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I dissidenti del PD hanno spiegato le loro posizioni

Dissidenti PD in assemblea confermano esigenza di legittimità
A Palazzo Patrizi affollata assemblea ha aperto finalmente gli incontri pubblici sulla crisi di Siena. Oggetto dell’incontro limitato al problema emerso con il bilancio consuntivo del Comune, ma sotto sotto naturalmente cose più sostanziose anche se non si è parlato di discontinuità.
Alessandro Piccini ha spiegato che si trattava di spiegare il voto contro il bilancio al consiglio comunale del 27 aprile, lasciando poi spazio a un esperto di normativa sugli enti locali, il dott. Gabriele Chiappi, per gli aspetti tecnici. Si è chiarito così che era diritto-dovere votare contro un bilancio che lasciava aperti dubbi, in base al Testo Unico sugli enti locali, anche visto l’orientamento della Corte dei conti ormai codificato a un congresso ANCI del 2011.
La responsabilità amministrativa dei consiglieri comunali per danno erariale non è affatto esclusa da quella degli organi tecnici del Comune. Insomma, non si può dire – come qualcuno ha fatto recentemente anche nell’Accademia – che i bilanci sono fatti dagli uffici e pertanto il Capo è esente da responsabilità come gli altri votanti!

Alessandro Piccini dal web
Chiappi ha raccontato come questo orientamento ha prevalso alla fine per riequilibrare l’eccesso di potere dei sindaci ex legge 1993. I consiglieri godono di autonomia e indipendenza dai loro stessi partiti per cui altroché dai sindaci!
Giovanni Bazzini ha poi illustrato il suo ordine del giorno approvato dalla maggioranza del Consiglio (ma non dai ceccuzziani) che, com’è noto, obbligava il sindaco a ripresentare il bilancio accertato in modo più preciso, non senza ricordare le contraddizioni del sindaco tra quanto approvato in giunta il 30 marzo e la comunicazione del 14 aprile (quando riconosce di attendere notizie certe dalla Fondazone…). Si è fatto giustamente notare che a quel punto il sindaco avrebbe dovuto correttamente ritirare il bilancio, peraltro non esponendosi così alla sua rovinosa bocciatura.
Tutto noto, pubblico attento e soddisfatto, anche per gli interventi del Fiorenzani, che si è lamentato dell’interruzione del suo ‘servizio’ in Comune, e del prof. Catturi, che da tecnico ha confermato la validità del voto contrario.
Interessante la critica corale ai modi autoritari e non rispettosi seguiti dal sindaco e dai media al suo rimorchio, che hanno ‘crocifisso’ (si è detto e si è fatto vedere l’affresco relativo nella sala) i consiglieri che semplicemente rispettavano la legge. E’ parso di sentir vibrare l’orgoglio democristiano non spento e da tempo in qualche modo soffocato. Confermato quindi che la convivenza nel partito si è fatta difficile: è venuta meno la fiducia si è detto più volte. E il coro come al solito abilmente orchestrato di consensi al vittimismo del Ceccuzzi, dai vari Rossi, Ceccobao, Bindi ecc. non ha fatto che rafforzare la convinzione di essere nel giusto e di avere compagni di partito ancopra troppo ‘compagni’.
Il cronista esterno non ha potuto però che ricordare quando nel passato Consiglio comunale i richiami alla legalità degli atti veniva portato avanti senza alcun riscontro dai consiglieri delle liste civiche.
Si sono sentire lagnanze che solo due anni fa lo stesso Piccini (Alessandro) cercava di limitare al massimo, con i più diversi appigli regolamentari, come presidente del Consiglio. Ma le liste civiche non sapevano portare al pubblico le loro giuste rimostranze. Tenevano tutto interno al Consiglio il contrasto con la maggioranza.
C’è sempre da imparare da chi sa usare le “nasse”.
Dall’inviato speciale ANTONIO RIBO

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