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Libero Contributo – Mura di Siena, un’occasione irripetibile

8 gennaio 2016

Roberto Guiggiani

camolliaIl restauro e recupero delle mura di Siena, città iscritta dal 1995 al patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, rappresentano un’occasione eccezionale per trasformare in azioni concrete le tante, anzi troppe parole che vengono spese in merito alla capacità di una destinazione di attrarre flussi turistici innovativi e di qualità.

Poiché questo primo finanziamento del Ministero dei Beni culturali è di 2,2 milioni di euro – rispetto ad un progetto globale che si aggira sugli 8 milioni – tenere all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale questa operazione di recupero della cinta muraria (da tanti anni coperta da una vegetazione che la rende invisibile e ne mette a repentaglio la integrità) potrebbe essere anche il modo per attirare ulteriori finanziamenti, sia da parte di grandi mecenati facoltosi, sia con operazioni di raccolta fondi diffuse. Siena è una città così conosciuta ed amata a livello internazionale, che molti avranno senz’altro il piacere di poter contribuire, fosse pure con qualche centinaio di euro, a recuperare una testimonianza storica così importante come sono le mura.

E l’operazione potrà essere tanto più efficace e di successo, se l’azione di comunicazione sui media tradizionali e sui canali social sarà affiancata anche da proposte turistiche nuove, di qualità, rivolte ad un pubblico attento a questo tipo di azioni. E’ infatti possibile, fin da adesso, prevedere visite guidate per piccoli gruppi a tratti delle mura recentemente ripuliti (grazie ad una intelligente collaborazione fra Comune, contrade ed associazioni di volontariato) oppure allestire dei cantieri particolari, in cui è possibile vedere da vicino – senza disturbare i restauratori – quello che viene fatto, con informazioni interessantissime per chi vuole andare oltre una lettura superficiale. Ed ognuno potrà così dare – anche semplicemente pagando il biglietto della visita guidata – un contributo ai lavori in corso.

Niente di inedito – lo so benissimo – perché cose che sono già state fatte e che hanno dimostrato essere compatibili con serietà e qualità del lavoro di restauro e di recupero e che potrebbero davvero fare da volano alla campagna di comunicazione. Lo ripeto: un’occasione irripetibile, e destinata a durare per tutti gli anni necessari ai lavori sulle mura, per rendere Siena attraente in maniera nuova, di qualità, e sviluppando anche professionalità di alto livello.

Ben oltre le parole, gli hashtag fini a se stessi e certe pagine facebook veramente patetiche…

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Categorie:libero contributo
  1. francesco
    8 gennaio 2016 alle 3:17 pm

    Fate in modo che le contrade siano coinvolte in questi contributi. Del resto le mura sono un bene storico che le coinvolge, spesso, in prima persona…

  2. Geom. Massimo GRISANTI
    8 gennaio 2016 alle 8:02 pm

    Contributo per una piena conoscenza.

    Allo scrivente risulta che le Mura di Siena appartengono al DEMANIO STATALE. Pertanto non vedo in base a quale titolo il Comune può spendere denari propri per la loro manutenzione.

    Forse non tutti sanno che … la questione dell’appartenenza delle Mura di Siena è stata sviscerata dalla Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Siena con propria nota prot. n. 461-195 del 22 marzo 1954.

    Recita:

    “Facendo seguito alla nota n. 452 / 192 di pari data avente per oggetto le mura e le porte urbane, significo che mentre è noto l’interesse storico artistico del complesso monumentale in questione non è altrettanto chiara la condizione giuridica.
    (…)
    Secondo l’accenno telefonico fatto a codesto Ufficio di segreteria, si trascrive, qui di seguito, il parere espresso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, su richiesta di questa Soprintendenza, nei riguardi delle mura di (…), parere che, in fondo, si riferisce, alle mura e alle porte delle altre città già facenti parte del Granducato di Toscana.

    ”” Con motu proprio del 24 marzo 1783 il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana stabilì che “le mura castellane, eccettuate quelle che recingono le città nelle quali si esige la Gabella alle Porte, come pure i Bastioni, Rocche, Torri, e simili edifizi, devono riguardarsi a tutti gli effetti, come appartenenti alle rispettive Comunità, le quali ne potranno disporre come crederanno nel loro interesse. In conseguenza di che non altrimenti alla Camera delle Comunità di Firenze e rispettivamente all’Ufficio dei Fossi di Pisa ma solo alle suddette comunità vuole la R.A.S. che appartenga la facoltà di concedere licenze per demolire ed occupare le mura castellane … e che il prezzo che sarà concordato, come, pure, il ritratto dei materiali, debba andare a beneficio delle rispettive predette comunità per computarsi fra le partite della loro Entrata annuale ecc.””

    Di tale motu proprio venne data notificazione dall’Auditore delle Regalie l’11 aprile 1783 (ved. Racc. delle Leggi del Granducato di Toscana 1782 – 1783, pag. 153).

    Da quanto sopra si deduce che le mura castellane dei paesi facenti parte del Granducato di Toscana, prima del detto motu-proprio appartenevano al Demanio dello Stato (Camera delle Comunità); di poi passarono dal Demanio dello Stato ai Comuni, in occasione della legislazione generale sui Comuni di Pietro Leopoldo di Toscana, nell’anno 1782.

    Dal Demanio dello Stato, dunque, le mura di (…) sono passate al Demanio del Comune, a meno che (…) al tempo del motu proprio Granducale non fosse una città nella quale si esigesse la Gabella alle porte, poiché in tal caso le mura sarebbero rimaste al Demanio Granducale, e da questo sarebbero passate al Demanio dello Stato Italiano.”.

    F.to Il Soprintendente

    Ebbene, con successiva nota prot. n. 1393, pos. H-269, del 24/3/1983, la Soprintendenza di Siena afferma che le mura della Città di Siena appartengono al DEMANIO DELLO STATO perchè Siena era una città alle cui porte si esigeva la Gabella.

    Ciò posto, torno a fare nuovamente la domanda iniziale:
    “Poiché le mura della Città di Siena appartengono al DEMANIO DELLO STATO può il Comune senza commettere illeciti (anche sol di natura erariale) co-finanziare il restauro delle mura?”

  3. Vareno C.
    11 gennaio 2016 alle 2:27 pm

    Per la comunicazione non ci sono problemi, basta affidarsi a EnjoySiena

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