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La Rubrica di Daniele Magrini – La malasuerte Mps e il tifone-Scaramelli

5 settembre 2014

Daniele Magrini

 

foto«Come prima più di prima». Lo slogan della Festa de L’Unità di Siena, che vorrebbe trasmettere messaggi diversi, visto così sopra la testa di Marcello Clarich, è lievemente inquietante. Perché la Fondazione Mps che Clarich presiede da poche settimane, prima «aveva un patrimonio di 6-7 miliardi, oggi di 600-700 milioni». Un tesoro eroso fino ad essere un tesoretto in quegli anni del sacco di Siena, che Clarich, intervistato da Mauro Bonciani del Corriere Fiorentino, dice di aver seguito seppure da lontano, ma con attenzione. Solo che quando gli chiedono quale idea si sia fatto dei motivi dello scempio, Clarich fra varie ragioni di natura macroeconomica, la congiuntura internazionale, e dopo aver convenuto che «qualche errore chi era ai vertici lo deve aver fatto», ci mette anche la sfortuna.

Insomma, aggiunge il tema della malasuerte – lo spagnolo ci sta bene a rimembranza del Santander –
al repertorio tipico di tutti coloro che non ci stanno ad attribuire lo scandalo di Siena ad un autoctono potere locale corroborato dalle ramificazioni nazionali. Sul tema delle azioni di responsabilità è più efficace il presidente della Fondazione Mps: rivela che proprio il giorno prima ha avuto un incontro a Milano con il professor De Bona, riconosciuto luminare in materia, per affinare le strategie delle azioni di responsabilità. Si inquieta dicendo di non spiegarsi perché si sia messa in dubbio la volontà di andare avanti nelle azioni, «dalle quali – dice – auspichiamo risorse, almeno 500 milioni dei 3 miliardi richiesti, per rimpinguare il patrimonio». Ecco perché nel mirino ci saranno soprattutto advisor e banche. E la costituzione parte civile al processo di Milano contro Mussari e Co. , anche se non la esclude, non pare essere nelle priorità del presidente. Per pragmatismo, non per altro.
Perché i singoli non potranno sborsare granché. Pochi fronzoli e niente politichese sembra essere il codice comunicativo di Clarich, che oggi apre in Deputazione Amministratrice il dossier delle sofferenze delle partecipate. Che soffra tanto la Sansedoni lo si sa: è in rosso di decine e decine di milioni e prima o poi sarà il caso di sapere. Ci sono poi 32 milioni di debiti per la Fondazione sud, altri 30 per la Fises. Insomma arrivare a cento e passa milioni è un attimo. E Clarich, che promette trasparenza, dice che i debiti vanno pagati. Poi c’è l’incognita di un possibile nuovo aumento di capitale della banca e si fa presto a ridiscendere in quel patrimonio appena riportato a nuova vita dalla gestioneMansi. Eppure la prospettiva delle erogazioni è già in valzer e fioccano le richieste. Tanto che Clarichlancia un appello: «State calmi se potete».

Tra le priorità mette comunque la Chigiana, e non si avventura in altro. Nemmeno pronuncia il Santa Maria della Scala che pure avrebbe fatto piacere al sindaco Valentini, assiso alla sua sinistra, in serata corrucciata e anti-giornalisti. A destra c’è invece Bezzini, che non si sottrae dal ruolo di uno dei “padri nobili” della candidatura Clarich, ma lo fa con disincanto e volto disteso. Sorride anche prima del dibattito, ad un tavolo del ristorante con Guicciardini Valentini. Lui la presidenza della Provincia la lascia, gli altri sono in mezzo alla bufera per deciderla. E in più Bezzini lascia anche la politica di mestiere. Scelta che gli deve aver fatto bene allo spirito. Valentini ha indubbiamente molte più gatte da pelare. Il Patto del Bravio per Andrea Rossi presidente è già scompaginato. Lo stesso Rossi ha avuto la bella idea di firmare a favore della candidatura di Oreste Giurlani, sindaco di Pescia, per la presidenza regionale dell’Anci. La rivale in corsa è Sara Biagiotti, neo-sindaco di Sesto Fiorentino, renziana della primissima ora. E la circostanza corrobora di ulteriore significato la scesa in campo per la presidenza della Provincia di Stefano Scaramelli, leader dei renziani, nome forte, che già ha scatenato un vero e proprio tifone nel Pd, con effetti a catena: Guicciardini che gli chiede di recedere dalla candidatura eScaramelli dice di no; imbarazzi sull’asse Guicciardini-Valentini, in merito al Patto del Bravio. PerchéValentini non ci sta a far la figura di chi ha fatto una fuga in avanti da solo e indica proprio inGuicciardini uno dei “mandanti” della sera poliziana a base di pici.  Si risveglia la componente renziana dopo la pax congressuale. Juri Bettollini, membro della segreteria provinciale Pd, chiede le dimissioni del segretario comunale Mugnaioli, dopo l’epurazione dalla direzione comunale della giovane renzianaGinevra La Russa, rea di aver sostenuto Scaramelli dopo l’attacco estivo alla componente ceccuzziana. Di tutto questo Clarich nulla conosce e dopo tutto la Provincia sarà probabilmente depennata dal prossimo statuto della Fondazione come ente nominante. Un “gallo” in meno in un pollaio comunque pieno di trappole. Con la volpe, sempre in agguato.

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  1. Dantès
    6 settembre 2014 alle 9:05 am

    sì, sarebbe il caso che i renziani ritrovino un minimo di visibilità! Che siamo una provincia di poveretti incapaci di novità? Mi sembra si sia dimostrato che c’è bisogno di novità e discontinuità e che per ora Scaramelli e i suoi abbiamo fatto solo fumo, come il loro Capo…SVEGLIA!

  2. Giorgio finucci
    6 settembre 2014 alle 2:42 pm

    Vorrei solo fare una riflessione: si parlava di fondazione, per me equivale a parlare di Siena e del suo futuro. Presenti pochissimi, alle 21 eravamo veramente 4 amici al bar. Ma i senesi di giovedì sera, hanno da fare di meglio? La cosa è veramente preoccupante…. Dal pubblico tre interventi, Romolo, Daniele ed io. Tutti e tre in qualche modo a protezione di un patrimonio sociale di tutta la collettività…. Ma la collettività dov’era?

  3. Montepaschino tranquillo
    6 settembre 2014 alle 2:53 pm

    Semplice, caro dottore Finucci!
    la gente non ha più feeiing con il PD, che rigetta (più di ogni altro movimento). E’ tempo duro per chiunque ma loro forse sono veramente alla frutta. Non aiutateli!
    LEI DA’ UNA BUONA NOTIZIA! Mi scusi, ma dobbiamo venire a risentire le solite storie che leggiamo sui media? Voi siete volenterosi, non lo nego, ma questo è presenzialismo sbagliato, mi creda.
    DEVONO capire che nessuno li vuole più, che parlino di Fondazione o di…P/passera!

    • Magico Vento
      6 settembre 2014 alle 6:32 pm

      Sono d’accordo. Devono arrivare a contarsi…E a grattarsi il capo per quanto hanno combinato. Anche il modo di condurre la manifestazione, anche se vogliono presentarlo quale percorso innovativo, in realtà dice che la fortezza costa e che per spendere meno si prova a giocare in casa nei vada circoli. Secondo me è una sorta di dietrofront poi ognuno la vede come vuole….Come detto altrove, si scannino pure per ultime poltrone a costo zero. Ad oggi non hanno provato a risolvere un solo problema che ha la città…Tanto per ricordarne una: ” Non avrò pace fintanto che non sarà venuta fuori la verità su MPS…”

  4. Silvia
    6 settembre 2014 alle 11:41 pm

    se Clarich fosse stato invitato da Fratelli d’Italia o dai grillini ci sarebbe andato?
    Che ne dite voi?

  5. cantastorie
    7 settembre 2014 alle 12:08 am

    Ocio, oggi , domenica, il ballista per antonomasia renzie annuncerà il salvataggio dell’unità giornaletto semiclandestino ormai da anni. Con quali soldi? Boh,certo è che le feste dell’unità, come quelle di siena, non servono più a finanziare il partito ed il suo giornale.cvom i 4 gatti al bar al più si sostiene un manifesto funebre. Dunque: da dove vengono o v erranno i soldi per sostenere il (p)artitutccio (d)e’ noantri?

  6. Bea
    7 settembre 2014 alle 8:47 am

    ma la regola di dare parte degli onorari (dei 400 anche di gettone a ogni presenza a un CdA) è sempre vigente, vero? e allora le nomine non possono andare che ad iscritti (o chi ha promesso di fare come un iscritto: Clarich?) ancora più di prima!
    il merito si presume: sei un iscritto? e allora sei buono, punto e basta.

  7. Giorgio finucci
    7 settembre 2014 alle 9:56 am

    Quando si parla di banca o di fondazione, vado ovunque e dico quello che penso. Ho sempre scritto che banca e fondazione non sono temi ne’ di destra ne’ di sinistra. Credo che sia importante poter dare certi messaggi direttamente ai vertici ed ai politici e soprattutto credo che le occasioni per dare questi input siano poche e vadano sfruttate a pieno, indipendentemente da chi promuove gli incontri. Quando due anni fa andavo dicendo che bisognava vrendere tutta o quasi tutta la quota di MPS detenuta dalla fondazione, molti credevano che fossi suonato …. quando dicevo che Banca e fondazione avrebbero dovuto dividersi ed imboccare, ognuna, la propria strada, altrimenti la banca avrebbe mangiato la fondazione in pochi anni (aumenti di capitale) , molti non capivano… Fortunatamente, ora, abbiamo due enti autonomi, che possono continuare a dire la loro a livello locale, la fondazione, a livello nazionale, la banca. Sicuramente la classe dirigente si è fumata una valanga di miliardi, che non torneranno, proprio perché fumati… Ma siamo riusciti, comunque, ad avere una fondazione più piccola, ma viva. Credo che anche la banca sarà messa definitivamente in sicurezza. Concludo osservando che se i senesi non si impegnano e non partecipano a discussioni su questi temi, secondo me, perdono occasioni importanti per far ripartire la città. Partecipare, non vuol dire ossequiare, ma dire la propria e dare idee che, forse, possono contribuire al bene comune.

  8. fausto
    7 settembre 2014 alle 10:05 am

    Questa volta ha ragione Finucci. Gli assenti hanno sempre torto, come alcuni dicono sempre. Andare a casa loro, a guastargli la festa, ad evitare che pur tra pochi intimi (ma quanti erano? ) si dicano bravi e la stampa presente possa riportare che va tutto bene non va loro permesso. Non so se e’ merito di Finucci e gli altri, ma guarda caso la notizia della volonta’ di andare avanti con l’azione di responsabilita’, con la revisione dello statuto e con il riassetto delle partecipate e’ iniziata a deflagare anche sulla stampa nazionale.
    Bene cosi’

  9. Maria Lupi
    7 settembre 2014 alle 4:58 pm

    Sarà? Pensate che possano recepire le idee buone se non le hanno già partorite e collimano con i loro interessi? Io ne dubito, ma la buona volontà va premiata e soprattutto va premiata la volontà di far sapere, perché i media tacciono o c’è chi è lontano e non può leggerli (come me). Ma ci sono altre cose che a quanto pare nonostante gli incontri pubblici e quanto si è scritto mille volte non si correggono. Guardate caso Capitale Europea.
    Sacco ha detto che ci sarà rigido controllo europeo sull’uso dei fondi: che cosa vuol dire? Pensate mai che a Bruxelles possano sindacare se i fondi sono dati alle tessere o al merito? L’annuncio di Sacco è ESTREMAMENTE GRAVE (x il sindaco chiacchierone è normale?) e richiede interrogazione/mozione urgente.
    Ma il difetto è nel manico. Il Comune non doveva promuovere un Comitato ma gestire con propria commissione e dare consulenze (anche a Sacco certo) MA gestire in prima persona in modo da render conto. Un Vedovelli con gli attributi dava la linea del Comune, non Sacco e perciò gli consigliavo di andarsene sdegnato, motivando!
    Qui si fa tutto per nascondere le procedure, come al solito (progetti Fondazione MPS). Addaveni’ il renzismo e con l’Inquisito di nuovo presidente della regione non ci sono speranze. Benefici? Andrei cauto: La Fondazione ha erogato anche 200 milioni ANNUI: ma avete visto voi il nuovo modello di sviluppo? No, deficit di Aeroporto, Biotech, Sansedoni, fises, Comune, università.
    Perché può cambiare? Un bonomo come Sacco chiacchiera solo…

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