AZIONE DI RESPONSABILITA’ CON IL CASO LUCA BONECHI E LE MANCATE DIMISSIONI NEL CDA DI BANCA MPS
Mps: ha da passa’ o’ 2014 (e 3 Ps)
MPS: I QUATTRO DEL CDA FANNO ORECCHIO DA MERCANTE
Piccini e il dibattito sul “groviglio” (sotto l’intervista integrale di Piccini)
“Ridurre il numero dei membri delle commissioni consiliari”
Ecco l’intervista integrale di Pierluigi Piccini su QUI SIENA
Politica. Piccini: “A Siena il groviglio non è morto”
L’Ex Sindaco di Siena commenta gli ultimi fatti: “La città non avrà la possibilità di riscattarsi finché non farà i conti con il passato”
Siena. Fare i conti con il passato. E’ ancora possibile? Pierluigi Piccini, ex Sindaco di Siena, interviene, con questa intervista, sulle ultime vicende politiche e bancarie senesi. Molte cose, secondo Piccini, non tornano. A cominciare dalla situazione del Monte dei Paschi per poi proseguire sulle vicende strettamente politiche.
1) Siena 2019. Il Sindaco ha annunciato che sarà tutto trasparente. Cosa si aspetta?
Bene, avrebbe già dovuto farlo al momento in cui ha preso in mano la gestione del Comune di Siena. Dovrebbe però dirci al di là di tutte le chiacchiere e ne ha fatte tante da un anno e mezzo a questa parte della cosa più importante, il vero motore, per il rilancio di Siena. Della cosa di cui ha veramente titolo a parlare del Comune di Siena. Situazione finanziaria, compreso il bilancio di Laudanna e di chi lo ha firmato, della macchina organizzativa, delle realizzazioni; Siena 2019 è dentro questa problematica.
2) Pd senese. L’ha colpita il caso La Russa?
Cosa vuole che mi meravigli? Ho descritto nel dettaglio la mia espulsione motivata da un “reato” che non avevo commesso, si immagini lei se mi colpisce quella di La Russa. Il PD di Siena usa le espulsioni come strumento del “dibattito politico” e, se sono vere le notizie riportate dai media, ormai lo fa senza neppure una parvenza di procedura. Vizio che non è soltanto senese, i dirigenti locali hanno dei modelli comportamentali che derivano dai loro referenti nazionali. Le racconto un episodio: non fui l’unico ad essere espulso nel 2004, a un altro iscritto nella lettera di espulsione, qualcuno aveva scritto che la decisione era stata presa all’unanimità dei presenti e degli assenti, quindi, per delega, sulla fiducia, senza neppure aver partecipato alla discussione
3) Le parole di Profumo alla Festa de l’Unità. Un commento.
Da tempo scrivo che i numeri al Monte non tornano, prendo atto che questo tema è diventato di dominio pubblico. Le risposte di Profumo non convincono, non si può dare la responsabilità alla situazione generale e alla dinamica dei tassi. Ormai è da tempo che tutta la struttura del Monte è in mano ai suoi uomini e donne o a quelli di Viola. La scelta delle persone non è di secondaria importanza, in questo tipo di strutture è l’aspetto più importante. E allora bisognerebbe chiedersi come sono state trattate le risorse umane in questi anni? Perché in moltissimi casi c’è disinteresse alle sorti del Monte o mancanza di fiducia interna? Come funzionano le logiche organizzative? Probabilmente, al di là dei tassi, qualche risposta potrebbe arrivare. E lasci perdere il 51% del suo talent scout Ceccuzzi, lo sappiamo bene di chi sono le responsabilità a questo riguardo, Profumo è responsabile del proprio operato e non la butti in “politica”.
4) Caso MPS e politica. C’e stato un reale rinnovamento nei metodi e nella scelta delle persone?
Le nomine in Fondazione prima e la questione delle dimissioni dei consiglieri della banca nominati da quest’ultima, stanno a dimostrare che il groviglio a Siena non è morto. Non sarà più armonioso ma resiste con attori diversi: gli ultimi entrati sono Valentini e ancora più di lui Mancuso. Non riescono e non vogliono, trovare una soluzione che sarebbe di interesse per la Fondazione. Se saltasse il patto con i fondi le ripercussioni per la Fondazione e per la Banca sarebbero fortemente negative. Con molta probabilità l’unico che se ne avvantaggerebbe sarebbe proprio Profumo.
5) Renzi ed il renzismo. Il PD senese si è “salvato” con il renzismo?
Ha notato un fatto? Renzi se ne sta alla larga dalle vicende del Monte e da quelle della Banca d’Italia. Non ha mai detto una parola, negli ultimi tempi, sulla banca ubicata a Siena. Credo che voglia dire qualcosa! È un segnale da interpretare che, a mio parere, non dovrebbe far stare tranquilli i piddini nostrani. Sono più i presunti renziani di Siena che pensano di essere con Renzi che quest’ultimo con i senesi e poi chi lo sa come andrà a finire: la luna di miele del PD nei confronti del presidente del consiglio e del segretario del partito (alla Berlusconi) mi sembra che sia finita.
6) Quanto le costa la sua posizione? A volte ha la sensazione di predicare nel deserto?
Vede io non sono ne un profeta, ne un gufo. Su questo i renziani locali sono molto simili al loro leader che non sopporta chi interviene, qualche volta anche criticamente, apportando le proprie specifiche competenze e diventa per questo un gufo. Malattia quest’ultima fortemente contagiosa che ha influenzato altri personaggi come Sacco ad esempio. Quello che è accaduto e sta ancora accadendo, per certi aspetti, era ed è scritta negli atti che sono stati compiuti o che stanno compiendo, bisogna solo saperli leggere correttamente. Per farlo, però, c’è bisogno di alcune caratteristiche: essere seri, onesti, competenti e liberi. Soprattutto liberi che vuol dire non essere al “soldo” di nessuno. La città non avrà la possibilità di riscattarsi finché non farà i conti con il passato. Rispetto fortemente chi fa richiamo all’unità per rimettere nella carreggiata giusta Siena, ma in questa impostazione c’è un vizio, che la condanna all’insuccesso, quello che di notte tutte le vacche sono grigie. Per colorarle c’è bisogno di alcune caratteristiche e di contenuti che possono anche dividere.
David Busato
