Libero Contributo – EATALY ED ALTRE STORIE – di Pierluigi Piccini

Non mi interessa tanto aggiungere la mia ricetta alle tante che in questi giorni si sono avvicendate sul Santa Maria della Scala. Ho già detto e scritto tanto. Mi interessa, viceversa, portare elementi che possano contribuire a determinare il campo di discussione per i soggetti che dovranno prendere le decisioni di merito. La prima questione che mi preme sottolineare è che alle forme giuridiche si arriva dopo aver messo a punto le volontà dei committenti, in questo caso quella propria del Comune di Siena. Che, per questo lavoro, la forma giuridica di gestione per il Santa Maria della Scala deve tener conto delle ristrettezze in cui si dibatte attualmente la nostra città, e partendo da queste ultime individuare dei percorsi fattibili. Così come sarebbe il caso di prendere atto di cosa ha significato l’applicazione delle varie leggi in merito al ruolo dei privati nella gestione dei beni culturali, da Ronchey a Paolucci da Veltroni a Urbani. Valutare le contraddizioni che tali leggi hanno aperto nei confronti del pubblico, ma soprattutto nel rapporto fra il bene culturale, il territorio e l’identità sociale. Stimare come la sussidiarietà verticale fra lo Stato e le varie articolazioni istituzionali è stata sostituita da una sussidiarietà orizzontale che ha emarginato il pubblico mortificandone il ruolo. Mortificazione dovuta, quasi sempre, all’incapacità della politica di interpretare il proprio ruolo, politica che ha delegato a terzi la definizione delle politiche economico-culturali. Ci sono anche su questo aspetto delle possibilità di inversione di tendenza, uno scatto di innovazione amministrativa che se compiuto potrebbe rappresentare un esempio significativo nel panorama nazionale.

Pierluigi Piccini
Pierluigi Piccini

Discutere del Santa Maria della Scala non può non tener conto che un piano del genere deve approntare un progetto città. Il Santa Maria è un piano per la città! È tutto il territorio che risentirà di queste scelte nel bene e nel male. Affrontare la discussione come sta avvenendo ad esempio su Eataly non ha senso ed è fuorviante. Le assegnazione degli “spazi” avvengono sempre con procedure pubbliche e di norma dopo avere stabilito un programma complessivo che tenga conto, anche, delle ricadute sulla fragile struttura economico-commerciale di Siena. Anche su questo aspetto l’antico Spedale può rappresentare una opportunità di crescita per gli operatori senesi del settore, se ben gestito. L’errore sarebbe, a mio parere, continuare a rinverdire le rendite di posizione nel settore culturale, così come del resto sta già avvenendo, dopo la fallimentare esperienza della politica senese che da anni ha lavorato per cementare un blocco sociale conservatore e parassitario. L’innovazione del sistema Siena può e deve passare proprio dalla cultura e dal Santa Maria della Scala, ciò potrà avvenire solo se la città ne prenderà piena consapevolezza. Divertente, poi, è leggere di civiltà figurativa senese e legarla allo spostamento della Pinacoteca. Divertente perché, ammesso anche che sia solo questa la novità, la costruzione di un museo nel 2014 non è staccare dei quadri da una parete e appenderli a un altro muro. Spiritoso anche perché qualcuno ci dovrebbe dire come lo Stato intende utilizzare, ammesso che lo voglia e lo possa, Palazzo Buonsignori. I musei a Siena ci sono già e cambiarne di luogo non significa, certo, progettare il futuro. Ci sarebbe molto altro da dire, ma per ora mi fermo qui e spero che queste poche considerazioni possano essere utili.

2 replies to “Libero Contributo – EATALY ED ALTRE STORIE – di Pierluigi Piccini

  1. Il sms va comunque riempito e quindi staccare quadri dalla pinacoteca, per me è il primo passo, la prima certezza. Quello che sarà dell’attuale sede della pinacoteca va studiato, senz’altro ci sono mille raccolte mediocri in tutte le città, se ne troverà una anche per questa esigenza…. Al sms non possiamo prescindere dai “fondi oro” che, secondo me, devono costituire la partenza aggregante per mille altre cose. Sicuramente capisco anche che in vari musei d’interesse mondiale ci sono spazi gastronomici, ma qui a Siena, andare dal sms alla fortezza, non richiede certo un servizio pubblico…. Ed intanto i turisti godono di uno spettacolo inimitabile… Se poi proprio ci si deve aprire un punto di ristoro, allora facciamo una bella gara pubblica. L’ ostello, se non vado errato è stato venduto o è in vendita… Dunque penso che il capitolo sia chiuso…. guardate che allestire mostre al sms non necessita di geni, considerate che in fondazione già siede un certo Paolucci… Questo signore è in grado di creare qualsiasi cosa attinente l’arte antica e non.

  2. Caro Santobuongiorno

    espongo di seguito il link al cittadino on line dove è riportata la risposta del primo cittadino alla lettera di alcuni consiglieri del PD.

    Aggiungo: C.V.D. si discute del sesso degli angeli con i “barbari” alle porte, segnalo quanto riportato circa la decisione del consiglio comunale del 28.112013 delibera n. 146

    http://www.ilcittadinoonline.it/news/168716/Valentini_risponde_ai_consiglieri_Pd___Non_c_%C3%A8_nessuno_strappo_.html

    the best is yet to come

    jl

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