Un cambio di rotta tardivo, meglio tardi che mai?

Prima della pausa paliesca (anche IL SANTO si deve svagare, altrimenti la depressione avanza!) vi propongo un articolo uscito ieri sul CORRIERE di SIENA, non lo commento, fatelo voi… Buona lettura… (TITOLO MPS IN DIRETTA)

Il commento – Fondazione Mps, parlatene.

Il profondo rosso e il ruolo delle istituzioni nominanti. Dopo provette, tondini ed esibizionisti il dibattito sul futuro.

SIENA 27.06.2011
Da stamani i cavalli corrono sul tufo e forse non è, per tutti, il momento di analizzare il bilancio consuntivo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena ma qualche riflessione, soprattutto sul futuro, va fatta. Ora lasciamo il neosindaco Franco Ceccuzzi alle prese con le misure dei cavalli e con la difficile azione di mettere un po’ di ordine nel Campo, come suggerisce Sergio Profeti, colui che il 2 luglio del ’90 invase la pista come un qualsiasi esibizionista per festeggiare, lui torraiolo, l’arrivo vittorioso del suo amico Bastiano, fantino della Giraffa. Poi, passata la festa e consegnato il drappellone di Tullio Pericoli potrebbe essere proprio il sindaco a promuovere una riflessione collettiva. E, visto che Simone Bezzini, Massimo Guasconi, Giuseppe Mussari, Antonio Buoncristiani, Angelo Riccaboni, non hanno da pensare a tondini, provette e ai suggerimenti del Profeti, potrebbero già avviare la riflessione collettiva. Non è da buttare nel cestino la proposta che la Lega nord ha fatto di “iniziare un percorso nuovo, che coinvolga tutta la città”. Non si può far finta di nulla perchè, per la prima volta in sedici anni, la Fondazione Mps ha chiuso in perdita il bilancio consuntivo del 2010. Il disavanzo infatti è di 128,4 milioni di euro. Un risultato, ha spiegato il presidente della Fondazione, Gabriello Mancini, nel presentare i dati del consuntivo, conseguente al “mancato dividendo da parte della Banca Mps e allo sforzo richiesto alla Fondazione per aderire al’aumento di capitale varato dall’istituto di credito senese”. L’adesione ha comportato per la Fondazione, “la necessita’ di destinare 150 milioni al fondo oscillazione titoli in conseguenza del quale è avvenuto il trasferimento dal comparto immobilizzato a quello dell’attivo circolante delle partecipazioni in Mediobanca e Intesa che poi è stata ceduta”. Ma la Fondazione Mps bisogna che pensi a far “fruttare” anche le proprie risorse perché era troppo facile ridistribuire gli utili che arrivavano dalla banca. Anche un giovanotto fresco di diploma di maturità avrebbe saputo dare un po’ di soldi a questo e a quello. Ora ci vuole fantasia. In attesa del consuntivo del 2011 che sarà migliore di quello 2010?Stefano Bisi
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