Ricevo e pubblico questo articolo inviato agli organi di stampa da GABRIELE CORRADI. Chiaramente solo IL CITTADINO ON LINE l’ha pubblicato, ma che volete fare a certi giornalisti se indichi la luna guardano il dito! Comunque con un tempismo da preveggente GABRIELE CORRADI ha inviato questo articolo prima della notizia della vendita di 450 milioni di azioni privilegiate, che ieri hanno fatto perdere al titolo il 6,7%. Molti giornali oggi battono sulla notizia e i toni fanno preoccupare, l’unico giornale che non si preoccupa è quello del giornalista innominabile, che mette la notizia a pagina 7 con uno stringato comunicato. Mi ricordo lo stesso giornale mettere in prima pagina il presidente MUSSARI e compagnia bella che festeggia perchè in un giorno il titolo era rimbalzato in borsa. Il titolo era su per giù così “SI BRINDA IN ROCCA IL TITOLO VOLA!!” Oggi invece sono tutti a grattarsi il capo e a cercare si giustificare il disastro dando la colpa ad altri… PORA SIENA!! Prima dell’articolo di CORRADI alcuni giornali che si occupano del MONTE DEI PASCHI
La Fondazione Mps cede troppe azioni e il titolo crolla di … – Il Riformista
Mps traballa per la vendita del 6,7% della Fondazione Monte – La Repubblica
Sos Monte Paschi, la fondazionevende per trovare i soldi – Il Fatto Quotidiano
Una nota per il lettore questi giornali non sono proprio di area contraria ai potenti senesi eppure….
GABRIELE CORRADI SCRIVE
Il futuro della banca Mps e della sua Fondazione è, per Siena, un tema di assoluta priorità.
Visti gli ultimi eventi spiacevoli, confermati dalle recenti esternazioni del presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, occorre prontamente imprimere
un cambio di marcia che deve necessariamente vedere coinvolte attivamente le istituzioni cittadine.
In sostanza, Mancini con un tempismo postelettorale quantomeno sospetto, ha annunciato che potrebbero non esserci utili da distribuire da parte della Fondazione. Eppure, a margine di questa grave affermazione, ha aggiunto che il sistema Siena ha funzionato ed è un modello cui rifarsi e da perpetuare. E’ del tutto evidente che che le due affermazioni sono assolutamente antitetiche, si contraddicono l’una con l’altra anche, se si intuisce facilmente il perché siano state fatte. E’ stato un modo “goffo” di “mettere le mani avanti” e preparare la città e soprattutto i beneficiati dell’ultimo decennio ad una serie di privazioni non indifferenti: insomma, la festa, se non finita, è arrivata agli ultimi giri di valzer.
Per converso, bisognava comunque salvare la faccia e, in linea con tutta la bassa politica nazionale, mai ammettere un errore né riconoscere di aver sbagliato, a costo di camuffare la realtà e di far passare per buono ciò che buono proprio non è.
Qualcuno, meglio prima che poi, bisognerà che dica a chiare lettere che le centinaia di milioni di euro distribuiti a pioggia dalla fondazione non hanno creato ricchezza reale ma solo alimentato consigli di amministrazione che avevano l’unico scopo di creare carta su carta per giustificare gli emolumenti percepiti.
Facciamo, per questo, degli esempi concreti: qualcuno può dire quali e quante risorse bisogna ancora investire per vedere risultati tangibili, in termini di ricchezza prodotta, dalla Siena Biotech? E Vernice, composta da funzionari bancari, quale impulso culturale ha dato alla città? Quali esperienze nel settore aeroportuale aveva maturato Viani per essere nominato Presidente dell’aeroporto? Quali spunti, idee riflessioni sono venute negli anni dalla deputazione di indirizzo che pare avere il solo scopo di illustrare sé stessa? Perché il presidente Mancini non ci spiega quali motivazioni strategiche hanno indotto la banca a comprare Antonveneta? Perché a quel prezzo? Perché la Fondazione non ha detto proprio nulla riguardo alla palese non opportunità dell’operazione dal momento che, quale maggiore azionista, poteva ben dire la sua se non addirittura opporsi all’operazione? E il provveditore Parlangeli dov’era?
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un aumento di capitale imminente, la contrazione se non la mancanza di utili, una comunità in ginocchio in ragione delle scelte della classe dirigente più che della crisi economica.
Tutte queste domande senza risposta – ed il silenzio di quelli che potrebbero rispondere e non lo fanno – sono il vero motivo della difesa del sistema Siena: molti di quelli che lo sostengono sono consapevoli che senza quest’intreccio tra politica, affari e appartenenze varie non starebbero seduti dove sono ma più prosaicamente sarebbero assisi nel tinello della propria abitazione a guardare Gerry Scotti.
La mia speranza è nell’operato del nuovo sindaco: spero che lui abbia il coraggio e la forza di effettuare un cambiamento repentino e trasparente rispetto alle logiche clientelari che hanno caratterizzato la vita sociale e politica del passato. E’ un fatto necessario: non nell’interesse di una parte politica ma per rispondere all’esigenza assoluta di qualità che, ad ogni livello ed in ogni settore, la città reclama.
Questo significa che anche l’attuale sindaco dovrà rivedere e modificare alcune scelte che ha contribuito ad attuare o anche solo sostenere politicamente se vuole mantenere nella città, non solo in consiglio comunale, i voti che ha avuto.
Gabriele Corradi
Consigliere Comunale Siena

Sei sicuro che la lettera scritta non sia di Grillo, poi raccolta dal Corradi….
Certifico che l’articolo è stato scritto da Gabriele Corradi…