La Rubrica di Mara Morini – L’INDOMITO DON BRUNETTO

28 novembre 2014 4 commenti

Indomito come sempre Don Brunetto. Di figuracce sembra non averne mai abbastanza.

Indomito da “non domabile”. Ed è davvero non ammaestrabile; dagli errori non impara, non impara proprio.

valentiniprincipeC’è da chiedersi se c’è o ci fa.

O crede che siano i cittadini a esserci?

Nel precedente intervento avevo espresso le mie, le comuni preoccupazioni, rispetto all’aggiudicazione dell’appalto del Santa Maria alla Scala non perché ci fossero delle indiscrezioni sulla dotazione o meno dei requisiti da parte della società provvisoriamente aggiudicataria, ma per le tempistiche con cui la procedura si era svolta.

Una sommetta non da poco quella necessaria per far fronte ai servizi del Complesso Museale, ma soprattutto un’attività da gestire di importanza rilevante se il Santa Maria alla Scala è considerato dall’amministrazione come un pupillo per lo sviluppo culturale e turistico della Città.

E’ possibile che per quello che viene considerato come il futuro luogo d’arte e di cultura senese per eccellenza si proceda in questi termini?

All’indomani dall’aggiudicazione provvisoria dei servizi alla Intrepido Servizi S.r.l., Don Brunetto ci assicurava che le attività del Complesso Museale sarebbero riprese immediatamente, fiducioso.

Poi qualche giorno dopo, sentiti i rumors poco ottimistici di giornali e opposizioni di una procedura un po’ troppo veloce, una sveltina diciamo, mette le mani avanti come al solito, affermando che qualora la aggiudicataria non avesse avuto, post controllo, i requisiti: no problem.

Ministra Madia, La invito a prendere l’esempio di semplificazione amministrativa attuato dal Comune di Siena come emblema dell’efficienza, dell’efficacia, della trasparenza e vicinanza ai cittadini e alle imprese, che di seguito mi accingo a illustrare per tappe e che nasce e si conclude in meno di 30 gg.

21.10.2014. Determina dirigenziale e avviso pubblico per la procedura di gara per l’affidamento dei servizi generali e di sorveglianza, biglietteria e portineria del Santa Maria della Scala. Appalto costruito sul massimo ribasso.

03.11.2014. Giorno di scadenza della presentazione delle domande per la partecipazione al bando per l’affidamento e giorno ultimo di proroga della gestione dei servizi del Santa Maria alla Scala al precedente affidatario il raggruppamento temporaneo Opera Laboratori Fiorentini, Cooperativa Itinera e Coop. Culture.

07-08.11.2014. Chiusura non programmata, così la definisce l’amministrazione comunale. Pertanto dovuta a eventi straordinari, non prevedibili, contingibili e urgenti.

11.11.2014. Aggiudicazione provvisoria dell’appalto alla Intrepido Servizi S.r.l. da sottoporre a controllo da parte degli organi competenti del possesso dei requisiti.

12-14.11.2014. La Intrepido Servizi S.r.l. incontra le associazioni sindacali per raggiungere un accordo sul mantenimento dei posti di lavoro e delle condizioni contrattuali dei lavoratori in virtù della mancanza di specifica indicazione all’interno del bando.

15.11.2014. La società raggiunge l’accordo con i sindacati: s’impegna a riassorbire tutti i lavoratori e a mantenere i medesimi trattamenti contrattuali, e ne rende pubbliche le intenzioni con un comunicato.

21.11.2014 ore 20.18. La Intrepido Servizi S.r.l. mediante posta certificata viene a conoscenza da parte dell’amministrazione comunale dell’avvio del procedimento di annullamento della aggiudicazione provvisoria dell’affidamento.

21.11.2014 ore 21.00. L’amministrazione comunale, prima ancora di visionare la documentazione integrativa appena richiesta ad Intrepido, comunica la riscontrata mancanza di uno dei requisiti professionali richiesti alla stessa ai fini della partecipazione alla gara: esperienza nella gestione dei servizi didattici.

24.11.2014 ore 10.00. Termine ultimo di presentazione della documentazione mancante comprovante il possesso del requisito da parte della Intrepido Servizi S.r.l. Tempistica decisamente short.

26.11.2014. L’appalto è affidato al secondo in graduatoria il raggruppamento Opera Laboratori Fiorentini, Cooperativa Itinera e Coop. Culture.

26.11.2014. La Intrepido Servizi S.r.l. interviene nuovamente tramite il suo amministratore unico precisando che hanno la competenza per decifrare i motivi di un simile modo di procedere, essendo anche parte in causa, né tanto meno contestare le ragioni formali che hanno indotto il Comune a ritenere che le esperienze professionali ed i titoli che Intrepido ha ereditato dalla lunga esperienza della Cooperativa Zelig non sufficienti allo svolgimento delle attività didattiche.

Saranno i legali della società a valutare la convenienza o meno di ricorrere contro una tale decisione in un appalto così breve, manifestando però “l’amarezza nel dover prendere atto che nella nostra città debbano essere solo le grandi imprese di dimensione nazionale ad avere degli spazi operativi, che facciano o meno i prezzi più convenienti, mentre alle altre non resti, purtroppo, che esporsi ai rischi, ai costi ed alla fatica di percorrere le vie legali”.

Mara Morini in allenamento… Non la fate arrabbiare!!!

Mara Morini in allenamento… Non la fate arrabbiare!!!

27.11.2014. Apre, come da programma, la mostra “Arte e letteratura in Toscana nel Novecento”…Forse…se non ci sarà un ritardo non programmato.

Ah che meraviglia! Che risposta netta, secca, alle lungaggini a cui eravamo abituati…

Che classe dirigente operosa, solerte, nuova, post rottamazione come vuole il ns giovane, giovanissimo Presidente del Consiglio, un’amministrazione del fare!

Una domanda però a Don Brunetto va fatta: “secondo Lei, è giusto che i cittadini senesi debbano pagare le conseguenze di una dirigente (Gare e Appalti e dintorni) che dall’inizio del Suo mandato ha dato manifesta prova di incapacità? Sono stati calcolati danni (economici e d’immagine) derivanti dagli affidamenti saltati e/o dalle iniziative naufragate sotto la direzione di tale dirigenza? E’ normale che un dirigente come quello del Bilancio, dopo tutti disastri passati, sia sempre al suo posto? Il rottamatore, segretario del Partito e Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sarebbe d’accordo con Lei Signor Sindaco?”

 Mara Morini

Categorie: libero contributo

Rassegna Stampa – Notizie dal Consiglio Comunale… IL SANTO vince il sondaggio del peggior blogger Senese… Un video d’archivio

28 novembre 2014 3 commenti

Un plauso a Daniele Magrini per la trasmissione del 27 Novembre Siena Diretta Sera un faro importante sulla vicenda di Davi Rossi, con la speranza che la verità alla fine venga fuori. Se negli anni passati ci fosse stato un giornalista come Daniele Magrini, magari tante cose i senesi potevano saperle e non saremmo nati noi bloggers. Concluso il Sondaggio del peggior blogger Senese (clicca e leggi). Vinto alla grande dal sottoscritto con il 44,13% dei voti seguito da Elio Fanali con il 38,97% al terzo posto L’Eretico con il 4,58% dei voti. Che dire dovrò attaccare la tastiera al chiodo? Invece no… Continuerò a dare fastidio non so fino a quando ma per ora non esco di scena… Grazie ai lettori che hanno votato.

Dal Consiglio comunale di Siena

La maggioranza in Consiglio: “Rossi: fiducia nella magistratura”

Approvato l’assestamento di bilancio del Comune di Siena

IL NUOVO COSTITUTO SENESE 2014: CHI SE NE FREGA DEL CONFLITTO D’INTERESSI?

Il mercoledì scolastico: Dio salvi la penna (e 3 Ps stimolanti)

L’antenna della scuola “Sclavo” produce un basso livello di inquinamento elettromagnetico

TASSE SULLA CASA A SIENA / La Lega: “La rapina continua”

Il Governo e i Lavoratori

Una botta di “Cultura”

Un video da RIGUARDARE

Libero Contributo – “Rituale Contradaiolo: chi controlla su norme ignorate o disattese?”

27 novembre 2014 10 commenti

RICEVO E PUBBLICO QUESTA LETTERA DEL SIGNOR PAOLO PIOCHI

 

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. I vecchi adagi raramente sbagliano. Quella che stiamo vivendo è senza alcun dubbio una fase politica, congiunturale, sociale ed ambientale, che (se non ci fosse veramente da piangere e da preoccuparsi) assomiglia molto alla tipica situazione in cui lo struzzo infila la testa sotto la sabbia, fingendo di ignorare una realtà sgradevole invece di affrontarla.

 

Spesso la critica ed il sarcasmo sono atti d’amore che – gonfiandosi come mongolfiere – a volte rasentano la rabbia e la indignazione, perché si vorrebbe che la cultura, la storia, le tanto invocate tradizioni ed i personaggi di questo nostro meraviglioso mondo fatto di emozioni e di sensazioni infinite fosse perfetto, armonioso ed immune da difetti e polemiche. (PROSEGUE SOTTO LE FOTO)

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Non posso però pretendere troppo e mi limito a richiamare l’attenzione su una questione che lascia esterrefatti, perché ritenevo che almeno gli aspetti che investono il mondo delle Contrade, quell’universo che qui a Siena attira innegabilmente riguardi così significativi ed ha ancora oggi la forza e l’intensità di suscitare trepidazioni e di appassionare la nostra vita, fossero affrontati con una maggiore incisività e fermezza e risolti poi con più sollecitudine.

 

Giunti ormai all’inizio di un nuovo anno contradaiolo sono spinto, mio malgrado, a formalizzare un appunto alle più alte Istituzioni cittadine che hanno maggiore attinenza con la nostra Festa (Amministrazione Comunale, Magistrato delle Contrade, Consorzio Tutela del Palio, Comitato Amici del Palio) che dal decorso mese di gennaio non si sono ancora degnate di assumere, per quanto di rispettiva competenza, una posizione ufficiale sulla opportunità di rivisitare il Rituale Contradaiolo senza che in merito le stesse Istituzioni abbiamo voluto o saputo fornire fino ad oggi alcuna motivata risposta.

 

Mi riferisco, in particolare, non solo a quanto stabilito in tale Regolamento (cfr. Parte III, secondo capoverso punto a) circa l’osservanza – attualmente violata – delle vigenti norme tese a salvaguardare Piazza del Campo dalla esposizione e/o dalla apposizione di ogni e qualsiasi simbolo da parte delle singole Contrade (bandiere, bacheche, braccialetti, ecc.), ma soprattutto sulla opportunità di dover disciplinare la esposizione degli storici gonfaloni dei Terzi di Città e, di conseguenza, di rendere uniforme le modalità di utilizzo delle tre diverse colonne lapidee ubicate in Piazza Postierla, Piazza Tolomei ed al Ponte di Romana.

 

Su quest’ultimo punto ai nominati Enti mi ero permesso di argomentare ampiamente, attraverso l’invio in tempi diversi di una documentazione scritta e fotografica (qui allegata solo per le redazioni in indirizzo), sostenendo – a mio modesto avviso – che tali colonne avrebbero dovuto essere riservate, diversamente da quanto accade oggi per due particolari casi, ad esclusivo uso dei soli gonfaloni considerato che, per la loro consolidata natura di porta-insegne civico, riterrei le stesse stele correlabili – a tutti gli effetti – a dei presidi decentrati dell’Amministrazione Comunale e, di conseguenza, a delle vere e proprie “zone franche”, ancorché ubicate nel territorio di tre diverse Contrade.

 

Sono ben consapevole che la questione sollevata rappresenta indubbiamente una pagina marginale rispetto ai tanti e gravi problemi che in questi ultimi tempi hanno sconvolto e stanno purtroppo ancora assillando l’intera comunità senese con scandali a non finire.

 

Tuttavia come figlio di questa Città mi auguravo che così evidenti ed incongruenti anomalie venissero prontamente rimosse, poiché credevo che i richiamati Organismi, per il fondamentale ruolo istituzionale e non solo cerimoniale che dovrebbero svolgere, ritenessero anch’essi sbagliato il sottacere certi principi ed il non vedere come attraverso una secolare ritualità sia celebrato anche il valore che possiede la memoria nello sviluppo della società, come il rispetto stesso delle invocate tradizioni, ben esplicitate peraltro nel Rituale Contradaiolo, sia il filo che ci lega al senso della nostra storia, dandoci identità, coscienza del passato e speranza nel futuro.

 

Ciò dovrebbe ovviamente riguardare anche coloro (non pochi) che in nome della propria Contrada si permettono spesso di assumere condotte non consentite ai comuni mortali. Ma questo è un altro discorso che porterebbe molto lontano, anche se appare surreale il solo pensare di poter risolvere problemi ambiziosi e ben più complessi se situazioni così semplici e banali non riescono a trovare una loro logica sistemazione.

 

Sarebbe quindi auspicabile che la “pratica” in questione venisse affrontata e decisa con la dovuta premura, perché mai come oggi si avverte sempre più il bisogno di non doversi fermare solo alle buone intenzioni e si pretenda giustamente da parte di tutti di non giocare allo scarica barile; di conseguenza meno chiacchiere e più fatti, meno pigrizia amministrativa e meno pastoie burocratiche, ma soprattutto meno struzzi con la testa infilata sotto la sabbia se vogliamo continuare ad assicurare una omogeneità di comportamenti ed un austero rispetto delle regole che non può e non deve subire alcuna eccezione, evitando così il rischio di non poter tramandare alle future generazioni quelle tradizioni, così gelosamente custodite e peculiari della nostra Festa, anche al di fuori da ogni agone sul Campo.

 

A meno che non sia già stato individuato qualcuno che, brandendo la scusa di una ormai inflazionata passionalità ed infischiandosi di regole e di tradizioni, per una smisurata ambizione ed un evidente tornaconto personale, si presti ad architettare interventi di alta ingegneria a tal punto da distruggere anche questa storica e plurisecolare realtà sociale che, nonostante l’evoluzione del tempo, rimane ancora oggi così unica ed inimitabile. Se qualcuno manifesta quindi legittime preoccupazioni, significa che si sta già facendo strada qualche pericolosa avvisaglia.

 

 

Paolo Piochi

Qui di seguito lettere inviate dal Signor Piochi rimaste senza risposta:

lettera 21.01.2014

lettera_07.05.2014

lettera_04.09.2014

La Rubrica dei Disastri – Kris Cipriani si dimette dal Consiglio di Amministrazione dell’Università ecco le motivazioni… Siamo alle solite!!!

26 novembre 2014 3 commenti
Io, Cipriani Kris, prima che da ex membro del Consiglio di Amministrazione, mi trovo costretto con grande rammarico a scrivere da studente questa lettera, a breve distanza di tempo dalla mie dimissioni rese al Consiglio di Amministrazione.

Kris Cipriani

Kris Cipriani


Il mio auspicio, rendendo le mie dimissioni, era quello di garantire la possibilità a tutti gli studenti di vedere finalmente la realizzazione di elezioni studentesche trasparenti, partecipate e utili al normale e regolare funzionamento degli Organi di governo dell’Ateneo.

L’Associazionismo studentesco, concretizzato nella Rappresentanza studentesca, è una componente fondamentale della vita universitaria, perché oltre a facilitare il compito di comunicazione e informazione all’Amministrazione, è imprescindibile per l’esercizio di difesa dei diritti degli studenti e della loro tutela, senza menzionare il carico di lavoro e di responsabilità che viene portato avanti con l’organizzazione di eventi, dibattiti, approfondimenti.

Il mio mandato è stato concluso rivendicando il senso di Responsabilità, attaccamento alle Istituzione e alla cosa pubblica, che ho portato avanti sia come Rappresentante sia come Presidente di Gioventù Universitaria, tra le cui fila conta decine di militanti, simpatizzanti e centinai di votanti, con i quali l’Associazione ha espresso sempre un numero copioso di Rappresentanti e fatto rappresentanza.

Ad oggi, dopo una comunicazione inviatami dall’Ufficio Responsabile delle Procedure Elettorali, vedo l’esclusione della mia lista dalla competizione elettorale negli Organi di Governo dell’Università degli Studi di Siena, anche dopo che all’unanimità il Consiglio Studentesco si era espresso evidenziando le stesse criticità e anomalie dai Noi sottoposte.

Il mio stupore, oltre ad essere condiviso da tutti i membri della mia stessa Associazione e da tanti studenti, è accompagnato da un profondo senso di perplessità, dopo che avevamo più volte, in via ufficiosa in un primo momento, e sotto forma scritta poi, evidenziato delle difficoltà e delle anomalie oggettive sia ai diversi uffici competenti sia all’Amministrazione.

Non abbiamo potuto verificare e consultare la documentazione che quanto prevede il Decreto Elettorale, doveva essere pubblicata sull’Albo Online secondo le modalità e le tempistiche previste dallo stesso.

La poca chiarezza e la mancata pubblicazione di documentazione ha portato, infatti, alla scarsa candidatura di tanti studenti legittimati a farlo e, probabilmente, alla totale assenza di liste nei tanti Comitati e Dipartimenti. Gli studenti, che non erano scritti sulle liste dell’elettorato attivo e passivo, oltre che segnalarlo alle segreterie, non si sono potuti rivolgere alla Commissione elettorale perché mai riunitasi e formalizzata.

Per mancanza di chiarezza e flessibilità, come, purtroppo, succedete in Italia, Le vie tortuose della burocrazia rischiano di minare la Democrazia e la Rappresentatività nella vita pubblica.

Confidiamo nel buon senso e nell’intenzione del Rettore e dell’Amministrazione di risolvere quanto prima la vicenda, non incorrendo nel rischio di assistere ad elezioni con una sola lista concorrente agli Organi di Governo o peggio ancora illegittime e irregolari.

Kris Cipriani

Rassegna Stampa – Ancora polemiche per REPORT… Chi deride Montaperti deride i senesi… Un video su INCONTRADA che non è Vanessa!!!

26 novembre 2014 3 commenti

Rassegna Stampa – Barbari, Bischeri e ora anche Rintronati… Per far dimettere NIXON gli anonimi vanno bene a Siena no!

25 novembre 2014 2 commenti
Categorie: rassegna stampa

La Rubrica di Daniele Magrini – La tragedia di David Rossi e i bischeri

24 novembre 2014 2 commenti

2228017431La mancanza di oggettività: è una delle tare più pesanti lasciate in dote ai senesi, da chi ha depredato la città in base alla collusione tra il potere finanziario deviato e il potere politico, Pd in testa, con le sue derivazioni nazionali. L’incapacità di stare all’oggettività delle cose nasce soprattutto dal contrasto tra coloro che sono stati protagonisti delle scelte che hanno determinato lo sfascio e gli oppositori del cosiddetto “sistema Siena”. I primi, per salvarsi e autoassolversi dalle proprie responsabilità, fingono di aver fatto autocritica e in nome di un presunto rinnovamento vogliono rimanere al centro del potere della città.

I secondi, gli oppositori di ieri e di oggi, tendono a mettere nel mirino non solo – come pienamente legittimo – i reali detentori del potere, artefici delle scelte pregresse e del mancato rinnovamento attuale, ma additano schiere intere di senesi, più o meno accusati di essere collusi o sudditi o complici, perché hanno votato e rivotato il Pd. In virtù di questa contrapposizione estrema, ogni cosa che accade a Siena è analizzata con lenti bifocali: ma proprio ogni cosa, non solo gli atti amministrativi e politici.

Così, tutto è polemica, urla, facce di gomma e muri di gomma, finzioni, giochini, tatticismi, improperi, rinfacci. Sterili e inutili.  Siena, a mio parere, ha smarrito ogni capacità di stare alla realtà oggettiva delle cose. Il caos regna sovrano e latita il confronto aperto nella città, profondo e a 360° gradi, capace di affermare una nuova progettualità protagonista della città, per definire le direttrici di un nuovo sviluppo che sostituisca nuovo lavoro a quello che spesso veniva assegnato per via clientelare,

Di questo deficit di oggettività ha subito gli effetti, stando a tanti commenti letti su Fb, anche la trasmissione Report dedicata ieri sera al mistero della morte di David Rossi e alle vicende di Mps. Da una parte si afferma: siccome non hanno detto mai che è colpa del Pd, allora la trasmissione faceva schifo. Dall’altra: Report getta ancora fango e scandalismo su Siena. Forse, invece, vale la pena andare oltre e non eludere gli elementi oggettivi che Report ha messo in fila. E, per quanto riguarda i misteri della morte di Rossi, mi permetto di dire, anticipati dalla controinchiesta da me condotta insieme alla collega Antonella Mollica sul Corriere Fiorentino.

Allora, provo a fare uno sforzo, elencando gli elementi oggettivi che sono emersi, a mio parere, dalla trasmissione. Per quelli che riguardano la morte di Rossi, rimando ai link degli articoli precedenti apparsi sul “Corriere”, visto che la trasmissione ha evidenziato i medesimi dubbi oggettivi (8 novembre 22 novembre I 22novembre II)

Rispetto a questo la Magistratura senese ha già fatto sapere di non voler riaprire il caso. E la circostanza è preoccupante. Oggettivamente. Stando agli elementi concreti evidenziati, non ad illazioni nè scandalismi. Anche il sindaco Bruno Valentini, stamani ha detto che sussistono gli elementi per riaprire le indagini. E forse di questo la città avrebbe oggi bisogno. Per il resto, i colleghi di Report hanno messo insieme una ricostruzione oggettivamente inquietante. Elenco alcuni elementi.

«David aveva un ufficio al ministero degli Interni, almeno dal 2008», a dirlo un amico, che è voluto restare anonimo. Ancora: secondo quanto riferito da Milena Gabanelli durante la trasmissione, Antonella Tognazzi, la moglie che non ha mai creduto nel suicidio, avrebbe affidato una perizia calligrafica sui biglietti, con messaggi a lei indirizzati, trovati nell’ufficio di Rossi a Rocca Salimbeni quella sera di marzo 2013.

Durante la trasmissione anche un altro anonimo, definito “un monsignore” a conoscenza delle vicende legate allo Ior, ha riferito che Mussari e Rossi si sarebbero recati spesso in Vaticano e che allo Ior sarebbero stati aperti quattro conti “coperti”, nei quali sempre secondo l’anonimo sarebbero transitati parte dei soldi utilizzati da Mps per acquistare Banca Antonveneta dal Santander nel 2007.

Ancora: tra le ipotesi emerse da altre testimonianze, tra le quali un’analista, anche lei anonima, il fatto che le Autorità di Vigilanza (Bankitalia e Consob) fossero a conoscenza da anni della situazione difficile di Mps e che il presidente Alessandro Profumo e l’ad Fabrizio Viola sapessero delle difficoltà create dai derivati Alexandria e Santornini, ben prima di trovare il contratto firmato da Mussari con Nomura, per la ristrutturazione di Alexandria, nell’ottobre 2012.

Infine, l’avvocato Paolo Emilio Falaschi, uno dei piccoli azionisti della banca, ha mostrato durante la trasmissione una relazione di Banca Italia datata 9 marzo 2007, nella quale via Nazionale scrive della difficile situazione di Antonveneta, la banca che pochi mesi dopo Mussari acquisterà dal Santander. Chi vuole, può rileggersi il verbale della trasmissione in Pdf.

Di fronte a tutto questo non basta, a mio parere, a giustificare inerzie e latitanze, il concetto che “noi senesi siamo stati bischeri”, estrapolato dalla lunga intervista a Valentini. C’era molto di più, che andava ben oltre le mura senesi. Ma per non essere bischeri adesso, per esempio, bisogna quantomeno rimanere sconcertati dalle dichiarazioni di Luca Bonechi sulla Sansedoni. Che eludono e spiegano ben poco di tracolli ed affari del ramo immobiliare di Fondazione e Banca. Oggettivamente.

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