Federico Muzzi Il Santo - Foto

CON LA CRISI FINISCE LA VISCHIOSITA’ DELLA POLITICA SENESE? di Edmondo Dantès

Le premesse non erano buone. Le minoranze, già deboli dopo il crollo della strategia del Piccini alle ultime amministrative, sembrano incapaci di riprendersi. Non c’è stato un solo incontro unitario, almeno in pubblico. Non un dibattito aperto degno di questo nome. Come si può andare avanti dopo la vittoria del Ceccuzzi? Con le prediche laiche dell’Eretico?
Nessuno se lo chiede,  mi sembra. La Vigni ha fatto per sé (mentre la Buscalferri continua a non chiarire la sua specifica funzione alternativa in Fondazione, a quanto sembra), e continua a negare la propria realtà di lista civica, mentre su Fondazione-MPS un comunicato ha rivisto assieme solo Corradi-LCS.
Ognuno cura il proprio orticello. In questo ambiente asfittico il MPS scende sotto lo 0,5 e la Fondazione viene data da alcune fonti al 46%, ma i senesi sono più interessati al prossimo palio, che vedrà la Torre correre senza ostacoli? L’Università sembra davvero asfittica e ci si aspetta solo di vedere come la Biotech e le altre società messe su dalla fertile fantasia creativa di poltrone della Fondazione possano sopravvivere nei nuovi climi di penuria.
L’età delle avventure negli investimenti sembra finita. La politica se ne è accorta? Le giornate delle donne indicano ancora una volta grande insoddisfazione per il quadro politico esistente, ma che concretezza possono indicare a parte l’ovvio anti-berlusconismo? A Siena si è parlato della stabilizzazione di Siena Futura. Potrà diventare un movimento provinciale? Anche qui la mancanza di confronto con la Federazione regionale delle liste civiche (si veda in Facebook) e i vincoli posti dal suo ascere all’interno della maggioranza di centro-sinistra non porrà un freno alla sua spinta innovativa?
Il giudizio prudente ma positivo del prof. Ascheri su Siena Futura che Lei, caro Santo, ha pubblicato, non sarà troppo ottimistico? E’ vero che se saprà dimostrare capacità di aggregazione potrà anche imporre qualche scelta poco gradita a Ceccuzzi & Co. Ma dovrà fare molta attenzione nelle prossime cooptazioni. Ogni segnale potrà essere decisivo. Non va dimenticato che qualche problema Marzucchi e i suoi l’hanno dato al tempo della formazione dello schieramento del Ceccuzzi. Qualcuno sperava addirittura, non senza ingenuità, che potessero coalizzarsi Vigni-Marzucchi-IdV! Quest’ultima deve distinguersi con proposte forti dopo la disastrosa vicenda elettorale. L’appiattimento in Provincia sulle posizioni PD non sarà un freno insormontabile?
Tra un partito nazionale che è privo di autonomia locale e un gruppo con una dirigenza solo locale c’è da essere incerti nella scelta? La Lega a Siena non ha fallito il suo scopo? Il suo radicamento è stato più politico che sociale. Di proclami più che di chiarezza politica, dimostrata dalla predilezione per la Battistii, già PdL e poi picciniana.
Le elezioni hanno disintegrato l’opposizione. La crisi del MPS potrebbe disintegrare la maggioranza, con un PD troppo carico di responsabilità negative.
Forse è vero. C’è spazio per le novità.
Ma che sia il veterano Marzucchi a guidarle non è paradossale?

Un saluto dalle mie ferie Chiantigiane…

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