La rubrica dei Disastri – Carolina Persi l’arte di non rispondere alle domande…

Non commento il video. Faccio presente ai lettori che la signorina Persi dal 2006 al 2011 era consigliere di Circoscrizione. Ha sempre votato tutti i bilanci (in modo favorevole), anche quelli sotto la lente della relazione CIMBOLINI. Molti verbali possono testimoniare che le opposizioni chiedevano cosa sarebbe successo se per un malaugurato caso fossero mancate le risorse della FONDAZIONE. A parte i risolini di compatimento, le risposte son sempre state sempre sullo stesso tono all’incirca così: “Questa è un’eventualità che non si verificherà mai!” Buona visione…

5 replies to “La rubrica dei Disastri – Carolina Persi l’arte di non rispondere alle domande…

  1. ieri è stato un Magrini terribiel con Persi e Guicciardini in un colpo solo
    Eretico con il solito don Acampa non scherza anche lui, piuttosto guardi il Messaggero di oggi per dubbi persistenti tuttora del Sant’Uffizio su Mejougorje. Fortunatamente c’è il nuovo papa.
    Siena invece è proprio in crisi, anche nelle trasmissioni che dovrebbero “eccitare”
    Chi diceva che non c’è speranza?

  2. La risposta della Persi è una continua supercazzola.
    La cosa più agghiacciante è che questi hanno la spudoratezza di continuare ad andare nelle TV e sui giornaletti locali a sparare cotante cazzate anzichè fare una buca in terra, infilarcisi e sparire.

  3. Questa volta una tirata di orecchi va fatta anche a Daniele Magrini, pur riconoscendo il suo tentativo, abbastanza isolato, di ampliare l’informazione cittadina.
    Penso che una performance come quella di Carolina avesse bisogno di un forte contraddittorio, meglio se con qualche persona che negli ultimi anni ha tentato di opporsi a questo sfacelo e quindi è informato sulle cose.
    Ma si ritorna al solito ritornello, l’informazione ufficiale a Siena rimane carente e ripropone sempre le solite persone, anche quelle che sono state protagoniste dei disastri e oggi hanno la faccia tosta di voler dettare i rimedi.
    Mai una seria autocritica, mai un passo indietro pur a fronte di evidenze totali, mai un riconoscimento all’opposizione, o alle persone, che certe criticità le hanno denunciate pubblicamente nei tempi giusti. E questo vale anche per i giornalisti.

  4. Sono d’accordo con Romolo, anche perchè così si finisce per trasformare in statisti anche i cioccolatai (è una metafora ovviamente, massimo rispetto per gli artisti del gusto, mi riferivo alla figura da ….). Non voglio dire con un contraddittorio di mestiere, ma anche solo con un cittadino informato, questa sarebbe andata in stallo perpetuo. Quello che voglio dire è che, ad esempio, si indicano a torto quelli del M5S come lo stereotipo dei dilettanti allo sbaraglio perchè capeggiati da un ex comico, mentre si finisce per intervistare pesonaggi di questo calibro e farli passare come politici esperti, autorevoli e degni di nota solo perchè provengono dalle fila di un partito “ufficiale”. Si, ha proprio ragione Romolo, voglio accettare la buona fede dell’intervistatore, ma non si può mettere un microfono davanti alla bocca di chiunque, mandarlo a ruota libera e poi aspettarsi risultati “da sogno” (Crozza dixit)

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