Rassegna Stampa – Lettera 43 tiene vivo il caso ROSSI… Da nero a rosso? La cambiazione di Pierino!!! Pierino quello caduto dal pero!!!

Prima della rassegna stampa segnalo l’articolo che pubblico integralmente su questo post. E’ della testata on line Lettera 43, credo sia giusto tenere viva la memoria su questo fatto che lascia molti dubbi in sospeso…

GLI ANTICORPI DEL SISTEMA SIENA

Piero Ricci candidato: il “fasciopiddino” in Regione (e 6 Ps!)

Ciclostazioni. Neri: “In quale programma erano?”

Santa Maria Scala. La proposta di Enrico Tucci

Ubi e Banco Popolare: e se fosse una fusione nel solco della tradizione?

MPS, PER IL FINANCIAL TIMES SARA’ FUSIONE CON UBI

Album di Famiglia

 Incompatibilità Carretta? La Lega: “Concentrarsi sulla situazione della Barni e su quella di Fiorella Bianchi”

Le biblioteche nascoste di Siena

Il latino della domenica – 109

Il mio Paolone

INCHIESTA

David Rossi, il giallo del suicidio e quel numero misterioso

ESCLUSIVO. Era il 6 marzo 2013: il manager Mps senza vita da oltre 30 minuti. Sul suo cellulare venne digitato un numero. Relativo a un conto dormiente.

di Alessandro Rossi

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31 Marzo 2015

Un numero di telefono? No, un numero di conto.
Il cellulare di David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi deceduto misteriosamente il 6 marzo del 2013, si rianimò all’improvviso mezz’ora dopo il suo tragico volo da una finestra.
Lui era già morto e qualcuno compose sul tastierino un numero di sette cifre.

  • Il corpo esanime di David Rossi, morto il 6 marzo 2013. © Ansa

Le incongruenze sulla morte: segni di colluttazione e dinamica non chiara

Per comprendere appieno la storia di David occorre partire dai suoi amici.
Una volta ne aveva molti. Chiamava Renato Pozzetto, chiamava Daniela Santanché, chiamavano giornalisti dei più importanti quotidiani, della Rai, di Mediaset. Chiedevano informazioni, pubblicità, sponsorizzazioni, piccoli favori. Chiamarono anche quella maledetta sera del 6 marzo, fino a pochi minuti prima che Rossi finisse giù da una finestra, forse nemmeno quella del suo ufficio, spinto da una follia suicida o dalla mano di qualcuno.
PER LA GIUSTIZIA FU SUICIDIO. Di amici a David, ora che è morto, ne sono rimasti davvero pochi. Si abbandona chi cade in disgrazia, figuriamoci chi cade da una finestra. In occasione del secondo anniversario della sua morte, un ricordo su Facebook di David Taddei, amico e socio nelle tante avventure di comunicazione prima di arrivare a Palazzo Salimbeni, con una spruzzata di condivisioni. Dolore, rinnovato e ancora intenso, in famiglia. Poco altro.
Forse, a questo punto, non vuol dir nulla, ma David Rossi ha ancora qualche amico che ha usato le sue capacità professionali per provare a scrivere, o quantomeno a raccontare, una verità diversa da quella delle carte della giustizia che prima a Siena e poi a Firenze ha deciso che David si è ucciso buttandosi giù dalla finestra del suo ufficio alle 19.43.
I LIVIDI SULLE BRACCIA. Già, l’ora della morte e tutto quello che l’ha preceduta e seguita. Qui comincia un’altra storia, un giallo che per certi versi arriva a somigliare a quello di Roberto Calvi, raccontato dalla telecamera di sorveglianza di Mps che ha ripreso il volo letale di David nel vicolo del Monte Pio, che si intuisce, anzi si capisce proprio, se si ha il fegato di guardare le foto del corpo esanime sul tavolo dell’autopsia.
È difficile ridursi in quel modo con la caduta. Il corpo sull’avambraccio ha un livido in cui si riconoscono bene le dita della presa di una mano, altri lividi simili sull’altro braccio, una contusione di sette centimetri per 10, la misura esatta di un pugno, all’altezza dello stomaco, una ferita triangolare, un buco, sul retro della testa, un graffio classico da colluttazione (simile a un’unghiata) che gli percorre il naso e gli tocca un labbro.
L’OROLOGIO CADDE DOPO. E poi la dinamica del volo: se si fosse buttato sarebbe caduto ben più in là di dove lo fa vedere la telecamera di servizio. E perché l’orologio che aveva al polso è caduto a terra addirittura qualche minuto dopo? E quelle luci nel vicolo stretto del Monte Pio, dove David è caduto, che somigliano tanto a segnali luminosi, quelle ombre che paiono far capolino dalla bocca della strada e da una porta lì vicino in uso al Monte dei Paschi. Illazioni? Fantasia? A guardare il video e le foto dell’autopsia vengono i brividi. Non solo per l’umana pietà, ma per quello che si capisce, o quantomeno sembra di capire: forse non è andata come le carte ufficiali raccontano.

  • David Rossi era responsabile comunicazione di Mps.

Le ultime ore: dalla visita alla moglie all’appuntamento con la Ciani

Luca Scarselli, ingegnere, e Luca Goracci, avvocato, sono forse gli amici più cari che David ha ancora da morto.
Non lo hanno abbandonato e hanno messo insieme gli elementi che dicono che quello di David Rossi sarà stato anche un suicidio, ma somiglia troppo a un omicidio.
Report ha raccontato la storia che hanno ricostruito i due Luca con le famose email, i biglietti, le ricostruzioni, le situazioni improbabili.
LE PERQUISIZIONI DI FEBBRAIO. Lettera43.it ha ricostruito le ultime ore prima che David Rossi volasse giù dalla finestra. Ma prima di arrivare a quei terribili momenti bisogna partire da qualche giorno prima, dal 19 febbraio 2013 quando la guardia di finanza perquisì casa sua cercando, ha sempre detto David, qualcosa che lui non ha mai capito. Dopo quella perquisizione la vita di Rossi non è stata più la stessa. Aveva paura, era convinto che casa e ufficio fossero piene di cimici, che lo seguissero, forse addirittura che qualcuno fosse pronto a fargli del male.
In uno sconquasso complessivo, la mattina del 6 marzo 2013, l’inizio di una giornata piovigginosa, David si alzò presto, come sempre, per andare a fare jogging per le vie del centro storico. Uscì e rientrò diverse volte. Percorse la vicina salita, ripidissima di Vallerozzi, la via principale della sua contrada, la Lupa, fece un passaggio davanti al garage Perugini poco distante.
ROSSI TEMEVA DI ESSERE SEGUITO. Qualcuno lo vide. E notò che Rossi era guardingo, sospettoso, tanto da rientrare in casa e poi riuscire un paio di volte sempre in tenuta da jogging. Aveva un appuntamento alle 9 in banca con Carla Lucia Ciani, coaching manager. David, un maniaco della puntualità, uscì di casa intorno alle 8,30, dopo aver parlato con la moglie Antonella Tognazzi, che non stava bene. La salutò.
La banca era distante poche centinaia di metri, 10 minuti a piedi al massimo. La Ciani, invece, arrivò tardi all’appuntamento, circa mezz’ora dopo. David si lasciò andare, anche se il suo carattere non gli consentiva certo slanci espansivi. Nel colloquio furono trattati diversi argomenti finché Rossì le disse: «Mi sto comportando male, da quando ho subito la perquisizione, ho fatto una cavolata dietro l’altra».
Sì, ma che tipo di cavolate? «Ho scritto a Viola (Fabrizio, amministratore delegato di Mps, ndr) e gli ho chiesto protezione e forse l’ho fatto irritare».
LO SCAMBIO DI EMAIL CON VIOLA. In effetti tra Rossi e Viola c’è uno scambio di email il 4 marzo 2013 in cui David chiese se fosse il caso di andare dai magistrati a raccontare tutto quello che poteva sapere sulle vicende senesi, visto che lui, negli ultimi anni, era stato vicino all’ex presidente dell’Mps Giuseppe Mussari, ma anche a tanti altri personaggi del mondo politico locale. Praticamente Viola gli disse: «Se vuoi chiama i magistrati». E lì, probabilmente, David si sentì solo, scaricato.
La mattina del 6 marzo, mentre aspettava la coaching manager, Rossi ricevette diverse telefonate da parte di giornalisti e di personale interno della Banca. Ma lui, almeno stando ai tabulati, non rispose. Tra le 8.54 e le 9.14 parlò al cellulare con la moglie, con il medico di famiglia, Antonio Bardi. Alle 10.04 ricevette una telefonata dalla Fondazione Mps, poi un’altra ancora dal medico e quindi David chiamò la moglie Antonella.

  • I carabinieri nel vicolo del Monte Pio. © Ansa

Quella confidenza al fratello: «Un amico mi ha tradito»

Finito il colloquio con la coaching manager, Rossi telefonò al fratello Ranieri. Dovevano andare a pranzo insieme. Così Rossi riparlò con la moglie, poi con la mamma intorno alle 13,52.
Tra le telefonate alla moglie e alla madre si infilarono diverse chiamate di giornalisti ma David non rispose. Alle 15.10 riparlò con Ranieri per andare a pranzo. Prima di uscire richiamò la moglie. Il fratello andò a prendere David con la macchina. Strano, David amava camminare a piedi per la sua Siena.
A PRANZO CON RANIERI. Salì sulla Mitsubishi grigia di Ranieri e andarono allo Snack Bar, un ristorante all’Antiporto, appena fuori Porta Camollia. Durante tutto il percorso David proferì pochissime parole, guardò continuamente lo specchietto e al fratello fece capire che temeva di essere seguito. Al momento di parcheggiare gli chiese di fare una strana manovra proprio come se volesse depistare qualcuno. Al ristorante scelse un tavolo in fondo e si piazzò con le spalle al muro per aver bene aperta la visuale della porta e vedere chi entrava.
Si lasciò andare a una confidenza con il fratello: «Ho fatto una cavolata, e un amico di cui mi sono fidato mi ha tradito». Chi? Ranieri non sa dirlo o forse nemmeno glielo chiese.
Finito il pranzo, verso le 16, Rossi ripassò da casa, probabilmente per sentire come stesse Antonella.
DI NUOVO IN UFFICIO ALLE 16.40. Proprio la moglie gli chiese se avesse avuto risposte da Viola sul possibile colloquio con i pubblici ministeri. David non disse nulla. Era convinto che la sua abitazione fosse piena di microspie al punto da comunicare con moglie e figliastra, più di una volta, tramite messaggi scritti, che vergava su un blocco, di cui poi strappava le pagine: quelle scritte, ma anche quelle sotto per evitare l’effetto della copia per pressione.
Intorno alle 16,40 Rossi tornò in ufficio. Nel frattempo lo aveva chiamato un dipendente della banca e una compagnia della guardia di finanza: niente di drammatico, le fiamme gialle chiedevano una sponsorizzazione.
IL NUMERO DIGITATO ALLE 20.16. Piovevano telefonate ma David continuava a non rispondere. Alle 17.37 ricevette una chiamata da una collega dell’ufficio stampa della banca. Poi alle 19.02 chiamò di nuovo la moglie. «Alle 19.30 vengo a casa», le disse, «così ti faccio l’iniezione. Ho già comprato tutto il necessario. Prima però passo a prendere le polpette che ho ordinato per cena. A dopo». Clic.
La storia di Rossi si ferma a quel clic. Non si ferma invece quella del suo cellulare. Stando ai tabulati in mano alla procura alle 20.16, circa mezz’ora dopo il volo dalla finestra e con David ormai morto, alla stessa ora in cui un oggetto (che da moto e posizione finale assunta sembrerebbe essere l’orologio) cade al suolo, il cellulare come d’incanto si rianima e chiama il numero 4099009.
Chi l’ha digitato? E soprattutto che numero è? Non è di un telefono, infatti non rispose nessuno. È il numero (o almeno anche il numero) di un conto dormiente del Monte dei Paschi, uno di quei conti che non vengono movimentati da più di 10 anni. E chi lo sa fare, e lo può fare, può usarli in tanti modi. Fino a voler uccidere?

Categorie: rassegna stampa, storia

Rassegna Stampa – Pierino Ricci nel PD!!! Zero in condotta… Profumo è innocente… Beppino a processo… La Tassa di soggiorno è giusta!!!

La Rubrica di Daniele Magrini – E ora principia a avviare i’curturale. Sms e altri musei

Daniele Magrini

berlinguertvb«Sospensione di’ ricreativo. E ora principia  a avviare i’ culturale». E alla mitica battuta del capo-circolo inBerlinguer ti voglio bene, finita la tombola, tutti si alzano per andar via. Solo l’energico intervento del capo-circolo – «Seduti per Dio!» – convince tutti a rimettersi ai tavoli. E meno male, perchè il dibattito su «Pole la donna permettisi di pareggiare coll’omo? No», sfocerà poi nell’ulteriore battuta cult: «la donna, la donna, la donna, o l’omo?». Premessa un po’ nostalgica di film, ma soprattutto di atmosfere, ormai sparite, che utilizziamo per ragionare di cultura, l’oro di Siena. E in particolare di tre temi: Stati Generali della Cultura, Santa Maria della Scala e Fondazione Musei Senesi.

1) Ho seguito gli Stati Generali della Cultura da lontano, grazie alla diretta di Siena Tv. Quindi nei contenuti specifici non entro, ma mi è sembrato un buon clima, una riaccensione di un confronto sui temi della cultura, in modo aperto e partecipato che ci voleva. Ben fatto, dunque. La divisione in tavoli, stile-Leopolda, ha probabilmente consentito di approfondire meglio i temi specifici. E nello stile-Leopolda, magari, la prossima volta, è da evitare il discorso introduttivo dell’istituzione. Non serve, e sa di «ecco le cose che abbiamo fatto», che proprio nulla ha a che vedere con lo stile-Leopolda, dove invece la trama è un’altra: «ecco le nostre idee per fare meglio».

2) Santa Maria della Scala: dopo il Consiglio Comunale in cui c’è stata la virata sulla gestione, attraverso la comunicazione del sindaco, merita forse ricapitolare. Dalla Fondazione varata sotto il sindaco Ceccuzzi, si era poi passati al Consorzio, con qualche mal di pancia soprattutto dentro il Pd. Adesso siamo all’ipotesi del Direttore-Dirigente, in una sostanziale dimensione del Santa Maria come Museo Civico. Il sindaco ha agomentato le motivazioni, anche di tipo economico, che stanno dietro a questa modifica in corso d’opera che parrebbe anche di transizione. E’ stato soprattutto il suo partito, attraverso la dichiarazione in Consiglio Comunale di Rita Petti, presidente della Commissione Cultura, a mandare a Valentini un messaggio, così sintetizzabile: «Prendiamo atto delle attuali difficoltà, del resto sono maturati i tempi e non sono state colte alcune congiunture, i contesti sono mutati. Ribadiamo la validità della mozione atto di indirizzo del 24 luglio 2014, approvata a maggioranza dal Consiglio per quanto riguarda il dispositivo, ma condivisa unanimemente per ciò che riguarda il corpo e la relazione. Si tratta dell’unico atto attualmente vigente sul SMS». E in una intervista a Siena Diretta Sera, il capogruppo Carolina Persi, ha reso ancor  più esplicito il messaggio: «Entro fine legislatura il Sindaco attui quanto previsto nell’atto di indirizzo del 24 luglio 2014». Se questa è la sollecitazione chiara e netta del Pd, altre sollecitazioni vengono anche da rappresentanti dell’opposizione, come Enrico Tucci, che entra sul fronte dei contenuti del Sms: «Dieci milioni da reperire, tra Fondazione Mps, Regione, Stato, Comune, per portare la Pinacoteca dentro il Sms, entro fine legislatura». Ecco, le due sollecitazioni ci sembrano entrambe stimolanti: finalmente vengono posti obiettivi chiari sui cui misurare l’amministrazione non tanto sull’aderenza o meno a trame oscure, patti sotterranei e posizionamenti di partito, ma sulle cose. Probabilmente, lo stesso Valentini potrebbe apprezzare. Resta di difficile lettura il tema del Direttore-Dirigente, da reperire attraverso un Bando Internazionale. Ci riesce difficile immaginare una figura di prestigio internazionale che viene a fare il Dirigente del Comune, entro i vincoli burocratici e i limiti di compenso definiti per legge, ma probabilmente non conosciamo le cose nel merito. Il rischio è di appaltare a terzi, perdendo il timone della strategia. Anche se il recente bando sui servizi proprio del Sms, andato deserto, dimostra che di questi tempi può anche risultare difficile appaltare, se non si mettono insieme le compatibilità dell’offerta e il disegno di contenuto.

3) Qualche giorno fa si apprende dal sito della Fondazione Musei Senesi, la sussistenza di due nomine: «Alessandro Ricceri – si legge nel comunicato – è stato nominato oggi (17 marzo) presidente della Fondazione Musei Senesi, su designazione della Provincia di Siena, fondatore di FMS, e dietro approvazione del Consiglio di Indirizzo. Ricceri, già consigliere di gestione della Fondazione Musei Senesi, è direttore di Artex – Centro per l’Artigianato e Artistico e Tradizionale Toscano. Contestualmente, viene nominato consigliere di gestione Claudio Rosati, museologo, docente, presidente del collegio Probi Viri di ICOM e già dirigente del settore musei della Regione Toscana». Le due nomine di taglio regionale, vista la provenienza e l’esperienza di entrambi, non sono però accompagnate, al momento, dalla nomina del Direttore Generale. Cioè di colui che dovrebbe succedere ad una figura indubbiamente di peso come Luigi Di Corato, passato a dirigere Brescia Musei da giugno 2014. Il bando di selezione lanciato dopo l’addio di Di Corato, prevedeva tra l’altro dei titoli molto specifici: il Direttore Generale doveva essere laureato in Storia dell’Arte ma anche aver effettuato un Master in materie economiche. Non è possibile essere più precisi, perchè nel sito della Fondazione Musei Senesi, la sezione “amministrazione trasparente”, è completamente vuota. Comunque, grazie ai comunicati stampa correttamente diffusi, si apprende che alla fine è stato ritenuto idoneo solo un candidato, Marco Biscione. La scelta fu comunicata a Biscione con mail il 21 agosto 2014. Otto giorni dopo lo stesso Biscione invia una lettera di rinuncia. E dal 22 settembre 2014 opera, come facente funzione, il vicedirettore Elisa Bruttini. Non è dato sapere se e quando ci sarà un nuovo bando. Eppure sarebbe interessante perchè la Fondazione Musei Senesi, in un’ottica di sinergia territoriale e di valorizzazione della bellezza senese a tutto tondo, potrebbe essere un valore aggiunto quando a Siena si «prencipierà a avviare i’curturale» senza più steccati.

Rassegna Stampa – Topi all’asilo nido, ma che ce frega noi siamo smart!!! San Miniato è in degrado, ma che c’importa andiamo in bici…

26 marzo 2015 2 commenti

Parliamoci chiaro, non sono assolutamente contrario alla mobilità elettrica. Detto questo però non voglio farmi condizionare la vita dai TALEBANI del vivere verde. Da quello che mi risulta utilizzare l’auto o il motorino per ora non è reato. Navingando sul sito del Comune di Siena ho trovato il bando di gara per l’assegnazione del bike sharing (clicca e leggi). Il costo complessivo dell’operazione è di 319.000,00 euro circa. Parte di questi soldi sono un finanziamento della Regione Toscana, parte sono soldi propri del Bilancio Comunale. Va benissimo la SMART CITY che il VICE-DON BRUNETTO MANCUSO FULVIO ci propina in ogni momento, va bene stare al passo coi tempi, ma essendo padre di famiglia mi domando: “Non era meglio sistemare le cosucce che a Siena non vanno, prima di procedere con la tecnologia avanzata?”

Magari prima si potevano sistemare gli asili comunali, si poteva studiare come recuperare i posteggi di auto e moto per far posto alle colonnette! Procedendo così il buon SMART VICE SINDACO si tira addosso diverse antipatie. Credo che si possa fare tutto, ma se si facesse con più GRANO SALIS tutti saremo meno polemici… PORA SMART SIENA!!!

San Miniato un quartiere dimenticato…

La scuola d’infanzia Vestri riaprirà dopo Pasqua

Siena. L’esordio delle ciclostazioni. Tra pro e contro

Il Pd chiede in Consiglio Comunale l’anticipo della discussione sulla Fondazione MPS

Brontos: a Roma udienza per il rinvio a giudizio di Profumo e altri

L’inesistente mobilità dei docenti tra atenei e la follia della classifica delle venti “migliori” università

Trasferimento del Tribunale civile: vediamo di saperne di più

NON E’ URGENTE che Valentini riferisca in aula sull’inchiesta di Monteriggioni

Il MiBACT e le Riforme

BEPPE GRILLO ALL’ATTACCO DI SORGENIA E MPS

Siena, giovedì l’appuntamento con gli Stati generali della cultura

È Capodanno

La Rubrica dei Disastri – San Miniato un quartiere dimenticato…

25 marzo 2015 4 commenti

Eppure San Miniato è un serbatoio di voti per il Pd senese. Guardate il degrado, perché non si fa niente per sistemare e pulire un quartiere di Siena? Don Brunetto, il suo vice Mancuso invece di pensare alla smart city dovrebbero pensare alla CLEAN CITY

Ringrazio del video Lodovico Carli

Rassegna Stampa – Il Consiglio Comunale umiliato da Don Brunetto… Il Santa Maria della Scala in mano a Don Brunetto non decolla!!!

25 marzo 2015 4 commenti

Prima della consueta rassegna stampa ecco un post di Enrico Tucci che invito a leggere…

A CHE SERVE IL CONSIGLIO COMUNALE ?
Oggi il Sindaco, tra una comunicazione e l’altra, ci ha benevolmente informato che tutto il lavoro prodotto in questa legislatura dalla Commissione Cultura e Scuola e dal Consiglio Comunale per il Santa Maria della Scala è stato sostanzialmente inutile perché l’Amministrazione ha deciso di non tenerne minimamente conto.
Come ricorderete nel 2011 il Consiglio Comunale aveva deliberato che il Santa Maria della Scala dovesse essere gestito da una fondazione di partecipazione, approvandone anche lo statuto. Nel 2014, dopo sei mesi di lavoro della Commissione Cultura e Scuola anche attraverso l’ascolto di tutti i Cittadini che volessero dire la loro, il 24 luglio il Consiglio ha deliberato un atto di indirizzo sul Santa Maria della Scala che, superando quanto stabilito nel 2011, dava precise indicazioni al Sindaco e alla Giunta in merito al da farsi. In particolare indicava come prioritaria la individuazione di un adeguato modello gestionale dando poi tutta una serie di prescrizioni a cui la Amministrazione avrebbe dovuto attenersi, entro ben determinati limiti temporali. Oggi il Sindaco ci ha praticamente detto che negli ultimi mesi sia lui che l’Assessore alla Cultura (con le sue ipotesi di Consorzio) avevano fatto melina per tenere buoni i Consiglieri, mentre decideva che la soluzione migliore era un’altra: la nomina di un Dirigente/Direttore (sic!) affiancato da un Comitato Scientifico (di alto profilo, ovviamente!) per la definizione delle politiche culturali, mentre tutte le attività di servizio verranno esternalizzate. Inoltre è stato detto chiaramente che non c’è nessuna intenzione di procedere verso il completamento della ristrutturazione perché ci sono si e no i soldi per mettere in sicurezza l’esistente.
A questo punto mi chiedo e Vi chiedo cari Colleghi Consiglieri: a cosa servono le Commissioni? A cosa serve il Consiglio Comunale? A perdere tempo e a spendere denaro pubblico? Eppure non è un’aula sorda e grigia …

LA GIUNTA VALENTINI SE NE FREGA DELL’ATTO D’INDIRIZZO SUL SANTA MARIA DELLA SCALA VOTATO DAL CONSIGLIO. A QUESTO PUNTO CI DOMANDIAMO: CHI RAPPRESENTANO IL SINDACO E LA SUA GIUNTA?

Consiglio Comunale di Siena: “Interrogazione urgente sulle vicende urbanistiche di Monteriggioni durante la giunta Valentini”

 In Borsa chiude a +5,52%. Vegas (Consob): nulla da rimproverarci su Montepaschi

Mps brilla in Borsa, il mercato studia ipotesi fusione

Metal detector “in crisi d’identità” al Palazzo di Giustizia

Atto di indirizzo della Fondazione Mps. I grillini propongono…

SMS “ridotto” a Museo civico. Cittadini di Siena si oppone

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SIENA SI INFIAMMA SUL SANTA MARIA DELLA SCALA

Museo del Palio, si farà. Ma dove?

Là, in mezzo al mar…

Rassegna Stampa – Senesi!!! Dite la vostra sulla senesità… I beni comuni… Niente bilancio, ma avanti con gli stati generali della cultura…

24 marzo 2015 4 commenti

Voglio ancora una volta tornare sull’argomento senesità. Fermo restando il fatto che sono convintissimo che chi si è perso i primi anni di vita da senese difficilmente potrà capire cosa davvero sia la senesità, perché mancano certe emozioni, certi ricordi, certi profumi che nessuno può insegnarti. Detto questo voglio  sottolineare che non è che il codice I726 ti da la patente. Dico questo perché ci sono tanti cittadini senesi che per varie cause sono nati all’estero o in altre città, ma hanno sempre vissuto Siena e da sempre l’hanno amata e per colpa di quei tre numeri non possono fare nemmeno il cross dei rioni! Come ci sono esponenti politici, professori che hanno i tre numeri, ma poi alla resa dei conti non hanno fatto il bene di Siena ma solo il proprio. Quindi oltre alla domanda cosa sia la senesità? Credo vada sottolineato il fatto che avere il codice fiscale di “puro senese” non sia uno status che ti fa automaticamente comportare nella maniera adeguata verso la città e le sue istituzioni. Ci sono fior di “senesoni” che hanno venduto la propria senesità per un piatto di lenticchie, mentre ci sono fior di senesi, che non sono nati sulle lastre ma che hanno amato molto di più Siena di quelli appunto con le tre cifre!!! E allora avanti ditemi la vostra sulla senesità, su come è stata tradita dai senesi “puri” in questi 20 anni e come da pochi è stata difesa… Avanti con i commenti…

Omar Calabrese e la «senesità» – Corriere Fiorentino

wiatutti: Senesità, questa sconosciuta

I BENI COMUNI DI POGGIBONSI…E IL ROSO BINDO

In borsa chiude a -0,25%. Decreto popolari: domani il Governo deciderà sulla fiducia

BCE: DRAGHI, FRAGILE UN SISTEMA FINANZIARIO CHE FA AFFIDAMENTO SOLO SULLE BANCHE

Cortonesi: “Il Consiglio comunale non è uno zerbino”

Borghi (LN): “Con che coraggio Enrico Rossi fa lezione di morale sul caso Lupi?”

SAN GIMIGNANO / Ladro rischia il linciaggio? Nisini (Lega): “La sogliadi sopportazione è superata”.

SMASCHERATE E DENUNCIATE DALLA POLIZIA DUE DONNE PER TRUFFA AGGRAVATA

GIOVEDI’ GLI STATI GENERALI DELLA CULTURA

L’intervista evitabilissima

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