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Gli scopini del cesso… E la costituzione di parte civile

4 settembre 2011

Ricevo e pubblico un articolo del Prof. Grasso. In questi giorni mi sono occupato di Università e molti mi hanno scritto, alcuni commenti non sono pubblicabili, pena la querela. In questi giorni ho chiesto anche a chi si occupa di legge quando ci si può costituire parte civile. Un noto avvocato senese mi ha detto che la costituzione di parte civile può avvenire in qualsiasi momento  da quando ci sono dei rinviati a giudizio. Dal 31 Marzo 2011 la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di 27 indagati (Inchiesta università di Siena, 27 rinviati a giudizio – Lettera43). Non sono un avvocato, ma più di un professionista mi ha detto che già da domani si può depositare in cancelleria la costituzione di parte civile, quindi chi si ritiene danneggiato dal comportamento di questi signori  può procedere senza aspettare l’udienza preliminare, chissà magari il PM e il giudice visto l’interesse di enti e sindacati una mossa se la daranno…. Buona lettura

Sulle misure da adottare per il risanamento dell’università di Siena uno scopino da cesso mette tutti d’accordo

Giovanni Grasso. Uno scopino da cesso mette d’accordo tutti nel dibattito riguardante le misure da adottare per il risanamento dell’Università di Siena! Tra i favorevoli e i contrari allo “shock generazionale”, che prevede il prepensionamento volontario dei docenti di età superiore a 65 anni, si è sviluppato un dibattito utilissimo ma duro, aspro, polemico, con risvolti, a volte, anche offensivi. Allora perché parlare di scopini da cesso? Perché l’ateneo senese li comprò per il San Niccolò, sede delle Facoltà di Lettere e Ingegneria, alla modica cifra di 60 euro più Iva ciascuno! E non si parla di un’università con i bilanci in regola, ma di quella senese, «che ha il più mastodontico deficit mai accumulato da un ateneo italiano», come scriveva Antonio Rossitto, su Panorama il 31 ottobre 2008, nel suo articolo «L’università laureata in sprechi», di cui si raccomanda la lettura o rilettura. Dichiaravo in quell’occasione: «Qui lo sperpero è diventato filosofia. A Siena c’è stato un uso disinvolto delle istituzioni che ormai ci ha portato alla conclamata bancarotta. E docenti, organi d’informazione e politica locale hanno sempre mostrato la più completa indifferenza. Intanto, gli organici si sono gonfiati a dismisura e nessuno ha badato a spese».

Una quarantina di dipendenti, convocati dalla Cgil, condannarono gli articoli perché, a loro dire, farebbero «un processo sommario, danneggiando l’autorevolezza e l’immagine dell’Ateneo» e minacciarono «un’azione legale per diffamazione nei confronti di Panorama, Tg5 e verso il professor Giovanni Grasso, in merito alle sue dichiarazioni e all’uso improprio dell’informazione presente nel suo blog». Peccato che la querela non sia mai arrivata! Risulta, ormai, evidente che le aule di Tribunale sono rimaste l’unica sede per evidenziare la miseria anche morale di certi personaggi autorevoli; la loro pidocchieria, la dilapidazione del pubblico denaro ammantata di spese per la ricerca e/o spese di rappresentanza; i furti sistematici; le feste e i festini; la creazione dal nulla di posti di ricercatori per figli e amici, con la scusa del finanziamento esterno, mai versato nelle casse dell’ateneo. Purtroppo, il giornalista, che pure aveva raccolto ampia documentazione fotografica proprio sugli sperperi al San Niccolò, non ne fece menzione nel suo lungo articolo. Se ne parla oggi, sia pure limitatamente agli scopini dei cessi, e il giudizio di condanna è unanime. Gli articoli di quel periodo risultano, oggi, oltremodo istruttivi ed esilaranti, specialmente quando si afferma che l’ateneo non è «una palude di sprechi», o quando si cerca di negare la realtà facendo passare, quanto denunciato, come «caricature dei media», o quando si dichiara: «non siamo la banda del buco». E sono proprio quei docenti che usano gli scopini da design a esporsi con queste brillanti dichiarazioni.

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  1. Multipass
    4 settembre 2011 alle 3:36 pm

    Scusami …..ma l’ elenco dei nomi presumo che dovrebbe essere pubblico, visto che si tratta di una struttura pubblica (pagata dallo Stato=Cittadini/contribuenti)…..ma almeno io non li ho trovati!!!!Insomma siamo sempre ai “soliti ignoti”??

    • 5 settembre 2011 alle 7:27 am

      Non è dato sapere, sai Siamo a Siena

  2. Pietro
    5 settembre 2011 alle 7:17 am

    …e allora dunque….tanto per capire: la costituzione di parte civile SI PUO’ o NON si PUO’ fin da subito depositare?
    Come al solito la chiarezza nelle vicende istituzional-politiche difetta….poi si sa, arriva la prescrizione a mettere d’accordo tutti,..

    • 5 settembre 2011 alle 7:26 am

      Come dicono a ROMA: “Se po? fa’, se po’ fa’!!”

  1. 4 settembre 2011 alle 9:11 am
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