RICEVO E PUBBLICO
Emerge dalle nebbie senesi l’associazione “Etica & Sviluppo”: a quanto ci è dato sapere si tratterebbe di una onlus, ossia un’ “organizzazione non lucrativa di utilità sociale”. Quando uno legge “onlus” pensa subito a quella miriade di organismi umanitari, come Emergency o Medici senza Fontiere, che operano nei campi profughi e nelle aree più disastrate del Terzo Mondo.
La nostra “Etica & Sviluppo”, del tutto ignota al grande pubblico, invece no, non si occupa della fornitura di aiuti alla gente più disperata del pianeta, ossia non si occupa delle disgrazie altrui, ma delle nostre. E’ stata fondata nel 2006 con primo presidente e verosimilmente primo animatore, Alfredo Monaci (oggi membro del comitato direttivo). Questi è fratello del Presidente del Consiglio regionale, nonché eminente cattolico del Pd e presenza costante nei cda della galassia Monte dei Paschi mentre questa, lui assolutamente silente anzi consenziente visto che non sono mai emerse pubblicamente sue posizioni contrarie, veniva saccheggiata.
Il 14 c.m. questa onlus terrà una conferenza “umanitaria” dallo straordinario titolo “RIQUALIFICAZIONE dell’AREA del RASTRELLO: perplessità ed opportunità a confronto”. Insomma invece di aiuti ai bisognosi, è di una enorme, costosissima gettata di cemento che si parlerà, per giunta in una delle valli verdi interne alla cerchia muraria, anzi in quella più contigua al delicato centro storico della nostra Città. E non ci facciamo ingannare dal termine “perplessità” inserito nel titolo al solo uso e consumo dei babbei. Infatti nella lista dei relatori c’è il responsabile del progetto, la società proponente, il finanziatore dell’opera e un esperto di urbanistica, (vedremo quanto allineato agli altri relatori): solo un idiota può classificarli come “perplessi” invece che “opportunisti”. Per cui manca del tutto, tra i relatori, quello “perplesso” davvero. In sintesi un colossale conflitto di interessi. C’è solo da sperare che questa “onlus” non abbia mai beneficiato di finanziamenti pubblici.
Non sono pochi a Siena gli sciocchini che pensano che il rilancio della Città passi da un’opera che, fatte le dovute proporzioni, assomigli troppo all’EXPO di Milano, anch’essa pensata per il rilancio del Paese e poi servita a rilanciare tutt’altro.
Movimento Siena 5 Stelle

a siena tanto non attecchirete mai, beppe grillo può evitare di tornare a siena, non è gradito, come a siena non è gardito il vostro partitucolo. Il progetto stadio di farà e se non vi fa bene. aria da siena, andatevene
Cara Simona, credo che sia opportuno dare spazio a tutti e sentire i pareri di tutti. Questa si chiama Democrazia. Aria da Siena? I 5 Stelle sono senesi come noi…
Dalla risposta della signora Simona è facile intuire quanto è radicato il concetto che”pestare una merda porta fortuna”, rimanendo in tema Monaci e soci consiglio la visione lunedì prossimo di report e per oggi le dichiarazioni del “ladrone” Lusi, in attesa di conoscere Ali Babà………..La questione non è di Siena ma dell’Italia.
Signora Simona, mi sembra alquanto controproducente commentare in questo modo un post che cerca di andare nel merito di una proposta alquanto onerosa sia economicamente che logisticamente per la città e si ripromette di sollevare qualche velo. Mi sa un po’ del “a Siena si fa come ci pare” che tante volte, sarcasticamente, cita il Profeti. Lui lo cita come esempio di dabbenaggine e provincialità, lei sicuramente intendeva altro, perchè poi chi sarebbero questi che lo stadio lo farebbero lo stesso in barba ai voleri degli altri? Quanrti siete a volerlo fare? tutti gli abbonati? forse tutti i 7000 che solo a volte vanno allo stadio? Siena ne fa 54000 di abitanti. Se vale la legge di maggioranza forse non ce la fate mica ad avere la maggioranza e quindi la ragione per farlo! Se poi, diversamente, voi fate come vi pare, allora hanno fatto bene a fare come gl’è parso tutti quelli che hanno gestito in modo personalistico risorse e quant’altro fino ad oggi. Un riverito saluto….
Un saluto . Io mi ritengo sicuramente uno sciocchino. Ma non solo, mi ritengo un perfetto imbecille, solo a poter pensare che la rinascita, di Siena, possa passare anche, dalla riqualificazione dell’area del Rastrello.
Io, poi sono piu cretino ancora, perche’ pensavo e penso, che anche il progetto EXPO2015 possa essere un’opportunita’ per l’italia.
Il fatto che si stia assistendo alla solita spartizione, di potere e di soldi da parte dei partiti, e’ a parer mio, completamente un’atra cosa. Che non deriva dalla bonta’ intrinseca del progetto EXPO2015 (o la riqualificazione dell’area del Rastrello). Ma deriva dalla corruzione umana e dal puro interesse personale, che alcune persone perseguono mettono in pratica. Queste persone si diversificano su tutto il panorama dei partiti.
Ma non sono i progetti sbagliati. Sono i partiti e le persone che li rappresentano, che mettono in atto azioni speculative, affaristiche ed altro. Tutto questo questo, perche’ il sistema l’ha sempre permesso e continua a permetterlo.
Secondo me quindi, ..se dallo studio di fattibilita’ si passera’ al progetto e successivamente alla procedura per la gara di appalto. Ecco allora, in quel momento, fatevi vivi e controllate che non ci siano infiltrazioni di alcun tipo e vantaggi privati di nessuno. Siena ve ne sarebbe grata, secondo me. ma comunque credo che no sareste nemmeno i soli in quel momento, se arrivera’ a voler controllare.
Poi permettemi, ma veder ancora scritto che “sia oneroso economicamente” … ancora, ..non e’ possibile. Si tratta di un progetto di Project Finance. Con zero apporto economico, da parte del Comune. Con capitali esclusivamente privati (se ritengono che per loro sia conveniente E se la comunita’ senese, ritiene attraverso questi investimenti di ricevere un qualche beneficio, oltre al milione di euro annualmente per 99 anni).
A Siena i soldi non ci sono piu, e’ stato portato via il Monte e tutto il suo indotto, quasi, o non ve ne siete accorti? Grillo sembrebbe di si, e’ venuto anche a Siena.
Ciascuno giustamente puo’ avere le sue opinioni ed i sui dubbi, ma non ci giurerei che la maggioranza dei senesi sia per il no al progetto. Secondo me, lo vedremo abbastanza presto, ..e non dai dati delle elzioni europee, come qualcuno a Siena vorrebbe farci credere prendendo spunto da un notevole miglioramento a livello nazionale.
Signor Fattorini lei ragiona giustamente quando dice che la colpa non è’ del progetto ma di chi lo gestisce. Io sono di quelli che sostiene, infatti è ad esempio, che non sia l’euro come moneta lo sbaglio ed il male, ma di come l’euro sia stato applicato nei paesi della comunità’ europea e della politica fiscale. Tralasciamo per un attimo il problema malafede e ragioniamo solo sui numeri. Lei dice una cosa giusta quando parla di project finance, ma io non sbaglio se dico che e’ oneroso e le spiego il perché’. Sembra che non sia oneroso per la comunità’ perché’ i soldi c’è lì mette un investitore straniero che poi rientrerà’ dalla vendita degli spazi commerciali e privati. Ma se questo paventato rientro non si verificasse come andrebbe la faccenda? L’ investitore avrebbe perso semplicemente i suoi soldi per un azzardo sbagliato oppure precedentemente avrebbe chiesto delle garanzie a copertura del credito? Siccome quando si parla di banche o di fondi di finanziamento non mi risulta che le banche siano soggetti “facili”, mi viene il dubbio che ci siano punti oscuri. E, se permette, non credo sia facile vendere posti auto a 40000 euro o affittare a 3000 euro il mese spazi commerciali. Se la cordata dei costruttori era sicura del fatto proprio perché’ ha creato una società’ con soli 10000 euro di CAP. Sociale? Sono domande, magari sbagliate che mi pongo e se saprà’ fugare i miei dubbi sarò’ ben lieto di passare ad analizzare le altre questioni che riguardano l’impatto urbanistico, quello sulle opere monumentali e sulla viabilità’. Qui purtroppo la questione diverrebbe, se possibile, ancor più’ spinosa, perché’ l’impatto davvero megalitico sulla zona potrebbe essere per davvero senza ritorno. Poi c’è’ la storia del bello o del brutto che è’ del tutto personale e non sto a discutere. In definitiva, come già’ scritto anche in altro post, io sono per la riqualificazione, ma fatta in maniera più’ modesta. In fin dei conti alla Robur serve uno stadio migliore per giocare e magari anche alcuni spazi commerciali per tirare fuori un indotto decente, ma non cattedrali nel deserto. Vi ricordate l’HUB di Ampugnano? Opera insostenibile e fin dai primissimi tempi inficiata da infiltrazioni poco chiare…. Ecco, non vorrei che qui si facesse la solita fine, col risultato di aver distrutto un altro pezzo della città’. Tutto qua
Un saluto sig. Francesco. Prima di tutto vorrei dirle che anch´io vedrei bene dei ridimensionamenti al progetto. Magari non esattamente in tutto quello che lei ha menzionato.
Le quote per l’intervento della riqualificazione dell´area del Rastrello, mi pare di aver capito che provengono da; a)finanziamento del credito sportivo b)da una parte di capitale attraveso garanzie c)vendita degli spazi. Il progetto se é stato presentato, in questi termini, ritengo che sia stato giudicato, ¨sostenibile¨ da parte della societa´ proponente, altrimenti non capisco la ragione di tale azione.
Dobbiamo capire, secondo me, casomai, se un giusto ridimensionamento in alcune parti del progetto, possa inficiare la sua ¨sostenibilitá¨. Ed io non sono in grado ne di giudicarlo ne di stabilirlo.
Non credo che possa essere un intervento di poco conto, assolutamente, ma nemmeno lo definirei magalitico.
Riguardo all’impatto urbanistico, secondo me, il fatto di far rimanere sotto il livello attuale, la quasi totalitá della struttura che verra´casomai realizzata, lo vedo come una soluzione che risponda in modo positivo alla volontá di intervenire in una zona strategica di Siena, anche dal punto di vista architettonico, urbanistico, del traffico, etc.. Su questi fronti, credo che la politica, potrebbe avere o avrá delle lunghe giornate di dibattito. Sempre che il progetto, prosegua casomai, il suo iter.
Buongiorno sig. Fattorini. Un’altra replica poi non la tedierò più. Intanto vorrei dirle che apprezzo questo scambio di opinioni. Secondo me sarebbe bene discutere sempre in questo modo e non in maniera “dogmatica” come più volte detto, cioè senza che uno debba per forza credere all’altro ma magari anche rimanendo ognuno coi suoi rispettosi dubbi. Per il punto a) da lei citato, io so che il credito sportivo concede il credito solo a progetto definitivo approvato, cioè solo dopo che “il danno è stato fatto” 😉 non prima, quindi l’approvazione del progetto deve essere stata eseguita e le coperture devono essere chiare e confermate b) vorrei sapere appunto chi mette le garanzie c) la vendita degli spazi è appunto un altro dubbio amletico che mi sovviene e che nessuno può garantire. Che un progetto, se presentato, sia di per se sostenibile non ce lo garantisce nessuno. Anzi, spesso è il contrario. Mi sono fatto una piccola serie di letture sul project financing e cela risvolti spesso inattesi; si va dal paradosso delle concessioni a prezzi fuori mercato all’instabilità politica. http://www.mps.it/NR/rdonlyres/EF4298F9-AEC3-4B36-984F-1661CCAD2F6D/34404/f6_gracili.pdf http://www.ediltecnico.it/12438/project-financing-i-buoni-propositi-non-bastano-solo-il-25percento-delle-gare/ http://www.azioneciviletoscana.it/i-nuovi-ospedali-toscani-costruiti-in-project-financing-un-investimento-per-il-pubblico-o-un-affare-per-le-imprese-private/ Da tutto ciò si evince che l’invetsitore ha l’interesse alla costruzione “in eccesso” perchè ha maggiori garanzie di rientrare delle spese e poi guadagnare. L’impatto urbanistico diventa allora assai rilevante, perchè se nel sovrappiù c’è il guadagno, l’investitore farà l’investimento solo a certe condizioni, senza preoccuparsi più di tanto delle crepe della basilica di San Domenico o dei muri di Fortezza. Poi c’è anche la storia dei negozi del centro e del traffico veicolare. L’impatto urbanistico in senso lato, quindi, non si ferma soltanto al fatto che l’opera emerga per soli 4 metri al di sopra del piano stradale, ma di tutto quello che comporterà realizzarla. Si sono citati spesso lavori fatti male, come quello dell’edificio lineare della stazione. Io non vorrei ripetere le stesse esperienze per rendere sostenibile alle tasche degli investitori una nuova opera indeguata per la città. un saluto
Un saluto sig. Francesco.
Per sostenibilitá del progetto intendevo che; per garantire la riuscita dell’operazione e la sua finanziabilità, vanno infatti, secondo me, considerati e premessi tutti i più accurati studi volti a ridurre il rischio di variazione degli elementi chiave in corso d’opera del progetto.
Questo, credo che sia stato fatto, ma non ne ho una conoscenza.
La maggior parte di questi progetti di Project Financing sono stati fatti in Europa, nel Regno Unito. Una minimissima parte in Italia. Di questa minima parte, alcuni hanno avuto dei problemi, derivati da varie problematiche (finanziamenti bancari che tardano o non arrivano, errori in fase progettuale e di realizzazione, etc.). Se dovesse partire e svilupparsi il progetto di riqualificazione dell´area del Rastrello, secondo me, per chi avesse voglia di vigilare e controllare, sul regolare svolgimento del progetto e la conclusione dei lavori, come pattuito, non dovrebbero certo, mancare certo le occasioni.
Per il discorso del traffico, personalmente sono favorevole alla creazione di un grande parcheggio sotterraneo sotto lo stadio. Lo considera un buon punto di attracco per Siena. Che potrebbe sicuramente essere ¨messo a sistema¨, favorendo sia le attivitá commerciali e turistiche del centro.
Io non voglio assolutamente, come penso tutti, che ¨il lavoro¨, possa venire in qualche modo male, o possa avere degli stop. E visto che si tratterebbe di una vera e propria nuova filosofia di investimento (per Siena poi in particolare) e di relazione tra soggetti, mi auguro che possa essere il banco di prova di un nuovo modo di pensare e di agire, per l´intera comunitá.