La rubrica delle Elezioni – Impegno per Siena si presenta nel segno della vera continuità…

Ieri Marco Falorni ha presentato i suoi candidati e il suo programma alla cittadinanza. Per impegni personali, non ho potuto assistere alla presentazione. Mi dicono che c’era molta gente, questo mi fa piacere, perchè Marco se lo merita. L’azione di contrasto che ha portato avanti in questi anni è meritoria, gli va riconosciuta la tenacia e la volontà di portare un vero cambiamento a Siena. Chi mio chiede cosa penso dell’appoggio che riceve da Piccini, rispondo così:

Piccini  ha avuto un percorso travagliato, c’è da dire che dopo la sua uscita dal partito, ha fatto un’ottima opposizione salvo con la scelta di Corradi. C’è da dire, se si conoscono gli atti, che le aveva azzeccate tutte, dal bilancio all’acquisto dell’Antonveneta. Forse se avesse avuto meno ragione, Siena non sarebbe in queste condizioni.

Quindi non ci vedo niente di male che supporti Marco Falorni in questa battaglia, l’unico rammarico è che se le Liste Civiche fossero state unite, senza andare a cercare i Tabacci di turno ora per il PD senesosta sarebbe un’altra musica!!!

“IMPEGNO PER SIENA” SI PRESENTA AI CITTADINI

L’elenco dei 32 candidati di IPS, fra cui 14 donne

Marco Falorni candidato Sindaco di IMPEGNO per SIENA
Marco Falorni candidato Sindaco di IMPEGNO per SIENA

2 replies to “La rubrica delle Elezioni – Impegno per Siena si presenta nel segno della vera continuità…

  1. Gentile Santo,
    apprezzo che sia tornato in attività. Non condivido però il suo giudizio su PL Piccini. Quelli coi capelli bianchi come me si ricordano bene chi era ed è costui: uomo di punta, anzi, primo vero artefice e protagonista del “Sistema Siena”. E’ stato lui ad allevare Giuseppe Mussari, suo fido braccio destro, a introdurlo di prepotenza nella vita politica senese, a farlo diventare importante. Poi, come tutti i grandi maestri, è rimasto fregato perché l’allievo, superatolo in ambizione, cinismo e furbizia (grandi doti di PL), gli ha fregato la poltrona della Fondazione (per la quale comunque lo stesso Piccini, titoli alla mano, sarebbe stato inadeguato). Prima di rimanere “scottato” da quella nomina, però, fece in tempo ad assistere alla acquisizione della Banca 121, voluta dal suo amico D’Alema (col quale si scontrò in seguito solo perché l’ambizione di Piccini sovrastò persino la proverbiale arroganza del deputato di Gallipoli) , pagata uno sproposito di miliardi (era una scatola vuota), così portando dentro al Monte il De Bustis e il virus della finanza creativa (dannosa per i clienti e per la banca stessa). Del resto, “vittima” (!) di quella nomina, Piccini fu ricompensato con il premio di consolazione: ora fa il martire, ma in barba a qualsiasi criterio meritocratico ed etico ha saltato qualcosa come 17 posizioni in un colpo solo, diventando, da Capufficio che era, Vice-Presidente di MPS France (senza manco sapere il francese), a centinaia di migliaia di euro all’anno benefit esclusi. Roba che manco il commendatore Cenni, amministratore sì dannoso (ma anche Piccini non fu poi da tanto meno, per quanto il Cenni sia inarrivabile), ma almeno laureato in Economia (d’accordo, transeat…). Diciamo, per carità di patria, che mi fermo qui. Come vedi però, caro Santo, ce ne sono mille e più di motivi per NON avere a che fare con PL Piccini. Siena si dovrebbe liberare da queste scorie politiche e lasciare la città in mano a persone davvero nuove e capaci.

    1. Mi riferivo alla sua azione in Consiglio comunale, tesa a denunciare gli errori del bilancio. Ma anche la presa di posizione contro l’acquisizione di Antonveneta. Se ben si ricorda insieme allìAscheri senior e Stelo sono stato uno dei pochi a salutarlo prima del tempo. Sono altresì abituato a dare a Cesare quel che è di Cesare.

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