ricevo e pubblico
Nella mattinata di sabato 1 giugno 2013 si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’avvenuto apparentamento formale fra la lista di Impegno per Siena e il candidato sindaco Eugenio Neri, che si presenterà al ballottaggio con Valentini nei giorni 9 e 10 giugno prossimi. Il fatto è storico. Si tratta delprimo apparentamento ufficiale della storia elettorale di Siena. Qui di seguito pubblichiamo la trascrizione delle dichiarazioni rilasciate nell’occasione da Marco Falorni, già candidato sindaco per IPS.
“Io vorrei che i senesi tutti si rendessero conto di quanto è storico e importante questo momento, cioè non possiamo aspettare altri venti anni per un altro ballottaggio. Questo è un momento di scelta, scelta per la soluzione che si ritiene migliore. Forse il fatto che le elezioni si risolvevano sempre al primo turno ha disabituato al funzionamento della legge elettorale, che normalmente prevede un secondo turno, e normalmente prevede una riaggregazione di forze che si sono presentate in maniera diversa all’inizio.
Io credo che i senesi abbiano il dovere, oltre che il diritto, il prossimo 9 e 10 giugno, di fare una scelta e di andare a votare. Votino come vogliono, ma chi andrà al mare non faccia poi cinque anni di piagnistei, perché se vorrà cercare dei responsabili, dovrà solo guardarsi allo specchio. Questo è un momento di cui va colta tutta la responsabilità, e non condivido gli appelli a stare alla finestra o gli appelli all’astensione. Bisogna fare una scelta; è quello che ho fatto io. insieme a tutto Impegno per Siena, che con entusiasmo, sottolineo, con entusiasmo appoggerà Eugenio Neri.

Perché qui la scelta è tra due persone: Bruno Valentini ed Eugenio Neri. Non ho niente contro Bruno Valentini, di cui ho apprezzato anche il garbo istituzionale durante questa campagna elettorale. A forza di stare tre volte al giorno insieme, si diventa anche amici tra tutti gli ex candidati sindaci. Però qui si tratta di valutare le caratteristiche personali per guidare la città in un momento purtroppo drammatico o comunque difficile, e credo che le caratteristiche di autonomia e di indipendenza dimostrate da Eugenio siano nettamente superiori. Purtroppo Bruno Valentini sarebbe prigioniero di un PD dominato dalle faide interne, prigioniero nella morsa Ceccuzzi-Monaci e già lo si è dimostrato. Epifani era venuto a Siena a dire: litigate dopo il voto. E il giorno dopo il voto hanno ricominciato ferocemente a litigare da dove erano rimasti, quindi questo è venuto bene, perché ha dato il quadro della situazione: il PD è tenuto insieme solo dal potere, non dalla ricerca dell’interesse generale. Con tutto il rispetto per i tanti militanti in buona fede, quel partito, che ha devastato la città, deve fare un giro all’opposizione.
Questa è la scelta fondamentale. Poi Eugenio avrà pure tanti difetti, e il sottoscritto molto peggio, però siamo uniti dalla voglia di cambiare la storia di questa città e di non riconsegnarla ancora a chi ha provocato i disastri. Questo è il punto. Ci sono poi stati dei momenti di salto di qualità durante la campagna elettorale. Io sono stato anche duro nei confronti di tutti i competitori, non ho fatto sconti a nessuno – credo però che Eugenio mi possa dare atto che ho introdotto qualche tema oggetto di riflessione comune -, però sulle cose fondamentali, e senza concordarle prima, io ed Eugenio ci siamo trovati insieme. Per esempio, la mattina in cui ci siamo trovati insieme sotto le finestre della Fondazione per protestare contro la forzatura di un cambiamento statutario inammissibile da parte di una deputazione delegittimata dalla storia. Quello è stato un momento significativo, e gli assenti avevano torto. Inoltre, la difesa dura delvincolo del 4 per cento statutario per il voto in assemblea della Banca MPS è una battaglia nella quale mi trovo pienamente allineato ad Eugenio, che l’ha sempre fatta con chiarezza e determinazione. Non mi sembra che altri, a cominciare da Valentini, possano dire altrettanto.
Questi non sono dettagli, sono le cose fondamentali per il futuro della città e della sua Banca, e perché si possa dire ancora “della sua Banca” ci vorrà un sindaco che abbia non solo l’autonomia per gestire il consiglio comunale, ma l’indipendenza per andare a tenere il rapporto con un management della Banca non essendo dipendente della Banca stessa, un sindaco come Eugenio Neri. Questi sono fatti, non sono opinioni. E sulla base di questi fatti, abbiamo sviluppato il nostro ragionamento all’interno di Impegno per Siena, ci siamo confrontati: abbiamo scelto, perché le elezioni sono un momento di scelta. E non sono per tutti, perché gran parte del nostro pianeta è ancora abitato da persone che non possono votare o che fanno le elezioni con un partito unico o fanno le elezioni farlocche. Quindi bisogna che i senesi riflettano su questo, si guardino allo specchio e assumano le loro responsabilità, perché il 9 e 10 giugno passa il treno della storia da Siena. Questo è il punto. Il treno passa di sicuro, e i viaggiatori sono i senesi. Si tratta di scegliere il macchinista”.
“La scelta di apparentarsi, per IPS, non è stata una scelta matematica. La scelta della lista di Impegno per Siena, che è stata invitata in tal senso con una telefonata di Eugenio Neri che mi ha fatto molto piacere, è maturata a seguito di un incontro chiarificatore. La scelta di Impegno per Siena è profondamente politica, perché dà un segnale alla città. Valentini è stato votato da un quarto dell’elettorato. L’appello lo rivolgiamo al 100 per cento dei senesi, anche a chi al primo turno si è espresso in un certo modo e il giorno dopo rivede il suo partito in mano alle faide, forse è sempre in tempo a ripensarci. Ci rivolgiamo anche agli altri tre quarti di elettori, compresi quelli, tanti, che non hanno votato, affinché lo facciano il 9 e 10 giugno. Lo facciano, lo possono e lo devono fare per rispetto verso la loro e la nostra città. Vadano a votare, non importa per chi votano, ma votino. Quella di IPS è una scelta politica ed è un segnale anche a coloro che non hanno votato. Non è una questione solo di numeri”.

“In questo momento la scelta è fra due opzioni, e soprattutto tra due sindaci, tra due persone, tra Bruno Valentini ed Eugenio Neri. Sia chiaro che Bruno Valentini, se diventerà sindaco, avrà tutto il mio rispetto istituzionale, anche perché in tutta questa campagna elettorale se lo è meritato sul piano personale. Ma io scelgo Eugenio Neri.
La verità è che Siena non era abituata ad un secondo turno, né tantomeno ad un apparentamento elettorale, non avvenuto neanche nel ’93, nell’unico ballottaggio finora registrato. Oggi, 1 giugno 2013, facciamo un pezzetto di storia, appunto con il primo apparentamento elettorale nella storia di Siena. Storia che deve continuare con un capitolo nuovo, anzi, con un libro nuovo il 10 giugno prossimo. Fare delle scelte significa sempre rinunciare a qualcosa di noi stessi. Per me il sindaco doveva essere Marco Falorni, con una giunta monocolore di Impegno per Siena e tutti gli assessori scelti fra i candidati e sostenitori diIPS. Ma la realtà è diversa, ed io ho rispetto del popolo senese, e della nostra democrazia, per quanto sgangherata possa essere. Questa democrazia ci consegna una scelta tra Bruno Valentini ed Eugenio Neri. E con tutti i difetti di Eugenio Neri, fossero pure grandi quasi quanto i miei, io scelgo Eugenio Neri”.
“Voglio chiarire che questa non è una battaglia contro la sinistra. Impegno per Siena ospita molte persone di sinistra. Credo che la nostra alleanza sia una esaltazione dei valori di civicità. Solo in questi termini e con queste precise modalità è nata un’alleanza con un progetto nuovo: quello dell’Unione Popolare Senese a cui dovranno dare gambe gli elettori, anche il 30 per cento e più degli elettori che al primo turno non sono andati a votare.
Ormai la scelta è polarizzata su due persone, ed è questo lo spirito della legge elettorale a doppio turno prevista per le comunali. Lo spirito della legge prevede che il candidato sindaco che arriva al ballottaggio cerchi comunque, anzi direi che ne ha il dovere, di allargare la sua coalizione, proprio perché si propone di essere il sindaco di tutti, non il sindaco solo della sua coalizione.
Ricordo che nel ’93 la differenza fra Piccini e Carnesecchi, dopo il primo turno, era molto ampia, e dopo il ballottaggio fu di pochi voti. Il secondo turno è una nuova elezione, si ricomincia da zero a zero, e la partita è apertissima”.

Vero storia Piccini-Carnesecchi…come Alleanza per Siena arrivammo terzi e se Carnesecchi fosse stato un po’ più covincente e il voto meno ideologico avrebbe vinto…erano già tempi duri, lo assicuro ai giovani o agli anziani smemorati. E, aggiungo, avevamo ragione noi di Alleanza per Siena, sfortunatamente finita come esperienza perché alcuni vollero legarla al carro della sinistra senza perseguire il fine del mov. autonomo senese ora di nuovo, a 20 anni distanza rievocato.
Vero tutto quello che dici, ma, caro Marco, da Eugenio deve venire anche un qualche segnale serio nel senso richiesto da questo blog: non siamo più al primo turno, appunto! Tutti buoni, per carità, come lo è Valentini, ma ti sembra il momento in cui ci si possa fidare di qualcuno? Specie in politica? Guarda come sta andando la storia del finanziamento ai partiti…
Solo se il vincitore avrà largo consenso potrà opporsi ai molti condizionamenti interni da una parte e dall’altra.
Ergo, inventatevi qualcosa per far accorrere (?) alle urne: i candidati siete Voi, Bruno ed Eugenio!
Buon lavoro,
Mario
Segnalo la lettera del MoVimento Siena 5 Stelle ai candidati:
Ci sono temi di importanza cruciale per la Città. Temi che non hanno colore politico, di cui però sentiamo poco parlare dagli aspiranti candidati sindaco al ballottaggio del 9 giugno.
Ricordiamo che, per quanto ci riguarda, entrambi i candidati sono espressione di quella mala politica che ha depredato la Città e il Paese. Tuttavia prendiamo atto che uno dei due si troverà purtroppo a governare Siena e ci preme pertanto sensibilizzare l’intera Città e la nuova Amministrazione su quei temi che riteniamo imprescindibili e improcrastinabili per ogni giunta che voglia dichiararsi “rinnovatrice”.
E allora chiediamo ai due candidati rimasti in lizza di dare ai senesi una risposta chiara e inequivocabile alle seguenti domande:
1) La nuova Amministrazione introdurrà nel Regolamento Comunale il Referendum propositivo senza quorum? Si o no?
2) La nuova Amministrazione azzererà i rimborsi spese per i consiglieri di amministrazione di nomina comunale nelle aziende partecipate e per i deputati in Fondazione MPS ? Si o no ?
3) La nuova Amministrazione istituirà una Commissione Comunale di Inchiesta sui disastri riguardanti la Banca MPS compiuti nel periodo 1995 – 2012 ? Si o no ?
4) La nuova Amministrazione si farà carico di un’Azione di Responsabilità nei confronti della Fondazione MPS co-responsabile dei disastri della gestione Mussari/Vigni ? Si o no ?
5) La nuova Amministrazione si costituirà parte civile nei processi relativi alla gestione della Banca MPS ? Si o no ?
6) La nuova Amministrazione si costituirà parte civile nel processo sul buco di bilancio dell’Università ? Si o no ?
7) La nuova Amministrazione provvederà all’immediata ri-pubblicizzazione dell’acqua in ottemperanza alla volontà espressa dagli italiani con il recente referendum? Si o no?
Sono solo alcuni dei punti del programma del Movimento 5 Stelle Siena che i vari candidati a sindaco si sono divertiti a copiare nel corso delle recentissima campagna elettorale: questa è l’ultima occasione per impegnarsi pubblicamente di fronte a quei cittadini che sembrano voler davvero credere al processo di rinnovamento promesso da tutti i candidati.
Movimento Siena 5 Stelle
http://www.siena5stelle.it/2013/06/02/il-futuro-di-siena-in-7-domande/