La convocazione degli EX? Solo una pantomima – Edmondo Dantès

Ricevo e pubblico questo articolo del tagliente Edmondo. Vi segnalo anche questi articoli:

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La Sig.ra Giuliana è forse un  po’ prolissa ma mi trova calorosamente consenziente, ahimè.
Se invece di perder tempo a sentire gli ex-sindaci il Sig. Ceccuzzi rispondesse con i suoi consiglieri almeno alla Giuliana? Dall’opposizione ormai mi sembra ci sia poco da aspettarsi. Ma dalla sua équipe-pensatoio-giornalistico ben pagata, visto che il PD sembra funzionare assai poco come partito, non può partorire qualche idea? Almeno una direttiva alle partecipate? E la nomina da fare in Fondazione? Non potrebbe essere una buona occasione?
A meno che la consultazione degli ‘ex’ non sia solo una birbata, caro Santo, forse proprio del pensatoio che voi cives senenses pagate lautamente.
Noi dobbiamo sempre ricordare Andreotti. Che in tal caso ci inviterebbe a pensar male.
Il prof. Barni è stato suo sostenitore primario, per cui ha poco senso consultarlo. Il Mazzoni è stato pateticamente impegnato a telefonare (pare) per far votare Martelli. E i risultati si sono visti. C’è da sentirlo?
La “chiamata” ha senso solo per Piccini. E allora? Sembra una pantomima. Non sarà tutto inventato per riaccreditarlo?
E con ciò tagliare ancora e meglio le gambe alla già debole opposizione? Se anche lui si “avvicina” con il suo notorio alto senso delle istituzioni in questo momento di crisi ecc. ecc. per Ceccuzzi il futuro è tutto in discesa.
Riflettiamo. Le elezioni politiche possono essere vicine e che l’API del Piccini in quella sede finisca per confluire con il PD è nelle cose. Se Piccini vuole andare da qualche parte, deve puntare ad avere il “verde” dal PD di Siena, il che vuol dire di Ceccuzzi, l’unico con il bastone in mano oggi: Mussari non è già con la valigia pronta?
Il quale (Ceccuzzi) deve essergli ben grato della incredibilmente debole campagna elettorale. Fatta quasi per perdere con il redivivo Martelli, emblema della Prima Repubblica, e quell’Ipazia incredibilmente confusionaria, che suscitava diffidenza in ogni persona di buonsenso.
Non vogliamo pensare male come chi aveva parlato già in campagna elettorale di un accordo segreto.
Il ragionamento è semplice, anche se lo si fa più fuori Siena che non nella città ormai abituata al silenzio acquiescente. Piccini, pur volendolo fortissimamente, non è stato candidato dai suoi. Allora l’ha data per persa e ha puntato sul cavallo più debole disponibile, ritardando l’incoronazione e acquisendo meriti in campo altrui. Sapendo che a un certo punto questi avrebbero dovuto essere onorati nell’ambito della corporazione partitica.
Fantapolitica? Possibile. Ma i suoi amici di Fratello illuminato, sempre loquacissimi, non ne parlano e il sempre spregiudicato Ascheri jr tace ugualmente, continuando a perder tempo con i suoi pretini.
Motivo di più per crederci?
Edmondo Dantès

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