Rassegna Stampa – Gli strani rapporti cittadini… Un Palio per l’Expo c’è già Don Brunetto si è purgato…

5 marzo 2015 4 commenti

Vi racconto una storia. Siamo in un medio Comune italiano, le polemiche sono a l’ordine del giorno, sono la linfa della città. Nasce un gruppo spontaneo su facebook, per fare alcune richieste al Sindaco. Viene contattata la segreteria del Sindaco che si rende disponibile per l’incontro. Un membro del gruppo spontaneo contatta un assessore, che fa un po’ il finto tondo e non dice che il giorno seguente avranno la giunta per discutere appunto quello che anche il gruppo voleva discutere con il Sindaco. A tarda serata il gruppo viene ricontattato dalla segreteria del Sindaco il quale non è disponibile a ricevere una delegazione, perché l’indomani è impegnato appunto con la giunta. La domanda sorge spontanea: “Ci prendete per i fondelli o siete fatti proprio così?”

Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente voluto… PORA SIENA!!!

IL RAPPORTO TRA CLARICH, BARNI E MANCUSO: TRATTO DA UN RACCONTO A MARGINE DI UN CONVEGNO SUI BENI CULTURALI IN UN MOMENTO DI CRISI

Il mercoledì scolastico: Renzi, i precari e Calandrino ( e 3 Ps)

Banca MPS: MEF al 4% circa con pagamento interessi Monti Bond in azioni

Banca Monte dei Paschi convoca l’assemblea

ENTE CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE NON AIUTERA’ FONDAZIONE MPS

La sede della Fondazione Mps diventa anche un museo »

Siena Biotech, l’occupazione dei ricercatori contro i licenziamenti

Pedopornografia: il Moige pronto a costituirsi parte civile

“Siano tutelate le competenze del Consiglio comunale”

Morire in Rete

SIENA, FURTO DA 70MILA EURO IN UN NEGOZIO DEL CORSO

ECCO QUA FATELO FA A LORO CHE è MEGLIO!!!!

 

 

Locandina MCL Particole

La Rubrica di Daniele Magrini – Dedica del drappellone, una sfida di Siena. Non un tributo

4 marzo 2015 3 commenti

Daniele Magrini

Il drappellone del Palio del 2 luglio 2011, dedicato ai 150 anni dell'Italia unita

Mai come in questo anno c’è stata una così forte e fertile attenzione alla dedica del drappellone del Palio di agosto. Che una dedica già ce l’ha sempre: è dedicato alla Madonna Assunta. Il resto va inscritto nell’alveo delle citazioni, delle sottolineature affidate alla creatività di un artista, da parte di una committenza – il Comune – consapevole che, comunque, appunto, il tema del drappellone e l’invito a citazioni di contesto sono una cosa, mentre la dedica è un’altra ed è appunto consolidata dalla nostra tradizione, nel nome dell’Assunta ad agosto e della Madonna di Provenzano a luglio.

Ma rimaniamo al tema della dedica, così come da mesi viene attualizzato da una serie di proposte snocciolate sempre con la certezza che rappresentino al meglio il “sentire comune senese”. Si è partiti con il bicentenario della morte di Paolo Mascagni, scienziato senese del ’700, inventore dell’Accademia dei Fisiocritici. Poi si è passati alla perentoria indicazione della celebrazione dei 50 anni dalla morte del Conte Chigi, di cui era già stata celebrata la dipartita con il drappellone del 1985, nel ventennale della morte. Quindi si è arrivati alla proposta della dedica in occasione dell’Expo, evento di portata mondiale, ciclicamente ricordato in altre epoche paliesche. Infine, dato per scontato che probabilmente mi sono perso altre puntate, eccoci alla proposta più bella e suggestiva, quella per i 700anni della Maestà di Simone Martini. Lanciata dal Club Unesco e prima ancora da un gruppo spontaneo nato su Facebook.

Premetto: i drappelloni con dediche che celebrano le morti non mi piacciono e dei tributi agli scomparsi senesi illustri ritengo – personalmente – che ci sia bisogno nell’attualizzarne le gesta nella nostra scialba contemporaneità, più che nelle dediche dei drappelloni. Celebrare una sfida all’arte e alla cultura come lo fu 700 anni fa la Maestà di Simone Martini, significherebbe invece rinnovare una sfida di Siena al mondo. Perchè la dedica del drappellone, o meglio il suo tema, o è una sfida della città, un messaggio al mondo che guarda al presente e al futuro, oppure è solo un ripiegato sfoggio di erudizione nel sottolineare anniversari, personaggi e circostanze del passato.

"Maestà" di Simone Martini

Ma se la sfida di Simone Martini merita attenzione, perchè, allora, non estendere il senso della sfida degli artisti senesi – come suggerisce anche il Club Unesco – al Lorenzetti, anticipatore di tutta evidenza dei temi e dei valori dell’Expo, negli effetti del Buongoverno in campagna. Scrive il Club Unesco: in quel dipinto «c’è la fertile campagna del nostro olio e dei nostri vini, distesa fino al mare, con una visione d’assieme del territorio storico di Siena: che c’è di meglio per preparare una larga attenzione alla mostra sul Lorenzetti che si spera possa coprire tutti i mesi invernali e primaverili prossimi venturi?».

"Effetti del Buongoverno in campagna", Lorenzetti

Dunque, invece che schierarsi sempre pro o contro qualcuno o qualcosa, anziché sventolare la maglietta della propria proposta di dedica, sarebbe bello che nell’anno in cui il mondo viene in Italia per l’Expo, anche attraverso il tema del drappellone di agosto, Siena lanciasse una propria sfida al mondo, per ribadire: i nostri artisti, nel diffondere messaggi di pace e bellezza come la Maestà di Simone Martini o di sereno equilibrio con la natura e con la terra, come la campagna raccontata da Lorenzetti, ci sono arrivati prima di tutti, secoli fa. Prima di tutti gli artisti che andranno in mostra all’Expo (una sessantina di opere solo da Firenze); prima degli intellettuali che dall’Expo ci spiegheranno cose che noi sappiamo da secoli.

Categorie: libero contributo

Rassegna Stampa – IPPE IPPE URRA’ per Don Brunetto… La foto di Sonia Pallai… Il conflitto di interessi di alcuni assessori…

4 marzo 2015 7 commenti

Come diceva il mi nonno: “Chi si loda si imbroda!!” Ecco la nuova trovata di Don Brunetto per far vedere ai senesi quanto è bravo e bello. E’ stato appena stampato un libretto super lusso in carta patinata dal titolo emblematico #lecosefatte. Un libretto che pontifica e magnifica questo anno e mezzo di regno valentiniano. Prima di tutto vorrei far presente ai lettori che il libretto in questione NON è stato stampato in proprio dal Comune, perché da fonti ben informate, il tipo di carta con cui è stato realizzato non è nelle disponibilità della tipografia interna (chi ha notizie diverse lo faccia sapere). Quindi invece di comprare la carta si vede bene di farlo stampare fuori con una spesa maggiore. A tal proposito ci farebbe piacere sapere in quante copie è stato realizzato e quanto è costato ai cittadini senesi. Ma bando alle polemiche, il libretto è veramente una galleria di opere fatte da questa Giunta e in special modo da Don Brunetto, che veramente il fulcro di questa città, l’uomo della Provvidenza, che con il suo fascino e il suo sorriso ha preso le redini di questa città e l’ha portata fuori dal baratro in cui gli uomini del suo stesso partito l’avevano purtroppo fatta cadere (ma lui dove minchia era negli anni passati?). Quindi come si dice a Siena IPPE IPPE URRA’ per Bruno Valentini e per le sue brillanti idee che ogni giorno ci illuminano d’immenso. Le cose fatte son state tante e Don Brunetto le descrive una per una con precisione certosina, ci manca solo che c’avesse scritto: “Cambiata lampadina ufficio del Sindaco, oppure comprata carta igienica ecologica super fine!!”

Come dicevo prima chi si loda s’imbroda, il Sindaco si è dimenticato di scrivere per esempio tra le cose fatte che la Giunta ha aumentato i parcheggi a 2,00 euro l’ora introducendo il parcheggio a pagamento anche la domenica, si è scordato di mettere tra le cose fatte anche l’aumento delle tariffe dell’acqua e della nettezza urbana. Tra le cose fatte purtroppo non c’è il famoso libro bianco che tanto bramava in campagna elettorale: (clicca e leggi)

“Non mi darò pace!!”  diceva in campagna elettorale…

Bene gli rispondo come dicono a Roma: “A Brune! Datte pace che tanto er libro bianco un lo scriverà nessuno!!”

Daje Bruno, Daje

P.s. in settimana alcune considerazioni sul Palio per l’EXPO…

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Questa volta non è un selfie

SIENA CAPITALE INDISCUSSA DEL CONFLITTO D’INTERESSI (PARTE 1): ZACCHEI-TAFANI-PALLAI-FERRETTI-BRUTTINI

La serata con Claudio Borghi

Banche: spicca lo scivolone di MPS (-9,9%)

Enoteca Italiana di Siena: a che punto siamo? Parla l’amministratore Benvenuti

Pedopornografia: 2 arresti e 11 denunce dei Carabinieri

Borghi (LN): “Sanità e Mps esempi lampanti del disastro Pd”

Pietraserena: “Indifferibile il commissariamento della Banca Mps”

Mps: il cda decide il sostituto di Martinez. E altri fondamentali

Livorno e il beacon. E Siena?

SIENA PARCHEGGI INVESTE SULLA TECNOLOGIA

Sempre più abominevoli le dichiarazioni di 930

Ralph contro tutti

COSEFATTE

Rassegna Stampa – La Casa fantasma… Don Brunetto le fa grosse e non si preoccupa… Don Brunetto the running man!!!

Rassegna Stampa – Martinez si smarca dal Monte dei Paschi… Ancora sulla Siena Biotech… Don Brunetto in pompa magna riapre il parcheggio…

28 febbraio 2015 8 commenti

Continuano su i Social Network alcune accuse verso i ricercatori di Siena Biotech, che secondo alcuni lettori non avrebbero prodotto niente.

La ricerca quella seria, ha bisogno di tempi lunghissimi e di enormi capitali. Non voglio difendere i ricercatori a prescindere, ma scoprire una cura, una nuova molecola non è che è così semplice, altrimenti le cure per i tumori, per l’AIDS a questo punto ci dovrebbero già essere.

Prima di accusare chi fa questo lavoro informatevi…

David Manuel Martinez ha rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena

Albergatori infuriati. La Regione sotto accusa

I lavoratori di Siena Biotech manifestano davanti alla Fondazione

Il Consiglio Comunale di Siena aderisce alla “Carta di Avviso Pubblico”

Riapre il parcheggio ”San Francesco”: adesso può ospitare 295 auto

Rassegna Stampa – Marcello Zero in condotta… Il PD parla ma no dice una beata mischia!!! Scoppia una tubatura, non date la colpa a Don Brunetto!!!

27 febbraio 2015 3 commenti

La Rubrica di Mara Morini – IL SOFISMO SENESE

26 febbraio 2015 4 commenti

Mara nell’ombra

Prendo spunto dalle parole del Santo: quale futuro vogliamo dare a questa città? Quali sono i programmi? Quali sono i progetti?

Abbiamo visto poco, molto poco.

Quanto la realtà, amaramente, sta cozzando con ciò che udiamo e leggiamo ogni giorno tramite i più disparati mezzi di comunicazione di cui questa amministrazione, e non solo, si serve.

Quanto riusciamo a distinguere di queste continue informazioni che stimolano il nostro modo di pensare e plasmano le nostre opinioni tra quelle che sono frutto di concretezza e quelle che non lo sono?

Quanto campo stanno prendendo le rappresentazioni di una realtà che appare preda di un delirio di confusione e incompetenze, di attaccamento a poltrone e di onnipotenza nei ruoli?

La disputa sul rapporto tra politica e realtà che ricalca l’antico contrasto tra le due concezioni dell’attenta valutazione del reale e quella della persuasione non è mai stata così attuale nella nostra Città.

E in tutto questo baillame di fuffa si cerca di preannunciare una timida ripresa, prossima ventura, a colpi di turismo, cultura, politiche di smartcity e di sostegno al commercio, a cui non crede nessuno nemmeno coloro che pubblicizzano i benefici rimedi trovati, come se in giunta si stesse facendo una caccia al tesoro delle proposte da mettere sui tavoli di lavoro.

 La discrasia è evidente.

 Da una parte abbiamo la gran parte dei cittadini, delle imprese e dei loro operatori di settore che tentano di non rimanere sotterrati sotto un crollo devastante e dall’altro abbiamo una politica che parla d’altro, che svia le questioni, che trova giustificazioni in uno spettacolo di antinomie.

 Questa amministrazione non compie nemmeno lo sforzo di capire cosa sta succedendo rifiutando i confronti con la cittadinanza e con l’informazione locale e dando accezioni di pessimismo cosmico o negativismo tenace a Tizio o Caio, e poi anche a Sempronio, senza professare mai un mea culpa.

 Tanto meno le vale più rivolgersi allo stratagemma di Schopenahuer, spostando l’attenzione dall’oggetto del contendere al contendente, per avere ragione, rispondendo agli attacchi dei “marrani”, tra i quali si annoverano anche giornalisti e bloggers, definendoli oltraggiosi e grossolani.

 Qui il ricorso allo stratagemma con sangue apparentemente freddo, con calma e con guizzo ironico, distogliendo l’attenzione dalla cosa in questione.

 Perché… “ogni piacere dell’animo e ogni ardore risiedono nell’avere qualcuno, dal confronto con il quale si possa trarre un alto sentimento di sé”.

 Ah vanità! Essa richiede soddisfazioni, e nessuna ferita duole più di quelle che la colpiscono!

 Trattazioni e ritrattazioni, a tutto c’è sempre una risposta più o meno pronta, più o meno scritta ad hoc.

 E’ vero, la situazione generale non è rosea, anzi, e che siamo chiamati a partecipare attivamente come cittadini anch’esso è verissimo, ma non può essere la discolpa di questa amministrazione.

 Non sapendo come fare a risolvere i problemi si mettono in campo polemiche e finti dissidi di partito con la complicità o meno del circuito mediatico.

 La parola e il linguaggio, in generale, e a maggior ragione in un contesto in cui si riconosce l’assenza di fondamenti certi, diventano il potere creatore del tutto e del niente, un potere per cui nulla potrebbe essere impossibile.

 Pensiero che viene seguito a livello nazionale da quella politica che si definisce “rottamatrice”, per renderci poi un mucchietto di mosche.

 La Città è stanca di questo atteggiamento che l’amministrazione senese, come tante altre amministrazioni locali, indottrinate, sta seguendo.

 Non ha rottamato nulla.

Oggi una Mara elegante

 Condanna allo stallo e conduce al tracollo lento e impercettibile oppure al catafascio nell’ebbrezza dell’onnipotente forza innovatrice contro il passato, da cui in verità non può sganciarsi, spesso disconosciuto o distorto.

 Il rischio dell’apatia è dietro l’angolo e la politica del fare-fuffa lo sa bene.

 L’andazzo del “tutto va a ramengo” rende la gente come sonnambula, assente, con lo sguardo fisso verso il nulla perché non trova altro intorno, oppure la costringe all’amaro volontario esilio.

 Ma quanto per noi toscani è duro l’esilio, Dante lo sa bene:

 E ai naviganti ‘ntenerisce il core

Lo dì c’han detto ai dolci amici addio;

…che paia il giorno pianger che si more (Purgatorio, Canto 8, versi 1-6)

E poi i senesi hanno un evento unico il Palio, anzi due non uno, che come i giochi nell’Antica Roma, meravigliosamente dono divino, ci discosta dalla realtà.

Il relativismo con cui questa amministrazione si approccia ai cittadini non deve attecchire.

L’eristica che caratterizza questa stagione “sofistica” della politica mostra a Siena i caratteri decostruttivi dell’abilità di sostenere o confutare, secondo le necessità, le argomentazioni del contraddittorio.

Asserendo che nella sofistica l’uomo è misura di tutte le cose e che la verità assoluta non esiste è pur vero che non sempre la scelta delle parole più utili garantisce di prevalere nello scontro politico.

Saper usare bene il linguaggio nella società della comunicazione di massa significa poter governare e la storia più o meno recente non fa che confermare ciò.

Ma è fondamentale saperlo usare questo linguaggio per evitare il regolare sputtanamento ad ogni intervento pubblico.

E non ci sarà un Gorgia che come per Elena prenderà le difese di questa amministrazione.

 

Mancando le argomentazioni sostenute dai fatti, la dialettica del fuffa non sarà ancora di salvezza.

 

Bisognerebbe che un giorno non lontano ci si risvegliasse senza più la poltrona dove appoggiare il proprio flacido deretano.

 

 

Mara Morini

 

Categorie: libero contributo
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