Ho letto l’intervista a Falorni e sinceramente ci sono un paio di punti che mi solleticano osservazione.
Premesso che stimo Falorni in maniera incondizionata e gli riconosco un percorso ed un civismo degno di altri prosceni, però alcune affermazioni meritano commento.
Si dice che la giunta abbia buona volontà, e questo non stento a crederlo dato il momento cogente. Dovrebbero essere davvero degli irresponsabili a pensare di essere andati lì solo per passare un lustro. Ma quando sono stati eletti ed il Valentini ha fatto accordi con Ceccuzzi e Monaci, in quale situazione si aspettava di ritrovarsi? Non sospettavano nemmeno per un momento che avendo massicce presenze riconducibili ai personaggi che hanno dato vita all’ultima caduta consiliare si sarebbero ritrovati nella terra di nessuno tra il fuoco incrociato di due trincee?
Se dunque, e passo al secondo punto, la maggioranza dovesse reggere con queste prerogative, scordiamoci atti risolutivi per l’attuale situazione senese….forse sarebbe meglio almeno rimpastare la maggioranza no-o? Inoltre si dice che stia funzionando il coordinamento nella coalizione del Neri. Questo mi sembra poco rispondente ai dati di fatto che emergono dal consiglio. Anzi, mi risulta che Neri, encomiabile lottatore della campagna elettorale, nonchè ottimo proffessionista dalle indubbie doti civiche e di rettitudine, sia piuttosto anemico al momento. E questo ricondurrebbe al fatto che il Neri è un buon animale elettorale ma con una scarsa pervicacia nella lotta politica, che invece contraddistingue il buon Falorni da anni. In sintesi, quello che mi è piaciuto meno di questa desamina, è il tono da campagna elettorale. Spiego meglio: “si è capito o no che se volete fare qualcosa di buono dovete sforzarvi di mettere da parte retroscena e personaggi ambigui e trovare il modo di andare uniti con un programma condiviso?”
Sennò risiamo daccapo un’altra volta e poi magari qualcuno si lamenta che il 45% dei cittadini non va a votare……
Inoltre si parla ancora di MPS!
Io non voglio dire che l’osso deve essere mollato, ma da qualche mese a questa parte se ne è solo parlato, perchè gli atti, e tutti contro la permanenza della gestione alla fondazione e quindi a Siena, li hanno fatti gli altri.
Ma non esiste proprio nient’altro a Siena?
L’Ospedale, la sanità in genere, l’Università, la cultura ed in genere l’imprenditoria privata che non sia legata al mattone (quella poi si che è messa male) versano in condizioni che dovrebbero indurre più di qualche vaga riflessione. Ponendo pure di riuscire a salvare il salvabile degli altri enti pubblici e storici senesi, quello che manca come l’aria è qualcuno che faccia impresa, ma chi verrà mai ad investire a Siena in una situazione così politicamente congestionata, che assorbe ogni forza disponibile e che per di più blocca ogni iniziatica che non sia legata a qualche cordata?
Su questo dovete trovarvi d’accordo. Contro queste cose dovete lottare. Sennò poi non lamentatevi che i cittadino non aderiscono alle manifestazioni, che vanno sempre a cercare i soliti e compagnia bella. Se manca un’alternativa credibile da chi deve andare un povero cristo che cerca di raccapezzarsi? Se può anche da nessuno, come hanno fatto il 45% dei senesi l’ultima volta, ma se ha parecchio bisogno alla fine va a ribussare all’uscio dei soliti che almeno per ora hanno in mano le chiavi della città.
Francesco
Ad majora

Caro Santo, sarebbe opportuno che tu pubblicassi l’intervista a Falorni di cui si parla perchè i partecipanti al blog si possano fare una idea precisa.
Sono tra quelli che non hanno votato Neri né Valentini, seguendo quindi la linea di coloro che Falorni etichetta come portatori di “idee confuse, contraddittorie e a volte fantasiose, ma poco concrete”. Non mi sembra il miglior modo di iniziare un mandato elettorale. Invece di cercare di capire perché si è perso e cercare nuove e più appetibili convergenze si insiste sulle proprie ragioni guardandosi l’ombelico. Comunque, contento lui. A me sembra che Neri finora non abbia particolarmente inciso, ma sarei felice di essere smentito. Al momento di proporre i membri della Deputazione Generale della Fondazione i confusi e contradditori Pinassi, Tucci e Vigni hanno proposto congiuntamente e pubblicamente la candidatura di Sestigiani, mentre Neri, tutto solo alla faccia del “coordinamento abbastanza efficace”, ha proposto un altro nominativo senza fare nemmeno la mossa di provare ad arrivare ad un nome condiviso. Quando c’è stata in ballo la Deputazione Amministratrice Tucci e Vigni hanno proposto una terna di nomi sui quali nel merito nessuno ha potuto eccepire, ignorati da Valentini, ma anche da Neri e Falorni. I confusi Aurigi, Pinassi, Tucci e Vigni, coerentemente agli impegni assunti in campagna elettorale, hanno portato in consiglio una mozione perché il Comune si facesse promotore di una azione di responsabilità contro gli amministratori della Fondazione, la cui discussione è ancora in corso perché la maggioranza è stata costretta a rispondere con un ordine del giorno. Il massimo che è riuscito a partorire il gruppo di Neri è una misera interrogazione, assolutamente ininfluente. Sulla vicenda del voto contro l’abolizione del vincolo del 4% il coordinamento del gruppo di Neri è stato tanto efficace che alla fine dei giochi si è ridotto a votare un ordine del giorno presentato dalla Sabatini. Complimenti. Forse un po’ più di umiltà e senso di realtà non guasterebbero. Metteteli alla prova i vostri vicini di banco con proposte forti, con iniziative politiche coinvolgenti. Poi se non risponderanno se ne dovranno prendere la responsabilità di fronte a tutti.
Mi sembra che tu sia un po’ distratto l’intervista è nella rassegna stampa di oggi…https://ilsantodisiena.wordpress.com/2013/09/19/rassegna-stampa-piero-pelu-demolisce-matteo-renzi/
Faccio ammenda, più che distratto ero un pochino … deluso!
temo che la strada del governo di unità civica sia l’unica ma il Valentini la praticherà? è anche presuntuoso purtroppo. Senza umiltà non si va da nessuna parte.
Caro Santo
colgo l’opportunità dell’intervento di Francesco per alcune riflessioni.
Ho letto con crescente stupore l’intervista oggi rilasciata dal sindaco ad un quotidiano locale; emerge l’esigenza che il”primo cittadino” di Siena si doti di un efficace struttura che curi la sua comunicazione. Nell’intervista si parla prima di debito e poi di buco indicando la stessa cifra 100 milioni di euro… e meno male che nella vita precendente il sindaco lavorava alla banca di città all’ufficio fidi.
Appare poi di bassa lega accusare un blogger senese per la caduta della candidatura del professore indicato dal sindaco per la presidenza della Fondazione….Se l’idea era stata sua a chi l’ha comunicata? Forse deve cercare in quell’area la sua gola profonda. E’ il caso di ricordarsi che possiamo intervenire per cambiare eventi che sono sotto il nostro diretto controllo; riversare su altri responsabilità non spettanti non risolve il problema.
Sull’edizione fiorentina di un noto quotidiano milanese è riservato particolare risalto ai risultati dell’attività dell’ispettore ministeriale evidenziando “magagne” più o meno rilevanti.
Durante il periodo incriminato dove erano le anime belle che adesso urlano “dalli all’untore”? Forse solo i pochi blogger senesi avevano lanciato l’allarme e quindi “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
Una nota infine sull’intervista cha ha originato l’intervento di Francesco: da una persona di così lungo corso come l’intervistato pensavo meglio; risiamo sempre al solito discorso dei polli di Renzo….
The best is yet to come o no?
jl
la candidatura di Pizzetti è caduta perchè era debole, punto e a capo, e il sindaco ha fatto una bella figura di m.