Libero Contributo – Ho deciso che non vedró il Palio : non mi ci riconosco più!!! – di Eugenio Neri

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Mi perdonerà Eugenio Neri, se rubo un suo post su FACEBOOK per la rubrica LIBERO CONTRIBUTO, ma l’argomento che ha toccato è forte e rispecchia in toto le mie idee su come è cambiata la Contrada. Una Contrada talmente diversa da quella che mi era stata insegnata, che non mi appartiene più e da qualche anno non vivo più. 

Ho deciso che non vedró il Palio : non mi ci riconosco più. Ne hanno ucciso la spontaneità, l’hanno fatto diventare una cosa “ippica”, lo hanno regalato ai turisti e al mondo togliendolo a noi, della riserva indiana. Ci hanno anche fatto pesare quanto costa, senza considerare che è (stato) da sempre l’anima bella di Siena. Ormai è popolato di personaggi ignoranti e beceri che si credono contradaioli, proprio perchè vestono i panni dei beceri, quando invece ogni sforzo in passato era rivolto verso la dignità e la misura ( soprattutto nelle persone più umili).
Buzzurri che si autoincaricano di bloccare le vie del rione alle persone a piedi ( ah si disturba il cavallo!).

Eppoi la televisione ha ucciso la voce per le strade e gli stereotipi sgrammaticati sono diventati modelli.
Non c’è più gioco nè giostra , le rivalità sono inimicizie, perdute nello spirito, svuotate, nella consapevole frustrazione che contrade e dirigenze non sono i veri attori.
Dove è il gioco , chi si diverte più?!

Letale è stato il bisogno di normalizzazione di una follia troppo folle ( inconcepibile per i tempi moderni e per le amministrazioni) che ha ucciso la spontaneità barattandola con delle regole, stirando fino alla rottura il concetto che il palio è una cosa viva e dunque si puó cambiare. Ed è stato cambiato. Non è vero, il palio non è cambiabile ad libitum. La resistenza e la vitalità di questo gioco complesso, espressione di una società complessa, non è bastata a tamponare tutto quello che è successo e il limite tra un corpo vivo e uno conservato in formalina non è facilmente apprezzabile ma lo percepisco con lucida tristezza.
Abbiamo barattato una città di bastian contrari ribelli con una società omologata e conformista, invidia in cambio della sana orgogliosa litigiosità. Il risultato è l’uccisione e l’imbalsamazione della festa, impeccabile ma morta. E Siena subirá la stessa sorte. Una speranza le contrade la mantengono viva mostrando la loro essenza a sprazzi , in occasioni diverse dal palio.
Lo confesso:
avrei voglia di rivincerne uno e riabbracciare quei tanti che non ci sono più e non perdersi in una massa di sconosciuti che forse non sanno nemmeno come gioire in maniera differente da un gol (poveretti).

Questa è la Siena di oggi.

Ps.
È Giusto che i posti alla mossa li comprino in texas su internet .. O su ebay dal Michele Pinassi ( sto scherzando Michele : apprezzabile gesto !)

Eugenio Neri
Eugenio Neri
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5 Replies to “Libero Contributo – Ho deciso che non vedró il Palio : non mi ci riconosco più!!! – di Eugenio Neri”

  1. no cari amici, troppo sommario il giudizio, palio e contrade sono sempre cambiati nel corso del tempo e questo atteggiamento di ripulsa totale del tutto sentimentale e superficiale non porta a niente. Le contrade sono una delle poche cose funzionanti oggi in città, volete distruggere anche quelle? Ognuno nel suo cerchi di migliorarle, ma non partiamo con queste campagne generiche e inutili.
    S’impegni di più in consiglio comunale, dottore, mi creda, sarebbe più utile. Perché ieri non ha fatto un’interrogazione urgente sul trasferimento della biblioteca di Lettere? Mia figlia mi dice che si sta preparando il classico “troiaio” senza tener conto di alcuna programmazione a livello cittadino. La biblioteca Briganti che fine fa? Non va vista assieme? Tanto 930, come dice Sunto, pensa al dormitorio per pellegrini al SMS per facilitare il lavoro degli albergatori o fa inutili incontri. Che avete saputo del solito rituale di giorni fa con gli stranieri, presente la Piccinni da decenni dirigente scientifica nella fabbrica del SMS come ora in Capitale Cultura? Che novità sono venute fuori non l’ho visto in nessun articolo.
    E’ questo il rinnovamento renziano senese? Ma poi, a proposito, lei non era anche tra i sostenitori di Ceccuzzi? Come discontinuità non c’è male don Valentini: Sacco preso ‘a sacco chiuso’, Piccinni idem ecc. Gli intellettuali senesi, Barzanti in prima linea, che dicono? Meglio pensare al devoto Bartali?
    Le chiedo scusa anticipatamente, distinta Professoressa, se ho raccolto informazioni sbagliate tra una tegamata e l’altra.

  2. Detto che la critica mi sembra alquanto “romantica” e fotografi con scarsa lucidità le pecche, per usare un eufemismo, del monto Palio-Contrade, cara “massaia incavolata” “Le contrade sono una delle poche cose che funziona in città”… e per cosa funzionano!? per bruciare centinaia di migliaia di euro da dare in una emorragia continua ai fantini o stornarli “in altro modo”…e mi fermo qui… per creare immense macchine da soldi con cene, cenini, colazioni, fiere, feste ecc… sempre per raggranellare soldi per il motivo di cui sopra!? il tutto esentasse e a costo del lavoro pari a 0… chissà contenti gli esercenti “ufficiali”, oppure per chiedere mostruosi scoperti in Banca a Palio vinto, mentre a un cristiano normale per prendere un mutuo di 150.000 euro viene chiesta in garanzia anche l’aria che respirano,
    La critica al Palio a mia modestissima opinione è una e una soltanto, quando un “gioco” diventa un costo sociale, bisognerebbe iniziare a riflettere su rapporto benefici/danni… la critica alle Contrade invece è che ritornino ad avere una finalità di “mutuo soccorso” invece di essere industrie del divertimento per fini di lucro paliesco…
    E siccome siamo in tempo di vacche magre, e purtroppo il bello ha da venire, voglio fare un esempio per “creare posti di lavoro”…se qualcuno che comanda fosse più lungimirante, invece di fare le minchiate di un giorno coi musei di contrada aperti per poi richiuderli alla mercè della polvere, che il Magistrato delle Contrade vada in Regione, chieda i contributi per Tirocini Retribuiti (su un totale di 500 euro mensili sono 300 euro a carico della Regione e 200 a carico del soggetto richiedente, ovviamente al mese) per n. 2 soggetti a contrada che potrebbero tenere il museo aperto ai visitatori (mezza giornata di lavoro ciascuno)… in un colpo solo avremmo i musei di contrada aperti sempre e si sarebbero creato, seppur temporaneamente e a turnazione, 34 posti di lavoro… ma forse le contrade non hanno 4.800 euro all’anno per cercare di dare lavoro o comunque un’esperienza che rimanga anche nei curriculum, a due dei loro contradaioli… forse è bene tenerli in canna per accumularli con gli altri e regalarli al primo che passa per stare in groppa a un cavallo….
    Il bello a da venire….

  3. molte cose giuste, ok andiamo in questa direzione, son bene d’accordo, #thinkdiffer, questa è critica positiva, ognuno tiri fuori il problema dalla sua posizione, ma senza gettare il bambino!

  4. questa del Neri è come tagliarsi le palle per far dispetto…ma ha tutte quelle Madonne accanto, si vede che era ispirato!

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