In questi giorni sui blog e su i social network non si fa che parlare di EATLY il supermercato di alta qualità che il Sindaco vorrebbe (a quanto pare) al Santa Maria della Scala. Siamo sicuri che il punto sia proprio questo? O il punto è la seria organizzazione di un polo museale unico al mondo? Quali progetti ha la nostra amministrazione per questo complesso storico che potrebbe essere un volano per far ripartire la città ormai ferma da mesi? Smarrita di fronte alle dichiarazioni di un primo cittadino che lasciano quantomeno sconcertati (aspettiamo ancora che DON BRUNETTO chieda la rettifica degli articoli apparsi su IL FATTO QUOTIDIANO e su LIBERO). Detto questo credo che molto semplicemente si debba ripartire dall’arte, cioè da quell’enorme patrimonio che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità. Credo fermamente che con un po’ di volontà questo si possa fare. Faccio alcune proposte da persona che lavora da 22 anni in mezzo all’arte e crede di avere un minimo di esperienza in queste cose. Il primo passo necessario è quello di trasferire finalmente la PINACOTECA al Santa Maria della Scala, valorizzando tutte quelle opere che ora sono sacrificate in spazi ristretti e inadeguati. La fase successiva è molto semplice a mio avviso. Creare delle mostre dei singoli artisti senesi e farne un ciclo da ripetere negli anni. Si potrebbe partire da GUIDO da SIENA, DUCCIO di BONINSEGNA, SIMONE MARTINI, i LORENZETTI fino ad arrivare al CASOLANI e MATTIA PRETI senza scordarci di quel genio dimenticato di FRANCESCO di GIORGIO MARTINI. In più ma non da meno ospitare l’arte moderna negli enormi spazi del Santa Maria della Scala. Per richiamare gente poi abbiamo tutto quello che ci occorre, ma i senesi sono distratti, infatti nel 2011 ci siamo lasciati sfuggire il 550° anniversario della Canonizzazzione di Santa Caterina quest’anno (2014) sono 75° anni che la Santa è Patrona d’Italia con San Francesco; ancora non vedo organizzare niente da parte delle istituzioni. Siamo invece qui a sbatterci su EATALY, che francamente non vedo di buon occhio al Santa Maria della Scala. E’ vero che i grandi musei hanno ristoranti bellissimi inseriti all’interno dei loro spazi, ma questi grandi musei sono in grandi città. Siena avrebbe un grande museo ma è una piccola città, quindi si concentrerebbero tante persone in un posto lasciando emarginati i ristoratori senesi che faticano ad andare avanti. Sta succedendo questo con CIVITA che ha potenziato i BOOKSHOP interni ai musei danneggiando i piccoli negozi storici del centro. Perché allora non fare delle convenzioni con i ristoranti senesi e anche con i commercianti in genere, per esempio con sconti per chi visita i musei? Pacchetti soggiorno studiati per far rimanere il turista a Siena più giorni. Per fare questo però occorre un progetto serio, una visione del futuro, occorre migliorare i servizi anche i più semplici (invito gli amministratori a visionare i bagni pubblici a San Domenico), creare tariffe agevolate per chi rimane in città più giorni e lavorare tutti insieme al di là del colore politico e dell’appartenenza scegliendo persone valide e non raccomandate. Questa è la sfida che aspetta Siena, questo va fatto non in funzione del 2019, ma per far ripartire Siena che ne ha bisogno, al di là della vittoria o meno della corsa per CITTA’ della CULTURA.


Caro Santo, concordo in pieno. Quanti anni sono che queste cose ce le diciamo? E come sai, sono anche anni che queste cose, con altre parole, le dico in consiglio comunale.
Per quanto riguarda il Santa Maria, credo che serva una conduzione con profonde competenze e larghe conoscenze a livello internazionale. E’ molto importante anche la forma giuridica, e non credo che la Fondazione di partecipazione, almeno con lo statuto a suo tempo approvato a maggioranza dal consiglio comunale, sia la forma migliore.
Mi sembra poi che non siano da sottovalutare le concrete osservazioni di Mauro Barni. Prima bisogna avere ben chiaro su quali spazi recuperati possiamo contare e poi adattare il progetto (che deve essere complessivo, e non a pezzi e bocconi) per partire subito con ciò che è possibile.
Quanto alla “foresteria” per i pellegrini francigeni, mi piacerebbe saperne di più: in quali spazi dovrebbe sorgere, in base a quale progetto, come dovrebbe essere gestita, quali fondi sono stati individuati (oltre a quelli regionali, per ora annunciati) per la sua realizzazione. Tutto ciò, ammesso (e non concesso) che la cosa sia compatibile con il progetto complessivo sul vecchio Spedale. Insomma, anche di questo bisognerà riparlare, in consiglio, sulla stampa, sui blog.
Ciao, e buon lavoro, ce n’è bisogno.
Marco Falorni
A parte il fatto che condivido ogni virgola di quanto scritto nei due precedenti interventi, io invece considererei favorevolmente la proposta di uno spazio per Eataly, che ha avuto il premio Artusi per “aver saputo diffondere l’immagine del cibo italiano e quindi della cultura italiana nel mondo”. Ribadisco quanto scritto in altro commento: il riconoscimento dato dall’UNESCO alla città non è stato davvero sfruttato al massimo e ci sarebbe parecchio da fare, ma se ne dovrebbe parlare in un incontro pubblico dove poter dialogare e confrontare le diverse proposte, giuste o sbagliate che siano.
Ricordo!!!! che l’UNESCO ha inserito nel 2010 nella sua lista del Patrimonio Immateriale, la Dieta Mediterranea. Superfluo segnalare che il buon Dio formando questa terra ha avuto un occhio di riguardo anche per questo settore: che si metta in moto la fantasia.
Attenzione ancora, se davvero importa qualcosa a qualcuno di quanto scrivo, riguardo la candidatura per Siena capitale..: le città rimaste in gara sono quasi tutte patrimonio mondiale dell’UNESCO, esclusa Cagliari, mentre Lecce è nella lista propositiva. Nessuna però come Siena e il suo territorio, unici nel loro insieme: Siena, Pienza, San Gimignano, La valle dell’Orcia (San Quirico d’Orcia,Montalcino,Pienza,Castiglion d’Orcia e Radicofani).
E’ un discorso lungo….
Che progetti sono stati presentati per il S.Maria della Scala?
Il dr. Piccini a suo tempo ne propose uno di interessantissimo.
(Poi, se non Siena, che sia Matera).
Io vorrei sapere quale è l’intento della nostra amministrazione sul futuro di questa città, per ora solo spot e poche proposte concrete.
D’accordo col Santo, vorrei aggiungere che oltre ai pittori del passato, potremmo organizzare, magari una volta l’anno, in periodi “morti”, una mostra di pittori del novecento o contemporanei. Penso ad esempio alla mostra su Schifano che si è tenuta ad Arezzo un paio d’anni fa e che ha avuto consensi enormi, credo che questo tipo di iniziative siano senz’altro alla nostra portata e stabilire dei periodi fissi, dedicati, potrebbe essere un’idea. Per Eataly, non credo che il Santa Maria sia il luogo giusto, mi piacerebbe più la fortezza con l’enoteca … Spostiamo il gastronomico in quella zona, magari caratterizzandola al tema, pensate ai mercatini altoatesini, ai mercatini a km zero del venerdì, al mercato stesso del mercoledì, ecc.ecc.
Caro Santo
ottima iniziativa, si può essere o meno d’accordo sul contenuto e comunque ben vengano queste proposte per “smuovere un po’ le acque” (anche se temo che siano talmente stagnanti che al massimo si forma un cerchietto..).
Concordo pienamente sull’esigenza che l’amministrazione venga, come si dice, allo scoperto con proposte concrete, penso che sia il momento di mettere in soffitta le varie dichiarazioni a perdere e lavorare alacremente su iniziative concrete e strutturate.
Per quel poco che ho viaggiato ho rilevato la presenza di punti di ristoro/ristoranti in vari musei del mondo, niente comunque da paragonare a ciò di cui si sta parlando che mi pare per lo meno sproporzionato rispetto alle esigenze di Siena.
Un’ultima cosa: avete idea di chi sia il proprietario di ciò di cui si sta parlando? si è acquistato da Bmps Fontanafredda per un tozzo di pane; è un fervente sostenitore dell’attuale presidente della banca di città e probabilmente (punto questo da approfondire bene) uno dei finanziatori del parolaio della città capoluogo di regione; in estrema sintesi “me first” con annessi e connessi. Come diceva Arbore:meditate gente meditate…
Ovviamente poi ognuno può pensare che questo signore sia un “unto del signore”…poi se vi avanza tempo andate a leggervi le varie sue dichiarazioni rilasciate nel corso degli anni…..
the best is yet to come
jl
concordo molto con Finucci e Falorni: Eataly non va respinto ma messo nel posto giusto e la Fortezza con l’Enoteca in crisi e la sua facile accessibilità non è il posto migliore?
Il progetto Piccini che diceva in concreto? Se c’è un testo ancora attuale Falorni lo ritiri fuori per cortesia.
Ma la prima cosa da fare è capire quanta parte sarà occupata dalla Pinacoteca. Se non si definisce questo sono tutte chiacchiere. L’Unesco? Ma se il Comune non ha mai detto come ha speso i soldi avuti per le mura sulla legge speciale che altro si può sperare? Invitano i suoi rappresentanti al Palio e il discorso dei rendiconti è chiuso? Falorni, ci metta lo zampino.
Se i 4 Comuni siti Unesco della provincia non informano neppure, dove l’ho letto? in qualche blog immagino, il Club Unesco di Siena di quello che fanno?
Hanno grande volontà di far partecipare come ha il prof. Sacco. Tutti i validissimi, possibili collaboratori dell’università che conosco non li ha contattati, tiene tutto riservato e non risponde alle domande che gli ho fatto sul cittadinoonline.
Noblesse oblige? E’ proprio lui il personaggio internazionale cui qualcuno punta per affidare il SMS. Scommettete che se la Capitale si perde va tutto a lui? E’ divenuto come il povero Omar Calabrese, l’unto del Signore che faceva gran fumo e sembrava poter risolvere i problemi culturali di Siena. Io ero ancora a Siena quando fece un grande convegno internazionale al Santa Maria sulla Cultura Universale o cose fumose del genere con Umberto Eco suo mentore. Il consigliere Falorni tempo fa lo ricordò. Gli atti non si sono mai visti come previsto. Soldi buttati via come quelli del Buongoverno alla Flores. Tre edizioni se ben ricordo. Mio nipote mi teneva montagne di ritagli di giornale. Ora voleva farlo anche per gli articoli sulla Capitale della Cultura. Strombazzata nello stesso modo.
Farà la stessa fine?
Del destino del Santa Maria non sappiamo niente se non quello che si legge nei ‘proclami’. Ma così, tanto per parlare, dico che se Eataly avesse come collocazione una parte del Santa Maria sarebbe perfetto. Perfetto perché per arrivare in piazza del Duomo bisogna attraversare la città o lasciare la macchina ai vicini parcheggi Duomo e Campo, che obbligano comunque a fare un bel tratto a piedi e, conseguentemente passare davanti a bar, negozi, ecc.. E ancora, ci sono reali possibilità che il potenziale cliente Eataly sia incuriosito dal luogo e decida di visitarlo tutto o in parte, così come è possibile che decida, per i più vari motivi, di non mangiare lì. Se Eataly fosse in Fortezza? Sì arriva, si posteggia, si visita Eataly e si riparte e chi se ne frega della città Unesco!
Ricordo che quando fu impedito il parcheggio di autovetture private in Piazza del Campo i commercianti insorsero prevedendo la chiusura delle loro attività e la loro personale subitanea rovina. Mi pare che sia andata in modo diverso.
Un’ultima cosa, sento da più parti sollecitare il trasferimento della Pinacoteca al Santa Maria. Bene, ammesso che prima o poi si possa fare, per il momento non ci sono le condizioni (climatizzazione dei locali, sistemi e uscite di sicurezza, ecc), cosa ne sarebbe di Palazzo Bonsignori? Farebbe la fine di Palazzo della Papesse? chiuso il museo, chiuso il palazzo e tanti saluti a tutti quelli che, pur non amando l’arte, ogni tanto il naso dentro per curiosare lo mettevano e lo metterebbero ancora.
ok, d’accordo, ti do ragione Caterina: sia il SMS, nella parte da restaurare con obblighi precisi che ne venga un tornaconto.
Ma vorrei che il Santo caricasse domenica l’articolo di sabato a p. 9 sul Corriere fiorentino. Parla di grande convegno fiorentino cui ha partecipato SilviaCosta come rerlatrice europea del programma EUROPA CREATIVA 2013-2020, con quattrini per UN MILIARDO e 400 milioni con bandi scadenti a MARZO p.v.
Che rapporto c’è con le Capitali della Cultura cui va UN MILIONE europeo?
Non sarebbe bene saperlo senza affidarsi in modo fideistico al prof. Sacco?
E comunque eataly a siena non apre. Tranquilli.
che è questo affare da un miliardo e 400mila?
stavolta una esternazione del Valentini non sarebbe opportuna? o non ne sa niente e da Firenze lo tacitano con quattro soldi per la Francigena?
avete letto il comunicato del PD? azioni concrete ah ah ah, per cominciare la domenica in letizia non è male. Se gli onorevoli migliori sono questi siamo a posto!
Che tutti i Santi del Paradiso, sia pure uniti con la potente e misericordiosa Madre di Gesù, possano aiutare questa città, da ateo convinto mi pare assolutamente impossibile.
L’arte, così come presentata e resa disponibile ai turisti, è ben misera cosa come “attrattore” per la città; basta guardare i numeri: la Pinacoteca Nazionala riesce, mediamente, ad avere poco più di settanta (SETTANTA!) visitatori al giorno (poco importa se la metà circa non paga un biglietto).
Con un flusso del genere (21 mila visitatori nel 2012) è inessenziale se un museo è allestito in via del Capitano o nell’ex Spedale: in queste condizioni non ci sono i numeri.
Che poi il nobile senese Niccolò Buonsignori abbia lasciato il proprio palazzo,
l’attuale sede della Pinacoteca, all’Amministrazione Provinciale con l’obbligo di collocarvi un museo potrebbe far sorgere problemi legali di non poco conto (e all’abolizione delle provincie, a chi andranno in carico i relativi beni immobili?)
Da quanto si vede in Italia, una mostra riesce a calamitare grandi folle solo se il nome dell’artista è di grandissimo richiamo o se il circo degli imbonitori si concentra su poche opere d’arte di cui si è gonfiato, in qualche modo, il valore simbolico.
Per non dire che ci servirebbero degli studiosi al massimo delle loro capacità professionali e inventive e di nomi di questo tipo non ne conosco nel nostro territorio (per mia ignoranza, eh!) che due o tre, tenuti però al margine delle attività ufficiali.
E se poi i vecchi saloni, dove per secoli hanno risuonato lamenti di ammalati e di feriti, custodendo i dolori di tante povere persone nei loro spasimi di morte, se i pozzi, in cui sono stato gittati tanti cadaveri, i cui scheletri biancheggiano tutt’oggi, se questi saloni e corridoi e strade coperte olezzeranno di costoleccio e di bracieri di carne e di pesce, è vero, uno sparuto gruppetto di senesi potrà soffrirne ma la gran maggioranza, e i tanti famelici turisti, potranno invece goderne a bocca piena. Quando la pancia è sazia cos’altro importa?
Se infine qualcuno pensa che ci siano i più insipienti al potere, che dire? è proprio questo la democrazia, no?
Santo, metti P.K. come articolo da commentare per favore, son tornato alla civiltà del PC (?) finalmente e mi sembra ci sia ciccia.
ci aggiunga anche il miliardo e 400milioni, Santo!
aggiungerei che con la Capitale il gruppetto dirigente tenta si assicurarsi ora con il milione della Regione, poi i 40 milioni se Capitale sarà, lo stesso controllo della città che ha avuto sin qui tramite la Fondazione. Grazie