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La Rubrica di Francesco – Credo che la cosa più costruttiva che si possa fare ora non sia ripartire dal bid book, ma restituire ai cittadini l’onere del coinvolgimento e dell’appartenenza

20 ottobre 2014

Oggi non voglio commentare quello che è successo per il discorso capitale europea della cultura.
Quello che pensavo l’ho scritto ed è lì per leggerlo.
Poi ognuno la pensa come vuole e non ho nemmeno intenzione di cercare di convincere chicchessia.
Voglio invece fare un discorso diverso ed analizzare la situazione da un’altra prospettiva.
Partendo dal presupposto che ognuno difende lecitamente il proprio operato, specialmente quando fatto in buona fede, e che ognuno ha diritto a pensare che nella vita le occasioni siano per qualcuno una bella macchina, per qualcun’altro una bella donna, per altri ancora una bella vacanza, io vorrei invece pensare che un occasione per questa città avrebbe potuto essere una rinascita ed una pulizia che cominciasse dalla testa della gente e dall’operato della politica.
Ipotizzando che l’elemento 1 sia il più difficile da ottenersi e soprattutto, dato che è di natura culturale, bisognoso di tempo, vorrei rivolgere l’attenzione al 2.
Nell’ultimo anno, da quando s’è insediato il sindaco del dopo commissario, tutto quello che è stato fatto di tangibile in questa città a livello di politica è stato quello che si è fatto per cercare di vincere la CEC 2019.
Si è cioè perso 1 anno di tempo dietro ad un progetto che non era una sicurezza di riuscita, giustificando anche azioni e opere poco trasparenti in funzione di esso e tralasciando le 1000 altre necessità di una città stremata per il raggiungimento dell’unico obiettivo che l’avrebbe risollevata (???)
Io capisco di non essere all’altezza del pensiero di taluni, ma quando mi chiedevo in che modo la vittoria della CEC 2019 avrebbe riportato Siena a galla, intendevo dire questo.
Cioè: se nell’attesa di questo beato riconoscimento si continua a non prendere di petto certe problematiche e a lasciare nel vago anche l’unica risorsa rimasta, come si spera di poter realmente rilanciare l’economia in questo posto?
La giuria, pilotata o meno che fosse, ha riconosciuto all’unanimità ad un altro posto le peculiarità richieste. La giuria estera si badi bene. Quella italiana ha fatto 3 a 3 con Ravenna.
Può darsi che qui non avesse trovato anche quei minimi requisiti di base per eleggerla?
Al di là degli sfondoni storici o di sintassi del bid book, se qui manca anche solo la cartellonistica di base per le indicazioni, così come gli uffici al turismo ed altro e sono chiusi per troppi giorni l’anno anche luoghi sacri come il SMS, magari i giudici di provenienza europea, che addirittura nei loro paesi potrebbero essere abituati a vedere anche cose astruse come, chessò, piani regolatori in cui prima si sviluppa la viabilità e poi l’urbanistica….. potrebbero essere rimasti sfavorevolmente influenzati da una situazione come quella della nostra città in cui la cultura fino a ieri era un orpello fastidioso, pesante e magari anche inutilmente costoso…..chissà….
Comunque, tornando ai dati di fatto su cui vorrei ragionare, dico solo che questa candidatura a CEC 2019 ha veramente assorbito troppe energie, soprattutto dall’opposizione, nel vano tentativo di vincere.
Dopo tutto quello che è successo in questi anni, Siena ha bisogno di essere rinfrancata da un’azione importante di un’opposizione che spinga i cittadini a prendere coscienza, a scendere in piazza per i propri diritti e alla bisogna a mettere all’indice i responsabili.
Ci sono ancora pseudo giornalisti che parlano di altro davanti agli avvisi di garanzia a personaggi illustri e poi magari ti mettono il “mi piace” e condividono opinioni.
Intendiamoci, è vero che anche chi la pensa diametralmente opposto può essere d’accordo su qualcosa, però mi sa sempre di atto strumentale pro domo qualcuno o qualcosa.
Io credo che la cosa più costruttiva che si possa fare ora non sia ripartire dal bid book, ma restituire ai cittadini l’onere del coinvolgimento e dell’appartenenza.
In tutti questi anni la politica locale ha solo cercato di svuotare di contenuti la città.
Abbattendosi in primisi sull’azione di controllo locale delle contrade e sui loro contenuti e poi drogando la gente con l’illusione che anche stando alla tv a grattarsi la pancia i soldi ed il benessere piovessero a catini.
NON E’ COSi?!
Bisogna darsi da fare!
Per quanto riguarda la cultura, aprite ai cittadini la possibilità di fare proposte si, ma anche di vederle realizzate, sennò se si parla di condivisione ma poi si fa sempre quello che dicono i soliti, la condivisione è a chiacchiere!
Facciamo una gara pubblica per vedere se qualche senese ha una ricetta verosimile per rilanciare l’enoteca, il SMS, la pinacoteca, l’università, l’ospedale, la FMPS…..magari viene fuori qualche emiro! non lo so, ma almeno si prova ad uscire da quel 1% di coinvolti sempre e comunque che si scambniano le nomine a rotazione.
In bocca al lupo

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Categorie:libero contributo
  1. P. K.
    20 ottobre 2014 alle 12:10 pm

    Leggere il bid book è importante perché così possiamo valutare, a quanto pare, le scarse capacità, la mancata conoscenza della storia e dell’arte e, soprattutto, possiamo essere informati sulle idee progettuali che, tenute nascoste, sono state presentate a nome di noi tutti.

    Non siamo su un autobus dove c’è la scritta “Non parlate al manovratore”; se non si legge il ‘malloppo’ del documento non avremo neanche un’idea delle mani in cui saremo nei prossimi mesi (perché, ne sono certo, squadra che perde non si cambia e i soldi della regione, se arriveranno, andranno a chi “tanto si è già impegnato per la Città”. )

    Per quanto riguarda la proposta di segnalare liberamente idee o progetti, magari a briglia sciolta, perché no? anche se il sacco di Siena è cosa fatta qualche voce che grida nel deserto può almeno farci sentire meno soli.

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