In questi giorni non so se è più forte la noia o il vomito che ogni tanto mi assale. Questa campagna di Maggio è opprimente, non si riesce a vedere una luce in fondo al tunnel che Siena sta attraversando. L’unico lumicino che si intravede è il Valentini e qui mi vengono i conati. I suoi uomini sono in giro per la città a chiedere i voti a destra e a manca, il noto professionista di cui ho parlato nei giorni scorsi, fa il porta a porta elettorale per Camollia e vie limitrofe assistito da un noto podista oggi venditore di scarpe. Nello schieramento che si oppone alla falsa novità di Don Brunino, abbiamo una serie di candidati che a mio avviso fanno degli errori incredibili. Tutte le volte che vengono intervistati, parlano sempre del passato e tutte le volte tirano in ballo il Valentini dandogli così sempre più visibilità. Altro errore che i nostri oppositori fanno è che parlano sempre al singolare, mai parlano come una squadra, di uomini e donne che hanno idee per cambiare veramente Siena. C’è in questo schieramento, chi scende sul terreno di gioco cercando lo zero a zero ed inevitabilmente sarà perdente!!! Si vede e si nota da come si muovono, da come si pongono davanti alle telecamere e da quello che scrivono. E qui il Valentini si fa più forte, si sente più forte, ha un atteggiamento tranquillo, rilassato, come se il suo partito non fosse la causa di quello che sta succedendo a Siena. E’ stato poi molto furbo a convincere il MINNUCCI (credo gli ci sia voluto poco) a fare il presidente del Comitato Elettorale, un uomo che da quello che scriveva sul cittadino on line, poteva essere un candidato a Sindaco contro il Sistema Siena. Un Sistema che molti credono distrutto, ma che a mio modesto parere è solo un pochino ferito. Un Sistema cari senesi che è sorretto e respira per merito vostro!!! Ogni tanto guardando le foto di chi sostiene questo o quello si può capire perchè il Sistema Siena per ora regge, perchè è sempre la solita politica fatta di favori e clientelismo. Il cambiamento va voluto, desiderato e cercato. Come dice però un mio amico è più facile scegliere lo status quo che avventurarsi in un futuro senza favori e clientelismi. Sono certo che i senesi sceglieranno il vecchio convincendosi che sia il nuovo, ma che ci volete fare ogni popolo ha il governo che si merita!!!
10 replies to “L’editoriale de IL SANTO – Una campagna elettorale noiosa consegnerà la città al Valentini”
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sante riflessioni, caro Santo! Ha ragione l’Ascheri che non ci vuol più perder tempo. L’altro giorno l’ho visto alla Capitale della Cultura e sembrava un cane bastonato, costretto a sentire tante bischerate solo perché è presidente del Club Unesco, chissà quanto è pentito. Sacco gli ha detto che la Capitale della Cultura diffida dell’Unersco! Incredibile.
Il figliolo almeno si occupa anche di scuola e di tipi strani alla D’Annunzio, ma noi che seguiamo la politica?
Ti aggiungo una riflessione, figlio mio, che mi è consentita dai capelli bianchi.
La città era afflitta dai rapporti clientelari da ben prima della crisi del Sistema.
Ho letto il libro e-book MPS del buon Aurigi e sembrerebbe che prima della privatizzazione tutto andasse bene. Mah, io i tempi del Mazzoni e compagni me li ricordo eccome. Chi aveva i contributi del MPS? Le mogli dei medici ecc. ecc. vi ricordate?
Erano meno i quattrini, ma il metodo era lo stesso. Qui il cancro è risalente. Perciò non se ne esce. Le opposizioni fanno ridere, ma la palma d’Oro di Cannes la darebbe al Neri, te lo assicuro.
Quindi la domanda è: chi è il meno peggio dei due? Boh, non sarà poi il Valentini che almeno ha dietro un partito che sta per deflagrare e quindi può essere più libero da condizionamenti vari? Non so dirti, nulla mi sembra vero, sia chiaro.
Ma hai ragione, la sua tranquillità gli giova.
Delusione dai grillini. Le apparizioni televisive qui erano fondamentali e non sono riuscite bene finora. Prenderanno un po’ di giovani cui non importa nulla dei partiti ma anche loro fino a che punto sono stati rassicurati? Dov’è la speranza?
Un saluto
Ho letto sia l’editoriale che il commento di Massaia delusa, e purtroppo devo ammettere che di speranza se ne vede ben poca all’orizzonte.
Manca a mio modestissimo avviso, un programma a medio-lungo termine, su Siena. Ci sono qua e lá alcune proposte che incidono su alcuni problemi (e non tutti), con delle soluzioni rabberciate e non strutturali.
Manca una visione, manca un progetto. Analizzare solamente il pregresso, senza una forte visione sul futuro, non aiuta a risolvere i problemi. Prendere le distanze in maniera decisa, dal clientelismo e dal favoritismo, a Siena in particolar modo, non porta molti benefici, sembra.Oppure, forse, piú semplicemente non lo si vuole fare perché a qualsiasi livello (anche di opposizione), non si vogliono perdere i privilegi. Non mi aspetto un voto di cambiamento e protesta, ma comunque un segnale, quello si.
ok, ma i grillini se avessero il sindaco starebbero a sentire, credetemi. Dal Valentini e dal Neri non c’è da aspettarsi ninete. Dovranno prima chiedere al Ceccuzzi o al Cenni che fare, o ai Monaci, no per carità. Sosteniamo i 5 stelle turandoci il naso (e affidandoci alla Madonna)) tanto in Italia bisogna sempre fare così.
(Qualcuno dice che Sacco, a secco dal Comune da gennaio ha detto a Palazzo Patrizi, sarà pagato ora dal Magistrato delle contrade? possibile? Mi sembra grossa come la storia del Mangia, incredibile. Chi conosce il rettore, chieda, per favore)
Caro Santo
anche se i casi della vita mi hanno portato lontano da Siena e quindi sono impegnato su altri fronti, riservo sempre uno sguardo al tuo blog.
Editoriale ricco di pathos, complimenti,e purtroppo anche di realtà diffuse.C’è che corre per vincere e chi corre per non perdere e tu, uomo di sport, sai benissimo quale è la profonda differenza. Esemplare il video di Velasco che sottolinea tre punti straordinari validi sia nello sport sia nella vita di tutti i giorni:
-non mollare mai
-nessun alibi
-gli errori sono opportunità di apprendimento
Alle elezioni mancano ancora alcuni giorni, non molti e comunque sufficienti per ritornare in corsa; basta avere la convinzione di Roger Bannister nel famoso 1954.
The best is yet to come
saluti da lontano
Jonathan Livingstone
PS: Roger Bannister fu il primo uomo a correre il miglio sotto i 4 minuti; tutti dicevano che era impossibile (siamo nel 1954) ma Roger aveva altre convinzioni
Ti ringrazio per i complimenti. Mi sto però rendendo conto che ad aprire gli ochhi siamo ben pochi… Una tristezza!!!
Dico la mia!
Al di la di qualche illustre filosofo da giornali on line, che però potrebbe anche dimostrarsi il novello Rommel a medio termine (dati i risvolti giudiziari di questi giorni), c’è da dire che forse questa patata bollente in realtà non se la vuole prendere nessuno.
Mi spiego meglio risalendo alle vicende cittadine.
La banca si avvia ad un definitivo abbandono della città e della Rocca. Immagino che sia plausibile che nel giro di 2-3 anni possa essere spostata anche la direzione generale a Milano, dato che Profumo è praticamente plenipotenziario e di sicuro farebbe meglio le sue “funzioni” da quella che è la capitale economica del paese. Il resto, compreso il salvataggio della fondazione, è fumo negli occhi.
L’Università si avvia verso la federazione, ma forse sarebbe meglio dire assorbimento, con Firenze. La parte universitaria dell’azienda è già stata venduta alla regione e i risultati di una mancanza di politica lungimirante e di difesa degli asset si vede dal progressivo smantellamento della facoltà di medicina, facoltà storica, fonte di attrazione studentesca e che ha già perso odontoiatria. L’Università in se è poi sempre alle prese con un disavanzo strutturale crescente che la pone in condizione di subordine rispetto alle concorrenti regionali in materia di offerta didattica e funzionamento e quindi sopravvivenza.
Siena Biotech è semplicemente non concorrenziale, perchè non produce brevetti o prodotti competitivi sul mercato tali da sostenere il carrozzone in un mondo estremamente competitivo.
Altre realtà produttive, come Whirlpool praticano la cassa integrazione continuativamente e comunque il costo del lavoro, come dell’energia per la produzione, in Italia sono sempre troppo elevati per permettere di fare di Siena, piccola e con poco indotto, una realtà da mantenere. Altre realtà come la Sapori sono di recente allontanamento.
Comune ed ASL hanno bilanci deficitari e comunque tutte le realtà pubbliche hanno la non insignificante particolarità di essere saturi di personale che crea squilibri di bilancio.
L’unico settore che a Siena potrebbe portare un minimo di liquidità nell’immediato è il turismo che però è stato visto negli ultimi lustri come una realtà di second’ordine dato che i soldi piovevano come manna e quindi non era necessario spendere le risorse per migliorare strutturalmente l’accoglienza e l’offerta (SMS docet per tutti).
L’unica realtà che regge, ma mi risulta che abbia un atteggiamento particolare con Siena ed i senesi, è Novartis.
In poche parole Siena è attualmente una voragine a cielo aperto in cui anche chi ha un lavoro statale, fino a poco fa definito sicuro, sicuro non lo è per niente.
Da qui a qualche anno si definirà, secondo me in maniera irreversibile, uno scenario di completa mancanza di lavoro che porrà i giovani nella condizione di andare fuori e chi rimane nella condizione di vedere irrimediabilmente compromesso il proprio presente dato che in una città senza lavoro ed indotto non ci saranno i soldi nemmeno per comprare il becchime per i piccioni di piazza.
Poi spero di sbagliarmi….
Speriamo il suo amico ci “batta i denti” …
x silvia sacco ha detto un’ altra cosa . le cose seguitele per bene dal vivo non per sentito dire. Il sistema siena è una cosa che esiste da sempre e di questo ne fanno parte anche le contrade(con milioni regalati ai fantini e fiscalità agevolata). questa è la verità che nessuno dice perché se qualcuno candidato lo dicesse non prenderebbe nessun voto. a siena si vuole la botte piena e la moglie ubriaca.
Ops l’ho letto ora. scusa santo! 🙂
ok, vizio, ma dì che ha detto ‘sto benedetto Sacco!