La rubrica del Professore – Un appello al Sindaco in vista di lunedì

Pochi giorni fa (ne Il Santo di Siena del 27 u.s.) ho concluso un’analisi della situazione politica locale auspicando la prosecuzione dell’esperienza del nuovo sindaco, nonostante le difficoltà e le voci correnti tutt’altro che favorevoli.
Ora però mi consentirà il Sindaco di aggiungermi ai suoi critici sulla storia della presidenza della Fondazione.
Vede, caro Sindaco, Lei ha più volte avuto occasione di pretendere dal Presidente della Fondazione qualità precise. In particolare l’autorevolezza dell’esperto di affari bancari in modo da trattare non da subalterno con i vertici della Banca in questo momentaccio. Altrove ha sottolineato il campo dei beni culturali come essenziale: la Fondazione potrebbe fare molto, moltissimo per Siena e i suoi giovani in questo settore.
Giuste le due sottolineature. Senonché il collega Pizzetti, stimato giuspubblicista (e non solo da me, che vorrebbe dire poco), anche visti gli incarichi ricoperti (e divenuti a tutti noti ormai a Siena), non sembra proprio che abbia la competenza adatta per operare come interlocutore dei vertici BMPS, né in subordine nel campo dei beni culturali.
Mi chiedo, caro Sindaco, se ‘rebus sic stantibus’ non sarebbe pertanto un gesto intelligente ed opportuno da parte Sua lasciare piena libertà di valutazione ai ‘Suoi’ deputati, anche per rispetto dell’autonomia di cui dovrebbero godere statutariamente.
Mi sembra che il Comune abbia altre priorità e che questo perdurante intreccio di banca-politica-partiti-consigli esterni (romani in particolare), contro il quale Ella si era pronunciato saggiamente in campagna elettorale, non giovino affatto all’immagine già deteriorata della città.
Al proposito, avrà letto l’articolo di Rizzo sul Corsera di oggi. Finisce parlando di “un’ennesima rissa contradaiola” in modo del tutto immotivato. Ma immotivato per le contrade, non per il modo di procedere Suo e dei Suoi compagni di partito.
Mi auguro che il Magistrato voglia chiarire al noto giornalista l’assoluta autonomia a Siena del mondo contradaiolo,  rissoso a modo suo, buono, ‘ritualmente’ positivo, da quello, anche inconcludente, della politica.
da IL CITTADINO ON LINE

8 replies to “La rubrica del Professore – Un appello al Sindaco in vista di lunedì

  1. Autonomia del mondo contradaiolo dal mondo poltico Senese?????? Posso capire la captatio benevolentiae del prof. Ascheri…ma non pecchiamo di ingenuità o peggio ipocrisia… Tutti i Senesi riscontrano lo scostamento del Palio che fu…da quello di oggi. magari Rizzo c’ha capito poco a citare le contrade su suo articolo…ma per favore non cadiamo della melliflua, autocelebrativa, retorica sul Palio e le contrade. Anzi, servirebbe aprire un capitolo a parte. Ma i Senesi non sarebbe lucidi nel parlarne, dunque stendiamo un velo pietoso sulla questione e non parliamone più.

  2. caro anonimo,
    ci sono delle cose ufficiali che vanno fatte perché i silenzi in questo caso sono assensi!…che poi dove ci so’ quattrini e/o voti ci si infilino i partiti e tutti i furboni è ovvio…ma non toglie che dobbiamo far di tutto per impedirlo!

  3. e dire quello che è formalmente corretto, grazie Prof!
    non si aspetti ringraziamenti dalle contrade…ma le conosce meglio di me, no?

  4. Caro Santo ed Esimio Professore
    alcune riflessioni:
    prima di essere competenti in materia bancaria è necessario come dire “avere gli attributi” per affrontare il gatto e la volpe della banca di città. Per quanto a mia conoscenza il past direttore generale della stessa banca era parecchio competente, ma per il resto? Non scordiamoci che qualcuno vanta come soprannome “arrogance”, un motivo si sarà!

    Per quanto riguarda l’articolo sul famoso quotidiano milanese, beh l’estensore è lo stesso che ha intervistato in modo “azzerbinato” l'”uomo forte” di turno della banca di città e quindi il contenuto è tutta farina del suo sacco? è sempre facile e semplicistico quando si parla di Siena citare le contrade, forse sarebbe oopportuno avere prima l’umiltà di capirne l’evoluzione……

    capitolo fondazione: forse mi ricordo male ma in campagna elettorale tutti i candidati hanno fortemente sostenuto che la politica doveva uscire dalle banca, dalla fondazione, ecc..; come sempre bolle di sapone che si sciolgono al primo caldo

    the best is yet to come

    jl

    1. Sicuramente i partiti anche se non degenerati in partitocrazia devono uscire dalla banca, ma questo non è avvenuto e non potrà avvenire finché ci sarà Profumo nominato da D’Alema e Rosy Bindi nonostante fosse indiziato di frode fiscale e lì rimasto nonostante il rinvio a giudizio.
      La Politica può e deve entrare nel
      merito della Fondazione perché è patrimonio della Comunità che gli amministratori eletti sono tenuti a difendere. Di qui la proposta nostra e di Laura Vigni di tre esponenti della Comunità competenti e di specchiata onestà per la amministrazione della Fondazione. Personalità che per questo compito nulla hanno da invidiare, come altri nomi circolati, a coloro che il Pd intenderebbe, secondo le varie indiscrezioni, prescegliere. Con una differenza: non hanno padroni.

  5. esatto, caro Jonathan! Il prof. almeno è entrato nel merito, gli altri si oppongono solo perché la candidatura viene da questo o quello. Spero che Valentini abbia il buon senso di convenire ormai che è bene dare ragione all’Ascheri

  6. Dott. Tucci,
    non c’è dubbio che i vostri tre nomi sono ottimi, ma perché non avete seguito il percorso suggerito dalla Ruscitto? Fare assieme come opposizione, tutte le opposizioni, la richiesta?
    Se non verranno accolti, e tutto lo fa pensare, loro accettano di prendere l’iniziativa del movimento dei senesi?

  7. Cari amici,
    siamo tutti per la Mansi, è DONNA, giovane, ricca e bella che si può volere di più? I vecchi in questi casi dicono: almeno non ruberà!
    Ma che figura il Valentini e quel Betti che parlava del rinvio solo per avere l’unanimità sul Pizzetti?
    Pizzetti poi che dice al Corriere della Sera che tutti lo ritenevano adatto? Ma chi, calma professore. Già l’Ascheri glielo ha messo per scritto perché non andava bene, ma quelli tra i 14 che hanno resistito cos’avranno mai detto? Lasci fare, ha dimostrato di non saper niente di Siena. Ma ammetto che non è facile.
    Sarà anche una istituzione senese questa Fondazione, ma perché deve essere così segreta? Perché non ha le regole dei consigli comunali?
    Santo, facciamo una petizione? Forza, parlane con Eretico e Raffaella, per favore. Voi vi sentite vero? Siete i soli di cui mi fidi, a parte il mio professore, ça va sans dire.

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