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Editoriale de Il Santo – La pochezza delle istituzioni… Il guado di Don Brunetto…

19 gennaio 2017 Lascia un commento

Riprendo il tema di ieri su il Palio.

Oggi vorrei puntare l’attenzione sulle istituzioni. Prima di tutto Contrade e Magistrato delle Contrade. Le prime sono anni che non riescono ad avere il polso fermo su certi atteggiamenti dei contradaioli. Il motivo è semplice, la maggior parte delle dirigenze non ha le capacità di comando e più che altro non sa farsi rispettare. In molti video si vedono Priori e Vicari che cercano di fermare i contradaioli, ma nessuno gli presta attenzione e qualche volta le buscano pure, oppure si vedono rappresentanti del seggio fare a cazzotti.

Questo perchè i contradaioli (non tutti) non hanno il minimo rispetto per l’istituzione e se ne fregano.

Il Magistrato delle Contrade è composto da quei Priori che riescono a mala pena a tenere buoni i contradaioli, quando si devono interfacciare con le altre istituzioni Amministrazione Comunale, Questura e Prefettura, hanno un peso veramente relativo, anche perchè nessuno ha interesse ad andare contro il potere costituito. Su questo bisognerebbe farci uno studio, perchè è qui il nocciolo del problema, i Priori negli anni hanno avuto un livellamento in basso, uomini come il Conte Chigi non ne torneranno più, ma prima i Priori delle Contrade erano parecchio più autonomi rispetto alla politica o al potere costituito.

Certamente l’istituzione che si dovrebbe analizzare in maniera approfondita è quella della Magistratura. Sul lavoro, nella vita quello che ho capito che tutto si basa intorno alle priorità.

La priorità (per quanto pare di capire) della Magistratura senese è partire dal basso e non dall’alto. Ed allora si processa la moglie di David Rossi per le mail, si rinviano a giudizio i Contradaioli, si indagano i blogger per diffamazione e contemporaneamente si permette di far arrivare alla prescrizione il processo per Ampugnano, si chiude frettolosamente una strana morte, ci si arrende di fronte ad uno strano rogo. Con tutta la buona volontà il cittadino comune, semplice qualche domanda se la pone e forse arrivi alla conclusione che dietro tutto questo c’è forse un piano, ma questa è pura fantasia!!!

Passando poi all’istituzione Comune, la sintesi di quello che abbiamo è il video che pubblico sotto.

Chi amministra una città particolare come Siena dovrebbe avere un rispetto delle istituzioni maggiore che per se stesso. Studiare (non tutti sono nati sulle lastre), capire quale è l’essenza della città, contrastare con forza certe interferenze e prendersi le responsabilità di agire quando i contradaioli e le contrade superano il limite.

 Il mio amico Almuta Nabbi ci aveva messo al corrente di un certo video, protagonista Don Brunetto e i suoi amici di bicigletta (leggi). Il Santo è risuscito a trovarlo grazie alla rete. Lo pubblico sotto chiaramente censurato da una sequela di bestemmie da Bar. Questa è l’ennesima prova di una teoria che un mio amico mi ha spiegato sere fa… I tre stadi dell’IDIOZIA.

Che dire, magari il nostro Primo cittadino poteva fare in modo che questo video non venisse dato in pasto alla rete, ma che ci volete fare le telecamere sono le telecamere… PORA SIENA

Editoriale de Il Santo – Pettoni in Piazza deboli con la politica… Questa è Siena!!!

18 gennaio 2017 Lascia un commento

Il tornado della magistratura si abbatte sul Palio. Sessantanove indagati per le scazzottate del dopo Palio 2015. I commenti si sprecano su FACEBOOK. Ma davvero la colpa è dei troppi telefonini e dell’impatto mediatico che si è dato al Palio negli ultimi 30 anni?

Come sempre vado controcorrente. Non credo assolutamente che sia colpa di YouTube o della rete se siamo in queste condizioni.

Mi spiego, sono anni che la questura ha telecamere in Piazza per controllare la festa. Non è certo per il filmato che posta un demente che si muove il magistrato.

Purtroppo quello che non si vuole capire è che la rissa (perchè agli occhi dell legge italiana di rissa si tratta) è un reato penalmente perseguibile e se un pubblico ufficiale non intervenisse commetterebbe un altro reato, quello di omissione di atti di ufficio. Questo per quanto riguarda la fredda analisi della questione legale.

C’è da analizzare poi il cambiamento dei modi con cui i senesi affrontano le cazzottate “tradizionali” in Piazza del Campo. E’ indubbio che qualcosa è cambiato. Non parliamo di cazzotti buoni o cattivi, perchè un cazzotto è un cazzotto e fa male, eccome se fa male. Noto però rispetto agli anni passati un evolversi in peggio di quello che è il comportamento, l’atteggiamento e l’onore che ci vogliono in certi situazioni. Si è passati da considerare le contrade avversarie a nemiche. Sembrano due sinonimi e basta, la differenza è minima ma è importantissima in certe situazioni. Per esempio l’avversario lo si rispetta, il nemico no. Anche nella testa del senese qualcosa è cambiato, colpire qualcuno già a terra denota una mancanza di onore e rispetto che dovrebbe far riflettere. Non rispettare le dirigente che cercano di fermare la gente è inconcepibile per chi davvero conosce la Contrada. Si potrebbe poi aprire l’analisi sul livellamento in basso delle dirigenze di Contrada, ma ci vorrebbe un libro intero!!!

Da amante delle arti marziali e sport di contatto, non è raro per me notare particolari che a qualcuno magari sfuggono. Dalle immagini tanti coinvolti nelle cazzottate hanno rudimenti di arti marziali o pugilato, non è raro vedere qualcuno con il paradenti e qualche strullo (come si dice a Siena) indossa anche i guantini da sacco (se un ti vuoi spellare le nocche un ci vai a fare i cazzotti!!!). Mi fermo qui perchè ci sarebbe da scrivere altro.

Un’altra analisi poi riguarda l’impotenza della nostra amministrazione nel difendere i valori del Palio lasciando aperte le porte a soggetti esterni, anche qui ci ritorneremo.

Come dicevo in apertura su FACEBOOK i commenti si sprecano ecco quello che ha scritto Eugenio Nei nel suo post è per me condivisibile al 100% ecco cosa scrive:

“Palio game over: domestici e addomesticati, Forse sarebbe il caso di fermarsi per un giro”

Qualcuno ha addirittura detto a Eugenio Neri che non gli darà più il voto per questa frase!

Soprassiedo nel commentare le parole di questa persona, ma vorrei rendere fruibile a tutti il commento di Gianluca Bellini perchè chi non ha Facebook lo possa leggere e farci le proprie considerazioni.:

Facebook mi ha comunicato che un mio Amico ha commentato e l’occasione è stata troppo ghiotta per dare anche il mio modesto contributo.
Ognuno su questo Social Network parla di ciò che vuole: palio, ricette di cucina, estenuanti riunioni di condominio, regali di Natale, bottiglie stappate, ecc.
Credo che parlare di Palio sia giusto e doveroso ma purtroppo devo sconfessare un commentatore perché i senesi non sono più buoni a niente almeno dagli anni ’70.
I senesoni berciano e si scazzottano solo in Piazza poi stanno zitti zitti difronte alla politica.
Perfino le temutissime “prime file” non osano dire la loro verso coloro che hanno affossato la città.
Tra case del Comune, promozioni e scatti lavorativi in pochi siamo davvero vergini politicamente.
Signor Da Frassini, lei è davvero disposto a scendere in Piazza e protestare contro la magistratura che ha incriminato queste decine di contradaioli?
50 anni fa la popolazione non era legata a doppio filo con la politica, adesso è differente e poi basta vedere da quanti dipendenti senesi era composta la marcia in difesa del Monte dei Paschi…2-3%.
Avevano raggiunto Siena dalla Sicilia e dalla Sardegna ma parecchio meno dall’Acquacalda o Ravacciano.
Non ho particolare stima del Prof. Eugenio Neri ma questo Post è sacrosanto!
Stop Palio per un anno, così contradaioli, palcaioli, fantini e gazzillori si daranno una bella ridimensionata.
Ho letto vari commenti e mi sono annotato i nomi, così quando ci sarà da agire vi contatterò.
Siete stati quasi tutti muti e fermi per il tracollo di Mps, Università, Comune, Ospedale, Enoteca Italiana, Mens Sana e Siena, adesso è giunto il momento di protestare difronte alle istituzioni e non su Facebook!!!
Il 6 marzo 2017 sarà il quarto anno della uccisione di David Rossi dentro Mps, ecco, vorrei vedervi schierati apertamente.
Per tale data vorrei organizzare una nuova manifestazione, siete disposti a scendere in Piazza per arrivare alla verità?
Per un giorno lasciate stare il pranzo coi parenti, le corse di addestramento, il Siena e la Mens Sana…ricordiamo un Senese Vero come David Rossi!
Domani in tribunale ci sarà un’altra udienza dove la vedova Rossi è IMPUTATA, andiamo a darle la nostra solidarietà.
Mi sono dilungato come al solito, spero stavolta di non essere offeso come in passato dal candidato sindaco, dalla sua gentile consorte e da quelle stupide banderuole che lasciarono (forse) il Pd per restare in sella.
Senesi, non c’è più tempo di aspettare. Dovete scegliere se fare i leoni da tastiera o protestare civilmente.
Secondo me sceglierete la prima opzione…poi per berciare andrete al Chiasso Largo o sui palchi.
Buona serata

Questo commento mi perdonerà Bellini, ma tutti i senesi lo dovrebbero condividere e fare proprio, non aggiungo altro… PORA SIENA

Da IL FATTO QUOTIDIANO

Da IL FATTO QUOTIDIANO

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Libero Contributo – Ancora Marignani risponde a Romagnoli…

17 gennaio 2017 Lascia un commento

Ricevo e pubblico

Leggendo le nuove illazioni e falsità che Romagnoli continua a scrivere su di me, avendo saputo chi è il suo suggeritore, replico a lui come prestanome ma indirettamente al suo mandante.

Claudio Marignani da IL CITTADINO ON LINE

Claudio Marignani da IL CITTADINO ON LINE

Lo stile è classico. Quando per la prima volta mi hanno parlato del nominativo me lo hanno descritto con la storiella del rospo e dello scorpione. Iniettare veleno è nel suo DNA e non può farne a meno, come di divulgare menzogne per mettere gli uni contro gli altri ed ergersi a “homme superieur” . La grandeur francaise porta a questo. Purtroppo ha portato negli anni passati anche a danni irreversibili e irreparabili per la città, dovuti a sue scelte dirette o dei suoi delfini. Danni incalcolabili che passano da acquisti dimostratisi avventati, alla creazione di un sistema di potere e controllo che è stato a base del groviglio armonioso, alla indicazione tramite il suo ex partito o diretta di personaggi da collocare nei vari Consigli di Amministrazione, fra cui purtroppo figurano nomi tristemente noti.

Ora vengo alla risposta dettagliata  su quanto il prestanome  Romagnoli ha scritto (prestanome: “chi accetta che il proprio nome compaia in luogo di quello di un’altra persona che non vuole apparire.”):

–       Le minestre riscaldate sono riferibili agli uomini che cercano di essere “buoni per tutte le stagioni”. Io, come già detto nella prima replica, non  aspiro a nessuna candidatura;

–       Sulle critiche agli apparati vada ad esempio a rileggersi le mozioni o interrogazioni fatte in Regione su MPS e Fondazione MPS o i molti comunicati precedenti e successivi. Proprio pochi giorni fa mi ha telefonato un ex Consigliere Regionale di maggioranza PD per  dirmi che le cose che dicevo purtroppo si sono realizzate. Forse leggere anche le cose che scrivono gli altri potrebbe aprire la mente e ridurre, per pudore, il numero di falsità che volutamente si fanno circolare in questa città;

–       Le mie dimissioni da coordinatore provinciale del PDL, date  “luglio 2013” nonostante la recente vittoria di un congresso infuocato in cui oltre mille senesi si recarono a votare a Bettolle, sono avvenute dopo pochi giorni la mancata elezione a Sindaco di Eugenio Neri, perché non avevo condiviso comportamenti del Partito fiorentino e romano, tenuti in campagna elettorale;

–       La candidatura alle regionali, che per statuto si sarebbe riproposta automaticamente,  era noto a tutti, sin dal giorno successivo all’avvenuta elezione, che non  si sarebbe riverificata,  nacque perché a Siena era stato messo capolista un personaggio stimato e capace, ma di Grosseto (l’Avv. Alessandro Antichi). Questo fatto, politicamente non accettabile, portò ad una accesa discussione da cui scaturì il mio nome in lista, dopo che per vari motivi furono scartati i molti nominativi proposti, motivata dal ruolo politico ricoperto; candidatura da me sino all’ultimo osteggiata perché avevo un buon lavoro a cui davo priorità.

–       Sempre rispetto alla Regione, la informo che non solo ho rinunciato al vitalizio ma anche alle remunerazioni, mantenendo il rimborso delle spese, dei permessi non retribuiti, dei versamenti INPS, ecc. Cioè non rimettendoci assolutamente nulla e continuando a percepire al 100/100 quanto guadagnavo precedentemente all’incarico regionale. Le cifre oltre tale importo sono state destinate a contributi e attività di partito, campagne elettorali e una cifra molto importante è andata in beneficienza. Faccia fare la stessa cosa al suo suggeritore. Sa quante famiglie a  Siena uscirebbero dalle difficoltà economiche se costui desse almeno buona parte della montagna di euro che ha percepito per gli incarichi avuti? Davvero molte (magari lo ha fatto e non lo sappiamo. Uscirà in campagna elettorale?).

–       Concludo rispondendo all’ultima sua cattiveria : la cena di cui gli è stato chiesto di scrivere non è vero che è avvenuta perché l’ingresso in Forza Italia, risalente al 2006, fu preludio ad un incontro del 2007 avvenuto a Firenze alla presenza mia e di  8 senesi illustri, suggerito ai vertici fiorentini del partito da Angelo Pollina, a seguito della spaccatura creatasi nel circolo LA MONGOLFIERA, da me fondato unitamente ad altri amici. In quella occasione ci fu chiesta la disponibilità a impegnarci nel partito che fu accolta con favore e che ha portato Forza Italia e poi il PDL a raggiungere i migliori traguardi politici mai conseguiti da un partito di opposizione a Siena.

Claudio Marignani

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Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Porcellotti VS Don Brunetto… Don Brunetto fa l’elemosina ai senesi in vista del 2018?

16 gennaio 2017 Lascia un commento

A leggere i post dei politici senesi su FACEBOOK ormai è diventato uno spasso. Il Consigliere Porcellotti, nel rispondere all’ articolo di Don Brunetto sul il magnifico Corriere di Siena in cui dichiara che Siena è libera dal groviglio, non le manda a dire al Sindaco che ha sostenuto nella bella battaglia (dice Lui) del 2013. Lo accusa di aver tradito quel moto d’orgoglio e di essere ostaggio di alcune bande del PD. Se una frase l’avessi scritta io avrei avuto i carabinieri all’uscio in due minuti.

Comunque vi lascio leggere sotto il lungo post di Porcellotti a cui rivolgo una domanda:

“Se questo sindaco (la s minuscola è voluta) non ha più la sua fiducia, ha tradito le parole del meraviglioso 2013 e dalle sue parole ritiene che non abbia nemmeno un idea del futuro che senso ha per Lei e per quelli come Lei stare nella maggioranza?”

Attendo una risposta perchè qui caro Porcellotti c’è in gioco il futuro di Siena e a noi francamente ce ne frega poco delle faide interne del Partito Democratico… PORA SIENA!!!

 

Valentini: “Il groviglio è finito. Pronto a un confronto con Piccini”

Siena. Eugenio Neri disposto a ricandidarsi a Sindaco?

Ztl, bollino per la sosta più basso

“Riduzione delle tariffe ztl? Inutile”

Si rinnova la Fondazione (più o meno)

Ultime notizie Mps: Calenda contrario alla lista dei debitori insolventi (oggi 16 gennaio 2017)

Tra Balzac e Barzanti su propaganda e post–verità sull’Università di Siena

Amianto sui magazzini comunali: il Comune non ha fretta di rimuoverlo

Il ruolo della politica per le nomine di Mancini e Mussari; il ruolo di Patuelli per Mussari all’Abi e l’emendamento di Corrado Passera

“Alla fine è una giornata come un’altra”

Mano tesa al Sindaco Bruno Valentini

La bestemmia

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Libero Contributo – David Rossi, lo sfogo del fratello e quelle lesioni sul cadavere

16 gennaio 2017 Lascia un commento

Pubblico con ritardo (causa mia indisposizione) questo articolo di cronaca e dossier. Le parole di Ranieri Rossi sono condivisibili e io le sottoscrivo. Quando ho visto l’intervista che Raffaele Ascheri ha fatto a De Gortes sono rimasto di sasso a sentire le parole di un “amico” di Rossi verso la famiglia e su quello che è accaduto quella sera. Non perderò altro tempo sull’intervista all’imprenditore senese non ne vale la pena. Vi consiglio anche questo link (leggi)

Il fratello di David Rossi:

«Nessuno ci faccia passare da illusi o visionari».

Emergono altre incongruenze con la versione ufficiale del suicidio

È uno sfogo duro ma comprensibile quello che Ranieri, fratello di David Rossi, consegna alla stampa contestando alcune espressioni comparse negli ultimi tempi su quotidiani e in tv.  Seguono gli stralci della lettera che Ranieri Rossi ha inviato alla Redazione di Cronaca&Dossier.

«”La famiglia cerca una sua verità… i familiari cercano un’altra verità”. In tutta questa storia queste sono le due frasi che in assoluto mi fanno più arrabbiare ‒ è lo sfogo del fratello di David Rossi ‒. Le trovo offensive, indisponenti, derivanti da un atteggiamento ipocrita di chi vuole ridicolizzare i parenti che non si rassegnano all’evidenza».

L’“evidenza” a cui si riferisce Ranieri Rossi è quella della versione ufficiale del suicidio, versione che ha in sé ancora troppi elementi che non tornano. E chi pensa che il caso David Rossi abbia esaurito ogni elemento di sorpresa è sulla cattiva strada: ancora altri indizi e discrepanze emergono analizzando le carte dell’inchiesta, soprattutto ora che i consulenti della famiglia Rossi appaiono ancor più determinati a contrastare la versione del suicidio.

 

David Rossi, the spokesman of Monte Paschi di Siena, is seen in this undated photo. Rossi, found dead on March 6, 2013, was under pressure over an investigation into alleged corruption and fraud that has rocked the world's oldest bank, reporters who knew him said. REUTERS/Stringer (ITALY - Tags: BUSINESS OBITUARY)
David Rossi

«Un magistrato mi disse…»

«Di mestiere faccio il ricercatore e proprio il mio lavoro mi ha insegnato che la verità è una sola, basta saperla e volerla cercare ‒ continua nella sua lettera il fratello di David Rossi ‒. Basta avere la pazienza e la competenza di mettere insieme prove, di analizzare i dati a disposizione e di farlo con i migliori strumenti e tecniche.

Ad aprile scorso un magistrato mentre scendevamo insieme con l’ascensore per andare poi a riesumare la salma di David, mi disse di stare tranquillo promettendomi che avrebbero fatto indagini accurate, ammettendo allo stesso tempo che in passato erano stati fatti errori e leggerezze. Mi ricordo ancora distintamente le sue parole: “Mettiamoci una pietra sopra a quello che è stato fatto in passato ora cerchiamo di scoprire come sono andate veramente le cose, noi ce la metteremo tutta”. Quelle parole espresse in tutta sincerità in un momento per noi particolare, mi rassicurarono, finalmente qualcuno che ammetteva che le indagini erano state fatte male, qualcuno che, con umiltà, aveva perfino la capacità di scusarsi per gli errori commessi».

david rossi -finestra
Finestra dalla quale sarebbe caduto David Rossi

«Senza prova certa si vuole concludere che David Rossi si è suicidato»

La lettera di Ranieri Rossi non si limita a far presente l’amarezza per le tante parole dette su una vicenda con pochi punti fermi, ma va nel merito della questione.

«Di mestiere non faccio l’investigatore o il magistrato, non so come vengono condotte e da chi le indagini. Da profano uno si immagina che ci sia un pool di esperti tipo CSI che con metodiche altamente scientifiche analizza ogni singolo dettaglio. Ci si immagina che ogni prova venga considerata, ogni persona coinvolta sentita, ogni reperto accuratamente analizzato, che si faccia accurata ricostruzione della scena del delitto, che si analizzi con abnegazione ogni fotogramma dei filmati, che si chiedano registrazioni di tutte le telecamere, i tabulati telefonici, che ogni traccia venga accuratamente vagliata prima di formulare una qualsiasi ipotesi. Si pensa che sia usuale chiedere parere a esperti del settore quando non si hanno le competenze, magari anche a più esperti per dirimere una singola prova. Leggendo la corposa relazione fatta dal colonnello Zavattaro e dalla professoressa Cattaneo, una cosa balza subito agli occhi, senza entrare in tecnicismi: anche senza alcuna prova certa (né elementi probatori dirimenti) si vuole concludere che David Rossi si è suicidato, senza ombra di dubbio. Stessa considerazione che gli inquirenti, quando ancora nessuna indagine era stata espletata, ebbero la sera del  6 marzo 2013».

“Poco dopo giungevano sul posto i Sostituti MARINI, NATALINI e NASTASI. Dopo un primo sopralluogo finalizzato a rinvenire tracce utili per la spiegazione del gesto suicida l’ufficio del ROSSI, su delega verbale del Dott. MARINI veniva sottoposto a sequestro, chiuso a chiave e sigillato”

(Estratto dal verbale del 6 marzo 2013)

«Il “poco dopo” ‒ continua nella sua lettera il fratello di David Rossi ‒ si riferisce alle ore 21:30 del 6 marzo 2013, evidentemente i magistrati alcuni minuti dopo aver trovato il cadavere del responsabile della comunicazione del MPS avevano immediatamente “deciso” (non si capisce in base a cosa!) che di suicidio si trattasse. Ora si continua su quella traccia, si deve trovare spiegazione del gesto suicida in quanto si è sicuri che di suicidio trattasi».

david rossi
Corpo di David Rossi a terra dopo la caduta

«Si vuole solo la verità e non la nostra verità»

«La cosa che mi mette più tristezza e al contempo delusione, leggendo la relazione, è che si considerano (peraltro male e  parzialmente) solo alcune prove e che spesso lo si fa con assoluta incompletezza. Mi chiedo come abbia fatto il Colonnello in questione ad esprimersi da grafologo (mi risulta sia ingegnere), da psicologo, biologo, chimico, criminalista, medico legale, esperto informatico oltre che naturalmente che da fisico e esperto di traiettorie. Vorrei evidenziare che alla famiglia per analizzare le stesse prove si è dovuta avvalere di esperti specifici, quali ingegnere, genetista forense, chimico, tossicologo, informatico, medico legale, psicologo forense, biologo e criminalista oltre che naturalmente anche di due avvocati. In particolare mi preme chiarire che ai suddetti consulenti è stato chiesto di analizzare ogni prova a nostra disposizione e non di dimostrare che David è stato ucciso, si vuole solo la verità e non la nostra verità come qualche giornalista inappropriatamente ha scritto. Rimanere nel dubbio è qualcosa ancora peggiore che venire a conoscenza di una verità che non ci piacerebbe.
L’evidenza che balza agli occhi di tutti, è che i consulenti scelti dalla procura partendo dai pochi dati oggettivi a disposizione – dati tra l’altro solo parziali  (gran parte dei quali se acquisiti nell’immediatezza del fatto – e non dopo 3 anni – avrebbero dato risultati senza dubbio dirimenti e.g. ricerca di tracce di DNA e merceologiche sul corpo di David, ricerca di tracce di DNA sui cellulari, nell’ufficio, nei fazzolettini – di cui oggi non c’è traccia!!!) hanno ricondotto in modo non neutrale tutta la vicenda verso il suicidio. Tutto questo fa male, molto male. Indubbiamente in tutta questa storia ci sono prove che fanno pensare al suicidio, ma molte altre che fanno pensare all’omicidio».

giacca male david rossi
Interno dell’ufficio

Quegli oggetti spostati nella stanza

Nella lettera si entra poi nel merito delle indagini, di quegli elementi che ancora non tornano e lasciano perplessi a distanza di anni. Secondo il fratello di David Rossi: «Il Colonnello Zavattaro non menziona mai le “leggerezze” commesse nella precedente inchiesta e questo provoca sconcerto anche a chi, come chi scrive, non è esperto del Diritto. Quello che mi lascia maggiormente con l’amaro in bocca è che sia proprio un Colonello dei RIS (Reparto dichiaratamente qualificato e che per competenza è chiamato a svolgere attività tecnico-scientifica) ad affermare con assoluta normalità che è vero che gli oggetti sono stati spostati nella stanza tra il primo intervento ed il successivo arrivo della scientifica ma si dichiarerà che le “modifiche” sarebbero di modestissima entità, lasciando intendere che quando arriva la scientifica è quasi tutto come all’inizio, cosa peraltro assolutamente smentita dalle foto già apparse su giornali e televisioni.
Queste affermazioni sono di una gravità inaudita, infatti spostare e/o far sparire oggetti dalla scena del crimine – prima che la Scientifica fotografi il tutto – rende inutile il lavoro di indagine della Polizia scientifica stessa. Nella mia illusione pensavo che si ripartisse da quel “mettiamoci una pietra sopra a quello che è stato fatto in passato ora cerchiamo di scoprire come sono andate veramente le cose, noi ce la metteremo tutta”. E invece mi sbagliavo: ancora una volta siamo obbligati a passare come illusi visionari che non si rassegnano ad accettare la storia così come è andata, così come è stata descritta da “esperti investigatori”. In fondo la famiglia vuole una sua verità, vuole una verità  diversa, come qualche improvvido giornalista scrisse a suo tempo.
Ebbene tutto questo non mi piace, non lo trovo né corretto né tipico di uno stato di diritto. Vogliamo la verità e basta e che nessuno ci faccia passare da illusi o visionari. Magari se poi qualcuno si scusasse anche per la incompleta e frettolosa indagine fatta dall’inizio sarebbe un gesto apprezzato, anche se non necessario».

Il “dettaglio” del furgone e le lesioni pre-caduta

Il corpo ha terminato l'azione dinamica prodotta dalla caduta
Il corpo ha terminato l’azione dinamica prodotta dalla caduta

«Abbiamo analizzato finemente ogni dettaglio della relazione insieme ai nostri consulenti e al più presto presenteremo alla Procura le criticità e le incongruenze che questa contiene. Per fortuna comunque un punto fermo è stato messo dalla professoressa Cattaneo in questa famigerata relazione: tutte le lesioni nella parte anteriore del corpo non sono riferibili alla caduta.

Nuova immagine
Vista dall’ingresso di Vicolo S. Pio. In rosso la finestra dell’ufficio del Rossi. Il furgone bianco è ancora parcheggiato (foto del 7.3.2013, ore 10:46)

Il problema adesso è come interpretare l’origine delle suddette lesioni e di identificare il contesto in cui si sono verificate. Bisogna ovviamente farlo con competenza e precisione. Non entro nei dettagli della relazione Cattaneo-Zavattaro, questo non è il luogo o il momento.

Voglio solo mostrare una delle prime immagini della relazione stessa dove si mostra il famoso furgone del 6 marzo fotografato il giorno successivo: è proprio lo stesso come si afferma nella relazione. E questo è solo un dettaglio irrilevante, figuriamoci il resto».
Redazione Cronaca&Dossier

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Libero Contributo – Romagnoli risponde a Marignani…

15 gennaio 2017 Lascia un commento

RICEVO E PUBBLICO

Ho letto con attenzione il documento redatto dalla liste civiche suggeritomi dal signor Marignani e devo dire che ho trovato la solita minestra riscaldata piena di “buoni” propositi e dal solito metodo. Quel metodo che le ha consentito di galleggiare per anni a Siena e di non criticare mai in modo   risoluto gli apparati del Monte, dell’Università o dell’Ospedale per la presenza di qualche amico o di potenziali tali. Le sue dimissioni dal PDL più che a un gesto di critica nei confronti di quel partito sono dovute alla probabile sua non ricandidatura a consigliere regionale. Ruolo nel quale ha brillato per la “grande” capacità di iniziativa dimostrata. Anche se non vede Pollina da sette anni gli dovrebbe essere riconoscente perché dopo una cena a Chianciano lo ha fatto diventare segretario provinciale e candidato a consigliere regionale. Scelte che non sono piaciute né a Rolando Peccatori né a Massimo Bandini. Non sappiamo se poi quelle promesse da lei fatte a quella cena si sono concretizzate o no, ma francamente non ci interessa. Se ne dovevano preoccupare le liste civiche dell’epoca. La saluto, non me ne voglia, ma i suoi metodi sono ormai da tempo conosciuti.

 

Filippo Romagnoli

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Libero Contributo – Claudio Marignani risponde a Filippo Romagnoli

10 gennaio 2017 1 commento

RICEVO E PUBBLICO

Da IL CITTADINO ON LINE

Da IL CITTADINO ON LINE

Leggendo quanto scritto da Filippo Romagnoli (leggi) , che non so chi sia, sui miei presunti rapporti e suggeritori, la reazione istintiva è stata quella di riderci su. Sapendo però che chi scrive cose assolutamente non vere ha informatori che vogliono, loro si, stare nell’ombra e avvelenare i pozzi, ho deciso di rispondere precisando:

–          Non ho nessun suggeritore tanto che nella mia passata esperienza di impegno civile, al minimo accenno di interferenza,  ho discusso pesantemente con personalità nazionali  con cui altri facevano carte false solo per tenere rapporti;

–          Mi sono dimesso da coordinatore provinciale del PDL ormai da circa tre anni – non so quanti lo avrebbero fatto-  e non vedo Angelo Pollina da circa 7 anni, cioè da quando usci dal partito (so solo che di recente si è nuovamente impegnato in Forza Italia e ha ruoli regionali);

–          Non suggerisco nulla a Daniele Tacconi con cui non ho avuto e non ho rapporti politici di nessun tipo;

–          Non lavoro nell’ombra perché è noto che da due anni non ho tessere di partito e sono fra i fondatori del Circolo Sena Civitas. Se invece si riferiva al fatto che molti mi hanno chiesto di dare una mano per creare un’area civica fuori da ogni partito, che sia realmente alternativa al PD, le confermo che questo è vero.

–          Rispetto alla volontà di non indebolire il PD, si rivolga ai suoi suggeritori che cercano di screditare progetti seri. Le ricordo che quando ero segretario del PDL il partito ha eletto 115 consiglieri comunali, 6 provinciali, ha raggiunto le massime percentuali di consenso in città superando il 30%, è stata fatta cadere la giunta a guida Ceccuzzi, sono state vinte le elezioni in più comuni della provincia, è stata sfiorata la vittoria a Siena con la candidatura, voluta e sostenuta, di Eugenio Neri . Potrei continuare.

Comunque la tranquillizzo: non ho nessuna intenzione di candidarmi a nulla. Certo è che lavorerò per un cambio di 180 gradi alla guida della città, che veda voltare pagina e rinnovare classe dirigente e mentalità. Una mentalità da macerare, di cui fa parte il modo torbido di operare suo e delle sue fonti informative.

Per spiegarle la posizione politica che condivido la prego di leggersi il documento che segue, datato 5 gennaio 2017, il cui contenuto sottoscrivo dalla prima all’ultima frase e nella pubblicazione del quale, fastidiosa per i progetti personali di molti, è forse da ricercare la vera causa del suo disinformato commento.

Cordialmente, Claudio Marignani

IL FUTURO DELLA CITTA’ PASSA DALL’IMPEGNO CIVICO

La situazione di evidente decadenza della città e delle sue maggiori Istituzioni rende attuale il dibattito sui molti problemi che dovrà affrontare la prossima Amministrazione comunale.

Un sussulto sembra scuotere anche i cittadini che hanno beneficiato del “sistema Siena” perché, fuori dalla stanza dei bottoni, nessuno poteva immaginare il livello di malcostume raggiunto in questa città, in cui , per alcuni,  tutto era possibile e consentito.

Oggi i fiumi di denaro sono un ricordo e, con evidente affanno, Consiglieri Regionali e Parlamentari del PD, cercano di smarcarsi sul piano personale da passate gestioni fallimentari, del cui potere hanno usufruito, a piene mani, quanto meno per essere eletti.

Anche il Sindaco che guida una Amministrazione allo sbando, tenta goffamente di rigenerarsi, quasi rinnegando l’appartenenza al PD.

Se non vivessimo una fase drammatica, verrebbe quasi da sorridere.

Se ci guardiamo intorno, troviamo solo pietre sconnesse e manutenzioni da fare, urbanizzazioni selvagge e Istituzioni da salvare e rilanciare.

Tutto come se i miliardi di euro distribuiti nel territorio, da Fondazione e Banca,  avessero preso il volo, similmente a quelli spesi per acquistare la Banca del Salento e Antonveneta.

Il solo fattore positivo che emerge da questo terremoto, deriva dal fatto che Siena non ha più centri di potere così condizionanti da garantire al PD  un ampio consenso elettorale.

Tutti i senesi, se ne prenderanno coscienza, potranno scegliere in piena libertà chi dovrà guidare un radicale cambiamento di mentalità nella gestione della cosa pubblica.

Noi siamo dell’avviso che alla città serva la vittoria di una coalizione di liste civiche, avulse dai partiti e in primo luogo dal PD, convinti che chi politicamente ha creato il problema non può essere la soluzione.

Occorre voltare pagina, un vero rinnovamento, un forte senso di responsabilità e maturità per il rilancio della città.

La proposta di governo non può che nascere da persone competenti e capaci, mosse da un solo obiettivo: dare un buon governo alla città.

Oggi non hanno più senso anacronistiche contrapposizioni ideologiche ma,  allo stesso tempo, occorre bandire la politica che privilegia interessi di partito, se davvero si ricerca il benessere della collettività.

Questa impostazione non può che essere garantita da una coalizione di liste civiche che sappia coniugare esperienza e novità.

Molti senesi di grande spessore sono purtroppo rimasti sino ad oggi in disparte per volontà di un sistema di controllo politico che ha messo in un angolo tante professionalità.

Ci appelliamo anche a loro perché Siena sta sprofondando e solo chi ama questa città e si rende libero da vincoli e da logiche di partito può essere un efficace strumento di cambiamento.

Stiamo iniziando un percorso comune, anche con altre realtà civiche, con il fondamentale obiettivo di un rilancio etico, sociale ed economico che, attraverso una visione strategica di medio lungo periodo  e un programma  basato su alcuni progetti cardine, numeri e fonti di finanziamento alla mano, possano garantire nuova occupazione e sviluppo.

Quando parliamo di una nuova mentalità che liberi le energie oggi ingessate, ci riferiamo a cose tangibili come ad esempio ridurre al minimo il costo del suolo pubblico per vivacizzare l’attività imprenditoriale e garantire pari opportunità a chi ha investito ed investirà sul territorio urbano.

Vanno, inoltre,  create le condizioni affinché le Università e le Istituzioni cittadine vocate all’alta formazione, siano congiuntamente al servizio della città attraendo nuovi interessi; un volano di crescita culturale ed economica, un luogo il cui prestigio derivi anche dalla valorizzazione delle professionalità esistenti e dalla capacità di attrarre nuove ‘intelligenze’.

In quest’ottica, Siena deve tornare ad essere il riferimento per tutta la provincia ed in particolare per i comuni contermini.

Le idee e i progetti saranno arricchiti e integrati attraverso un confronto continuo con la cittadinanza, in linea con quanto già avviato dall’Associazione “Siena Futura”.

Crediamo che i tempi siano maturi per iniziare questo percorso di forte partecipazione da cui dovrà scaturire anche l’indicazione di una persona di Siena,  un ‘primus inter pares’ che,  esercitando un ruolo di garanzia, sappia guidare una squadra di amministratori competente ed affidabile.

Appare infine indispensabile che il nuovo Sindaco possa aprire una stagione lontana da personalismi e dal sostegno di personaggi ambigui o buoni “per tutte le stagioni”.

SENA CIVITAS                          MOVIMENTO CIVICO SENESE             LA MARTINELLA 1884

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