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Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Date retta conviene SMETTE’…

29 marzo 2017 2 commenti

Siamo alle solite, quando siamo in procinto di cambiare questa città sorgono problemi che non ti aspettavi. SI litiga nell’opposizione facendo un grande favore al PD e accoliti. Sarò forse sospettoso, ma credo che dietro a tutto questo ci sia un’oculata regia ed il regista è anche bravino.

Sotto la stringata rassegna stampa posto uno scritto di Marco Falorni che ci fa capire quale è la situazione politica senese e gli equilibri del Consiglio Comunale, secondo me ci vuole un dottore, di quelli bravi!

Segnalo l’articolo del buon Lorenzini, perchè anche Lui è entrato a far parte del club di quelli che subiscono chiamate quando non si scrivono articoli che piacciano, almeno per una volta si sentirà come il sottoscritto che per anni ha ricevuto quelle chiamate e tuttora è tacciato di essere la voce di qualcuno che detta articoli… PORA SIENA… #CONVIENESMETTE!!!

Una piccola (ma non troppo) storia senese

“Fondazione Mps: il gioco d’anticipo irrispettoso di Valentini”

“Il martedì dell’eretico”: Murlo, il sidecar e un “canile”

Falorni (IPS):”PD allo sbando, M5S senza idee, c’è…

Monte dei Paschi, ore frenetiche

Siena celebra la Giornata Mondiale per il diritto alla verità sulle violazioni dei diritti umani

Fatevene una ragione: è proprio così che doveva andare

OGNI PROMESSA E’ DEBITO: ECCO COME E’ ANDATO IL DIBATTITO SULLA FONDAZIONE. Ecco qualche notizia sul dibattito consiliare sulla Fondazione Monte dei Paschi, che ha occupato tutta la mattinata del consiglio del 28 marzo 2017. Partiamo dalla mozione che ha innescato la seduta, preparata dal Movimento 5 Stelle e firmata da ben nove consiglieri di minoranza, ma non dal sottoscritto. Si trattava, come ho detto in aula, di un documento sì di duro contrasto al malgoverno PD, ma anche contenente dei passaggi confusi sul piano giuridico, e forse anche pericolosi per la nostra comunità (leggi dubbi seri sul futuro della Fondazione, seguendo la ricetta cinquestellata). Insomma, un documento che gli stellati hanno scritto, o più probabilmente si sono fatti scrivere, ma in ogni caso scritto male, molto male, irricevibile per un consiglio comunale responsabile. Questo è tanto vero che anche i colleghi di minoranza che lo avevano firmato, poi si sono assentati dall’aula o non hanno partecipato al voto, tutti tranne uno, De Risi, che rappresenta l’associazione Pietraserena, ormai vicinissima al M5S. Risultato: 3 voti a favore e 18 contrari. Meglio così.
Sulla mozione sono stati presentati due ordini del giorno, uno del consigliere D’Onofrio e uno di Piccini e Becchi per Nero su Bianco. Il documento di D’Onofrio, per la verità, era scritto abbastanza bene, ma come ho detto annunciando la mia non partecipazione al voto, avrebbe avuto un senso nel primo anno di mandato consiliare, non certo nel quinto, quando la città ha già subìto i tradimenti delle promesse elettorali da parte del sindaco e gli schiaffi ricevuti dalla Fondazione. Sul voto le comiche. La maggioranza si è dimenticata di far ritirare il documento durante la fase della discussione. Io ho ricordato che il ritiro non poteva avvenire durante le dichiarazioni di voto, e così il PD è andato nel pallone: i piddini, allo sbando e senza guida, non hanno trovato di meglio che scappare in massa dall’aula per far mancare il numero legale. Esito del voto: 3 favorevoli e 7 astenuti (compreso D’Onofrio, sul suo documento!), e votazione annullata. Poi i piddini rientrano e si torna a votare con il numero legale: 5 favorevoli, 6 astenuti e 13 contrari (PD compreso), e ordine del giorno respinto. D’Onofrio non la prende bene e lascia l’aula visibilmente contrariato.
Veniamo all’ordine del giorno di Piccini e Becchi. Su questo documento si è avuta la convergenza, e non è certo la prima volta, da parte del PD. E infatti il documento è stato approvato, con 3 voti contrari e 19 favorevoli, venuti da PD, Siena Cambia, Piccini e Becchi, e inoltre Marzucchi e Staderini che si sono infiltrati sul carro apparentemente vincente. C’è da dire però che la corsa a votare insieme è venuta soprattutto dal PD, che evidentemente si trova disorientato, isolato, impaurito, disabituato a non essere il favorito unico e assoluto della prossima corsa elettorale. Nel mio intervento ho fatto notare che, avendo bocciato la mozione originaria, l’ordine del giorno approvato decade con essa. Ho anche ricordato al PD, visibilmente in ambasce, che è ormai in vista il momento della verità, quando dovranno scegliere se ripresentare o meno Valentini. Se lo faranno, dovranno spiegare perché ridanno fiducia ad un sindaco che ha tradito tutte le promesse, e che non considera neppure la sua maggioranza, come ha appena dimostrato nella vicenda delle designazioni in Fondazione. Se invece cacceranno Valentini, dovranno spiegare perché il loro sindaco non merita la riconferma, e soprattutto perché, se non meritava fiducia, lo hanno sostenuto per cinque anni.
Infine lo stesso sindaco Valentini, che da par suo non si è smentito. Ha annunciato all’aula solo nella coda del dibattito, in sede di dichiarazione di voto, e non all’inizio della seduta come avrebbe dovuto, che il livello della autonomia della Fondazione rispetto al Comune è proprio in questi giorni all’esame del MEF, il ministero dell’economia e finanza. Aver saputo subito questo, avrebbe in parte cambiato il tenore del dibattito, ma Valentini ha pensato bene di dirlo astutamente all’epilogo della mattinata, non smentendo il suo stile comportamentale.
Questo è il quadro. La maggioranza e l’amministrazione sono in stato confusionale, oltre che da sempre incapaci di governare, ed è più che mai urgente mandarli a casa. Ma l’alternativa deve essere credibile e di governo, competente, e non deve portare in aula atti irricevibili. Insomma, dopo 74 anni di PD, l’alternativa non può essere il Movimento 5 Stelle, altrimenti per questa strapazzata città sarebbe la fine. La situazione è grave, e richiede competenza, serietà, affidabilità, e non sparate a vuoto.
Marco Falorni
Impegno per Siena

Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – L’opposizione non trova il dialogo… I leghisti e il Santa Chiara…

Rassegna stampa ricca di spunti: da Lorenzo Rosso che questa volta tira a vincere e fa un bel vestitino a Eugenio Neri che replica su Facebook, ai leghisti che dopo aver lasciato a casa Montigiani e Giusti fanno una grandissima figura di m… riguardo alle contrade.

Ci sarebbe da parlare e sparlare con questi politici che purtroppo ci lasciano con l’amaro in bocca.

Tralasciando le tristezze politiche che passano, con il cuore veramente triste, voglio invece qui ricordare un’istriciaiola che ci ha lasciato…

Ciao Antonella, che la terra ti sia lieve. Un abbraccio sincero alla famiglia.

Qualcuno lo avverta (e due ps pesanti)

Perché Valentini deve rinunciare al XXV aprile (e 3 Ps)

Intervento di Vittori, Giusti e Montigiani sulla proposta di spostamento della Caserma dei Carabinieri nell’ex Distretto militare

Siena. Politica. Lorenzo Rosso:”Stavolta per vincere non possiamo fare gli errori del passato”

Bce, decisione su salvataggio Mps presto

Le nomine che ledono l’autonomia della Fondazione Monte dei Paschi e le mani che condizionano le istituzioni elettive. La bugia del sindaco su Del Regno e la corte dei conti sulla Colombini

Aggressione alla stazione, il drammatico racconto: “Picchiato con calci e pugni”. Valentini: “Tolleranza zero”

Mps: i piccoli azionisti chiedono a Morelli un “aumento riservato”

Il fratello buono e il fratello scemo

Ora rompete il cazzo anche su Santa Chiara?

Comando provinciale dei carabinieri al Santa Chiara: lo chiede deputato della Lega

Eugenio Neri

Lorenzo Rosso

Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Donatella Cinelli Colombini l’avvio della restaurazione… La guerra ai motorini del Generale Maggi

23 marzo 2017 1 commento

Ci siamo la restaurazione ha inizio e attenzione, con gli stessi nomi e le stesse facce. La nomina in Fondazione della signora Cinelli Colombini (già assessore della giunta Cenni) è l’ennesimo segnale di una città, di un territorio che non cambierà mai, perchè troppo forti sono i poteri che non vogliono mollare l’osso. Oggi mi è capitato di leggere un articolo su una rivista la signora Colombini veniva così descritta: “La produttrice di idee..”

Vediamo quali idee tirerà fuori dal cilindro la sorridente signora, io l’ho conosciuta da assessore al turismo e di idee ne aveva ben poche, se non quella di promuovere le sue aziende… PORA SIENA

A proposito ha è una blogger anche Lei… Deve essere una epidemia… (leggi)

 

Fondazione Mps nomina Cinelli Colombini

Azienda Ospedaliera Senese: anche la comunicazione nel mirino della politica?

A Siena scoperti 106 milioni nascosti al Fisco. 64 evasori totali

Nuova (vecchia) crisi (e due ps)

Ugl: “Sicurezza, qualcosa si muove: disponibili al confronto, Valentini si è sottratto”

Siena. Sicurezza. Polizia municipale. Ugl…

MoVimento Siena 5 Stelle:”L’assurda guerra alle due ruote dell’Amministrazione senese”

 Ultime notizie. Mps, Megale (Fisac-Cgil) contrario a nuovi esuberi (oggi 23 marzo 2017)

5 consiglieri: “Noi stiamo con Mancuso”

La scandalosa richiesta di Stefano Scaramelli a Fulvio Mancuso

Che bello quando i Senesi scrivono un post

Donatella…

La Rubrica di Mara Morini – BASTA AFFIDAMENTI ESTERNI

22 marzo 2017 1 commento

L’intervista rilasciata dall’assessore alla Cultura Francesca Vannozzi fornisce le prime seppur tiepide risposte alle motivazioni circa le dimissioni del precedente assessore alla Cultura Vedovelli, che aveva preferito non esprimersi al tempo sulle ragioni del suo allontanamento.

Non che ci fosse difficile comprenderle.

Mara…

Un assessorato monco: il sindaco tiene per sé le deleghe al Santa Maria alla Scala, riconosciuto come il più importante complesso da rinnovare e ricollocare in ambito culturale e la direzione è affidata ad un professionista estraneo all’amministrazione e alla città.

All’assessora rimane quindi solo una parte della struttura con una dirigente che passerà alla storia come la record woman di disastri e una funzionaria ripudiata dallo stesso Sindaco, da sempre cacciata da ogni ufficio a cui veniva assegnata a causa dei suoi danni epici.

Nel progettarne le azioni necessarie, dalle attività alla comunicazione, dagli spazi alle esposizioni, si preferisce comunque l’affidamento “esterno” tramite gare chiaramente non a costo zero o che comunque, come abbiamo visto per i risicati proventi che vanno nelle casse comunali, e per la scarsa fruibilità del Complesso museale così come è adesso, poco convenienti.

Sarebbe il caso di farne una valutazione costo/efficacia, i consiglieri ne avrebbero tutte le possibilità, considerando circa il reale sviluppo anche solo comunicativo del Santa Maria alla Scala, elevato ad attrattiva culturale e turistica.

Realtà provinciale, che sarebbe stata un fiore all’occhiello visto che nella storia si trova lungo una delle vie, La Francigena, fra le più conosciute e percorse in Europa e con una storia che ne fa un simbolo di carità e cristianità.

Invece è trattato dai turisti come un comune e vecchio museo, non per ignoranza del turista ma per l’incapacità di questa amministrazione di raccontare la nostra storia.

Non si possono raccontare storie di cui si disconosce l’argomento.

Lo scorso anno l’estate è stata un periodo disastroso sia per cultura che per turismo tolti i periodi palieschi, e con un calendario ancora da definire sarà difficile per gli operatori di settore fare promozione.

I pacchetti turistici integrati poi (cultura-turismo-ospitalità) a Siena sono solo slogan da usare a piacere da questa amministrazione.

La Pallai se ne tiene ben distante.

Lavorare con albergatori e operatori di settore proprio non le riesce, eppure sul suo profilo fb non mancano le pubblicità alle attività di famiglia.

Sul Testo unico sul turismo della Regione Toscana tace.

Sono le sagre, le corsette e ora il wedding che la appassionano.

L’assessora Vannozzi chiede di dare un taglio agli affidamenti esterni e la restituzione delle attività di programmazione incominciando da quella estiva all’assessorato di competenza.

I cattivi pensieri condurrebbero a dedurre poi che il Sindaco abbia mantenuto le deleghe al Santa Maria alla Scala non certo per capacità, visto che ha affidato anche il sottil pensiero all’Opera Laboratori Fiorentini, né per la volontà di risparmiarci un assessorato quello alla Cultura che è in piedi ed ha un assessore competente designato, semmai per farne fattore economico e motivo di personal gloria, non anche di tornaconto…

I cattivi pensieri porterebbero a pensare che quel sempliciotto che si è ricoperto per 4 anni di ridicolo e di figuracce colossali, una dietro l’altra, di cui l’ultima quella del sidecar, non è altro che un uomo nelle mani di un sistema trasversale di poteri (sia chiari che “scuri”) che hanno preferito e convenuto su una pax garantita da un “vuoto cosmico”. Questo è spiegato dai vari “soggetti a peso specifico zero”, di comprovata incapacità, incompetenza e inadeguatezza, messi nei ruoli chiave e di responsabilità dell’Amministrazione (i risultati parlano da soli) che dovevano circondare il “vuoto cosmico” del vertice politico della massima istituzione cittadina. A garanzia di tutto ciò, i poteri, hanno avvicinato loschi individui infiltrandoli all’interno della “stanza dei bottoni”, con il precipuo scopo di garantire che nulla funzionasse.

I cattivi pensieri ci condurrebbero… ma la Mara è immune dai cattivi pensieri… non ne fa.

Mara Morini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie:libero contributo

Libero Contributo – La foglia di fico…

11 marzo 2017 2 commenti

L’obiettivo del Pd senese è nascondersi dietro una lista civica alle prossime elezioni comunali. Fino ad ora le liste civiche erano di supporto al candidato dei democratici, che veniva scelto per mezzo delle primarie. Liste civiche di comodo ci sono sempre state e venivano costruite ad arte con persone che gravitavano intorno al sistema di potere del partito di maggioranza relativa. Oggi sembra che la situazione si sia totalmente rovesciata: il Pd si nasconderà dietro una lista civica che non avrà, per la scelta del suo candidato, bisogno di ricorrere alle primarie. L’aspirante alla carica di sindaco, con molta probabilità, non farà le primarie, ma sarà scelto direttamente da chi avrà in mano il partito con qualche alleato (Alberto Monaci) al momento delle amministrative. A questo proposito e stando a quello che si legge il Pd non scisso, in funzione del congresso vede una confluenza di iscritti che precedentemente appartenevano ad aree diverse. Quindi, il gruppo dirigente rimane compatto sotto l’ombrello di Renzi. È difficile, comunque, pensare che tale compattezza possa rimanere anche a livello dei circoli di base. Chi risalta agli occhi per la rapida conversione è il bersaniano e dalemiano Ceccuzzi che da essere un rottamato diventa l’alleato privilegiato dello Scaramelli. Il consigliere regionale di Chiusi ha perdonato tutta una serie di episodi al suo ex segretario provinciale, compreso l’acquisto dell’Antonveneta e tutti gli atti politici e non, presi in questo settore in più di un decennio. Allora, tutti nel “nuovo” Pd! Vanno così tanto d’accordo, che si sono dimenticati di coinvolgere l’attuale sindaco Valentini a cui rimane poca roba: il Ronchi e la Bruttini in consiglio comunale, la Vestri e il De Regno come alleati esterni. Ma non è finita qui: è il signor Ceccuzzi che suggerisce al renziano Scaramelli il nome del candidato a sindaco per Siena, e questi lo accetta. Ebbene sì, il signor Ceccuzzi sceglie il candidato a sindaco per Siena, non stiamo a scherzi a parte, purtroppo è la dura realtà. Un ruolo lo Scaramelli lo gioca: la tiritera, condita in tutte le salse, della bontà di una lista civica. Et voilà! Il gioco è fatto: il Pd non presenta il suo candidato che lo fa presentare a una lista civica di comodo, il nome lo fa il Ceccuzzi perché sua vecchia conoscenza e la volata sulla lista civica la tira il “rinnovatore” Scaramelli. Così quest’ultimo può accreditarsi il titolo di innovatore, che può andare perfino contro il suo stesso partito pur di ammodernare. Cavolate! Il gioco è sempre lo stesso e i patti si possono fare anche con il diavolo pur di rimanere in sella, come diceva il vecchio Churchill. In più, i suoi a Siena non hanno presa, hanno dimostrato poca incisività nell’azione politica, non aggregano, non sono riconosciuti e sono esterni alle vere dinamiche cittadine. Ma chi sarebbe il candidato? Vecchia conoscenza del Ceccuzzi che rimbalza ogni volta che si avvicina una campagna elettorale a Siena. Nome che ha dato una prima, larga disponibilità al segretario comunale Masi. Disponibilità accompagnata, però, da qualche pregiudiziale: la prima e la più importante è che non si presenterà mai e poi mai, sotto il simbolo del Pd e qui è d’accordo con Scaramelli. La motivazione è però un po’ meno nobile, il prescelto non vuole il simbolo del Pd perché lo considera perdente, praticamente il partito viene considerato come un taxi, che si prende o si lascia secondo convenienza. Cioè, cerchiamo di capire, c’è un presunto nome che si vuole candidare esclusivamente con una lista civica, che viene proposto da Ceccuzzi, accettato da Scaramelli, che da la disponibilità al segretario comunale Masi. Questa sì che è autonomia! Ma se questa è l’indipendenza allora tanto valeva accettare il simbolo del Pd. Ma vediamo se indovinate il nome attraverso degli indizi? Il prescelto è un medico delle Scotte che sta per andare in pensione ed ex capitano di contrada. Ha fatto il consigliere comunale per cinque anni in consiglio comunale (2006-2011) nelle file del Cenni, il nostro, ha sempre votato con la maggioranza, in seguito non si è più ricandidato perché lo aspettava, dopo la parentesi politica, la responsabilità di primario alle Scotte. Facile vero? Il Pd ha scelto la “foglia di fico”!

Filippo Romagnoli

Categorie:libero contributo

Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – L’amministrazione S’E’ DESTA!!!

9 marzo 2017 Commenti disabilitati

Bravi i nostri amministratori! Dopo il disastro gestionale della viabilità Sabato scorso per le Strade Bianche, le zone interessate alla gara di DUATHLON di domenica prossima sono totalmente tappezzate di cartelli. Questo dovrebbe essere fatto anche per le STRADE BIANCHE.

Quindi cari senesi organizzatevi e leggete il cartello che pubblico qui sotto alla rassegna stampa. Nessuno è autorizzato alla polemica, l’informazione c’è!!!

Mps e Venete, Bruxelles fissa i paletti per lo Stato

Ottimo il livello della qualità della ricerca dell’Unistrasi

Sport Siena Week End: appuntamenti per tutti i gusti

La farsa della commissione d’inchiesta sulle banche e quello che Renzi non dice

Gli eletti all’Accademia degli Intronati

La giustizia folosa

clicca per ingrandire

 

 

La Rubrica della COOL-TURA – “PASSATO E PRESENTE” mostra di Pittura di LUISA ABBRUZZESE

3 marzo 2017 Commenti disabilitati

“PASSATO E PRESENTE” HOTEL SAN MARCO 5 MARZO 2017 (Inaugurazione 5 Marzo alle ore 17:00)

mostra di Pittura di LUISA ABBRUZZESE

REPORTAGE DI OPERE

Passato e presente sono un pensiero ricorrente nel lavoro pittorico di Luisa Abbruzzese, richiamando la particolarità della sua vita artistica.

La pittrice ha cominciato a parlare di sè stessa attraverso le figure femminili, in cui trasferisce ricordi e sensazioni di una vita trascorsa lontano dalla sua città d’origine.17121656_1121526377975429_1810280667_o

Nella mostra “Ricordi di Donna ” la Nazione scrive in un articolo: “Un percorso che ritrae su tela l’inconscio, i ricordi e le sensazioni dell’universo femminile”.

Luisa Abbruzzese dipinge le immagini riflesse dell’inconscio, nell’immagini ritratte o del passato, o immagini di sè stessa.

La figura femminile è ritratta in tutte le varie fasi della sua vita, dalla giovinezza alla maturità, passando per la maternità. Sua fonte incessante d’ispirazione sono certamente L’Espressionismo e i fauves.

In particolare le figure di Paul Gaugin per l’utilizzo dei colori concepiti nell’anima e il gusto primitivistico, ma anche e soprattutto la dolcezza e l’eleganza di Berthe Morisot e di Puvis de Chavannes: da quest’ultimo, Luisa riprende la delicatezza dei colori puri e la sospensione temporale.

Le figure femminili ritratte sembrano infatti fluttuare in un’atmosfera magica , da sogno.

Esse si trovano in un limbo del ricordo, sono immagini di un passato ancora vivido che riemergono incessantemente con i loro volti e i loro sguardi intensi e parlanti.

I corpi delle donne del passato sono comunque reali: c’è un insistere sulla loro carnalità, sulle fattezze fisiche e un reiterare nella rappresentazione della stessa figura dell’Artista.

Il suo corpo infatti è ripetutamente dipinto nel tempo, evidenziandone i cambiamenti fisici con un’introspezione psicologica accentuata, così è nata  la Bella Addormentata, o “La Sirena Malinconica”, dove la posa sdraiata e le linee forti e stilizzate ricordano Henri Matisse.

Si percepisce anche una velata sensualità, sempre molto intima e mai esibita, di una donna che sa mostrarsi per come è, tale risulta nei ritratti di ” Sandra”, immagine anche idealizzata.

La donna è così rappresentata con molta compostezza.

L’Artista rappresenta anche una tematica ricorrente: L’Infanzia, età fondamentale della sua vita.

La bambina è infatti uno dei soggetti preferiti dell’Artista, la sua modella d’eccellenza, rivista però con occhi sognanti e con libere interpretazioni.

Il suo volto Angelico viene ritratto costantemente per documentarne i singoli passaggi nel tempo, ma anche stati d’animo ed espressioni uniche che derivano dall’autenticità tipica dell’infanzia, partendo dalla sua vicenda intima e personale per elevarla a valore collettivo, per renderla comunicativa, come se quei volti parlassero una lingua universale.

La sua pittura fortemente disegnativa ricorda L’Impressionismo, come nell’opera ” colazione sull’erba”, dai colori tenui, l’atmosfera fuori dal tempo e le simbologie di Puvis de Chavannes.

Serenità, gioco e magia sono racchiusi nelle opere “Il sogno: bambina su cavallo alato”, un olio su tela che trasuda libertà, voglia di evasione in un mondo idilliaco e fantastico.

Così ” La Bambina sognante”, dove la pittura dai colori cangianti, quasi fluo, incontra l’applicazione di elementi vari come strass e tessuti, ciò che è visibile nell’opera ” L’Egocentrismo”.

Anche i paesaggi dell’Artista denotano il cambiamento personale ed artistico,  narrando  un legame con i luoghi affettivi e dando spazio ad una dimensione onirica e sognante, evidente nelle opere recenti in acrilico: paesaggio di Montalcino, con applicazione di doratura in foglia.

Come fu scritto nella sua personale torinese:” Pensieri nel verde” del 2003:

“I suoi paesaggi sono ritratti dal vero, in una piena contemplazione della natura.

L’Artista ama dipingere “en plein air”.

Nel paesaggio toscano, l’accostamento di contrasti tonali netti trasuda mutevolezza d’animo, gioia e tristezza si alternano, luce ed ombra diventano metafore della curiosità e della gioia di vivere.

L’olio su tela ” Omaggio a Kandisky”, paesaggio toscano, con colori puri e contrastanti, , così nel Paesaggio toscano, un olio su tavola, in cui L’Artista si apre con un tratto più dolce, dai toni delicati.

(Martina Marolda)

“La pittura di Luisa Abbruzzese non è affatto turbata dalla realtà, anzi c’è la ricerca alla chiarezza e alla libertà e una certa indifferenza a ciò che avviene all’esterno.

I suoi colori splendono di luce propria, la luce si traduce in colore puro.

Tutti i toni sulla sua tela sono in armonia, come una composizione musicale ed esprimono la libera espressione della vita.

La sua pittura è fortemente espressiva, aldilà dei valori stabiliti. Movimento e quiete si integrano e si identificano nell’essenza del mondo che è la luce.

La sua decorazione è ornamento e luce, i paesaggi sono dipinti con colori chiari e luminosi, la pittura invece piatta di alcune opere ricorda quella di Gaugin, con spessi contorni scuri(“il gioco”), e l’iconografia fantastica, senza più un legame con la realtà, che sebbene rifiutata rimane latente esaltando il colore acceso e puro, come nell’opera “camera di Torino”, opera che evoca la pittura fauve.

(R. Bellini)