Federico Muzzi Il Santo - Foto

La rubrica dei Disastri – Siena Biotech qualcuno s’è incazzato…

Accordo tra Siena Biotech e Organizzazioni sindacali per la cassa 

Da IL CITTADINO ON LINE


4 replies to “La rubrica dei Disastri – Siena Biotech qualcuno s’è incazzato…

  1. Cosa ci si può aspettare ancora dopo tanto sciupio del NOSTRO denaro in un investimento che per ora non ha reso nulla e ci è costato tanti occhi della testa a tutti?
    Che come al solito perseverino nell’errore! Ridicolo è quello che dicono nel comunicato che nessuno avrebbe potuto fare un investimento nella ricerca di questo tipo.
    E il CNR e il Mnistero della Sanità che ci stanno a fare? E i programmi internazionali? Invece hanno voluto fare di testa loro per controllare come al solito tutto, mettere i loro uomini ovunque e il risultato è questo.
    A livello internazionale in ambienti informati si dice che hanno messo troppa carne al fuoco e che non poteva andare direttamente. Ma chi di loro ha spessore internazionale?
    I senesi internazionali vanno fuori, a Zurigo, a Roma, a Milano, a Cambridge, respinti dal provincialismo e dal clientelismo che non sa riconoscere i meriti e ha già prodotto l’agonia dell’Università.
    Il provincialismo è tutto sintetizzato in un recente articolo del Rettore sul solito “Corriere fiorentino” filo-regime fino al midollo.
    L’Università con le sue chiacchiere sullo sviluppo sostenibile era dipinta da Riccaboni-Ermini come quella che avrebbe iniziato la TERZA RIVOLUZIONE!
    No comment..

  2. non capisco perché se è un problema di ricerca scientifica non si imposti in modo integrato con l’Università. O da noi gli universitari sono incapaci?? Toscana Life Sciences che ruolo ha in tutto questo? Ente pagatore soltanto….chi ci rimette ossia chi ce li mette gli eurini per mandare avanti questi carrozzoni riempiti con tutta probabilità con criteri di tessera? Università, Fondazione, comune?

  3. E’ bene chiarire un punto importante: una cosa e’ la ricerca di base, che e’ fatta da Universita’ o da Enti di ricerca, anche privati, un’altra cosa e’ la ricerca industriale. La Siena Biotech e’ un’industria farmaceutica, non un istituto di ricerca.

    Le industrie farmaceutiche hanno come obbiettivo la ricerca e lo sviluppo dei farmaci, un’attivita’ ad alto rischio, come dimostrano le recenti chiusure di molti centri di ricerca farmaceutica in Italia e all’estero.

    Queste difficolta’ derivano da cause diverse, tra le quali potrei citare le politiche’ delle autorita’ che regolano l’uso dei farmaci (FDA negli USA e EMEA in Europa), per cui un farmaco nuovo viene approvato solo se veramente efficace, sicuro, e con qualche “marcia in piu” rispetto ai competitori (sembrerebbe ovvio, ma non tanto tempo fa non era proprio cosi’). Inoltre, la ricerca farmaceutica viene spesso condotta con una “mentalita’ manageriale”, che poi, in realta’ si traduce in fretta ed una certa mancanza di approfondimento scientifico, e che aumenta le probabilita’ di fallimento. Non esiste ancora una farmacologia veramente razionale, e la mentalita’ industriale tende a prendere scorciatoie e vie troppo empiriche.

    Inoltre, un centro ricerche di piccole dimensioni come la Siena Biotech, avrebbe dovuto concentrare i suoi sforzi in un campo ristretto, e non spaziare tra malattie neurodegenerative e cancro, due aree terapeutiche molto diverse tra loro e piuttosto complesse.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
close-alt close collapse comment ellipsis expand gallery heart lock menu next pinned previous reply search share star