La rubrica della COOL-TURA – Capitale della cultura: a fine 2013 erano stati già spesi 238 mila euro

Uno dei temi collaterali alla candidatura di Siena a capitale della cultura europea è quello della trasparenza delle spese sostenute. In proposito, recentemente ci sono state due lodevoli interrogazioni di altrettanti consiglieri comunali, una a firma di Enrico Tucci ed una a firma di Laura Vigni. Ad entrambe ha risposto il sindaco Bruno Valentini nella seduta consiliare del 10 dicembre 2013. Salvo distrazioni, non mi pare di aver letto sulla stampa, cartacea e on line, un resoconto dettagliato di tale risposta. Dunque, attingendo dal relativo verbale (atto n. 155 del 10 dicembre 2013), ritengo utile sintetizzare la parte delle dichiarazioni del sindaco che è relativa alle spese sostenute finora.

Intanto, va premesso che le spese sono state sostenute, fino a questo momento, non direttamente dal Comune di Siena, ma dal comitato promotore della candidatura, di cui il Comune è uno dei membri e di cui il sindaco Valentini è il presidente. E veniamo al dettaglio.

Nel 2011 il comitato ha avuto 138 mila euro di entrate e 36 mila euro di uscite. Le entrate derivano dagli avanzi degli incassi della mostra su Duccio di Buoninsegna. Le spese furono per “la sponsorizzazione della Mens Sana Basket per le Final Four e per rimborsi per il comitato internazionale”.

Nell’anno 2012, in entrata c’è stato un contributo dalla Banca MPS per 100 mila euro, mentre le spese sono ammontate a 32 mila euro, con “il grosso che andò a pagare il professor Sacco”.

Nel 2013, riferiva il sindaco, “noi abbiamo sostenuto circa 170 mila euro di spese, così suddivise: il coinvolgimento della città e del territorio per informare sul progetto di candidatura, sulle sue motivazioni e sulle opportunità che rappresenta per Siena e per la sua comunità 44 mila euro; contributi di partecipazione e di elaborazione dei contenuti per il progetto di candidatura 32 mila euro; predisposizione e presentazione del dossier di candidatura Bid Book 94 mila euro”.

Quanto alle entrate, sempre nel 2013, “abbiamo avuto altri contributi, per 100 mila euro dalla Banca MPS e per 50 mila euro dalla Regione Toscana”.

Dunque, riepilogando, in base a quanto ha dichiarato il sindaco, il comitato ha fino ad ora speso 238 mila euro (cioè la somma di 36 mila euro nel 2011, 32 mila euro nel 2012 e 170 mila euro nel 2013). Le entrate complessive sarebbero invece di 388 mila euro (cioè la somma di 138 mila euro nel 2011, 100 mila euro nel 2012 e 150 mila euro nel 2013). Di conseguenza, la somma residua a disposizione del comitato promotore, a fine 2013, sarebbe di 150 mila euro.

Al momento, non c’è traccia di altri sostanziosi contributi da parte della Regione Toscana. Che senz’altro arriveranno, per carità, anche il sindaco li ha richiamati nelle premesse della sua risposta. Ma nel riepilogo fornito dal sindaco in consiglio nel dicembre scorso, ancora, evidentemente, non c’erano. Se son rose, fioriranno. Vedremo poi come saranno utilizzati questi ulteriori soldi, quando arriveranno.

Va precisato che, in consiglio, il sindaco Valentini ha dichiarato che sarà previsto “nel sito, anche perché è nostro impegno, di Siena capitale della cultura uno spazio in cui indicheremo tutte le entrate e tutte le uscite”. Aspettiamo fiduciosi.

Marco Falorni

Impegno per Siena

4 replies to “La rubrica della COOL-TURA – Capitale della cultura: a fine 2013 erano stati già spesi 238 mila euro

  1. Grazie all’ottimo Santo per queste (come per altre) informazioni.
    Se l’opposizione fa il suo mestiere e la libera informazione anche, a qualcosa si arriva!
    Poi, certo, Sacco i dindini li prende uguale: d’altra parte – solo grazie a lui – la città è più colta, più aperta, più 2.0, insomma più ganza…

    Buon lavoro, l’eretico

  2. bravo Falorni! Voglio vedere quanto e quando pubblicheranno: tutti renziani a parole, non nei fatti, come il comune di Firenze, del quale è già stato pubblicato qui il sito bono.
    I 170mila euro sono assolutamente ridicoli! All’Università si fanno progetti elaborati, si pubblica (qui niente, neppure un articolo!) si lavora nella comunicazione internazionale, per spendere tutti quei soldi bisogna fare progetti all’Einstein!
    Vogliamo i dettagli, Falorni!
    Come si suddividono quelle assurde spese? Le 80 pagine di candidatura, il viaggio di due macchine a Roma, il pranzo di sindaco con Sacco etc. costano tanto?
    Non siamo ridicoli.
    La Corte dei conti voglia indagare, per favore. Si pagano le tasse per questi sprechi?
    E’ diseducativo. Quasi eversivo nei suoi effetti. Adesso capisco l’aspetto soddisfatto del prof. Sacco, non è quello che prende di più da queste spese? Ha l’aspetto di chi dice: sono anche contenti a darmeli, strani questi senesi!
    Cittadini di Siena, Tucci, insistete!

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