Caro Santo
il tuo editoriale sintetizza in modo mirabile la situazione.
Riflettendoci mi sovvengono alcune riflessioni che in sintesi rappresento:
la perdita del Monte da parte della città ha origini molto lontane e a mio avviso è fuorviante imputare tutte le “colpe” a quei soggetti che sono attualmente sotto processo;
dalla data della privatizzazione 1995 al potere in questa città c’è stato sempre e solo un partito che ha cambiato nome, ma non mi pare il modo di governare, quindi quanto sotto il profilo politico risulta un po’ difficile che se ne chiamino fuori, e questa responsabilità non può essere rifutata neppure dai diversi soggetti che hanno operato all’opposizione protempore vigente (la composizione dei CdA della banca insegnano)
il management della banca è stato fino ad un certo punto di alto profilo, erano gli altri istituti che venivano a “pescare” al Monte e non viceversa e tutti o per la gran parte erano come si dice “prodotti della cantera”. Quando l’infausta presa partitica è arrivata a livelli da “garrota” i personaggi assurti al top non sono stati all’altezza della situazione (e sono generoso)
tralascio ogni valutazione sull’attuale management della banca, segnalo solo i risultati economici mostrati e sono ormai più di due anni che sono “al potere” , gli interventi sui dipendenti che stando alle voci che circolano (infondate?) in più di un caso sono stati “brutali”, ad opera anche di chi fino a poco tempo prima lavorava fianco a fianco con le persone “cacciate” e, dulcis in fundo, il clima interno che non sarebbe proprio idilliaco (voci sempre infondate?)
i cittadini senesi o non hanno ben capito che cosa è successo e che quindi il bancomat Monte non esiste più oppure lo hanno capito benissimo e si sono preparati per tempo all’armageddon (non si capirebbe altrimenti “l’enorme” interesse suscitato dal progetto del nuovo stadio che non si sa bene chi favorisca e chi no..; ricordo che Siena conta circa 56000 abitanti e non mi pare che negli ultimi tempi siano cresciuti (tralasciando ovviamente gli studenti); un conto è parlare di stadio modello Juventus in un agglomerato urbano di oltre 1 milione di abitanti, un altro è discuterne in un centro quanto meno più contentuo. Questa vicenda mi ricorda tanto quella dell’aereoporto di Ampugnano….
the best is yet to come
jl

