Annunci
Home > libero contributo > Libero Contributo – Se una capofamiglia non riesce a gestire il suo nucleo familiare come pensa possa gestire uno Stato?

Libero Contributo – Se una capofamiglia non riesce a gestire il suo nucleo familiare come pensa possa gestire uno Stato?

11 settembre 2014

La vicenda del patto di sindacato e le dichiarazioni di Clarich mi ricordano un precedente personale. Giovane studente di filosofia seguivo le lezioni di Giuseppe Bedeschi con il quale feci l’ovvio esame. La prima domanda del professore fu a proposito di Marx: mi dica,  sa dirmi come il filosofo di Treviri gestiva la sua famiglia? La risposta fu: ma veramente non saprei, glielo dico io, male! E allora, commentò, se una capofamiglia non riesce a gestire il suo nucleo familiare come pensa possa gestire uno Stato? Questa considerazione mi è sempre rimasta nella testa, ma che c’entra Clarich? Se un presidente non riesce a gestire quello che ha, che gli è stato lasciato in eredità, come pensa di poter gestire un nuovo patto di sindacato?

Pierluigi Piccini

Pierluigi Piccini

Il primo quello sottoscritto dalla Mansi langue perché i membri del consiglio di amministrazione nominati dalla Fondazione proprio non se ne vogliono andare. E come ho già scritto, la questione non è tecnica ma politica, alla politica queste dimissioni non piacciono. Non piacciono perché di mezzo c’è la presidenza della banca; non sono di gradimento, perché lascerebbero un ricordo ancora più positivo sull’ex presidente della Fondazione. Ma il professor Clarich insiste di volerlo fare a tutti i costi con Axa, non bastano, neppure, le spiegazioni che il presidente Hery de Castries gli ha più volte fatto presente anche personalmente: “Negli Usa il gruppo realizza l’11% del fatturato e la regolamentazione americana prevede che una compagnia di assicurazione non possa detenere direttamente o partecipare a un patto che detenga più del 10% di una banca. Quindi il problema non si pone neppure” così come le riporta il Sole 24 ore. Eppure un esperto di diritto avrebbe dovuto sapere che ci sono dei vincoli, scusiamo i giornalisti, che non essendo dei super esperti, possono continuare a credere a un possibile nuovo patto, ma Clarich! Ho aspettato a scrivere sul nuovo presidente della Fondazione, ho cercato di capire, ma fino a oggi alle sue dichiarazioni si sono susseguite le smentite, speriamo che, per il bene di Siena e della sua Fondazione, Clarich acquisisca al più presto la dimensione del ruolo in cui si trova.

Una richiesta mi sentirei comunque di fare alla Fondazione, sarebbe bene che le istituzioni nel loro insieme di maggioranza e minoranza, sapessero nel dettaglio com’è la situazione della Sansedoni S.p.A. e cosa intende fare delle altre partecipate. Non è semplice curiosità, ma sapere nel dettaglio cosa potrà fare la Fondazione nei prossimi mesi e se nella gestione delle partecipate immobiliari non si ravvisino degli elementi da azione di responsabilità. Non avendo partecipato all’iniziativa della Festa del PD con il presidente della Fondazione non sono in grado di sapere se di queste tematiche ne è stata data notizia in quella sede. Di questo mi scuso.

Pierluigi Piccini

Annunci
Categorie:libero contributo
  1. Beatrice
    11 settembre 2014 alle 1:43 pm

    Siamo davvero in mano delle persone prive di ritegno e senza morale. Grazie piddini del male che continuate a fare alla citta’ di Siena

  2. Silvia
    11 settembre 2014 alle 7:35 pm

    questa storia della Sansedoni è giustamente sempre ripresa da Piccini: possibile che non si possa avere qualche risposta? questi messi dal PD e dintorni in Banca sono fantastici davvero, non hanno nessun ritegno; del resto se mi nominate una dell’università di roma che non ha mai avuto rapporti con Siena (non parliamo di amore per la città) perché mai dovrebbe andarsene? la città è stata data in gradito regalo a poteri esterni (nella cultura non sta andando ugualmente?) e a qualche tirapiedi locale come poteva andare diversamente?
    Della Biotech non si parla più? Che fine ha fatto? Se la pappa per quattro soldi (costata 200 milioni?) la Novartis?

  3. fausto
    11 settembre 2014 alle 8:07 pm

    Da quanto mi sembra di aver capito, sentendo la registrazione del filmato pubblicato dal Santo, l’argomento delle partecipate, insieme ad altri, mi sembra sia stato sollevato molto chiaramente in tutti e tre gli interventi del pubblico. Anche per questo avevo concordato con Finucci sull’importanza di partecipare a questo tipo di dibattiti. Sara’ una coincidenza, ma vorrei far notare che da quella sera tante cose sembrano avere avuto una certa accelerazione. Forse sarebbe utile che i senesi, invece di stare dietro ai computer,partecipassero in massa a questi avvenimenti, invece di lasciare soli sempre i soliti, e poi trovare anche qualche pretesto per criticare stupidamente.

    • 12 settembre 2014 alle 9:14 am

      mah!

  1. 11 settembre 2014 alle 3:55 pm
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: