La campagna elettorale è stata sottotono per le difficoltà interne dei due schieramenti. Ma la vittoria del Valentini, annunciata, è stata confermata, anche se con margine più modesto del previsto. Il Neri ha mostrato una buona grinta in campagna elettorale e la disobbedienza degli elettori all’astensione ha fatto il resto (come le clamorose prese di posizione di Marco Pierini e Carlo Regina). I Vigni e il Tucci, fautori del cambiamento (salvo al momento buono), sono stati sconfessati dai loro stessi elettori.

Tutto all’insegna della disobbedienza secondo un trend nazionale? A cominciare dal Valentini, del quale troppi dimenticano la vittoria alle primarie (che l’opposizione non ha saputo fare) e su un PD refrattario, che non voleva dargliele. Ora gli esponenti della vecchia gestione ceccuzziana devono far buon viso a cattiva sorte, alla faccia della coerenza.
A Siena ancora una volta ha vinto il PD come proclamano i media? Hanno capito poco o nulla di una città veramente difficile – sia detto a loro discarico.
Il PD in realtà, pur erede dei due grandi partiti che si dividevano l’elettorato, ha ora a Siena un 16% circa degli aventi diritto: non è cambiato niente?
Tutto, se il Valentini ha potuto trionfare ‘nonostante’, e come giustamente rivendica: il PD avrebbe altrimenti perso, lo si può ben dire. Chi come me pensava che il PD dovesse essere punito (non si dice sempre così per chi mal governa?) ha avuto torto. Ma non ad auspicare, come avevo fatto, la vittoria del renziano Valentini alle primarie.
Il PD è il grande problema della democrazia in terra di Siena. La storia di questi anni lo dice chiaramente. La Lega ne ha fatto di tutti i colori (monetine comprese su Mussari) contro il sistema Siena, ma non ha mai sfondato. E il M5S proteso verso una maggioranza inattingibile? Tanto generoso impegno di liste civiche veritiere, con tante previsioni poi puntualmente verificatesi sin dal 2006, non ha sfondato.
La Tradizione impera a Siena, e non solo in tema di Palio, perché i senesi sono a priori convinti del loro storico Buongoverno e non possono perciò credere di essere stati traditi. Certamente non possono convincerli aggregazioni contraddittorie come le liste pro Neri o partiti dall’incerta identità come il Pdl.
Conclusione? Se non si costringe il PD (o quello che ne risulterà entro l’anno) a cambiare qui, nel Senese, non se ne esce. Il suo vecchio ceto dirigente deve essere rottamato e la vittoria di Valentini può farlo sperare. Aprirebbe nuove prospettive per la storia della provincia tutta.
Le polemiche post-elettorali, gli asti personali, l’improbabile movimento civico proposto dal Neri e (un tempo ormai passato?) da Pietraserena (Tucci-Semplici), le divisioni interne al PD e le ambigue stampelle in preparazione tra i consiglieri di una (apparente) minoranza sono epifenomeni.
Valentini potrà aprire un capitolo nuovo nella storia di Siena e del suo territorio se saprà svincolarsi dai condizionamenti interni alla sua maggioranza. Lo attendiamo alla prova della giunta e del programma di governo…
E’ difficile, si sa, ma lui sa che i cittadini non vogliono un nuovo commissariamento. A cominciare dai pochi che ancora vanno a votare. Sia quindi pronto anche a cambiare la maggioranza. Come proposi (invano, ahimè) al (troppo) presuntuoso Ceccuzzi, preda di un delirio di onnipotenza a là Mussari.
Le opposizioni (attuali) devono studiare mosse del tutto nuove nell’interesse della città. Facendo esplodere le contraddizioni entro la maggioranza (attuale).
Gli schieramenti ufficiali non sono per i tempi duri, di necessità come quelli presenti.
Quel che sta succedendo a livello nazionale non insegna niente?

Cao Prof.
oggi condivido con lei tutto, compresa la chiosa sulla possibilità di una Grosse Koalition in salsa senese.
Come ho scritto nel post poco sotto, il Valentini sa di essere ostaggio di alcuni “vecchi” e quello che ha detto alle telecamere nell’intervista di insediamento lo faceva trasparire in tutta evidenza (mai più cadute di un consiglio per dissidi interni e mai più un sindaco che abdica senza fare tutto il necessario). Potrebbe dunque pensare di scaricare alcuni delle sue liste accordandosi per nuove maggioranze con elementi diversi anche e soprattutto dell’opposizione?
La necessità di fare scelte di campo e oltremodo coraggiose ed ardite potrebbe imporglielo prima o poi, resta un solo problema, che poi tanto problema non sarebbe se fosse fatto tutto nel modo migliore e nel senso del risanamento: come far digerire tutto ciò alla gente?
Siamo molto abituati a vedre tutto ed il suo contrario, quindi sarebbe solo un episodio in più, però nonostante l’apparente indigeribilità della mossa, se poi l’azione di governo fosse forte ed incisiva e davvero risanatoria sono pronto a scommettere che tutti inneggerebbero al novello statista.
Inoltre potrebbe lo stesso Valentini a passare da mezzo per mantenere il potere dei “vecchi” a scaltro utilizzatore degli stessi come trampolino.
Solo il tempo ce lo dirà….
Caro Professore buongiorno
i Suoi interventi,condivisibili o meno, sono sempre ricchi di spunti di riflessione e di questo mi permetto di ringraziarLa.
Ogni “movimento nascente” ha sempre bisogno di una persona che rappresenti in modo adeguato le idee e le strategie che emergono dai confronti e dalle discussioni.
Conosco i suoi trascorsi e l’impegno che vi ha profuso; mi chiedo perchè non rinnovare seppure in modo diverso, il Suo contributo al nascente movimento dei blogger senesi? Naturalmente sempre che i blogger siano d’accordo nell’avviare il movimento e per impegnarsi nel “nuovo miracolo senese”.
La strada da percorrere può essere lunga anche se alla luce delle Sue parole potrebbe essere più breve di quanto si pensi, e allora bisogna essere pronti.
Gli strateghi cinesi (sempre attuali) in questo ci debbono essere maestri.
Se ciò che auspico si dovesse concretizzare Jonathan fornirà il suo modestissimo contributo.
Sì sono convinto che “the best is yet to come”.
Cordiali saluti a Lei e al Santo che ci ospita.
JL
Cari Amici, intanto un grazie per l’attenzione. Sono stato distratto da mille incombenze oggi. Vi rispondo con calma domani. ‘notte!