La censura colpisce anche la NOBILE ARTE…

Sono rimasto attonito da una notizia del CORRIERE della SERA: La RAI censura la boxe e le arti marziali. Il motivo? Sono troppo violenti e non possono andare in fascia protetta. Detto fra me e voi è una decisione assurda e stupida. Vi spiego perché. Sono 20 anni che pratico la boxe e ho avuto il piacere di allenarmi con tanti senesi appassionati di uno sport che si pratica dall’antica Grecia, da qualche anno collaboro anche con maestri di difesa personale in corsi che insegnano alle donne a difendersi. Ho due figli maschi che praticano il judo da quando hanno quattro anni. Ho fatto questa premessa perchè conosco l’odore delle palestre, il sudore che un pugile o un judoka che si dedica a questo sport deve spendere per ottenere risultati di un certo livello. I sacrifici che le famiglie fanno per sostenere i propri figli in sport poveri dove il sudore è tanto e i soldi pochi!!! La decisione della RAI è assurda perchè dovreste tutti vedere il tipo di formazione, il carattere e il senso dell’onore che un ragazzo che pratica questi sport ha rispetto magari a chi pratica calcio. Sul tappeto e sul ring, ci vuole rispetto per l’avversario, per le regole che sono ferree e che tutti devono rispettare.

Clemente Russo

Provate a contestare la decisione di un arbitro come avviene nel calcio, sarete subito squalificati (e con disonore)!! E’ difficile spiegare la formazione che il bambino ha frequentando il judo, che è una disciplina e poi uno sport. Il carattere si forma alle difficoltà, sul tappeto sei solo di fronte al tuo avversario, non ci sono i compagni ad aiutarti ci sei solo tu!! E poi il clima che si respira alle gare, a quelle nazionali o internazionali. Un clima di festa, di sport dove incontri persone da tutto il mondo. Si il tifo c’è! Perchè c’è tuo figlio, c’è il tuo amico, ma poi anche se il risultato non ti è favorevole, sei orgoglioso uguale, perchè sai che hanno fatto del loro meglio. Questi sono sport che ti insegnano a perdere, che ti insegnano che nella vita trovi sempre uno più forte di te!! Poi c’è il rapporto tra il pubblico, mai parole grosse, mai un “buuu” all’atleta avversario, un clima sportivo al 100%. Non voglio urtare chi pratica calcio o altri sport, ma mi è capitato di vedere partite di calcio fra ragazzini e non vi dico quello che capita sugli spalti tra i genitori. La censura della RAI è uno sgambetto a questi sport che hanno bisogno di aiuto, perchè gli sponsor sono sempre meno e le famiglie hanno tutto sulle loro spalle per aiutare i figli a raggiungere risultati di livello, ma anche solo per fargli praticare uno sport. Quest’anno due ragazzi senesi del CUS SIENA JUDO sono stati convocati dalla nazionale italiana per gli EUROPEI di JUDO. Hanno faticato e lottato per essere convocati. Non è giusto che il loro sport venga censurato perché la TV di Stato pensa che gli sport di contatto violino la tutela dei minori!!! Francamente mi pare più da censurare FIORITO in prima serata che CLEMENTE RUSSO che ci fa emozionare alle olimpiadi… Saluti Federico Muzzi

P.s. Fatemi fare un po’ di pubblicità, tanto il sito è mio!!! Sono aperte le iscrizioni al CUS JUDO ecco il link per avere informazioni.(clicca qui)

I ragazzi del CUS SIENA JUDO convocati dalla nazionale

3 replies to “La censura colpisce anche la NOBILE ARTE…

  1. Da “karateka” e “podista” sottoscrivo in toto quanto da te scritto. E’ difficile trovare attività più educative e formative dello sport. Ma del resto sono anni che la RAI non è più servizio pubblico.

  2. Da “divanista” sono con voi e sono molto soddisfatto che uno dei miei figli pratichi il karate. Sono anche contento di essere d’accordo su qualcosa con Michele Pinassi, di cui comunque sia ben chiaro stimo l’impegno civile. Non dico cosa penso della RAI perchè sarei sicuramente accusato di “captatio benevolentiae”. Non mancheranno le occasioni.

  3. Sono una “Mamma del judo” e penso che a monte della decisione della “nostra” TV pubblica ci sia soprattutto tanta ignoranza. Ignoranza su cosa siano davvero queste discipline, e da sempre l’ignoranza genera intolleranza e demonizzazione. Ovviamente il non divulgare nulla contribuisce a far sì che anche il pubblico resti ignorante su queste cose, ma a loro che cosa importa? Dopotutto il giro di denaro intorno a queste discipline è troppo poco, si fatica anche a trovare sponsors a livello locale. Noi genitori paghiamo anche le iscrizioni alle gare per i nostri figli, perchè le società in questo momento non possono accollarsi questo onere. Ma vediamo i nostri figli crescere sani e appassionati di quello che fanno, e ciò ci rende orgogliosi di loro e grati ai loro maestri, che gli stanno insegnando a diventare delle “persone”,ancora prima che degli sportivi

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