Editoriale di Francesco – Niente di nuovo sotto il sole…

Ricevo e pubblico Ringrazio Francesco di questo editoriale, perchè francamente a me è andata via la voglia di scrivere!!!

Oggi nessuno scrive niente. Rompo il silenzio io allora.

Si potrebbe dire: “niente di nuovo sotto il sole”, se non che qualche elemento di novità c’è anche in questa tornata elettorale.

Il primo dato è quello sull’astensionismo, arrivato a livelli “eccellenti” direi, che solo i politici di questa nazione continuano a non prendere in considerazione. Forse perchè non c’è il quorum?

Poi c’è il tracollo del Movimento 5 Stelle, che paga il dazio della propria “coerenza” e forse anche della mancanza di comunicazione sui propri intenti programmatici, che non fossero quelli della rottamazione tout-court.

Poi c’è il tracollo del PD, che paga la propria ingerenza sugli affari economici della città ed i recenti scandali e passa da circa il 35% delle politiche di Febbraio al 25% di queste facendo più o meno come il M5S.

Poi vanno rilevati i dati dei “cani sciolti” (Vigni, Tucci, Falorni).

Si potrebbe dire, visto il tracollo del PD e la mancanza ufficiale del PDL, che i senesi abbiano voluto punire i  partiti responsabili, ma se si esaminano i risultati si vede che non è così. E’ vero il contrario.

L’elettorato senese, come del resto quello italiano, assomiglia molto ad un bimbo che deve imparare a camminare: prova in maniera incerta a reggersi sulle proprie gambe, lo fa per qualche attimo, esegue i primi passi ed alla prima incertezza d’equilibrio inevitabile in fase precoce, si blocca di colpo girandosi e cercando la mamma (od il babbo) per avere il braccio a cui attaccarsi e che gli dia la sicurezza che cerca.

La differenza con il bimbo è che poi a camminare abbiamo imparato più o meno tutti, qui sembra che la maggior parte non si voglia davvero alzare dalla posizione quadrupede e di prostrazione.

Gli italiani, forse risulta meno caustico fare il ragionamento con soggetti terzi, hanno stabilito in maggioranza in questa tornata elettorale, al netto degli astenuti, un ritorno ai partiti ordinari dopo aver velleitariamente provato a dare fiducia al M5S. Perchè velleitariamente?

Perchè hanno fatto sempre come il bimbo, che prova a fare la bizza ma al primo sguardo severo del genitore rientra placidamente nei suoi ranghi.

Davvero chi ha votato M5S a Febbraio e non adesso non ha capito molto nè del M5S nè di nient’altro.

Primo perchè ha chiesto ad un soggetto politico “particolare” di avere la bacchetta magica e di risolvere in 3 mesi quello che gli altri non hanno fatto, o hanno combinato, in 20 anni ed anche più.

Secondo perchè si è continuato a subire in modo imbelle il martellamento di tutti quei canali mediatici che in 3 mesi hanno più o meno solo gettato discredito senza mai dare notizie diverse dal gossip, facendo del M5S il problema italiano quando ci si trova in presenza di una larga coalizione che raccatta dall’alfa all’omega e fa proposte di legge sul dimezzamento dei tempi di detenzione per il concorso esterno in associazione mafiosa.

Terzo anche per il fatto che l’italiano medio, incazzato si ma sempre pronto a raccattare le briciole che cadono dal tavolo, ha preferito insistere su di un’ottica clientelare per pochi (sperando di essere tra quelli) piuttosto che su di un progetto di medio-lungo termine che avrebbe messo in forse alcuni principi del sistema di spartizione ma avrebbe procurato, forse, una piccola rivoluzione culturale ed economica investendo su di un principio diverso.

Poi di sicuro c’è anche il fatto che il M5S la sua occasione l’ha avuta ed invece di rispondere no ed evocare Ballarò poteva approfittare del momento per consolidare la sua posizione magari facendo qualche strappetto iniziale alla propria coerenza che però avrebbe potuto portare alcuni risultati eclatanti come un presidente della repubblica diverso ed altro. La strategia susseguente, non è stata proprio rommeliana ed i risultati sono sotti gli occhi di tutti.

Poi ci sono i partiti classici. Qui si è raggiunta l’apoteosi della gag del coniuge che viene beccato a letto con l’amante e si giustifica dicendo “ti posso spiegare”.

Partiti classici è forse un termine improprio, infatti solo il PD si è presentato con la sua vera veste e simbolo, giacchè il PDL, forse fin troppo timoroso per ciò che non ha fatto o forse per calcolo ha preferito sponsorizzare un candidato sindaco mettendo un simbolo graficamente simile ma senza scritte palesi.

E’ arcinoto a tutti come PD e PDL in questi anni abbiano gestito in letizia e spensieratezza il famoso “groviglio armonioso” avendo più o meno le stesse responsabilità in ciò che è accaduto in questa città. Qui ci sono state delle giravolte, ma forse sarebbe meglio dire dei carpiati, in cui elementi che hanno militato anche con ruoli di primo piano da una parte siano passati all’altra riciclandosi e rifacendosi l’imene politico per poi proporsi come nuovo.

La cosa più clamorosa però è che gli elettori ci hanno creduto, forse confidando nel leader come unico elemento di discrimine, dato che va tanto di moda questa figura, anzichè sui trascorsi dei compagni di viaggio e sulle reali possibilità future.

Badate bene che i trascorsi non sono roba insignificante. Anche le ditte o gli enti quando ti assumono ti chiedono le referenze; evidentemente nella tua storia personale quello che hai fatto qualche significato ce l’ha. Nessuna azienda infatti mi risulta che assuma a cuor leggero, ad esempio, gente con CV da galeotto pluripregiudicato anche se è vero che in Italia molte aziende nominano, ad esempio, amministratore delegato personaggi che abbiano, chessò, accuse di frode fiscale per le quali devono rispondere di fronte alla magistratura inquirente. Si capisce bene che, seppure valga il principio di innocenza fino a prova contraria, il problema di mettere personaggi pregiudicati a gestire tipi di affari che riguardano quel tipo di pregiudizio, ma anche di altra natura, sia quantomeno inopportuno.

Comunque sta di fatto che evidentemente il leader abbia un ruolo di tipo sociale non da poco, sennò non sarebbe leader, imponendo però una domanda: solo nel recente passato, a che pro abbiamo votato per una repubblica parlamentare piuttosto che per una monarchia (?!) o abbiamo destituito un duce se ricorrentemente corriamo dietro ad un leader passando in secondo piano ogni altro elemento in gioco nella vicenda?

Questi leader potrebbero anche incarnare la voglia di nuovo o di fresco, ma non mi si dica che comunque elementi di novità vera c’erano, perchè se anche si fa l’analisi delle liste a sostegno dei due candidati al ballottaggio, alcune con simboli nuovi e versicolori mai apparse, ognuna di queste può essere ricondotta a personaggi da sempre sul palcoscenico politico locale che di fatto espongono il caro leader, anche se del tutto nuovo ed animato da ottimi propositi, al rischio di fatti come quelli causa della caduta dell’ultimo consiglio comunale e del successivo commissariamento.

Probabilmente questo è tanto più vero per il Neri che per il Valentini, ma chi sa……

Infine i “cani sciolti”.

Questi uniti in un’ottica differente e più costruttiva avrebbero potuto ottenere circa il 22% come sommatoria dei voti, ma forse in un’unica lista avrebbero potuto catalizzare ben altre attenzioni e raccogliere anche i voti di una parte di quel 35% che a votare non c’è andato anche perchè sdegnito dal ridondante numero di partecipanti. Se poi avessero unito anche il M5S avrebbero potuto essere davvero il soggetto antagonista del ballottaggio. E questo, per chi cerca davvero una soluzione diversa e si pone come elemento alternativo, non è roba da poco.

Che possano giocare ancora elementi di personalismo, o elementi di personalismo travestiti da motivo tecnico, od ancora elementi di vetero politica quando si dichiara che tutti siamo concorrenti allo stesso modo all’unico fine che è il più nobile mai perseguito, è davvero roba da chiodi che non si riesca a trovare una quadratura in grado di federare tutti sotto uno stesso tetto.

Ma come scritto in altro post, forse nessuno voleva davvero maneggiare questa patata bollente per primo.

Avanti dunque; vedremo presto come intenderanno i nostri eroi gestire questa matassa che mi pare così intricata da avere ben poche speranze di essere dipanata.

p.s.

Non ho fatto menzione alcuna rispetto alle altre due liste in gioco perchè fin dall’inizio non hanno mai avuto altra intenzione che non fosse quella di contare i propri voti da offrire ad uno dei due al ballottaggio. IMHO….poi i prossimi giorni saranno chiarificatori!

5 replies to “Editoriale di Francesco – Niente di nuovo sotto il sole…

  1. Caro Santo
    ti ringrazio per lo spazio che continui ad offrire e da questo mio eremo lontano da Siena desidero esporre alcune riflessioni sull’esito della recente tornata elettorale.

    Il valore della comunicazione è il risultato che si ottiene.
    Nel mondo della comunicazione,e non, questa affermazione è una pietra fondamentale, purtroppo spesso dimenticata.

    Ho letto e ascoltato dichiarazioni “furenti” nei confronti dei cittadini senesi che “non hanno capito, che sono dei bambini, che hanno quello che si meritano” ecc..

    Nessuno e sottolineo nessuno (candidati e non) si è posto, nell’affrontare la campagna elettorale, una semplice domanda: i cittadini senesi che cosa vogliono o si aspettano? E poi, noi (partito, movimento, lista civica, ecc.) che cosa possiamo offrire?

    Erano tutti impegnati a raccontare la loro ricetta senza chiedersi se ciò che stavano preparando fosse di gradimento dei cittadini.

    Temo che ci sia stata, che si sia e probabilmente ci sarà molta supponenza da parte delle forze politiche nei confronti degli elettori che in fin dei conti sono i loro clienti.

    Pensate se un atteggiamento simile fosse applicato ad esempio da un concessionario di auto, quante vetture venderebbe?

    Chiudo segnalando che a mio avviso il ballottaggio è “fra il vecchio che avanza e il vecchio che ritorna”.

    The best is yet to come
    jonathan livingstone

    1. Non sono molto d’accordo con JL. Secondo quanto scritto allora i due al ballottaggio avrebbero offerto quanto chiedevano i cittadini, ma la chiosa finale non è ne di buon auspicio ne di approvazione per quanto decretato, ed evidentemente richiesto, dall’elettorato stesso. Questo vuol dire, secondo me, che il cittadino medio c’ha capito davvero poco e non perchè non ci sia stata la sufficiente comunicazione, ma piuttosto perchè il cittadino medio se n’è sbattuto fino a 3 giorni prima del voto o era in malafede. Paradossalmente quelli che non hanno votato potrebbero essere quelli che c’hanno capito di più.
      E’ vero anche che la democrazia è la ragione della maggioranza, ma allora avevano ragione anche i milioni di fascisti del ventennio!
      L’offerta politica non può essere modulata su ogni cittadino.
      Ognuno ha un’idea diversa e se fosse giusto modulare sul cittadino avrebbero dovuto esserci 54000 candidati.
      Una forza politica deve dire qualcosa che serva per migliorare il tenore di vita medio e per procacciare sviluppo.
      Il problema è che di solito chi parla con un atteggiamento “buono per tutti” non ha un atteggaimento “buono per i soliti pochi”….

      1. Buona sera
        solo ora ho potuto leggere la risposta al mio commento.
        Ribadisco che attribuire la responsabilità del successo o dell’insuccesso agli elettori è un comportamento miope che non porta da nessuna parte. Attribuire la responsabilità del proprio agire ad altri non consente di migliorarlo in quanto le decisioni altrui sono fuori dal nostro controllo.
        La mia valutazione su ciò che rappresentano i candidati al ballottaggio non inficia assolutamente il fatto che meglio di altri abbiano risposto alle attese dei cittadini.
        Se poi queste corrispondono o meno alle attese di ristrette elite e se i candidati rappresentino o meno il meglio possibile questi sono altri discorsi.
        Se ci togliamo gli occhiali che preferiamo e vediamo la realtà come è la domanda da porsi è: i cittadini senesi hanno proprio voglia di cambiare?
        Analizzando l’ambiente, il comportamento e i valori attuali la risposta è più incline al no che al sì.

        Ringrazio per l’attenzione mostrata nei confronti del mio scritto e saluto tutti cordialmente.

        The best is yet to come.

        jonathan livingstone

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