Dopo un primo momento in cui ho avuto modo di dispiacermi del travisamento al mio appello (le cui intenzioni sono state descritte meglio di quanto avrei potuto fare io stesso da Jonathan Livingstone) vorrei mettere due note a latere di tutta questa vicenda. Due sole, poi non ho intenzione di tornarci più.
Se Falorni si fosse preso la briga di leggere alcuni dei post precedenti in cui replicavo il concetto espresso proditoriamente nell’ultimo, si sarebbe reso conto che la mia stima in lui e negli altri era la fonte del mio appello.
Mi immaginavo, da sciocco idealista, che avrei potuto fornire un’occasione a tutti per tornare a parlarsi.
Forse Falorni, e lo capisco, era stanco per la maratona del consiglio comunale e, anche giustamente, non ha tempo da perdere in letture da blog per lui poco significative. Ma in tutti i miei post Marco Falorni è stato sempre da me identificato come uno di quelli che l’opposizione l’hanno sempre fatta sul serio.
E’ inoppugnabile che nonostante non abbia ancora capito le sue entrate ed uscite dal baricentro civico e comunque le stesse siano apparse sicuramente poco coerenti, lui è uno che ha voluto fortemente il cambiamento.
Mi rincresco ancora di più nel leggere sull’articolo di IPS che riporta il Santo, che abbia avuto bisogno di uno sfogo e che ancora non abbia capito lo spirito con cui lo avevo tirato in ballo.
Caro Marco Falorni, che lei ci creda o meno io la stimo, e questo confligge in maniera tremenda con le sue parole.
Senza bisogno che lei mi spieghi nuovamente il suo scritto volevo solo dirle che, forse al pari suo dato ciò che scrive nel suo sfogo, ci sono rimasto male nel vedere completamente trasformato in negativo ciò che pensavo essere positivo. A ben pensarci altri hanno risposto affermativamente e con disponibilità al mio richiamo, quindi forse non era del tutto indigeribile od incomprensibile.
Però ogni opinione è lecita, ed io accetto la sua. Vorrà dire che gli altri inizieranno la strada che hanno palesato voler intraprendere, poi sarà quel che sarà.
Mi è sembrato scomposto veder tirare in ballo l’anonimato in maniera, secondo me, pretestuosa, perchè al contrario di ciò che ha scritto, non ho preteso niente da nessuno ed in quanto pseudoanonimo mai mi permetterei di essere così vigliacco da mettere di mezzo fraudolentemente e sibillinamente le persone. Ho fatto un appello accorato, questo si!
Lei mi indica come un despota quando io per lei ho avuto solo parole di encomio, tranne quando scrissi dell’incomprensibilità, per me, del rientro nella coalizione Neri.
Non voglio entrare nella successiva desamina dei metodi di redenzione; per me sono chiari, per qualcun’altro lo saranno meno.
Però quel tizio che la sapeva lunga che lei cita era uno che perdonava chi si redimeva; di solito sono gli uomini che non lo fanno!
Mi da del “puro”. Io sono impuro e bisognoso di catarsi ma il paragone coi Khmer Rossi mi pare fuori luogo.
Io sono di estrazione e cultura sinistrorsa lo ammetto, ma se stimo lei, Tucci e Vigni oltre che Pinassi….beh….allora vuol dire che non mi fermo proprio alla superficie delle cose e magari guardo un po’ oltre le etichette.
Per questo mi dispiace vedermene attaccate di insulse.
Lei parla in modo assoluto di consiglieri che devono riguadagnarsi la sua fiducia. A prescindere dal fatto che nessuno di noi può ergersi a dispensatore di fiducia e benevolenze, le era solo stato chiesto di riaprire un dialogo spezzato in malo modo. Se la politica è l’arte del possibile, come vediamo continuamente, cosa costava ricominciare da lì?
E quelli che sono nel suo schieramento e hanno partecipato alla vita ed alle infauste decisioni politiche dell’ultimo decennio se la sono già riguadagnata la sua fiducia?
In quale maniera? Il dichiararasi di opposizione non vuol dire per forza esserlo; l’abbiamo visto e testimoniato in tutti questi anni quali intrighi si svolgessero anche alla luce del sole tra maggioranza ed opposizione!
Sul come poi avreste voi potuto scegliere l’eventuale candidato alle primarie cosa c’è di male sulle preferenze espresse dal web?
Cosa c’è di male ad avere una lista di persone od anche una sola che unanimemente possa essere indicato agli elettori? poi loro esprimono il loro apprezzamento….
Del resto cosa fanno i partiti?
Ed il baricentro civico come ha fatto per individuare il dottor Neri? Forse l’hanno chiesto ad ogni senese?
E’ ovvio che un leader “vero” non si improvvisa.
Di solito è lui che emerge.
Ma la città è ora in un momento in cui manca ogni equilibrio e da gente stimabile ed in cui ripongo fiducia mi sarei aspettato, specialmente con l’opera di verità dei blogger a sostegno, una scelta coerente e seria.
Non voglio certo convincerla del contrario di quel che ha scritto ma mi dia retta: in quest’opposizione e nella sua possibilità di fare bene io ci credevo!
Francesco

Sottoscrivo con piena adesione le equilibrate e giuste parole di Francesco: spero che un giorno voglia palesarsi perché potrebbe grande un bel contributo in questa o quella assemblea pubblica.
Io mi ero astenuto dal rispondere all’articolo duro, immotivato di Falorni (se non dalla stanchezza, motivata eccome!)
Dunque non andava bene che respingesse l’idea del summit dei consiglieri di minoranza (e chiamare anche la Sabatini, che mi sembra donna molto in gamba?): non si tratta di fare il Candidato, ma di decidere come andare avanti tutti assieme vista la modestia della maggioranza Valentini (e di lui anche)..
Se i consiglieri pensassero utile un gruppo di ‘appoggio’, super partes per quanto possibile, ad esempio, con una rubrica in un blog come questo?
I blog possono servire per fare venire fuori i candidati, poi quelli potrebbero essere votati da notaio, che problema c’è per evitare imbrogli?
Dove concordo con Falorni è che non può essere un novizio, ma deve essere uno con buona esperienza direttiva, capace di dominare il casino massimo che c’è in Comune e fuori, prudente, che sappia sentire più che parlare (come fa invece Valentini, purtroppo spesso a vanvera).
Forza, caro Falorni, non si deprima: mi ricorda il Suo compagno di banco, come si autodefinisce l’Ascheri, del quale ho letto un commento (dove non mi ricordo) molto rinunciatario. Del resto, se leggete bene il suo articolo storico (nessun commento lo ha veramente capito credo) di qualche settimana fa si capisce che non crede ci siano speranze. la Storia gira, e qui è passata già tante volte. Non pretendiamo troppo? Qui grazie alla Francigena è arrivato il Valentini: che volete di più? (ma almeno, mi consenta professore, non farà danni come il Cenni, il massimo devastatore della recente storia di Siena, quella con la esse minuscola).
Post scriptum. Mi dicono che all’Archivio di Stato Berlinguer presenterà non solo quale libro. Ma non hanno ancora capito, mio Dio so’ duri eh!, che è tra quelli che con il loro silenzio COLPEVOLE hanno consentito che i gaglioffi massimi distruggessero la città (poi il figlio all’antonveneta dove lo mettiamo?)
A parte che c’è anche chi dice che all’Università sia lui ad aver cominciato il cammino grandioso ce l’ha poi ridotta, grazie a Tosi in primis, a quello che è ora.
L’iniziativa di Francesco è stata sicuramente importante, lodevole ed anche meritoria da essere perseguta in futuro. Però io capisco perfettamente la posizione di Falorni quando sostiene di voler saggiare in soldoni, le dichiarate posizioni di alcuni attori che stanno sulla scena. Tali dichiarazioni devono essere suffragate da fatti reali e concreti prima di essere credute e prese sul serio. Purtroppo o per fortuna l’esperienza, di cui bisogna fare tesoro qualcosa insegna e, Falorni, in tutti questi anni di seria, puntuale e costante opposizione almeno un pò ne ha acquisita; credo ne convenga anche lei Francesco. Quanto detto è per tentare di interpretare il pensiero di Falorni in quanto esso, i suoi polli evidentemente li conosce, e molto bene. Pertanto, come ha affermato, non se la sente più di esporre la propria faccia e proseguire con grande dispiego di energie e quant’altro, se prima non si sente estremamente sicuro del comportamento dei suoi compagni di viaggio. Probabilmente il problema non è Falorni………