’ingresso in Piazza del Campo dall’Onda. Ci vorrebbe poco a far cessare questo carnaio e rendere più fruibile il nostro ospedale.

Spalmare come suggerisce la Vigni le visite e gli esami su tutta la giornata, potrebbe essere un’ottima soluzione. Se non è possibile, magari TOSI potrebbe dirci quali sono i problemi che non permettono questa semplice soluzione.

La soluzione non possono essere le ganasce, non può essere il carro attrezzi!

Non esiste che un parente di un ricoverato, magari in dimissione debba pregare o alzare la voce con i solerti VIGILANTES che stanno nella portineria dell’Ospedale per farsi fare un permesso, per entrare a prendere una persona che non deambula bene e che magari dopo molte discussioni ti venga dato un permesso con l’avvertenza che se non fai veloce a levarti ti torno il carro attrezzi è pronto a portarti via l’auto!

L’Ospedale deve essere un luogo di accoglienza, fatto si di regole, ma con l’attenzione al malato, perché non si va all’ospedale per divertirsi e avere anche il problema del parcheggio non è ammissibile. PORA SIENA!

QUELLI DELLA CHIACCHIERA

Di tasca

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