Editoriale de IL SANTO – Ciao Babbo Monte è stato bello finchè è durato!!!

E così ci siamo! Il dado è tratto!! Quello che non era riuscito a Mussolini durante il ventennio fascista è riuscito a un gruppo di persone in soli 10 anni. In questi dieci anni siamo riusciti a giocarci il prestigio dell’Università e la Banca, due gioielli che hanno resistito al Duce, che li voleva togliere ai senesi, ma non hanno resistito ad una classe politica e dirigente a dir poco inadeguata. Almeno i senesi, fascisti e non, in quel periodo si unirono e riuscirono tramite i loro rappresentanti a salvare le due istituzioni secolari, convincendo Mussolini a ripensare al piano di nazionalizzazione per il Monte dei Paschi e a non chiudere l’Ateneo Senese. Oggi i senesi sono affaccendati in ben altre questioni, poco importa se la FONDAZIONE scenderà al 2,5% sul capitale della Banca, poco importa che chi ha causato tutto ciò continua a fare passeggiate con gli amici e  il partito che ha prodotto questi uomini sia sempre al comando delle istituzioni senesi. Poco importa del passato, bisogna guardare al futuro e allora i senesi pensano al futuro della Città, un futuro pare legato inesorabilmente al nuovo Stadio di Calcio. Sui social network non si parla quasi più di Università o di Fondazione, ma ci si spertica in diatribe per il nuovo progetto per lo stadio, si raccolgono firme e ce ne freghiamo se la Novartis lancia messaggi inquietanti (clicca e leggi). Un progetto che ha gli stessi slogan di quando la banca Monte dei Paschi acquistò Antonveneta: Mps con l’acquisto di Antonveneta è un fulgido esempio di classi dirigenti orientate dall’interesse generale. Il clima è lo stesso comprese le truppe cammellate che si scagliano contro chi solleva dei dubbi. Quello che penso è che i senesi si meritano proprio quello che gli sta capitando, perché non hanno una visione di ciò che gli succede intorno. La mentalità è ristretta al proprio orticello e quindi via lancia in resta a difendere quello che pare la manna dal cielo. Non sono mai stato pessimista, ma il futuro di questa città lo vedo nero che ci sia lo stadio nuovo oppure no!

Mps, la Fondazione cede un altro 6,5%  Siena ‘perde’ la sua banca dopo 5 secoli

Così Siena si è giocata la banca

7 replies to “Editoriale de IL SANTO – Ciao Babbo Monte è stato bello finchè è durato!!!

  1. Quindi i cavalli per il prossimo Palio……direttamente dal Messico!!! Con i contradaioli a chiedere la possibilità di usare Piazza del Campo……..visto che le corride e gli incontri nelle gabbie rendono di più!!!!

  2. naturalmente ora che i “rossi” non ci sono più la banca va a goinfie vele, tutti vogliono le sue azioni! i guastatori sono a curare le liquidazioni!

  3. Caro Santo, duole sottolineare che ancora, purtroppo, non è finita. Il cerchio si chiuderà definitivamente quando tutto quanto gravita attorno a Palazzo di Giustizia in materia di Banca MPS, finirà senza colpevoli o peggio ancora in prescrizione.

  4. Quello che penso di tutta questa vicenda è racchiuso nelle tue ultime 5 righe. Lo abbiamo scritto, ripetuto, pontificato in maniera ironica, sarcastica, faceta e semiseria oltre che serissima e addirittura con toni da ultimatum. Quindi non c’è miglior medicina della selezione naturale: chi saprà sopravvivere con idee e iniziative proprie vedrà il futuro, gli altri espatrieranno! Io del resto non ho più moLto interesse per le cose che costituiscono oggi il vanto dei senesi, tra cui le squadre sportive che gravitano nelle alte sfere dei campionati di riferimento, e quel contenitore vuoto di cultura e ripieno solo di inutile ignoranza e presunzione che è diventato il palio…questo palio, con la minuscola. Quello che abbiamo conosciuto e di cui ci eravamo innamorati era altra cosa, con in primis una palestra di vita e di insegnamenti che oramai fanno bello sfoggio di se solo nelle retoriche delle frasi fatte e dei vanti di quel che fu. Il mio non vorrebbe essere un de profundis, ma purtroppo non credo molto ai miracoli e se qualcosa si salverà sarà solo per merito di persone che riusciranno a dare un colpo di ramazza a quei manigoldi che negli ultimi anni hanno causato tutto ciò!

  5. Caro Santo
    il tuo editoriale sintetizza in modo mirabile la situazione.

    Riflettendoci mi sovvengono alcune riflessioni che in sintesi rappresento:

    la perdita del Monte da parte della città ha origini molto lontane e a mio avviso è fuorviante imputare tutte le “colpe” a quei soggetti che sono attualmente sotto processo;

    dalla data della privatizzazione 1995 al potere in questa città c’è stato sempre e solo un partito che ha cambiato nome, ma non mi pare il modo di governare, quindi quanto sotto il profilo politico risulta un po’ difficile che se ne chiamino fuori, e questa responsabilità non può essere rifutata neppure dai diversi soggetti che hanno operato all’opposizione protempore vigente (la composizione dei CdA della banca insegnano)

    il management della banca è stato fino ad un certo punto di alto profilo, erano gli altri istituti che venivano a “pescare” al Monte e non viceversa e tutti o per la gran parte erano come si dice “prodotti della cantera”. Quando l’infausta presa partitica è arrivata a livelli da “garrota” i personaggi assurti al top non sono stati all’altezza della situazione (e sono generoso)

    tralascio ogni valutazione sull’attuale management della banca, segnalo solo i risultati economici mostrati e sono ormai più di due anni che sono “al potere” , gli interventi sui dipendenti che stando alle voci che circolano (infondate?) in più di un caso sono stati “brutali”, ad opera anche di chi fino a poco tempo prima lavorava fianco a fianco con le persone “cacciate” e, dulcis in fundo, il clima interno che non sarebbe proprio idilliaco (voci sempre infondate?)

    i cittadini senesi o non hanno ben capito che cosa è successo e che quindi il bancomat Monte non esiste più oppure lo hanno capito benissimo e si sono preparati per tempo all’armageddon (non si capirebbe altrimenti “l’enorme” interesse suscitato dal progetto del nuovo stadio che non si sa bene chi favorisca e chi no..; ricordo che Siena conta circa 56000 abitanti e non mi pare che negli ultimi tempi siano cresciuti (tralasciando ovviamente gli studenti); un conto è parlare di stadio modello Juventus in un agglomerato urbano di oltre 1 milione di abitanti, un altro è discuterne in un centro quanto meno più contentuo. Questa vicenda mi ricorda tanto quella dell’aereoporto di Ampugnano….

    the best is yet to come

    jl

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