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Libero Contributo – La foglia di fico…

11 marzo 2017

L’obiettivo del Pd senese è nascondersi dietro una lista civica alle prossime elezioni comunali. Fino ad ora le liste civiche erano di supporto al candidato dei democratici, che veniva scelto per mezzo delle primarie. Liste civiche di comodo ci sono sempre state e venivano costruite ad arte con persone che gravitavano intorno al sistema di potere del partito di maggioranza relativa. Oggi sembra che la situazione si sia totalmente rovesciata: il Pd si nasconderà dietro una lista civica che non avrà, per la scelta del suo candidato, bisogno di ricorrere alle primarie. L’aspirante alla carica di sindaco, con molta probabilità, non farà le primarie, ma sarà scelto direttamente da chi avrà in mano il partito con qualche alleato (Alberto Monaci) al momento delle amministrative. A questo proposito e stando a quello che si legge il Pd non scisso, in funzione del congresso vede una confluenza di iscritti che precedentemente appartenevano ad aree diverse. Quindi, il gruppo dirigente rimane compatto sotto l’ombrello di Renzi. È difficile, comunque, pensare che tale compattezza possa rimanere anche a livello dei circoli di base. Chi risalta agli occhi per la rapida conversione è il bersaniano e dalemiano Ceccuzzi che da essere un rottamato diventa l’alleato privilegiato dello Scaramelli. Il consigliere regionale di Chiusi ha perdonato tutta una serie di episodi al suo ex segretario provinciale, compreso l’acquisto dell’Antonveneta e tutti gli atti politici e non, presi in questo settore in più di un decennio. Allora, tutti nel “nuovo” Pd! Vanno così tanto d’accordo, che si sono dimenticati di coinvolgere l’attuale sindaco Valentini a cui rimane poca roba: il Ronchi e la Bruttini in consiglio comunale, la Vestri e il De Regno come alleati esterni. Ma non è finita qui: è il signor Ceccuzzi che suggerisce al renziano Scaramelli il nome del candidato a sindaco per Siena, e questi lo accetta. Ebbene sì, il signor Ceccuzzi sceglie il candidato a sindaco per Siena, non stiamo a scherzi a parte, purtroppo è la dura realtà. Un ruolo lo Scaramelli lo gioca: la tiritera, condita in tutte le salse, della bontà di una lista civica. Et voilà! Il gioco è fatto: il Pd non presenta il suo candidato che lo fa presentare a una lista civica di comodo, il nome lo fa il Ceccuzzi perché sua vecchia conoscenza e la volata sulla lista civica la tira il “rinnovatore” Scaramelli. Così quest’ultimo può accreditarsi il titolo di innovatore, che può andare perfino contro il suo stesso partito pur di ammodernare. Cavolate! Il gioco è sempre lo stesso e i patti si possono fare anche con il diavolo pur di rimanere in sella, come diceva il vecchio Churchill. In più, i suoi a Siena non hanno presa, hanno dimostrato poca incisività nell’azione politica, non aggregano, non sono riconosciuti e sono esterni alle vere dinamiche cittadine. Ma chi sarebbe il candidato? Vecchia conoscenza del Ceccuzzi che rimbalza ogni volta che si avvicina una campagna elettorale a Siena. Nome che ha dato una prima, larga disponibilità al segretario comunale Masi. Disponibilità accompagnata, però, da qualche pregiudiziale: la prima e la più importante è che non si presenterà mai e poi mai, sotto il simbolo del Pd e qui è d’accordo con Scaramelli. La motivazione è però un po’ meno nobile, il prescelto non vuole il simbolo del Pd perché lo considera perdente, praticamente il partito viene considerato come un taxi, che si prende o si lascia secondo convenienza. Cioè, cerchiamo di capire, c’è un presunto nome che si vuole candidare esclusivamente con una lista civica, che viene proposto da Ceccuzzi, accettato da Scaramelli, che da la disponibilità al segretario comunale Masi. Questa sì che è autonomia! Ma se questa è l’indipendenza allora tanto valeva accettare il simbolo del Pd. Ma vediamo se indovinate il nome attraverso degli indizi? Il prescelto è un medico delle Scotte che sta per andare in pensione ed ex capitano di contrada. Ha fatto il consigliere comunale per cinque anni in consiglio comunale (2006-2011) nelle file del Cenni, il nostro, ha sempre votato con la maggioranza, in seguito non si è più ricandidato perché lo aspettava, dopo la parentesi politica, la responsabilità di primario alle Scotte. Facile vero? Il Pd ha scelto la “foglia di fico”!

Filippo Romagnoli

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Categorie:libero contributo
  1. Deep Throat
    13 marzo 2017 alle 11:39 am

    Ma che parli di Fulvietto l’ocaiolo?

  2. Magico Vento
    13 marzo 2017 alle 6:35 pm

    Intanto sabato notte si narra che in un locale in Pantaneto siano stati segnalati furti con intervento di polizia e perquisizioni. Ma la situazione non era tornata sotto controllo?

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