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Archive for giugno 2016

Editoriale de Il Santo e Rassegna Stampa – Caso David Rossi, quei rilievi da fare prima… Le americanate di cui si può fare a meno…

27 giugno 2016 Commenti disabilitati

Come tutti sanno sabato 25 giugno è stata fatta la simulazione della caduta di david Rossi, mi ha colpito molto quello che ha scritto la moglie di Rossi su facebook, non lo commento ma lo pubblico, così i lettori potranno farsi un’idea:

“Ancora una volta ringrazio tutte quelle persone che continuano a dimostrarmi la loro partecipazione e che con le loro parole e la costante attenzione riescono a non farmi sentire sola nella durissima battaglia che ormai da tre anni sto portando avanti con la mia famiglia e in questa includo anche l’avvocato Luca Goracci e il carissimo amico Luca Scarselli che, oggi più che mai, mi sento di poter definire l’UNICO VERO amico di David. Purtroppo sono stata assente a causa di una brutta infezione che mi ha tenuta fino a ieri in ospedale e quindi colgo ora l’occasione per ringraziare veramente tutti quelli che non hanno mancato di esternarmi il proprio affetto in un’altra giornata difficile come quella di oggi.”

Piccolo pensiero prima della Rassegna stampa, in merito al GRADUATION DAY, credo che l’essere tutti uguali, perdendo l’unicità delle nostre tradizioni e della nostra identità sia uno dei mali di questo tempo. Si può essere internazionali anche senza scimmiottare gli altri, quindi viva il GOLIARDO e stop alle americanate!!!

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Come vincere le elezioni a Siena (parte seconda)

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Libero Contributo – La verità è unica ed indivisibile…

24 giugno 2016 Commenti disabilitati

PUBBLICO PER INTERO QUESTA LETTERA DI MARCO SBARRA, NON COMMENTO OLTRE, NON è NECESSARIO…

 

 

Dalla parte di una famiglia ferita ma piena di coraggio e dignità

SIENA. Sulla drammatica vicenda di David Rossi e sulle falle della prima inchiesta giudiziaria si è riaperto un effervescente dibattito pubblico dopo il recente video messo in rete dal New York Post. Lo scoop non può non essere visto con favore, al di là delle sue reali motivazioni, tenuto conto che ha avuto il merito di ridestare un interesse alquanto sopito per un accadimento che solo grazie ad una incessante e avvertita partecipazione generale può essere svelato nella sua genesi e nelle sue reali motivazioni.

Vorrei intervenire sull’argomento privilegiando un’angolatura particolare: l’atteggiamento con cui i familiari di David, ai quali va il mio più profondo rispetto, hanno reagito alla tragedia che li ha colpiti. A loro chiedo scusa per questa mia intrusione.

Non è possibile neanche lontanamente immaginare quanto sia stato grande il loro dolore in occasione dell’atroce evento. Ma la vicenda che ne è seguita credo abbia procurato ancora più amarezza. Quanta sofferenza inesprimibile avranno provato nel momento in cui si sono accorti che il loro anelito per arrivare alla conoscenza della verità su quanto accaduto non aveva trovato adeguata corrispondenza in coloro che hanno il dovere istituzionale di fare chiarezza?

Con quale animo avranno letto i resoconti di tanti giornalisti interessati che hanno dato per scontato fin da subito la tesi autolesionistica che fa tanto comodo a certi personaggi con i quali i primi hanno intrecciato da sempre armoniosi connubi?

Abbiamo visto la Signora Tognazzi e sua figlia Carolina tenere sempre viva, nonostante delusioni e prove durissime sopportate, la certezza che David non poteva avere compiuto quel gesto di resa e poi la loro costanza essere premiata con la scoperta di concreti riscontri che rimandavano a piste alternative.

Per rendersi conto della forza della Famiglia di David Rossi è sufficiente leggere la lettera aperta inviata tramite Twitter dal fratello di David, Ranieri, a David Allegranti, che aveva trattato di quella vicenda nel suo libro “Siena brucia”. Traggo i riferimenti da agenziaimpress.it del 22 giugno 2015. Ad Allegranti che aveva scritto: “La famiglia continua a sperare di trovare una verità alternativa”, Ranieri ribatte, mi par di intuire con tratto quasi sdegnato; “Sbagliato, la verità è unica ed indivisibile. Ci possono essere molte interpretazioni, ma la verità è sempre una, basta volerla cercare e saperla raccontare”. Io trovo una grande dignità e convinzione in quelle parole, che spiegano il motivo che permette di superare tutti gli ostacoli senza darsi mai per vinti, che fa andare avanti anche nell’angoscia. Anche quando davanti a te si erge un muro di gomma apparentemente invalicabile, trovi le energie per non abbatterti e a testa alta esplori tutte le strade per valicarlo.

La motivazione è data dal credere che una verità deve sempre esistere e che non può essere che una, qualunque essa sia – “La famiglia è disposta ad accettare qualsiasi verità” dice il fratello di David – , ma esiste in quanto venga dimostrata la sua aderenza e realizzazione nella realtà oggettiva. Non si possono accettare le mezze verità o di comodo, non si possono sacrificare gli affetti più sacri a vantaggio di interessi inconfessabili.

Ranieri Rossi fa trasparire quale stato d’animo possano aver vissuto i familiari di David: “Il giorno dopo (cioè il 7 marzo 2013) siamo convocati in procura per accertamenti irripetibili, ovvero autopsia. Le prime parole del magistrato coadiuvato dal medico legale sono “il caso è chiaro, il medico legale ha fatto analisi esterna della salma, si tratta di suicidio, per noi non c’è bisogno dell’autopsia”. Io e mio fratello eravamo quasi propensi per assecondare la procura, per fortuna c’è stato chi ha suggerito con fermezza di fare questo esame irripetibile”

Cerco di immaginare il momento. Frastornati, abbattuti da quanto avevano visto la sera precedente nel Vicolo di Monte Pio, i due fratelli si trovano davanti due pubblici ufficiali che negano loro la speranza di credere che David non possa essersi lanciato dalla finestra. E’ una botta tremenda, che sulle prime non può non renderli vacillanti e propensi a mettere una pietra tombale sulla vicenda, così da porre fine ad un dolore e ad un conflitto interiore non più sostenibili. Qualcuno, senz’altro meno coinvolto di loro, li convince ad insistere ed essi così riescono ad ottenere quell’esame che si rivelerà prezioso.

A mente fredda, Ranieri non può non porsi una domanda che dovrebbe avere una risposta: “Qua il secondo dubbio: possibile che nel mezzo del più grosso scandalo finanziario degli ultimi anni la procura suggerisca di non fare l’autopsia? In genere se in un caso del genere si suicida in banca anche un commesso si esegue l’autopsia, figuriamoci nel caso del capo della comunicazione, il famoso braccio destro di Mussari”.

Come dargli torto. L’intenzione di chiudere subito la vicenda, così come la sua successiva archiviazione pur in presenza di dati che potevano indirizzare le indagini verso scenari diversi, effettivamente lascia alquanto perplessi.

Ci si dovrebbe stupire se allora la Famiglia di David possa aver pensato che il copione era già scritto, che forse non era il caso di insistere troppo nelle sue richieste, visto che contro di lei era stato posizionato un cordone sanitario coi fiocchi?

Invece, vincendo lo sconforto e lo smarrimento inevitabili, ha continuato a credere fermamente in David e nella verità che essa è sicura di intuire e che la potrà restituire ad una vita più serena. Grazie a questa fede e all’ausilio di professionisti competenti ed amici, è riuscita a mettere in seri dubbi le certezze ufficiali già raggiunte, tanto da ottenere la riapertura dell’inchiesta.

Certo, è ancora molto, molto difficile raggiungere l’obiettivo, ma la coscienza di stare facendo tutto quanto è possibile per ottenere chiarezza, è sicuramente una consolazione per i familiari di David e fornisce a tutti noi la speranza che giustizia possa essere fatta.

Fondamentale è che tutti, a Siena e fuori, teniamo viva l’attenzione sul caso e dimostriamo di essere vicini a coloro che devono fare i conti ravvicinati con un mondo artefatto, i cui rappresentanti spesso li conosciamo, li frequentiamo e, purtroppo, li legittimiamo e ossequiamo.

Nel prosieguo, mi prefiggo di illustrare, in tutta modestia, alcune ipotesi alternative riguardo il caso David Rossi, allargando lo sguardo anche alla vicenda Monte dei Paschi, strettamente correlata. Parlo di ipotesi naturalmente. La verità la conoscono solo il Padre Eterno e qualcuno che è un gradino sotto di Lui.

Marco Sbarra

Categorie:libero contributo

La Rubrica di Mara Morini – LA GR(L)ANDE SIENA NELLE MANI DI …

23 giugno 2016 Commenti disabilitati
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Mara relax

Posto che l’Unione di Comuni o la loro fusione sia disciplinata e incentivata dal Testo Unico Enti Locali e dai governi, in particolare dall’attuale, anche con incentivi e sgravi fiscali, e che sia una forma di gestione locale da perseguire e preferire, laddove possibile, per efficacia e riduzione dei costi, chiediamoci se quelle in cui versa oggi la nostra Città siano le condizioni adatte a realizzarne una che aggreghi al Comune di Siena i Comuni limitrofi.

Chiediamoci se questa gestione amministrativa e la forza politica che la regge risultino nei fatti idonee a poter prendere in carico responsabilmente anche le realtà locali vicine e a fare delle periferie senesi parti integranti della Città di Siena concorrendo ad acquisirne le doti e svilupparne i talenti.

Da tempo si sente parlare del progetto della “Grande Siena”, appellativo che per reminiscenza storica mi disturba.

Non parliamo poi del fatto che gli abitanti dei Comuni contermini, prima di farsi amministrare da politici rinviati a giudizio, farebbero fare le barricate.

L’intenzione di unire o fondere i luoghi vicini e affini alla città di Siena ha connotati positivi.
I dubbi sorgono però quando problematiche di cui la nostra Siena non ha mai sofferto si presentano ai cittadini: degrado, sporcizia, vandalismo, insicurezza, cattiva o inefficace gestione del patrimonio storico e culturale, delle finanze e del territorio, bandi e affidamenti esterni per tutti i gusti, sinanche per un depliant sul Palio.
L’assessora al Turismo non è stata in grado di rispondere alle varie interrogazioni che in Consiglio comunale l’hanno interpellata, in questi tre anni, per ricevere spiegazioni sulle motivazioni dei numerosissimi incarichi e affidamenti che partivano su imput del suo assessorato o dei suoi uffici: strategie social Enjoy Siena, il portale Enjoy Siena e una lunga serie di indagini, affidamenti di ogni tipo.

Sorprende l’incomprensibile silenzio dei Sindaci Revisori del Comune di Siena e della Corte dei Conti.

Le opposizioni dovrebbero porre qualche interrogativo, evidenziare qualche questione, anche a questi due importanti Organi.

C’è da chiedersi quale sia la ragione di questo silenzio, speriamo non le amate poltrone.

Non ci sono all’interno del Comune di Siena professionalità in grado di svolgere tali incarichi o, se ci sono, non in forze numeriche sufficienti per soddisfare le varie necessità?

In entrambi i casi con i costi necessari per tutti gli affidamenti, non si sarebbe fatto prima ad assumere nuove professionalità? Magari con un significativo risparmio economico.

Purtroppo, la fallimentare politica sulla gestione del personale, sotto gli occhi di tutti, non può venire in aiuto (Balans disaster).

Tornando al tema della “Grande Siena”, come affrontare un’unione o fusione di comuni quando si tengono questi comportamenti, indici di incapacità in primis e di menefreghismo e superbia, di costante negazionismo e poca trasparenza.

Un consiglio ai Consiglieri che intendono fare il loro mestiere e interrogare l’assessora: se volete carpire le sue risposte munitevi di canon o smartphone in modalità fotocamera.

Non è garantita l’appropriatezza delle risposte, ma non vi negherà un accattivante primo piano da postare subito su Facebook.

Mara nell'ombra

Mara nell’ombra

Sono anni che a fischi risponde fiaschi.

Tempo fa pensavo la facesse, tempo fa, dicevo, lo pensavo…

E con quali vessilli di forza e coesione presentarsi ai cittadini dirimpettai laddove ogni argomento da affrontare in Consiglio comunale evidenzia lotte intestine alle forze politiche di maggioranza.

O con quali risultati di crescita e migliorie per la Città a dimostrazione di buoni risultati conseguiti, quando è in corso una guerra tra esponenti di settori economici che dovevano essere priorità come il commercio e il turismo.

E ancora con quale integrità politica laddove si è indagati per falso in atto pubblico e si consolida il dramma dei cittadini che hanno impegnato i propri risparmi e contratto mutui per l’acquisto della loro casa per la loro famiglia e ora sfollati dalla magistratura.

Oppure da presidente della commissione ambientale Anci aver dato quartieri in pasto ai topi e ai vandali.

L’intenzione di un progetto per la realizzazione della “Grande Siena” (valutate voi di buon senso la possibilità di cambiarne l’epiteto) nelle condizioni pessime in cui versa la nostra città è l’ennesima mossa di arrivismo politico di una classe dirigente che si è erta baluardo del cambiamento.

Carmelo Caruso nell’articolo pubblicato il 6 aprile 2016 su Panorama, registra la superiorità immorale del Pd, con casi di malaffare e corruzione degli esponenti soprattutto di osservanza renziana in tutt’Italia.

E tra gli esponenti citati e indagati non manca il Sindaco di Siena. Quello del cambiamento ovviamente, appartenente ad una lista, Siena Cambia, all’ora, per star distante dai malaffari della politica.

Curiosità tutta made in Siena è: come farà a presiedere l’organo collegiale che dovrà giudicare Contrade e fantini protagonisti dei Palii 2016 un pluri raggiunto da avvisi di garanzia e rinviato a giudizio?

Al progetto della Grande Siena si avvicinano poi associazioni di cittadini impantanati nella ricerca di cariche politiche, che appoggiano il partito con Comitati di Si al referendum costituzionale, vicini agli esponenti provinciali e regionali ma “che con la vecchia politica poco vogliono aver a che fare!!!!”.

E si!!! Afflizione dei senesi e degli italiani è proprio la paracula riforma costituzionale…

Mara Morini

 

Categorie:libero contributo

La Rubrica di Jonathan Livingstone – E’ sempre troppo facile accusare i blogger delle più inique nefandezze

22 giugno 2016 Commenti disabilitati

Ti ringrazio per il tuo editoriale preciso e puntuale e desidero soffermarmi sull’articolo commentato da un diverso angolo di visuale.

Innanzitutto tutto mi sembra di ricordare che sull’edizione fiorentina del quotidiano milanese sono sempre apparsi articoli scritti da personaggi, come dire, collegati al sistema di potere esistente a Siena; come rammenta anche il prof, Ascheri.1df6b-gabbiano2b1

Non ho mai letto, salvo naturalmente errori ed omissioni da parte mia, articoli critici sulla gestione politica a Siena durante il periodo “panem et circenses”.

Mi sembra di ricordare che il firmatario dell’articolo debba conoscere bene la nostra città; se non vado errato è battezzato in una contrada. Avendo una certa memoria fotografica posso tranquillamente ricordare che l’ho visto sfilare nel corteo di questa contrada lo scorso anno.

Mi posso sbagliare e chiedo venia già da ora, ma mi sembra sempre di ricordare che alla stessa contrada appartenga qualche “nome eccellente” del sistema di potere presente o passato di Siena. Coincidenza? Pensare male si fa peccato ma si indovina?

E’ sempre troppo facile accusare i blogger delle più inique nefandezze; strano però che lo stesso quotidiano esalti invece i blogger quando operano in altri contesti internazionali, come ad esempio la famosa primavera araba, Cuba, Turchia, ecc. ecc.. Come mai voci dissonanti vanno bene in altri scenari e non nel nostro Paese? Forse perché non si vuole disturbare il manovratore? Oppure il firmatario dell’articolo vorrebbe anch’egli essere membro del famoso “giglio magico” se già non lo è?

Un’ultima notazione forse un po’ esagerata: non mi piace assolutamente che si utilizzi la morte di un uomo per “tirare la coperta” di qua o di là.

Chiudo con una preghiera a tutti: si faccia luce velocemente sulla morte di David Rossi e lo si lasci riposare in pace.

jl

Editoriale de Il Santo – Risposta al direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini… Tenga per se la FURIA DISTRUTTIVA!!!

21 giugno 2016 3 commenti

Domenica scorsa 19 Giugno è uscito un articolo di Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino. Lo stesso giornale dove scrive David Allegranti ed anche Daniele Magrini.

L’articolo, che potete leggere qui sotto si riferisce al caso Rossi, che in questi giorni è stato riportato di nuovo sulla scena mediatica dal video del NYPOST. Video che non era inedito, video con degli errori, ma che a mi avviso tiene accesi i riflettori su una drammatica vicenda che troppo presto era stata archiviata.

L’Ermini esprime tre sue certezze, che andremo ad analizzare.

Per quanto riguarda la sottovalutazione dei problemi di Siena da parte dei suoi cittadini bisogna dargli ragione, mi sembra lontano un secolo quando in pochi si cercava di tenere acceso l’interesse per fatti che ritenevamo importantissimi per il futuro di Siena, ma eravamo pochi nel deserto a gridare, perché gli altri erano inebriati dai soldi della FONDAZIONE e tenuti alla corda con i successi sportivi. Non cerchi l’Ermini di dare la colpa solo ai cittadini senesi, ma soprattutto all’informazione sia locale che regionale, che faceva di tutto per tappare la bocca alle persone libere. Che ancora una volta vengono chiamate distruttori dal Direttore del Corriere Fiorentino. La nostra caro direttore come la chiama Lei non è FURIA DISTRUTTRICE. La nostra è la consapevolezza che i distruttori della Città di Siena sono sempre stati coperti dall’informazione, i distruttori di Siena sono quei politici e amministratori di cui i giornali tessevano le lodi per una manciata di pubblicità.

Caro Direttore, il Sindaco Bruno Valentini presta sempre il fianco  al “tiro al piccione” come lo chiama Lei. Il Sindaco Valentini è pari pari come il suo capo Matteo Renzi (tutto chiacchiere e fascia tricolore) ed infatti i risultati si vedono. Non basta parlare di cambiamento, bisogna avere il coraggio di metterlo in atto. E’ tre anni che Valentini promette e non ne azzecca una da Siena 2019 al Santa Maria della Scala, ai 40 milioni della Regione. Siena è ferma, immobile, ingessata con una amministrazione incapace di programmare il futuro, perché non ha le idee. E poi Direttore si informi il Valentini non è stato l’unico a chiedere con forza la riapertura delle indagini del caso Rossi, infatti in Consiglio Comunale l’opposizione in una riunione del 2014 dei capigruppo aveva portato un documento per richiedere l’apertura del caso, documento nemmeno preso in considerazione (leggi).

Gli unici che hanno chiesto con decisione la riapertura del caso sono stati Daniele Magrini a Siena TV con una bellissima quanto drammatica trasmissione, che purtroppo non è più disponibile on line e gli infaticabili SCARSELLI e GORACCI rappresentanti della famiglia ROSSI, non diamo medaglie a chi non se le merita!

Per quanto riguarda il terzo punto, la sua terza certezza sulla chiusura frettolosa delle indagini è sicuramente anche la mia. Ci starebbe bene una bella inchiesta giornalistica in stile americano, ma scordo troppo spesso che siamo in Toscana una terra per dirla alla Pirandello dove ci sono molte maschere e pochi volti…

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La Rubrica di Daniele Magrini – David Rossi, uno sguardo oltre il video-scoop

20 giugno 2016 Commenti disabilitati

Daniele Magrini

david-rossi-500Meglio tardi che mai. I grandi media nazionali aspettano il video messo in rete dal New York Post, per accorgersi del caso David Rossi, che hanno sempre nascosto, perfino nel momento della riapertura dell’inchiesta. Il video, scioccante per le immagini, non certo per il suo rilievo ai fini dell’accertamento della verità, era agli atti da sempre.

Ma ciò che ha scritto il NYPost, al di là del video poco “scupparolo”, è invece di forte interesse. Sia nel contenuto del testo, sia per l’effetto che ha avuto, risvegliando il torpore sul caso dei grandi media, che hanno sempre sostanzialmente ignorato i misteri della morte di David Rossi.

Utile dunque, il video “ammerigano”, che ha però omesso di mostrare altre immagini di altre presenze, dentro il vicolo, non non spiegabili e non riconducibili a due funzionari della banca, che pure sono state mandate in onda già due anni e mezzo fa.

Ci abbiamo lavorato su quel video e sugli atti (con Antonella Mollica) per il Corriere Fiorentino ( link ); lo abbiamo fatto vedere a Siena Tv e Toscana tv. Come pochi altri hanno fatto con continuità: Report conPaolo Mondani David Vecchi sul Fatto Quotidiano.

E poi dal 6 marzo Sergio Rizzo sul Corriere e adesso con un videocommento da seguire sul Corriere.it. (link ) intitolato “Come hanno fatto i magistrati ad archiviare il caso?”

david rossi.jpgQualche interrogativo su quanto accaduto degli ultimi due giorni, emerge: perchè tutto questo can can con autogol, avviene a una settimana dalla annunciata simulazione della tragica caduta del corpo di David Rossi sul selciato del vicolo di Monte Pio? E mentre si attendono gli esiti delle analisi sulla salma riesumata? Perché gli americani non hanno scritto che dal video originale, quello intero, mancano comunque sette minuti, come affermano i periti di parte? Chi ha dato il video postato proprio ora agli americani e perché proprio quello spezzone, smontato poi dal comunicato della Procura? Perché nulla si sa delle immagini delle telecamere interne? Perché i grandi media nazionali, per mandare in onda i servizi su quel video terribile, hanno aspettato gli americani? Interrogativi inquietanti. Ma comunque sia, il video messo in rete da NYPost, ha riaperto l’attenzione mediatica sulla morte di David Rossi. E dunque w il NYPost: il Corriere, per esempio, ha messo on line l’intera trasmissione di Report, ben più oggettiva in quanto ai dubbi del caso, del filmato di NYPost. E anche il Tg1 ha offerto altre informazioni sul video, più calzanti del New York Post. Gli americani hanno sbagliato il teorema che il video suggeriva: «vi facciamo vedere noi gli assassini di Rossi». Gioco facile per la Procura della Repubblica di Siena, definire quel video foriero di «insinuazioni fuorvianti». Però nel suo comunicato, la Procura dice che interrogherà di nuovo, come testimoni, Filippone e Mingrone, che erano già stati sentiti a suo tempo, dopo che era stato definito che erano loro due le persone nel video ora diffuso dal New York Post. Ed è un passaggio interessante.

Ecco, questi nuovi interrogatori annunciati, sono un pezzo della nuova inchiesta che sabato 25 giugno approda alla simulazione della caduta del corpo di David sul selciato del Monte Pio. E allora c’è da sperare che i grandi inviati, adesso risvegliati dagli americani, torneranno a Siena sia per la cronaca della simulazione, sia per studiare quel video per davvero e per intero, per apprendere ciò che è stato scritto e mostrato in tv, per leggersi tutti gli atti e le perizie di parte che sono sfociate nella riapertura del caso. Ora non hanno alibi, visto che ci hanno aperto tg e giornali, con il caso David Rossi. Arriveranno, vero? E torneranno quei giornalisti che il video hanno visto due anni e mezzo fa, per intero, e ne hanno ignorato l’esistenza e il contenuto? Perché le regole del mestiere direbbero questo: se si è fatto comunque diventare un fatto di cronaca rilevante ciò che per anni si è ignorato, allora ora ci buttiamo a pesce per rendere noti tutti gli elementi di informazione che sussistano, sulla morte di David Rossi, al di là del copiaeincolla del comunicato della Procura, fissando in agenda la data del 25 giugno.

manifestazione-david-rossiLe due pagine di oggi sul Corriere Fiorentino sul cosiddetto scoop americano del nuovo-vecchio video sulla morte di David Rossi, vanno ben oltre al fragore a scoppio ritardato. E riportano gli elementi veri in campo: ribadiscono il nodo di fondo, ripercorrendo tutte le incongruenze già evidenziate: il tema non sono quelle due persone sotto il Monte dei Paschi, ma quelle due eventuali persone sopra, dentro la banca, che secondo le documentate perizie dei legali della moglie Antonella Tognaizzi e della famiglia,  hanno provocato la morte di David. Su questo la Procura sta lavorando da novembre, per accertare finalmente  la verità, dopo anni di inerzia. Anni in cui, dopo la frettolosa e comoda archiviazione di quella morte come suicidio, sono stati ignorati elementi oggettivi portati in campo da Goracci, Scarselli, Norelli e Sofia, da subito, a parte la successiva perizia calligrafica sui bigliettini. E questa enorme documentazione resta bene in campo, affatto scalfita dallo sterile scoop degli “ammerigani”. E non potrà mai più essere accantonata come una «insinuazione fuorviante».

Categorie:libero contributo

Editoriale de Il Santo e Rassegna Stampa – Il Video di David Rossi e i commenti degli amici… Ciao, Ciao Fondazione…

19 giugno 2016 5 commenti

Il filmato pubblicato dal New York Post sulla morte di David Rossi, ha suscitato diverse reazioni.

Sono rimasto molto colpito dall’atteggiamento dei due uomini che vanno a controllare il corpo di Rossi. Sono rimasto ancora più colpito dal fatto che l’uomo che si avvicina senza scomporsi era uno dei migliori amici di Rossi. E’ vero che ogni persona reagisce in maniera differente di fronte a questi fatti, ma l’atteggiamento è a dir poco sconcertante. Insomma alquanto strano, se quello era uno dei suoi migliori amici mi immagino gli altri.

Già gli altri, quelli che davano la colpa ai bloggers.

Come ho detto all’ingegner Scarselli se il Rossi fosse stato mio amico, tutti i giorni i avrei chiesto Verità e Giustizia, invece si svegliano solo per criticare chi si permette di giudicare il comportamento di un presunto amico.

Comunque le domande da farsi sono altre, per esempio chi sono gli uomini di cui parla l’ingegner Scarselli nell’articolo di AFFARI ITALIANI? (clicca e leggi)

Oppure visto che la procura dice di aver già sentito gli uomini del video tra cui l’amico di Rossi, perché vengono ancora sentiti? Chissà se hanno chiesto delle agende di Rossi, visto che oltre ad essere amico era anche segretario? Chi sono gli altri uomini che si affacciano nel vicolo e non sono stati identificati? Insomma di dubbi ce ne sono molti e forse rimarranno tali, visto anche i movimenti in procura.

La cosa più assurda, oltre alla drammatica morte di Rossi (rimasto l’otre 20 minuti in vita dopo il tragico volo), è l’atteggiamento degli amici di David Rossi su facebook.

Un atteggiamento molto contraddittorio, ecco quello che scrive un amico di Davi Rossi in risposta ad un commentatore del video del New York Post:

Io non vivo di certezze come te mi aspetto delle indagini fatte bene che chiariscano cosa sia successo e non mi permetto di sentenziare su un fatto gravissimo senza conoscere i documenti ma solo vedendo un video…”

Peccato che lo stesso pochi momenti dopo la morte del suo amico avesse la certezza che la causa del “suicidio” fosse da imputare ai bloggers senesi. In quel momento ne era certo anche senza aver visto il video. Mi fermo qui perché di queste chicche è pieno FACEBOOK.

Ribadisco ancora una volta la mia stima per l’ingegner Scarselli e l’avvocato Luca Goracci, che fra qualche anno potrebbero raccontarci il comportamento dei presunti amici di Rossi, perché in questa storia ci hanno veramente messo il cuore, rischiando parecchio…

LETTERA APERTA A DAVID ALLEGRANTI DEL FRATELLO DI ROSSI

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