Editoriale de IL SANTO – La replica della FIGHT1… La contro replica de IL SANTO

Gentile signor Colombo, come vede ho proceduto alla pubblicazione della vostra replica, alla quale non ero tenuto, visto che non sono un giornalista ma un blogger. Per sapere chi sono bastava cliccare sulla pagina CHI SONO e opplà potevate leggere il mio nome. Fabrizio Righi sa chi sono. Vedo che usa parole alquanto forti nel descrivere il mio editoriale e quello scritto da Gianni Colombini. Qui non si tratta di avversione o meno qui si tratta di esprimere perplessità su un evento che è stato pagato con i soldini della Comunità senese se permette da quello che mi risulta in Italia il diritto di critica c’è sempre. L’invito a partecipare con i ragazzi del CUS era stato fatto da Fabrizio Righi tramite me (che all’interno del CUS sono solo un genitore) e non dall’organizzazione degli eventi cioè dal Comune di Siena solo dopo che era stato scritto l’articolo in questione. Il CUS è un ente pubblico ha un suo Presidente e un suo Consiglio a cui fare riferimento. Tra le altre cose il Signor Righi ha chiesto a me come doveva comportarsi per non avere polemiche. Gli ho risposto semplicemente che io non sono la persona giusta da interpellare, ma si doveva rivolgere all’Assessore e all’ufficio sport del Comune di Siena. Ma parliamo del pezzo che riguarda il volantino che a detta dell’Assessore Tafani non è passato al vaglio dell’ente patrocinante, quindi anche i loghi riportati sono stati inseriti in maniera arbitraria (a detta dell’assessore e dall’ufficio sport del Comune di Siena). Parliamo delle immagini, parliamo di italiano, che non lascia dubbi su quello che sarà insegnato nello stage “le tecniche di coltello italiano per la difesa personale”, poi di seguito le metterò le immagini non mi pare che in mano questi signori abbiano una biro o un ombrello!!!

Per quanto riguarda questa nota https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/02/18/la-rubrica-di-jonathan-livingstone-certo-e-che-se-lesempio-viene-dallalto/ la rubrica è di un altro mio collaboratore, in cui non ravvedo la rabbia dell’escluso come dice , ma sono punti di vista. 

Vedo che Lei di Judo o Karate, sa pochino o forse non lo vuole sapere, infatti come tutti gli addetti ai lavori ai bambini si insegna il Judo anche da molto piccoli. Si insegna loro la tecnica in base alla loro età, gli strangolamenti o le leve sono vietate sino ai cadetti, non per niente questi sport hanno le cinture a cui fare riferimento, una proiezione ben eseguita come Lei ben saprà presuppone il controllo dell’avversario anche nella caduta (che è considerata una vera e propria tecnica!). Certo sta all’intelligenza dell’insegnante formare gli allievi per gradi, ma io sono sicuro che questo a Siena avviene, perché la sezione CUS JUDO è attiva da 40 anni e i suoi maestri sono apprezzati in Italia e nel Mondo, ai quali ho affidato fino dall’età di quattro anni i miei due figli. Con la sua replica Lei mi fa capire che chiunque potrà accedere allo stage senza limiti di età o di preparazione, grazie per la notizia.

Per inciso in tutta Europa, il Judo viene sostenuto anche dai governi con programmi statali in quanto considerato propedeutico e di massima utilità anche nei bambini autistici o con problemi di socializzazione. 

Per quanto riguarda i video, vedo che fate ancora confusione l’articolo è scritto da IL SANTO non da Gianni Colombini e non mi pare di aver offeso ROGGIO come dice Lei (anche qui son punti di vista), non mi pare che lo sport che fa Roggio possa essere fatto da tutti, mentre il video sul Judo dimostra il contrario. Una domanda per Lei: “Il Maestro Remigio Pianu ha approvato la locandina in oggetto?” Se così fosse ne rimarrei stupito da quello che ho letto è un serio professionista.

Comunque per concludere questa replica alla replica, le dico che il Judo e la Boxe sono sport olimpici, che esprimono un valore riconosciuto a livello mondiale e radicano le loro basi in tradizioni millenarie, con regole di ingaggio ben precise, mentre l’MMA o similari, sono prodotti dei nostri tempi con poche regole e con molta violenza. Quando la lotta nelle gabbia sarà diventato sport con valori OLIMPICI ne riparliamo.

Altra cosa che mi pare non avete percepito, non è tanto l’organizzazione o meno di tali eventi. Ma da chi vengono patrocinati e con quali soldi. Se come in questo caso a patrocinare è  il Comune o qualsiasi altro ente pubblico gli amministratori hanno dovere di controllare come vengono impegnati i soldi dei cittadini e i cittadini possono e devono protestare se non sono d’accordo su come sono stati spesi questi soldi. Poi se volete organizzare con le vostre forze eventi del genere nulla da eccepire, sarà il mercato a darvi ragione o meno.

Saluti IL SANTO (Federico Muzzi)

la locandina
la locandina

La replica del Signor Guido Colombo…

Buongiorno, . A seguito dei recenti articoli pubblicati dal suo blog le chiedo gentilmente la pubblicazione in home page della nostra replica che trova qui sotto. La richiesta è da intendersi basata sull’art. 8 legge 47/1948 , sull’articolo 2 legge 69 del 1963 e sulla “Carta dei doveri del giornalista”. Certo che vorra ottemperare alla pubblicazione le auguro una buona giornata

L’articolo è il seguente

L’amico Fabrizio Righi ci segnala alcuni scritti apparsi sul blog senese in merito alla manifestazione da lui organizzata il prossimo 1 e 2 marzo ed alla quale avremo l’onore di partecipare: https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/02/17/editoriale-de-il-santo-alla-settimana-dello-sport-si-insegna-luso-del-coltello-per-difesa-messaggio-sbagliato-per-i-ragazzi/

Questo e gli altri articoli che esamineremo sono un misto di superficialità, sensazionalismo e maldicenza che suscitano parecchie perplessità, in primo luogo sulle reali motivazioni. L’autore (alcuni sono a firma “ilsanto5” altri a nome di tal Gianni Colombini insegnante di Judo ma essendo postati sempre dall’user “ilsanto5” non è chiaro se si tratti sempre della stessa persona) aveva manifestato la sua avversione non solo a “Siena Fight1 Contest” ma a tutta la sport week del comune senese sin da gennaio:

https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/01/28/editoriale-de-il-santo-lassessore-distratto-e-quei-soldini-dati-un-po-cosi/

https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/01/28/libero-contributo-lassessore-allo-sport-leonardo-tafani-risponde-a-il-santo/

Va precisato che il Colombini (se sempre di lui si tratta) era stato regolarmente inviato a partecipare ma aveva sdegnosamente rifiutato, salvo poi manifestare una sorta di rabbia dell’escluso anche in quest’altra nota: https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/02/18/la-rubrica-di-jonathan-livingstone-certo-e-che-se-lesempio-viene-dallalto/

Come organizzatori dello stage bersaglio delle critiche e della gara di stick fighting che si terrà il 2 marzo vorremmo prima di tutto precisare che:

Remigio Pianu è un tecnico ed un atleta che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo http://www.cittaoggiweb.it/sport/30-11-2011/Remigio-Pianu-tre-volte-sul-podio-ai-mondiali-di-Manila_38978.html

http://www.varesesport.com/2013/scherma-corta-remigio-pianu-tre-volte-sul-podio-agli-europei-di-kiev/

La Versus è invece una società da 10 anni attiva in tutta Italia nel campo della difesa personale

http://rietinvetrina.it/all-interforze-di-rieti-un-corso-di-autodifesa-professionale/

http://www.k1rules.com/mnudiscipline/difesa-personale/521-difesa-personale-femminile-corso-bologna

Posto poi che la manifestazione si svolgerà regolarmente come da programma, veniamo ora al merito delle affermazioni del Portale (non sappiamo infatti se dobbiamo riferirci al solo Colombini o anche ad altri. Sarebbe corretto mettere bene in chiaro il proprio nome quando si lanciano invettive).

Partiamo dalla prima e più importante: “si insegna l’uso del coltello per difesa!!! Messaggio sbagliato per i ragazzi…”.

Come precisato nella didascalia della locandina che “il Santo” riporta, il programma del seminario verterà sulle “tecniche tradizionali italiane di autodifesa con armi bianche”. Per armi bianche nella tradizione italiana ci si riferisce ad una grande varietà di oggetti, non solo coltelli e lame in genere, che spesso anzi non sono nemmeno armi nel senso proprio del termine. Stiamo parlando di strumenti da lavoro ma anche di più semplici oggetti di uso quotidiano (come l’ombrello o la biro) o addirittura di indumenti come giacche, giubbotti e persino semplici asciugamani. Per secoli la gente del popolo, alla quale era vietato (come oggi) il porto di qualsiasi arma ha utilizzato queste tecniche per difendersi da criminali e teppisti. È un diritto riconosciuto al cittadino anche dall’ordinamento attuale, a patto che non vengano appunto utilizzate armi e che sussistano le condizioni previste dall’articolo 52 del Codice Penale (per inciso, la nostra scuola è sempre molto attenta agli aspetti legali ed alla prevenzione. Fornisce ai soci un compendio delle leggi italiane in materia di difesa personale e studia con grande attenzione i comportamenti propri ed altrui ai fini di prevenire potenziali aggressioni). Non siamo dei rambo ne tanto meno dei criminali che girano armati. Ai nostri allievi forniamo un approccio molto realistico all’argomento da ogni punto di vista e ci preoccupiamo che da subito capiscano la pericolosità di certe situazioni. Quest’ultimo punto è cruciale se vogliamo capire perché è necessario anche lo studio del coltello. Un vero maestro di arti marziali non dovrebbe farsi spiegare che non è possibile difendersi da tecniche che non si conoscono. Se si vuole evitare un pugno o una proiezione occorre sapere come si eseguono correttamente queste tecniche. Il coltello e le armi bianche in genere non fanno eccezione. Una coltellata vera non è tirata mai come si vede fare in tanti, troppi video di sedicenti maestri di difesa personale. Le tipologie di arma impiegate, i modi e le traiettorie per scagliare i colpi, come nascondere l’arma per cogliere di sorpresa la vittima sono molteplici, e averne una nozione aumenta nelle persone la consapevolezza di quanto sia pericoloso restare coinvolti in certe situazioni con persone senza scrupoli.

Il pezzo si chiude poi con la considerazione: “sul manifesto non vi è specificata l’età di chi può partecipare e nemmeno che tipo di preparazione deve avere. Gli organizzatori forse hanno preso alla leggera questo tipo di attività…”. A trarre le logiche conseguenze di questa affermazione sarebbero da vietare tout court tutti i corsi di arti marziali, a cominciare ovviamente da quelli per bambini e ragazzi. Invece si continua ad insegnare judo a bambini di 6 anni (che potrebbero uccidere l’amichetto con uno strangolamento o anche con una semplice proiezione ben eseguita), kendo agli adolescenti che con un semplice bastone, seguendo il ragionamento de “Il santo”, potrebbero girare per le strade spaccando la testa a chi non gli garba e così via. Potremmo fare tanti esempi per quante sono le arti marziali. In realtà invece nulla di tutto questo accade, proprio perché la vera pratica marziale (come sanno tutti i praticanti) da un lato rende consapevoli di quanto possano essere pericolosi per sé e per gli altri un certo comportamento, dall’altra permette di vivere concretamente valori come la disciplina, il rispetto e l’autocontrollo.

Il signor Colombini (questa volta siamo sicuri, si firma) ha poi realizzato anche un altro articolo sempre per il medesimo blog: https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/02/17/la-rubrica-di-gianni-gustarsi-un-gelato-e-cio-che-faro-mentre-lame-ed-armi-bianche-volteggeranno-nellaria-come-nella-foresta-dei-pugnali-volanti/

Qui, oltre a riprendere le inesattezze dell’articolo precedente si va oltre e si dichiara, con molta supponenza, “non considero sport” gli sport da combattimento. Un concetto già sviscerato qui: https://ilsantodisiena.wordpress.com/2014/01/28/editoriale-de-il-santo-lassessore-distratto-e-quei-soldini-dati-un-po-cosi/

In particolare citiamo: “Parlando di cose che conosco, mi pare veramente particolare la scelta di realizzare un contest di due giorni di FIGHT ONE per promuovere cito testualmente la delibera “…promuovere lo sviluppo e la cultura degli sport da combattimento e delle arti marziali tradizionali”. Infatti tale disciplina nasce cito il loro sito: “Fight 1 nasce da chi il ring e la gabbia la conoscono bene, chi per avere calcato personalmente quegli spazi, chi per aver portato atleti e chi per avere organizzato le gare migliori d’Italia.” Niente da eccepire su questo sport da combattimento che sicuramente porterà tanta gente al Pala ESTRA, ma siamo sicuri che sia uno sport anche per i più piccini come il Karate o il Judo? Francamente personalmente non porterei un bambino a vedere un incontro di FIGHT ONE (eppure pratico la boxe da 20 anni). A voi cercare le differenze in questi due video.”

Ed ecco i video in questione. Un match di thai boxe dell’atleta Michele Roggio (non di FIGHT ONE come scrive Colombini, che sembra aver preso il nome dell’organizzazione per il nome della disciplina) che scopre così di praticare una disciplina “vietata ai minori” (uno spettacolo osceno? Pornografia?) ed uno intitolato “judo per tutti”: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=iHk5QMCAwn8

A differenza di Colombini noi rispettiamo le discipline praticate da gli altri ed in particolare il judo, sport duro ed affascinante che noi stessi abbiamo praticato. Sarebbe però a questo punto coerente riproporre alla gente la domanda “siamo sicuri che sia uno sport anche per i più piccini come il Karate o il Judo ?” dopo aver letto questa notizia: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/06/se-in-giappone-vacilla-anche-il-mito.html

Quindi anche il judo non è adatto ai bambini? Al contrario, proprio perché è una disciplina nobile e seria è perfetta per insegnare ai suoi praticanti più giovani le complessità della vita. Tra queste c’è anche la possibilità di pagare gravi conseguenze per i propri errori e per comportamenti irresponsabili.

Oltre alla facile demagogia ci stupisce di Colombini la totale mancanza di rispetto per Roggio e per tutti gli atleti come lui che per pura passione affrontano pesanti sacrifici pur di potersi confrontare su di un ring. Molto triste questa mancanza di valori marziali in una persona che vuole dare insegnamenti d’etica agli altri.

Guido Colombo

15 replies to “Editoriale de IL SANTO – La replica della FIGHT1… La contro replica de IL SANTO

  1. A me sembra una discussione molto infantile…….non ha caso normalmente insegno ai bambini, ed il motivo per cui lo faccio è perchè : “passati i 9 anni si diventa degli idioti! “.Con questo non voglio offendere nessuno ma cercare di rendersi conto che il problema non è chi usufruisce di un servizio ma di chi lo offre e a chi o attraverso chi. Partiamo dal fatto che in effetti negli scritti di chi ha lottato con armi e non , quindi militari o mercenari, si cerca di dare dignità alla violenza e a nobilitarla in nome di tanti e vari valori.Inoltre il Mondo a se degli Stati Uniti ci insegna che è meglio avere una pistola, un coltello e essere preparati alla difesa se si vuole vivere tranquilli. Questa filosofia attraverso i media ha preso un po’ tutto il Globo rendendo quasi indispensabile diventare più simile a Rambo che a Jigoro Kano. Jigoro Kano difatti partì dal presupposto di dover imparare a difendersi dai propri compagni di scuola che erano più grossi e più “offensivi” . Quando capì che le finalità del Ju-Jitsu erano un tantinello troppo violente per quello che lui voleva fare, si deidicò allo studio di qualcosa che fosse costruttivo per la società, ossia il Judo. Un metodo atto ad educare il controllo dell’ offesa per educare l’ offendente a usare le sue energie in attività migliori e più utili alla società. Insegnare la difesa personale è un’ attività quindi di responsabilità e di conoscenza che non può essere fatta in uno stage, al massimo si può fare una dimostrazione di capacità, consigliando di seguire un corso di almeno di un anno (seguito costantemente!!). Cosa che è sempre stata fatta da coloro che praticano delle attività che spesso erroneamente vengono chiamate arti marziali o attività violente……tali diventano se vengono fatte da Rambo ……….discorso diverso è se vengono fatte come Jigoro Kano. Ma i rappresentanti del Comune di Siena sono persone informate o no ? Perchè sono loro che si sono fatti carico del messaggio, visto che hanno fatto delle scelte !!! Ed è per questo che ritengo infantili le polemiche, ossia ognuno si assuma le sue semplici responsabilità : chi si deve informare; che deve informare correttamente; chi deve comportarsi seriamente; che deve rispettare l’ informazione corretta in forma seria e professionale.

  2. Buona sera Caro Santo
    poichè sono stato citato sia nell’intervento del sig. Colombo sia nella tua replica mi preme sottolineare un punto:come hai già avuto modo di precisare io non sono Gianni Colombini e la mia nota, molto più a carattere generale, riguardava, e qui mi scuso se sono stato frainteso, la politica sportiva piuttosto che indagare sulle varie forme di difesa personale.

    Ovviamente non sono stato invitato a partecipare all’evento citato dal Sig. Colombo che, pur con il massimo rispetto, è molto lontano dai miei interessi.

    the best is yet to come

    jl

  3. Gent.mo sig. Colombo,
    mi permetto di risponderle, solo a riguardo di alcune cose, perché per il resto credo che siano stati sufficientemente esaurienti le risposte del Santo e di Multipass.
    Intanto, e questo lo avrebbe potuto veder bene, sfruculiando qua e là, non sono uno che si nasconde dietro ad un dito, ma che è abitutato a metterci la faccia SEMPRE.
    Poi, ma vedo che questo il sig. Righi non glielo ha detto, le aggiungo che a me personalmente, non è mai stata fatta “l’offerta” di venire a promuovere i judo nel vostro spazio e tanto meno sdegnosamente ho rifiutato ( carta canta si ricordi…)
    Certo è che al sig Righi ho risposto ( e carta canta…ma credo che a lei lo abbia omesso..), ma avrebbe dovuto saperlo, visto che tutti voi avete praticato Judo agonistico, come Karatè agonistico ( si legge questo nella suo curriculum o sbaglio?!) che Judo e Karatè non si praticano nella gabbia, e neppure vicino…
    Il sig.Righi avrebbe dovuto, prima di chiedermi se ero un cultore di arti marziali, informarsi su di me, come io faccio con gli altri…
    E il fatto che “tal Colombini”, come lei mi chiama, pratichi Judo da buoni 30 anni e appartenga alla FIJLKAM tanto come tecnico che come un tempo atleta, avrebbe dovuto spingerla a prendersi qualche informazione prima di definirmi tale.
    E avrebbe dovuto farsi informare bene di quello che io ho detto e ho scritto prima di mettermi in bocca cose che non ho detto e che non ho fatto…no, perché a casa mia questa la definiscono in un certo modo..
    Per quanto riguarda la mia, personale opinione, sulla vostra disciplina, resta tale.
    E’ forse un reato definire sport una cosa e non sport un’altra?!
    Le impedisce forse questo di promuovere ciò che fa e sostenerlo?!
    Lei poi continua a mescolare le “arti marziali” con gli “sport da combattimento”, e anche su questo mi permetta di dissentire….
    Non trovo parallelismo tra queste attività…
    Lei poi mi imputa di aver pubblicato video….informato male?!
    Lei poi dice che io ho parlato di una disciplina vietata ai minori…sicuro di questo ?!
    Vede, sig Colombo, io ho ASSOLUTAMENTE, FERMAMENTE, contestato una locandina, peraltro fatta senza chiedere patrocinio, a nessuno, ( ma questo il sig.Righi ha omesso di dirglielo?!) con libero arbitrio, mettendo su i simboli di enti , istituti bancari, e amministrazione comunale come invece vorrebbe la normativa ( cioè previa richiesta scritta agli enti in questione, dopo presentazione della bozza di detta locandina).
    Io, ho ASSOLUTAMENTE, FERMAMENTE contestato una locandina che se il Sig Righi avesse presentato al suo presidente e maestro dell’Area Kombat, che personalmente conosco e stimo, fosse solo per il lavoro che fa, questi lo avrebbe dovuto dissuadere dal promuoverla.
    Io ho ASSOLUTAMENTE, FERMAMENTE, contestato che il messaggio ( scritto in italiano!!!) scritto e in immagini che passa, è fortemente violento, o forse non ha letto bene la locandina ed osservato che il tizio si difende con un coltello che certamente non ha trovato per caso in terra e che non ha comprato al momento, ma doveva avere con se e che quindi passa il messaggio ” non è fondamentale averlo, ma….se ce l’ho e meglio…”
    Un messaggio che ormai a macchia d’olio è sparso per il web, mi capisce, un messaggio che mio figlio ha visto e mi ha chiesto cosa volesse dire, mi capisce?!
    Un messaggio che doveva essere filtrato da una banca che ci ha messo i soldi, da una struttura sportiva che li ha presi sti soldi, da una amministrazione comunale che ha agito con leggerezza estrema in un ambito così delicato, proponendoci all’interno di questa manifestazione sportiva una evento, mi permetta, così mediaticamente forte e pesante.
    Rispettare le discipline altrui?! magari si faccia dire dal presidente dell’Area Kombat chi sono io e se ho rispetto delle altrui discipline, prima di spargere semi di saggezza.
    La prego anche di guardare cosa e come la polizia di stato definisce “armi bianche”. le disciplina in modo corretto ed esaustivo…non mi sembra che la biro e l’ombrello vi rientrino…magari quelli nelle armi improprie…
    Le preciso anche che la giustificazione a me fornita dal Sig. Righi ( e carta canta..) che i coltelli vengono usati per marcare le distanze di sicurezza…..non mi convince molto…
    Le chiedo, gentilmente di rivedere sia la locandina proposta, e analizzarla bene.
    Le chiedo altresì, gentilmente, di correggere quanto da lei detto su ciò che io avrei detto o fatto che non corrisponde a verità, solo per correttezza…
    Spero che questa mia serva a chiarimento della diatriba, e altresì spero che l’Amministrazione Comunale di Siena chiarisca, risolva e definisca questa brutta storia che essa stessa ha generato, per assoluta, grave disattenzione e leggerezza!!!

    Gianni Colombini

  4. Caro Muzzi, le rispondo qui a titolo personale per quanto riguarda me e la mia società e lascio ai dirigenti di Fight1 eventuali altri interventi per quanto concerne il loro operato.
    Che lei non sia tenuto a replicare le nostre repliche è un’affermazione che non trova molto d’accordo la recente giurisprudenza in tema di web e diffamazione ma poco importa, può anche rifiutarsi come può cancellare il mio precedente commento e questa mia nuova replica. Saranno sufficienti altri canali in rete per far circolare il nostro pensiero.
    Il diritto di critica in Italia c’è anche se purtroppo molti (come lei ed i suoi collaboratori) lo confondono con il diritto ad offendere. In effetti se scrivo queste righe non è per cercare di farvi cambiare idea (la vostra prevenzione e chiusura mentali sono evidenti) ma per non lasciare che in internet circolino senza risposta una montagna di sciocchezze come quelle da voi scrivete.
    Non entro nel merito di come il comune di Siena spenda i soldi pubblici dato che non risiedo nella vostra città. Mi limito, da abitante in un comune che dà la priorità ai finanziamenti per il già ricco mondo del calcio, a rallegrarmi per il fatto che una pubblica amministrazione pensi ad una manifestazione che faccia conoscere al grande pubblico degli sport (tra i quali i nostri) volgarmente definiti “minori”.
    Contrariamente a quanto lei scrive invece la manifestazione “Siena fight1 contest” è si patrocinata dal Comune ma materialmente organizzata da Righi e da Fight1. Ovvio dal mio punto di vista che sia stato lui a presentarvi l’invito. Lei lamenta che non l’abbia fatto tramite canali ufficiali (come se si trattasse di una visita di stato tra capi di governo). L’Italia è bella anche perché ogni città ha le sue usanze. Dove vivo io un invito di persona è più gradito e riceve di solito maggiore attenzione ma prendo atto che da voi ci sono altre usanze e non mi permetto di criticarle.
    Per esperienza so anche che ogni città ha pure diverse prassi amministrative. Così, ad esempio, in dieci anni di eventi organizzati con patrocini e contributi di regione, provincie e comuni lombardi non mi è mai stato chiesto di sottoporre ad approvazione preventiva la grafica delle locandine preparate per tali eventi (anzi, per dirla tutta, non mi è mai stato nemmeno chiesto di inserire queste locandine nei rendiconti da presentare ad eventi conclusi). Prendo atto però che a Siena si seguono altre prassi ed anche qui non le discuto.
    Quanto al merito della locandina, rispondo a lei e Colombini che quello nelle foto è il M° Pianu il quale, ribadisco, è persona serissima. Tanto seria che per insegnare una tecnica di autodifesa ritiene indispensabile mostrare da cosa ci si debba difendere. Così, se deve spiegare come non prendersi un calcio prima fa vedere come ci potrebbero tirare un calcio. Parimenti, per mostrare come difendersi da una possibile coltellata, mostra come potremmo venire accoltellati. Lei non sarà d’accordo ma è un fatto che, come ho già scritto, per secoli gli italiani del popolo (che come oggi non potevano girare armati) hanno usato questa metodologia per riuscire a difendersi da ladri ed assassini: studiavano i possibili attacchi che potevano subire usando un legnetto pieno di chiodi. Ad ogni errore si restava segnati. Noi oggi abbiamo sostituito il legnetto con più sicuri coltelli da allenamento in legno o plastica. Nonostante questo so che è ancora (purtroppo) assai folta la schiera degli pseudo maestri di arti marziali e difesa personale che sostengono di sapersi difendere da qualunque cosa, anche da ciò che non conoscono. È un’asserzione che fa a pugni con la logica più elementare e che per fortuna trova sempre meno spazi nel mondo delle arti marziali. Purtroppo però è ancora diffusa e su queste persone, queste si davvero irresponsabili perché vendono false certezze alla gente, nessuno fa alcun controllo. In ogni caso, se davvero credete che non serve sapere come potremmo essere aggrediti per saperci difendere, potete venire il 1 marzo a dimostrarcelo di persona. Credo che i fatti (le tecniche in questo caso) siano sempre il modo migliore per mettere a tacere le chiacchiere e dimostrare a qualcuno che si sbaglia.
    Quanto al problema età per la pratica delle arti marziali o della difesa personale, mi si osserva che “una proiezione ben eseguita come Lei ben saprà presuppone il controllo dell’avversario anche nella caduta…. Certo sta all’intelligenza dell’insegnante formare gli allievi per gradi”. Così scrivendo senza accorgervene mi date ragione. Infatti voi ammette che è solo il controllo della caduta da parte di chi esegue la tecnica che riduce i rischi per chi la subisce e che, più in generale, l’unica garanzia contro l’uso a sproposito di certe tecniche sono i valori trasmessi all’allievo. In altre parole, se non siamo riusciti a trasmettere al bambino o ragazzo la consapevolezza dei pericoli che possono nascere dal suo utilizzare fuori dalla palestra le tecniche apprese, basta una semplice proiezione per causare danni anche irreparabili.
    Veniamo però al punto di maggiore arroganza dei vostri interventi, la pretesa superiorità morale di judo, karate e boxe (li citate voi) rispetto agli sport da combattimento. Non replicherò alla vostra maniera perché non è mio costume e perché non potrei parlare male di sport che ho praticato e che rispetto (come li rispettano i tanti judoka passati, con diverse fortune, nelle MMA. Su tutti gli ori olimpici Hidehiko Yoshida e Satoshi Ishi). Rispetto che invece voi non dimostrate in primis al giovane Roggio perché a casa mia scrivere che il suo sport non è roba da far vedere ai bambini significa considerarlo alla stregua di uno spettacolo osceno e quindi è un mancare di rispetto a lui ed a tutti i praticanti del suo sport, la thai boxe, disciplina antichissima, riconosciuta dai comitati olimpici di molti paesi (anche dal CONI) e da Sport Accord/CIO: http://it.wikipedia.org/wiki/International_Federation_of_Muaythai_Amateur
    Per non dilungarci esageratamente limitiamoci a rispondere alle affermazioni più grosse dei vostri precedenti interventi:
    “…Per inciso in tutta Europa, il Judo viene sostenuto anche dai governi con programmi statali in quanto considerato propedeutico e di massima utilità anche nei bambini autistici o con problemi di socializzazione.
    ..non mi pare che lo sport che fa Roggio possa essere fatto da tutti, mentre il video sul Judo dimostra il contrario…”.
    Per smentirvi:
    Garrete Holeve, atleta down di MMA: http://nonsolobotte.blogspot.it/2013/05/garrett-holeve-un-atleta-di-mma-davvero.html La sua fondazione per promuover egli sport da combattimento tra i ragazzi disabili: http://www.garrettsfight.org/
    Nick Newell atleta di MMA pro amputato: http://video.repubblica.it/sport/arti-marziali-l-atleta-disabile-mette-ko-il-campione/113236/111636
    Matt Hamil, atleta sordo in UFC: http://it.wikipedia.org/wiki/Matt_Hamill ed il film sulla sua storia http://www.movieplayer.it/adv/interstitial/2.html?next=/film/the-hammer_31070/
    Una manifestazione del “non sport” di Roggio con bambini di 5 anni da voi in Toscana: http://win.ilguerriero.it/codino_2011/Eventi/30torneoilguerriero/promo.htm
    In Italia si fanno invece match di MMA dai 14 anni: http://www.figmma.it/component/content/article/37-brochure/588-id-bologna-open-figmma-di-mma-dilettantistiche-9-marzo-2014.html Sono riconosciuti dal CONI in quanto la FIGMMA è membra della FIWUK: http://www.figmma.it/component/content/article/34-articoli/572-la-fiwuk-federazione-riconosciuta-dal-coni-si-impegna-ad-organizzare-e-regolamentare-le-mma-il-grappling-no-gi-e-il-brazilian-jiu-jitsugrappling-gi.html
    Le MMA sono riconosciute e supportate dal governo in Russia: http://www.mixedmartialarts.com/mma.cfm?go=news.detail&gid=425507
    Retaggio post sovietico? No, perché anche in Francia (e in molti altri paesi) sono riconosciute dal ministero dello sport e della gioventù: http://www.ffscda.com/page-247-Pancrace.html
    E arriviamo alla perla delle perle:
    “…il Judo e la Boxe sono sport olimpici, che esprimono un valore riconosciuto a livello mondiale e radicano le loro basi in tradizioni millenarie, con regole di ingaggio ben precise, mentre l’MMA o similari, sono prodotti dei nostri tempi con poche regole e con molta violenza”.
    Dal dizionario: Violenza, sostantivo femminile. Atto con cui si sopraffà la volontà altrui usando mezzi brutali, minacce e simili. Dov’è la violenza nelle MMA?
    Traduco invece dal sito della federazione francese sopra citato:
    “Il nome deriva dal Pankration, uno sport di contatto degli antichi giochi olimpici. È una disciplina il cui regolamento si è evoluto in modo che possa essere parte dei futuri Giochi Olimpici (le MMA sono state sport dimostrativo ai Combat Games di Sport Accord del 2013 NDR). Le prime testimonianze scritte di Pankration risalgono al 648 aC. Era nel programma dei giochi di Olimpia ed era delle discipline preferite dal pubblico”.
    Aggiungo che un colosso della storia della filosofia come Platone ne era un appassionato praticante e ne raccomandava la pratica per la formazione dei giovani. Il termine stesso Platone deriva dal greco πλατύς, platýs, che significa “ampio”, delle spalle larghe, è un soprannome che gli venne attribuito dal suo maestro, Aristone di Argo.
    “…E’ forse un reato definire sport una cosa e non sport un’altra?!…”.
    No, ma chi stabilisce cosa è sport? Il partecipare alle Olimpiadi? Allora il karate ed il rugby non sono sport! Il riconoscimento da parte del CONI? Come le ho già risposto quello c’è (e non solo in Italia) quindi dire che i nostri non sono sport resta solo una vostra affermazione del tutto gratuita. E non dimentichiamoci che il CIO voleva cancellare dalle Olimpiadi la lotta, lo sport più antico del mondo (è attesta tata la pratica già nel II° millennio AC).

    Guido Colombo

    1. Gentile Signor Colombo, la normativa a cui fa riferimento, ancora non è diventata legge, ho deciso di pubblicare la sua lettera perché ritengo opportuno e doveroso far esprimere tutti. Detto questo Lei si permette e continua dire che diciamo sciocchezze, bene continui così, credo che negli scritti che vi riguardano non ci siano offese, ma solo visioni diverse di quello che è lo sport. Lei continua a non voler stare all’argomento l’ormai famosa locandina, non le dirò ancora una volta quello che penso, magari glielo dirà l’Assessore delegato. Per quanto riguarda l’MMA non mi convince per niente la sua disanima, a me non interessa che campioni di Judo abbiamo fatto questo salto di “qualità” e non confonda l’MMA con il Pancrazio di Platone. Il Pancrazio in Italia ha una sua federazione ed è ben cosa diversa dal MIX MARTIAL ARTS. Per quanto riguarda l’invito fatto dal Signor Righi è quantomeno esilarante la vostra risposta. Il Signor Righi, non doveva invitare nessuno, visto che da delibera comunale è il comune l’organizzatore degli eventi. Il Signor Righi dovrebbe conoscere le regole del Comune di Siena, il quale ha un protocollo ben preciso per questi tipi di patrocini, così come la Fondazione Monte dei Paschi, perché caro Lei di soldi pubblici si tratta. Visto che mi ha dato dell’arrogante (mi prendo anche questa), mi permetto di darvi un consiglio, dopo due lettere che mi sono letto e pubblicato: fondate un’associazione ad hoc la ASS (Arrampicata sugli Specchi) mi pare che siete anche in questo caso dei professionisti. Grazie infine per l’invito, ma nel weekend del 1 e 2 Marzo i nostri ragazzi saranno impegnati ad un trofeo internazionale di Judo a Vittorio Veneto…

  5. Rispondo solo ad alcuni punti :

    La risposta al Santo è di Guido Colombo non della segreteria Fight1 o altro.
    che per altro spiega bene diversi concetti.

    A questa affermazione del Colombini :
    Il sig.Righi avrebbe dovuto, prima di chiedermi se ero un cultore di arti marziali, informarsi su di me, come io faccio con gli altri…

    Rispondo solo che mi sono informato io sono venuto a vedere cosa insegnate non solo anche a praticarlo mettendomi la cintura bianca lei è mai venuto a vedere cosa facciamo noi o parla solo per aver letto un volantino? credo anzi sono sicuro al seconda.

    Altra cosa alla offerta di partecipare che lei dice di non aver mai avuto ha risposto così :
    Gianni Colombini: “Lei sa che non saremmo venuti a partecipare a nulla…il judo non si pratica nella gabbia, il judo è libertà, è spazio aperto, è rispetto, è onore, scarsamente è sangue, scarsamente è pugni, scarsamente è difesa “da” coltello e non “con” coltello, “da” bastone e non “con” bastone….”(Carta Canta)

    quindi all’offerta comunque sia arrivata una risposta c’e stata.

    Per il presidente dell’Area Kombat prima di chiamarlo in causa magari lo chiami direttamente ci parli io non posso rispondere per lui .

    Per il rispetto delle discipline altrui è stato lei a dire :
    Gianni Colombini::”non mi paragoni il judo ad altre cose….è troppo nobile…” (ma lui rispetta le altre discipline)

    quindi almeno quando il sig Colombini ha comunicato con me ha espresso sicuro giudizi su quello che facciamo senza averli visti , rifiutato il nostro invito e denigrato altre discipline.

    Io sono anni che non sento qualcuno che chiude gli occhi e si gira dall’altra parte dicendo che le altre discipline sono peggiori o migliori , non esiste lo stile migliore esiste una situazione e una perosna che applica qualcosa.

    Fino a quando uno rimane nel suo campo può anche diventare campione del suo mondo , ma se si parla di difesa personale allora cambi in quanto se anche uno vuole negare il fatto che possano essere usati pugni , coltelli o qualsiasi altra cosa . Anche se il suo stile non li prevede è sicuro che potrebbe ricevere un attacco da un sistema diverso dal suo e cosa accadrebbe?

    L’arte marziale è nata per la guerra quindi violenta.
    Per me la violenza non è una scelta e questo insegno , ma quando o se qualcuno fosse costretto a scegliere la violenza allora sarebbe necessità.

    Non si può ignorare che ci possono essere tanti attacchi , mi preoccupo per allievi o allieve che magari in 10 lezioni possano pensare di sapersi difendere quello si è pericoloso , perché per imparare la Difesa personale non bastano certo 10 lezioni ma ci vuole costana e un allenamento continuo.

    Immaginiamo un aggressione vera e l’allievo di turno all’aggressore :”scusa puoi attaccarmi in altro modo sai il mio insegnante non usa questo attacco e non so come comportarmi”

    Comunque se il sig Colombo non si è informato? certo sicuramente meglio di voi che da un volantino avete tirato fuori mille giudizi e sentenze lui almeno ha scritto dopo aver letto i lunghi post del Santo (Federico Muzzi), perlomeno lui ha risposto dopo alcuni vostri interventi.

    Per il messaggio scioccante che scorre a macchia d’olio falso anche questo il volantino è stato rimosso da Face book unico luogo di diffusione di questa comunicazione , essendoci stato credo 2, 3 giorni massimo non credo sia diffuso a macchia d’olio .Credo sia qui unico posto rimasto ma allora se tanto offensivo toglietelo come chiede di toglierlo da Face Book cosa già fatta perché non lo togliete da qui? Mancanza di coerenza?

    Se suo figlio l’ha letto o lo lascia da solo a guardare internet al che sinceramente non so l’età ma se gli da noia un volantino del genere non so quanta altre cose possano dargli noia in internet. Censuriamo tutto il WEB?

    Oppure lei stesso glielo ha fatto vedere e qui da domandarsi se è così terribile perché glielo ha fatto vedere?

    Ho Voluto rispondere visto mi chiamate personalmente in causa, Quello che fate semplicemente è fare polemiche sterili perché forse c’e l’avete con me? con l’assessore allo sport? con l’amministrazione? se non trovavate questo di evento probabilmente vi sareste messi a cercare con il lumicino altre irregolarità .

    è toccata a noi questa volta , magari la prossima volta bastava incontrarsi e fare l’evento insieme ma fino a quando non c’era MPS e comune non interessava a nessuno adesso è diventato interessante tutto di un colpo.

    Tutto si può migliorare e tutti si possono migliorare basterebbe parlare invece di sparare giudizi senza conoscere.

    Fabrizio

    1. Caro Fabrizio, bastava dire che avevi sbagliato a non chiedere lumi all’ufficio competente e all’assessore che ha ammesso di non sapere niente. Ti intendi certamente di arti marziali, ma poco di come si invitano società che hanno una loro struttura organizzativa, pensi che dipenda dal Colombini o da Ferretti la partecipazione o meno da questo evento. Come ti ho detto a voce, spero che tu abbia capito, non dovevi essere te a chiamare le varie società, perché l’evento in questione è espressione del Comune di Siena, voi siete stati invitati a partecipare. Non tolgo assolutamente la locandina dal blog e non è questione di incoerenza, ma di fare corretta informazione… Saluti e buona fortuna per l’evento

  6. Anche se dovrei non rispondere, lo faccio. Per correttezza, e per trasparenza.
    Vedo che il problema non è stato minimamente percepito. O a questo punto travisato.
    Lo faccio, dopo di che se non funziona non interverrò più.
    Tralascio qui tutto quello che riguarda il Kake e gli Ukemi waza, perchè il Muzzi le aveva scritto a riguardo, ed era stato assolutamente chiaro, ma non ci interessa una disquisizione teorico-filosofico-storica delle arti marziali.
    Il nocciolo della questione è ed è stato nella locandina.
    Esiste un protocollo,Dott.Colombo, a Siena, ma mi informerò anche presso il comune di Milano o altri, e mi pregio di farglielo sapere, attraverso il quale coloro che desiderano promuovere un evento pubblicizzandolo, chiedendo il patrocinio di un ente, di una società, inserendo sopra i loghi di queste, attraverso il quale l’interessato fa specifica domanda scritta a tale ente, società per poterlo fare.
    Questo presentando una bozza della pubblicità in esame che deve essere valutata, dopo di che si darà parere favorevole o meno.
    Intanto questo non è stato fatto, ma con libero arbitrio è stata fatta tale locandina.
    Le pubblico, essendo cosa pubblica le due risposte dell’assessore preposto, e cioè Leonardo Tafani, alla mia segnalazione: “Ti ha confermato che lo abbiamo contattato per togliere quella roba??? Quando ci vediamo mi racconti. Grazie a te”
    “Apprezzo quanto scritto da Gianni Colombini, i nostri principi valoriali sportivi collimano in pieno e nulla hanno a che vedere con l’insegnare una difesa CON COLTELLO piuttosto che DA COLTELLO, insegnando di fatto ad andare a giro con un arma….. quindi non potevo che scusarmi per non aver vigilato adeguatamente e ringraziarlo per le tempestiva segnalazione e difatti, da subito, ci siamo adoperati per far rimuovere quelle inopportune immagini. E’ un piacere quando le critiche giungono in maniera costruttiva e propositiva. Per me è normale metterci la faccia, credo dovrebbe essere prerogativa di ogni persona che abbia deciso di raccogliere l’onere di un incarico pubblico. Se si spera di poter rappresentare una comunità certo non ci si può esimere dal confrontarsi con essa.”
    Tanto dovrebbe bastarle per capire, che quella “roba” come la descrive Tafani, non era proprio gradita…
    Le aggiungo il commento, anche questo pubblico, di Marco Bruschelli, persona che conosco da anni e che stimo moltissimo, di cui si informerà…: ” Mi prendo la responsabilita’ di cio’ che scrivo rispondendoti, dal momento che lavoro, anche se da indipendente, in Mens-Sana, sono completamente daccordo con te, in primis perche’ il primo lavoro dell’ autodifesa e’ psicologico, e questo non aiutera’ le menti ancora puerili di chi non sapra’ utilizzare l’ analisi a seguito di cio’ che vedra’.
    Inoltre, con l’ esperienze che ho maturato nella mia vita, aspetto con ansia di vedere all’opera questi professionisti… ma questo e’ un’ altro discorso….
    caro Gianni, ti invidio perche’ hai ancora amore da dare a questa citta’ , lo vedo sempre leggendo i tuoi post su facebook… ti invidio, io invece , per quanto mi riguarda, ho chiuso.
    Un abbraccio
    Sia a Lei Dott. Colombo, e a Lei Sig. Righi, non le viene da chiedersi qualcosa?!
    Anzi, sarebbe il caso, visto che l’assessore ha definito “roba” ciò che veniva proposto perché non dice proprio a costui che vi offende e magari che è arrogante?!
    Che lei e il M° Pianu, così come il Sig Righi, così come il Sig. Pugliesi, che ripeto, conosco ed è persona stimabile, siate non solo professionisti, ma pure bravi professionisti, questo io non l’ho mai messo in dubbio.
    Forse è questo che non riesco a farvi capire…
    Il problema è una locandina che non va!
    Possibile che una volta mostrata agli organi competenti, solo per sapere se vi ravvisavano qualcosa di anomalo, questi abbiano sgranato gli occhi e chiesto come fosse possibile?!
    Quanto alla diffusione a macchia d’olio Sig. Righi, non è proprio così falso…lei correttamente come ha detto l’ha tolta, ma dovrebbe sapere che su uno condivide, e se poi due condividono, e se poi tre per ciascuno dei due condividono……non è a macchia d’olio, di più…
    Ma ormai quello che è stato è stato, no?!
    Le aggiungo inoltre, che nelle nostre zone, ma questo vale per esempio per la FIJLKAM ( conoscete la FIJLKAM?!) così come per altri enti e società sparse per tutta Italia, un invito, non solo non lo si fa per telefono o a voce, ma in una forma scritta, e scritta a modo, rivolgendosi peraltro alla persona che riveste il ruolo e la competenza per poter accettare o declinare l’invito.
    E mi perdoni, Sig. Righi, anche se con tutta la buona volontà e le migliori intenzioni, questo non è avvenuto…
    Mio figlio, come suo figlio o figlio di altri, può trovare su fb questa cosa, proprio in funzione della condivisione…non le basta?!
    Allora, e concludo.
    Io ho fatto i miei passi per SEGNALARE questa cosa che secondo me usciva dalle righe, e solo per segnalarla.
    Che poi sia stata leggerezza da parte del Sig. Righi, o estrema leggerezza da parte dell’amministrazione comunale questo non importa.
    Basti leggere, cosa sempre pubblica, la perla delle perle dell’Assessore Tafani :
    “Ciao Gianni Colombini, ti ringrazio per la segnalazione, come avrai avuto modo di vedere dalla delibera di giunta, non erano assolutamente menzionate attività del genere, una cosa è la difesa DA ARMI ed altra cosa è la difesa CON ARMI, stiamo provvedendo tramite ufficio sport a contattare l’organizzatore per eliminare quello stage. Grazie ancora. Saluti.”
    Questo dovrebbe bastare a chiarire la posizione dell’assessorato allo sport di Siena.
    Lei , Gent.mo Dott. Colombo, nella sua prima risposta su questo Blog, pubblico le ricordo, mi ha messo in bocca cose che non ho detto e pubblicazioni che non ho fatto, dichiarando cose non veritiere, e trasformando i miei “pareri” in “giudizi” che sono cosa un pò diversa.
    E a me sinceramente, visto che predica tutti i più alti valori umani, piacerebbe una correttiva, visto che potremmo ravvisarci qualcosa che ha un certo nome…cosa che ho chiesto pure all’assessore di sollecitare…non di certo la inviterò a singolar tenzone…
    Ma, andiamo avanti…
    Il sig.Righi sa come e dove contattarmi, perché non mi nascondo, non avendo da nascondermi.
    Mi auguro che, come ho chiesto all’amministrazione comunale in maniera ufficiale, riusciranno a dirimere questa diatriba che da una loro disavvedutezza è stata generata e questa dialettica sia destinata a terminare.
    Ah, in tutto questo mi sia riconosciuto che non ho parlato di soldi investiti, di costo dei biglietti e di altro…sono rimasto solo sul piano umano….

    con rispetto

    Gianni Colombini

  7. mio Dio, se si mettesse questo impegno nella politica locale! lo dico sempre al mi’ marito, ma niente, meglio la partita! Ma non vedete come siamo finiti?

  8. Allora, nel mio commento che Muzzi ha cancellato scrivevo che riguardo alla locandina ho già ripetuto per ben due volte i motivi di quella scelta. Che L’Assessore od altri come lui di primo acchito non l’abbiano compreso possiamo capirlo. Lo abbiamo spiegato e qui, per la terza volta ma in modo molto sintetico,gle lo ripeto: per armi bianche nella tradizione italiana ci si riferisce ad una grande varietà di oggetti, non solo coltelli e lame in genere, ma anche strumenti di lavoro o più semplici oggetti di uso quotidiano e persino indumenti. Per secoli la gente del popolo, alla quale era vietato (come oggi) il porto di qualsiasi arma ha utilizzato queste tecniche per difendersi da criminali e teppisti. È un diritto riconosciuto al cittadino anche dall’ordinamento attuale. Dovrebbe essere infatti nozione comune a tutti i praticanti di arti marziali che non è possibile difendersi da tecniche che non si conoscono. Se si vuole evitare un pugno o una proiezione occorre sapere come si eseguono correttamente queste tecniche. Il coltello e le armi bianche in genere non fanno eccezione. Le tipologie di arma impiegate, i modi e le traiettorie per scagliare i colpi, come nascondere l’arma per cogliere di sorpresa la vittima sono molteplici, e averne una nozione aumenta nelle persone la consapevolezza di quanto sia pericoloso restare coinvolti in certe situazioni con persone senza scrupoli.
    Tutto ciò per noi (e per la gente del popolo che per secoli ha dovuto affrontare ogni genere di delinquenti) è una realtà oggettiva tanto quanto il fatto che oggi è il 20 febbraio. Lei non è d’accordo? Benissimo, è suo diritto. Come è suo diritto protestare col Comune per la gestione dei soldi pubblici e per qualsivoglia irregolarità procedurale. Parimenti il comune ha diritto di chiedere il ritiro della locandina, la cancellazione dello stage e quant’altro in suo potere. Lei (anzi direi voi) però non vi siete fermati a questo. Siete partiti in quarta cominciando a scrivere, non si è ben capito perché, di sport (MMA e Thai boxe) che non dovrebbero essere visti dai minori, di discipline che anzi non sono sport ma brutalità, che non hanno valori eccetera. Insomma, un innegabile attacco a Fight1 (e dite anche di non averci mancato di rispetto, convinti voi). Tutto questo lo può leggere chiunque nei vostri precedenti scritti. Ho replicato punto per punto a queste affermazioni con dei dati oggettivi, ognuno trarrà le sue conclusioni. Per tutti quelli che invece vogliono un confronto leale ed aperto noi siamo sempre disponibili ad allenarci con tutti.
    Guido Colombo

    1. Consiglio vivamente la lettura del codice per quanto riguarda le armi bianche. Detto questo ho ospitato lei e le sue idee su questo blog. Credo però che ora la mia ospitalità comincia a venire meno. Lei ha detto la sua noi la nostra. In bocca al lupo per tutte le sue attività.

  9. Vorrei l’ultima replica, dato che il Dott.Colombo, che, in un modo o in un altro, troppo spesso sta facendo riferimenti al mio nome in maniera sconsiderata…
    Intanto scusi.,..ma lei come giornalista professionista, riesce a diversificare tra “tradizione italiana” e normative di “Polizia Giudiziaria”?!
    No, perché questo mi pare fondamentale…
    Perché è pur vero che a casa mia potrebbe esserci la tradizione di festeggiare i begli eventi sparando con pistola e fucile, ma…mi pare che la legge sia ben chiara a riguardo…
    Armi bianche o armi improprie…?!?!
    Mmmmhhh…
    Le allego questo, tratto dal sito della polizia di stato…:
    “Le armi improprie”
    Come si è accennato le armi improprie si distinguono in due categorie: le quattro specie indicate nel co.1 dell’art.4 della legge 1975/110, di cui è vietato il porto in modo assoluto, e quelle indicate nel co.2 dello stesso articolo, il cui porto fuori della propria abitazione o appartenenze di essa è consentito solamente per giustificati motivi. L’inosservanza è sanzionata dal co.3 dello stesso articolo. Se il porto avviene in una pubblica riunione si applica anche la sanzione di cui al successivo co. 5. L’arresto facoltativo in flagranza, sopra previsto per le armi bianche, si applica negli stessi casi anche per il porto delle armi improprie.
    Le armi improprie si possono acquistare liberamente e non è richiesta la denuncia di detenzione.
    “Armi bianche: nozione e differenze”
    La definizione di arma propria degli strumenti da punta e taglio, la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona, si desume dalla correlazione tra l’art.30 co.1 della legge di pubblica sicurezza (“sono armi proprie quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona”) e l’art.45 del relativo regolamento esecutivo (“Per gli effetti dell’art.30 sono considerati armi gli strumenti da punta e da taglio la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona, come pugnali, stiletti e simili”).
    Non sono considerati armi per gli effetti dello stesso articolo, gli strumenti da punta e da taglio che, pur potendo occasionalmente servire all’offesa, hanno una specifica diversa destinazione, come gli strumenti da lavoro e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, sportivo, industriale e simili.
    Rientrano nella categoria delle armi bianche, ma l’elencazione non è esaustiva, i bastoni animati, caratterizzati da una lama inserita nella cavità ricavata al loro interno e gli oggetti simili ai pugnali e agli stiletti, quali le sciabole, il coltello a molla o molletta (dotato di un meccanismo di estrazione a scatto della lama e di fissaggio della stessa), le baionette che originariamente erano considerate armi da guerra. La balestra, originariamente classificata dalla giurisprudenza arma propria, successivamente è stata definita arma impropria.
    Gli oggetti da punta e da taglio non considerati armi dall’art.45 co.2 del reg. esec. della legge di pubblica sicurezza sono definiti armi improprie, così come tutti gli altri oggetti indicati nel co.2 dell’art.4 della legge 18.04.1975 n.110 (“bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa della persona”).
    È controversa l’attribuzione della qualità di arma propria o impropria agli oggetti indicati nel co.1 dell’art.4 della legge 1975/110 (“mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere”), che per la loro intrinseca offensività potrebbero essere considerati armi proprie non da sparo, ma in contrasto con la classificazione normativa.
    Al riguardo si ritengono condivisibili le seguenti osservazioni circa la natura di armi improprie degli oggetti sopra indicati:
    1. il co.4 dell’art.4 della legge 1975/110 vieta il porto delle armi nelle riunioni pubbliche anche alle persone munite di licenza ed il comma successivo estende il divieto del porto nelle riunioni pubbliche agli “strumenti” indicati nei commi 1 e 2 dello stesso articolo; quindi gli oggetti indicati nel co.1 sono espressamente definiti strumenti; inoltre se fossero stati considerati armi non ci sarebbe stato motivo di ripeterne il divieto nel comma successivo al quarto;
    2. l’art. 704 n. 1 c.p. nel definire le armi si riferisce solamente al co.2 n.1 dell’art.585 c.p. “quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona” escludendo quindi dalla nozione di armi gli oggetti indicati nel n.2 dello stesso comma, cioè “tutti gli strumenti atti ad offendere dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo” (gli strumenti di cui è vietato il porto in modo assoluto sono appunto quelli indicati nel co.1 dell’art.4 della legge 1975/110).
    È infine da chiarire che l’ampia definizione di armi, comprensiva delle proprie e improprie, contenuta nel co.2 dell’art.585 c.p. non è in contrasto con quanto finora esposto, perché il legislatore con questo articolo, intitolato “circostanze aggravanti”, ha inteso solamente dare rilevanza unitaria sotto il profilo delle aggravanti ai due tipi di armi, se utilizzate per la commissione dei reati di cui agli articoli 582, 583, 584 c.p. e per altri illeciti penali.
    Così almeno è sotto gli occhi di tutti…
    il resto e cioè tutto quello che riguarda il porto, le sanzioni, e quant’altro, chi vuole lo trova sul sito della polizia…
    Le vorrei anche dire, come peraltro ho detto di persona a Fabrizio Righi, il quale potrà darle i miei riferimenti, se desidera, che sta scrivendo delle cose non vere nei nostri confronti…e questo, tanto per essere chiari, a casa nostra si chiama diffamazione…per non parlare di quello che lei ha detto su di me nella sua prima risposta…
    Per esempio lei, nella sua ultima risposta, al rigo
    decimo dalla fine dello scritto parla di minori, all’undicesimo di brutalità…ma rileggendo i post, e gli articoli non mi pare che abbiamo detto questo…
    Proprio stamani ho avuto un colloquio con Fabrizio Righi, e credo che abbia capito, spero, almeno quale è il problema…
    Ci sono dei siti, sui quali era pubblicizzata la locandina che avvisati dal sig.Fabrizio, compreso il suo problema hanno prontamente modificato la locandina ( solo in parte..) o addirittura tolta.
    Lei come lo chiama questo atteggiamento?!
    il suo sito no!
    Ognuno trarrà le proprie conclusioni…
    Dato che, come torno a ricordarle, e a ricordare a tutti quelli che leggono, il problema è la pubblicizzazione di un evento.
    E qua ecco la perla delle perle…..entra in gioco la lingua italiana…
    “tecniche di coltello italiano per la difesa personale”
    Intendo….”studio di tutte quelle tecniche attraverso le quali con un coltello posso difendermi”
    Mi scusi….ma…il coltello dove lo trovo, lo acquisto al momento?! lo raccolgo per terra?!
    non le viene in mente che potrebbe intendersi ” studio di tutte quelle tecniche attraverso le quali con un coltello che HO con me posso difendermi”?
    Perché questo è quello che suscita la famosa locandina….e se non sbaglio la famosa etc etc…di polizia giudiziaria recita bene a riguardo…
    Non si poteva promuovere un qualcosa di minor impatto mediatico?!
    Che so….”tecniche per difendersi da persona armata di coltello”…
    Le aggiungo in precisazione a quanto lei dice nella sua seconda risposta, che per avere il patrocinio di enti, non c’è bisogno di nulla, della serie “lo faccio e va bene a tutti”, che esiste una normativa ben precisa sul territorio nazionale, per la pubblicizzazione di eventi,con l’utilizzo del marchio, logo, simbolo dell’ente promotore-patrocinante, e guarda caso, ho qua davanti a me le normative di Milano, Legnano,Legnago, Varese ( vado avanti?!), nonché, perla rara, quella di Siena…. “deliberazione di giunta comunale n.67/2010 Criteri per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici per progetti, iniziative ed eventi di associazioni che non abbiano fini di lucro – Atto di indirizzo politico amministrativo”
    che può leggersi tranquillamente….e che guarda caso è del tutto simile alle altre di tutta Italia….
    Le aggiungo inoltre che ciò che verrà pubblicizzato deve venire approvato dalla giunta comunale, e non da un qualunque dirigente, 45 giorni prima, dopo di che, una copia deve essere archiviata.
    Il problema è che L’amministrazione ha giocato sulla buona fede dei Fabrizio, e questo non va bene ( capisce ora il problema dove sta?! ), lei dal canto suo una mano non gliela sta dando replicando con con argomenti che spaziano dovunque e poco attinenti al problema, avventurandosi anche, come le ho già detto, in affermazioni poco veritiere nei miei confronti…
    Questa patata bollente, è stata messa sul fuoco dalla massima disattenzione di una amministrazione, con superficialità, e con la superficialità di una organizzazione.
    Io non ho soluzioni.
    “Mi dispiace che adesso chi sta sull’incudine e aspetta il martello, si trova nei problemi…
    L’organizzatore dovrà seguire le decisioni di coloro che pubblicamente hanno già espresso il parere, che adesso, le riporto…essendo pubblicata sul web…:
    Leonardo Tafani Apprezzo quanto scritto da Gianni Colombini, i nostri principi valoriali sportivi collimano in pieno e nulla hanno a che vedere con l’insegnare una difesa CON COLTELLO piuttosto che DA COLTELLO, insegnando di fatto ad andare a giro con un arma….. quindi non potevo che scusarmi per non aver vigilato adeguatamente e ringraziarlo per le tempestiva segnalazione e difatti, da subito, ci siamo adoperati per far rimuovere quelle inopportune immagini. E’ un piacere quando le critiche giungono in maniera costruttiva e propositiva. Per me è normale metterci la faccia, credo dovrebbe essere prerogativa di ogni persona che abbia deciso di raccogliere l’onere di un incarico pubblico. Se si spera di poter rappresentare una comunità certo non ci si può esimere dal confrontarsi con essa.
    19 febbraio alle ore 0.09 ·”
    aggiungo…:
    “Leonardo Tafani Ciao Gianni Colombini, ti ringrazio per la segnalazione, come avrai avuto modo di vedere dalla delibera di giunta, non erano assolutamente menzionate attività del genere, una cosa è la difesa DA ARMI ed altra cosa è la difesa CON ARMI, stiamo provvedendo tramite ufficio sport a contattare l’organizzatore per eliminare quello stage. Grazie ancora. Saluti.
    17 febbraio alle ore 15.53 ”
    Spero che L’amministrazione, nella figura di Leonardo Tafani, assessore allo sport, che credo uomo di sport, e persona stimabile, non torni indietro su quanto pubblicamente scritto e troviate insieme una soluzione adeguata….
    Con rispetto

    Gianni Colombini

    P.S. mmmhhh…magari se togliesse la locandina dal suo sito…visto che non ha patrocinio, e quindi è fuori regola….Fabrizio Righi sarebbe contento…perchè so che glielo ha chiesto…

  10. Guardi, la normativa italiana in tema di armi e difesa personale la conosco benissimo anche perché è materia di studio nei nostri corsi e dato che sia in passato che oggi abbiamo avuto ed abbiamo allievi tra le forze dell’ordine, ad esempio: http://rietinvetrina.it/all-interforze-di-rieti-un-corso-di-autodifesa-professionale/
    http://www.mepradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3321&Itemid=87
    Tra l’altro, visto che è così attento nel monitorare i nostri siti, avrà sicuramente notato il link in materia pubblicato sulla nostra pagina Facebook il 17 gennaio scorso.
    Ho già ampiamente spiegato lo scopo e la metodologia del seminario ed in generale della nostra attività di studio della difesa personale. A questo punto o non vuole o non riesce a capire, in entrambi i casi mi son stufato di provarci.
    Per il resto, non c’è nulla di illegale in quello che facciamo e di diffamatorio in quanto ho scritto. Se è di diverso parere si rivolga alla magistratura. Lei non è un pubblico ufficiale e non può vietarmi od impormi nulla.
    Buona sera
    Guido Colombo

  11. E’ innegabile che la locandina sia fuorviante. Talvolta per uscirne “bene” basta ammettere di avere sbagliato. Fino a quando questo non succederà sarà impossibile il rispetto che auspicate, in politica, nello sport, nella vita. Nella bell’Italia dove tutto sembra concesso e concedibile, dove tutto può essere aggirato, almeno nello sport MINORE cerchiamo di mantenere l’onestà e la voglia di far funzionare le cose “pulite”. Ciascuno è libero di fare e andare a vedere, anche a pagamento, qualunque manifestazione venga proposta (in modo legale), ma non offendiamo le intelligenze altrui vendendo “pan per focaccia”.

    Un’atleta e tecnico di judo qualunque, una madre qualunque, una donna qualunque, una cittadina di Siena, d’Italia e del mondo, qualunque……

    Chiara Magini

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