La Rubrica di Daniele Magrini – Catastrofe dell’Ombrone. Oltre il buco dell’ozono

31 agosto 2015 Lascia un commento

Daniele Magrini

IMG_0308La crisi di Mps? Provarono a dire che era colpa della crisi mondiale. E ora la devastazione per la piena dell’Ombrone, di interi  paesi, da Monteroni ad Asciano, da Buonconvento a Murlo, fino alle coste maremmane sarebbe da attribuire al buco dell’ozono. E magari anche alla sorte crudele e ria. Non basta, perché vorrebbe dire saltare il fosso delle responsabilità e delle deficienze in materia di inefficienze infrastrutturali. In presenza, invece, di soggetti istituzionali che avrebbero dovuto operare sul fronte della prevenzione e della tutela.

Simbolo dell’inefficienza e probabile concausa di quanto accaduto, l’argine sull’Ombrone non realizzato a Buonconvento. I lavori non effettuati, con i 2,4 milioni non spesi dalla Provincia di Siena, che poi si è affrettata a ricostruire 11 anni di inerzia e di balletti burocratici, sono stati così bollati dal presidente della Regione, Enrico Rossi: «I soldi sono rimasti dormienti dal 2004 al 2013 e si è evidentemente perso troppo tempo».  Undici anni! Di nulla, di carte inutili, di balletti tra burocrati. Undici anni in cui la gente di Buonconvento ha subito devastazioni crescenti, danni economici, perso cose e oggetti cari in mezzo al fango. Vergogna sarebbe l’unica parola giusta. Non le solidarietà pietistiche in voga in questi giorni tra amministratori e gotha del PD.

FullSizeRenderIl sindaco di Buonconvento, Paolo Montemerani, eletto a fine maggio 2014, ha presentato un esposto alla Procura, per l’argine incompiuto, chiamando in causa la Provincia, che invece accusa proprio il Comune di Buonconvento di lungaggini e previsioni urbanistiche sbagliate. Montemerani ha chiesto anche il commissariamento dei lavori, escluso invece da Rossi. Ce n’è abbastanza per smetterla di parlare solo di cambiamenti climatici.

Ma non basta.  Al Consorzio di bonifica 6 Toscana sud, i cittadini pagano tasse per avere in cambio interventi a tutela dei propri beni, case, negozi, aziende, spiagge. E allora siccome sindaci ed esponenti politici senesi ballano sulle macerie e sulle devastazioni, ignorando più o meno il tema delle responsabilità, giova porre attenzione all’analisi che viene fatta a valle della catastrofe, sulla costa maremmana, dove il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, appare meno evasivo, e il dibattito meno arenato sul fronte. Bonifazi ha detto: «La natura è una delle nostre poche fonti di reddito per noi. Non possiamo vederla devastata per l’inefficienza nei territori del Senese. Se non si interviene con la realizzazione di bacini di contenimento dell’Ombrone e i suoi affluenti, la furia del fiume provocherà sempre più danni sia nei territori senesi che da noi». Dunque il Sindaco di Grosseto non ha dato la colpa al buco dell’ozono come ha fatto quello di Siena, Bruno Valentini. Anche perché dopo l’inondazione del marzo 2014, Bonifazi aveva lanciato un circostanziato appello a Governo, Regione, Province, Comuni e al Consorzio di Bonifica 6 Toscana sud, di cui lo stesso Bonifazi è consigliere, come alcuni amministratori senesi. Il 26 febbraio 2014, quando fu rinnovato il Consiglio dell’ente, furono infatti nominati, tra gli altri, Bruno Valentini, Leonardo Marras, Simone Bezzini, Stefano Scaramelli, Marco Mariotti. Quest ‘ultimo, ex sindaco di Buonconvento, fu eletto nell’ufficio di presidenza, insieme all’ultradecennale presidente, Fabio Bellacchi e a al vice Mauro Ciani. Quale è stata la loro azione e quella dei rappresentanti della Regione all’interno del Consorzio? Che cosa ha fatto il Consorzio con i nostri soldi provenienti dalle nostre tasse?

A parte il ping pong di rito, la devastazione di interi territori, i danni subiti da cittadini e aziende, le economie in ginocchio della zona sud della provincia di Siena e di parte della costa maremmana, rendono invece indispensabile un accertamento delle responsabilità che vada ben oltre gli effetti del buco dell’ozono. Magari prima della prossima alluvione. Oppure si può preparare il solito comunicato-fotocopia per esprimere una contrita solidarietà alle popolazioni, ogni volta che continueranno ad essere colpite dalle successive catastrofi. Magari, in omaggio agli animalisti, estendendo la solidarietà anche ai cinghiali e alle pecore morte sul campo e trascinate dalla piena sulle spiagge della Maremma.

La Rubrica dei disastri – Università di Siena: corsi e ricorsi tra interrogativi e bilanci oscuri

31 agosto 2015 Lascia un commento

Giovanni Grasso

La crisi dell’Università di Siena, cominciata nella seconda metà degli anni ’80, è stata ed è, prima di tutto, crisi culturale e morale che, insieme a una ridotta capacità critica della comunità accademica, sempre più conformista e indifferente, è sfociata neldefault economico-finanziario e istituzionale. Con la complicità e il silenzio dei mezzi d’informazione, anche di quelli online (tranne due o tre), che sui problemi universitari hanno sistematicamente riportato, fedelmente e acriticamente, solo le veline del vertice accademico.

Raccontarne, oggi, in modo rigoso, documentato e con spirito critico gli eventi cruciali è giusto e utile, soprattutto per dimostrare che una diversa e corretta politica universitaria era (ed è ancora) possibile. Proprio mentre sta terminando presso il Tribunale di Siena, in completo silenzio stampa, il processo a due ex rettori, tre ex direttori amministrativi, l’intero Collegio dei Revisori dei Conti, e altri dipendenti per peculato, truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio per la voragine da 270 milioni d’euro nei conti dell’Università. E mentre sta per cominciare un contenzioso con l’attuale Rettore, che, in totale assenza di trasparenza amministrativa e con organi di governo e di controllo esautorati, rinunciatari e supini, ha affiancato all’inerzia più assoluta (in alcuni settori), le stesse scelte dei suoi predecessori (sotto processo proprio per quelle), annullando le poche e residue possibilità di ripresa. Giova ricordare che Tosi fu interdetto dalle sue funzioni di rettore per molto meno di quello che potrebbe essere imputato al Rettore attuale.

Partiamo da un aspetto – tra i tanti della crisi dell’Ateneo senese – eticamente discutibile e assai diffuso: la pratica delle assunzioni di parenti e amici, di cui c’è perfino una labile traccia nei verbali del CdA del 22 maggio e 26 settembre 1995. Allora, il rappresentante dei ricercatori in CdA, con riferimento a particolari situazioni di conflitto d’interessi nel suo Dipartimento e nella sua Facoltà, chiese un esame approfondito sulla «tematica nascente dai rapporti parentali all’interno delle strutture didattiche e di ricerca, che in qualche caso possono dar luogo a una conduzione aberrante». Il senso della misura (in quegli anni in formato cartaceo) pubblicò un breve articolo del ricercatore dell’epoca che, richiamando la celebre espressione di Eduardo De Filippo («’e figlie so’ piezze ’e core»), dichiarava che all’Università di Siena si esagerava nella pratica di favorire i figli. Era rettore, da un anno, il “grande timoniere”, Piero Tosi, che restò alla guida dell’Ateneo senese per altri undici anni, sino alla fine del febbraio 2006. Ovviamente, l’esame approfondito sulla «tematica dei rapporti parentali» non ci fu! Al contrario, il fenomeno nepotistico, nel corso dei due lustri che seguirono (1996-2006), ebbe la sua massima diffusione (non solo tra i docenti, ma anche tra il personale tecnico e amministrativo), sfociando, con sviluppi anche giudiziari, nella cosiddetta universitopoli senese.

Quando, nel settembre 2008, scoppiò il bubbone della voragine nei conti, il primo effetto, ovviamente, fu il blocco delle assunzioni di tutto il personale. Una pausa lunga, che ha penalizzato, sicuramente, chi a quel tempo era già pronto per una progressione di carriera. Ed è anche servita ai più giovani a preparare il curriculum in attesa del 2016, indicato dal Rettore in CdA, come l’anno in cui si sarebbero potuti bandire i primi concorsi, che avrebbero comportato la presa di servizio solo nel 2017. Nel frattempo, s’è formato un ingorgo tra chi aspetta da anni di progredire nella carriera accademica. Inopinatamente, la riapertura dei concorsi (illegittima sotto tutti i punti di vista) è arrivata in anticipo, nel 2015. Com’è stato possibile? Individuando i settori da mettere a concorso, l’Ateneo avrà programmato le reali necessità didattiche e scientifiche, tenendo conto anche dei pensionamenti? Avrà considerato i corsi di laurea già cancellati e quelli che lo saranno a breve? Se, com’è ormai certo, si andrà verso la costituzione del Sistema Universitario Toscano, l’Ateneo avrà puntato su quei settori strategici che gli consentiranno di conservare intatta la sua leadership? I figli e gli amici dei docenti passeranno, anche questa volta, avanti agli altri candidati? Sarà rispettato il vincolo del 20% di assunzioni per docenti esterni imposto dalla legge? E soprattutto, è stato veramente risanato il bilancio dell’Ateneo, condizione imprescindibile per la ripresa del reclutamento? Si vedrà!

Libero Contributo – Perché solo un patto civico forte e allargato può salvare Siena. Di Eugenio Neri

30 agosto 2015 Lascia un commento

Ricevo e con piacere pubblico

Potrei iniziare il mio ragionamento con premesse e giri di parole ma la sostanza è una : così non va! La rassegnazione dei cittadini scalza la rabbia e la speranza , così accettiamo tutto, con la passività comatosa di chi non vede prospettiva.

La gente, i giovani cercano lavoro e soprattutto opportunità: non sono e non saranno 300 tessere per pedalare in centro la soluzione. Nel frattempo però il “groviglio” si riorganizza e grazie alla utilissima “testa di turco” del fallimentare primo cittadino, cui assegnare tutti gli errori, cerca una o altre pelli per rendersi di nuovo accettabilmente presentabile. Perdiamo ancora tempo! La sua missione Valentini comunque l’ha compiuta, ovvero rendere inoffensiva e disarmata Siena rispetto alle esigenze nazionali su Banca e Fondazione, temporeggiando e accettando tutto quando lui chiesto: ora può essere rottamato appena è pronta una formula alternativa

Il Partito Democratico, sebbene debolissimo in città, trova un vantaggio notevole nella situazione dell’opposizione che talvolta si soddisfa nella multiformità delle sfaccettature, dei veti incrociati, dai pregressi rancori e delle gelosie.

Specialmente da quando abbiamo dimostrato che la città è veramente contendibile (almeno questo lo abbiamo fatto!) essa è diventata per i partiti nazionali “Comune da strappare al nemico” e dunque ancora una volta terreno di una politica nazionale che tanti danni ha creato qui da noi . Il Pd ha giocato il ruolo maggiormente disastroso, tuttavia ho sempre notato, nelle mie rare interazioni con personaggi e “ apparati“ politici , solamente attenzione ai rapporti di forza ed una grande, enorme indifferenza ai concreti problemi dei cittadini; anche le varie letture “romane” degli avvenimenti senesi ( affair MPS etc.) non si discostano mai da quanto noi rifiutiamo ed osteggiamo con forza. Ci separa un abisso!

I partiti guardano al futuro della città come se questo dovesse necessariamente passare attraverso le istituzioni ( regione , governo etc. ), da qui il “padrinaggio politico” dei rappresentanti locali: se votate noi avrete protezione, fondi e benevolenza …

Siena in crisi di identità, di modelli, di prospettive, non ha proprio bisogno di questo: deve ripartire da uno scatto morale dei propri cittadini, dalle loro iniziative sociali, economiche e imprenditoriali , rese concrete da una amministrazione amica ed alleata.

Lo scatto ha bisogno di una città pacificata e di qui il bisogno di chiarezza sul passato.

Bisogna ripartire dalla serietà : basta davvero con le buffonate!

Un programma di pochi punti, ineluttabile perché di buon senso!

Eppoi le persone, che abbiano la gioia di svegliarsi la mattina con la voglia di accompagnare questa città fuori dalla stagnazione e dalla decadenza.

Ripartiamo dalle donne e dai giovani , ristabiliamo i modelli e le vocazioni di Siena (città di studio e città internazionale), lasciamo al passato i modelli ed i personaggi folkloristici e provinciali che ora vanno per la maggiore. Serietà e persone serie, che vanno coinvolte per quello che sanno e sanno fare, le loro relazioni, la loro professionalità: ce ne sono moltissime. Le possiamo positivamente coinvolgere, tenendo presente che nessuno si farà bruciare da etichette partitiche.

E allora ci vuole una formula pratica da cui ripartire, senza che nessuno ci metta il cappello: -…chi vuole giocare metta il dito qui sotto ! – avrebbero detto i bambini che giocavano sulle lastre. Noi che siamo in Consiglio Comunale possiamo dare un esempio, accompagnare questo processo, ed è nostro dovere trovare un accordo e di qui allargare la proposta. In questi due anni, come opposizioni, ci siamo battuti sulle questioni fondamentali per la città, con maggiore unità di quante sono le etichette che portiamo. Di fatto rappresentiamo un fronte “civico” allargato,   che ha dato garanzie di libertà di pensiero e interesse al bene comune. Non esistono “auto-patenti” di purezza e di “vero oppositore DOCG”. Ripartiamo da questo con umiltà, qualità e intelligenza. Se i partiti saranno interessati a costruire il bene di Siena li metteremo alla prova con grande apertura al dialogo ma con il fermo principio che è Siena al centro.

Eugenio Neri

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Libero Contributo – Una proposta all’Amministrazione per la ZTL…

29 agosto 2015 1 commento

Con piacere pubblico la mozione di Ernesto Campanini relativa al problema della ZTL che riprende le proposte che da tempo sostengo sul mio blog.

Vediamo ora cosa risponde la maggioranza e la Giunta SMART!!!

 

 

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Categorie:libero contributo

Rassegna Stampa – Il BRUNO nell’OZONO sorry Il BUCO nell’OZONO!!!

28 agosto 2015 1 commento

Editoriale de IL SANTO – Grazie alla Contrada Sovrana dell’Istrice, ma si può fare di più…

27 agosto 2015 Lascia un commento

E’ veramente con piacere che stamani mattina sotto casa ho trovato il cartello che potete leggere qui sotto. Come tanti sapranno questa settimana iniziano i festeggiamenti del Santo Patrono dell’Istrice San Bartolomeo. I quali si protrarranno fino al 5 di settembre per il tradizionale braciere che vedrà impegnata tutta la contrada nella sua festa più importante. Il cartello fa piacere, perché prende in considerazione quei pochi contradaioli e senesi che ormai si ostinano a resistere nel centro storico. Come i miei lettori sapranno mi sono sempre battuto per la vivibilità nel centro storico e contro certi soprusi dell’amministrazione che pur facendo pagare il famoso bollino, non garantiscono il posto auto ai residenti. Come nel caso del braciere dell’Istrice. Infatti dal 28 agosto al 6 settembre i residenti della zona pur pagando il bollino non potranno posteggiare vicino alle proprie case e forse nemmeno lontano. Quindi pur pagando per ben 8 giorni i residenti avranno molti disagi per il posteggio. Certamente la colpa non è della Contrada che lecitamente chiede il permesso per la festa e il Comune risponde positivamente, dimenticando i residenti. Infatti il solo a chiedere scusa per il disagio arrecato è MASSIMO MACHETTI provicario al Circolo il Leone che lo fa per conto della Contrada (scuse per altro non dovute dalla Contrada visto che ha un permesso regolare). Il Comune invece piazza i cartelli di divieto e non si preoccupa dei tanti che dovranno arrangiarsi per trovare un parcheggio. Eppure la soluzione è semplicissima: consentire nei giorni in cui ci sono i divieti a chi è in regola con il bollino ZTL di posteggiare nell’ARU esterna a Camollia. Una soluzione che fu trovata e provata nel 2008 quando per consentire la festa per la vittoria dell’Istrice i residenti poterono parcheggiare al parcheggio fortezza durante tutti i festeggiamenti. Chiedo qui pubblicamente uno sforzo alla Contrada, di farsi portavoce dei contradaioli e residenti del territorio presso l’Amministrazione Comunale, perché consenta questa semplice soluzione. Sono certo che se un seggio chiedesse questo la soluzione si troverebbe in un attimo, l’istituzione Contrada ha certamente più peso di noi poveri cittadini paganti. Grazie Federico Muzzi IL SANTO

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La Rubrica di Jonathan Livingstone – L’attuale amministrazione dovrebbe presentarsi dimissionaria al prossimo consiglio comunale.

26 agosto 2015 Lascia un commento

Troppo buono nei miei confronti.

La lettura della delibera della Corte dei Conti risulta molto istruttiva per tutte le
problematiche che la stessa evidenzia.

Oltre a ricordare che sono state rilevate irregolarità già dal bilancio 2009, ribadisce, in sostanza, che ci sono stati comportamenti difformi reiterati, nonostante i ripetuti avvisi da parte della Corte stessa; della serie “errare è umano, perseverare è diabolico”.

Naturalmente, come già avvenuto nel passato più o meno recente, mi aspetto che la responsabilità di quanto evidenziato sia riconducibile a una pluralità immensa di soggetti e quindi a nessuno.

Considerato il “peso” dei rilievi della Corte se fossimo in un paese “con le palle” l’attuale amministrazione dovrebbe presentarsi dimissionaria al prossimo consiglio comunale.

Sì, so che è un bel sogno tuttavia mai dire mai.

The best is yet to come

jl

Ecco la delibera della Corte dei Conti

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