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La Rubrica delle Elezioni – Il Programma elettorale di IPS: “Torniamo a Siena”

ricevo e pubblico

Ecco il programma elettorale della lista “Impegno per Siena” e del candidato sindaco Marco Falorni.

 

la presentazione del programma

Solo la crisi prodotta dalla peste del 1348 può essere giudicata più grave di quella che oggi Siena sta attraversando. Persino i bombardamenti e la carestia dell’ultimo conflitto mondiale lasciarono sostanzialmente integre e operative le principali aziende della città, a cominciare dal Monte, e ciò permise il rapido rifiorire della sua economia e un nuovo sviluppo nel dopoguerra.

Dopo i decenni nei quali l’economia senese è diventata del tutto dipendente dalla Banca, il gravissimo indebitamento raggiunto da quest’ultima sta compromettendo a catena ogni attività produttiva, pubblica o privata, del territorio. Da un lato la Fondazione non è più in grado di elargire alla città la massa di risorse che ha distribuito con logiche di puro assistenzialismo, dall’altro la Banca non è in condizione di erogare credito quanto ne servirebbe. Chi ne viene colpito duramente è il commercio, così come l’edilizia, l’artigianato, ed anche tutta la diffusa rete di strutture sociali che fino ad oggi hanno assicurato un vitale sostegno alla mano pubblica nell’assistenza alle fasce più disagiate della popolazione.

In questo contesto si collocano, con sventurata coerenza, la crisi finanziaria dell’Università e, da ultimo, l’impressionate indebitamento accumulato dal Comune negli ultimi anni nonostante l’imponente quantità di contributi concessi dalla Fondazione.

E’ del tutto evidente come alla radice di questa “nuova peste” ci sia il dominio pervasivo e incontrollato esercitato sulla città da un ceto politico incapace, dedito solo alla perpetuazione di un facile consenso, quello del PD e dei suoi alleati dichiarati o collusi.

Negli anni scorsi, alla centralità del Comune si è sostituita la centralità del “Sistema Siena”, e ciò ha provocato una continua confusione fra partiti e istituzioni, con i primi, in particolare il PD, che sono diventati i centri decisionali fondamentali. Sarà quindi necessario recuperare pienamente la “centralità del Comune”, e l’istituzione comunale dovrà tornare al suo tradizionale prestigio, ed al suo naturale ruolo di ente equilibratore e coordinatore delle varie realtà cittadine.

Nonostante la gravissima situazione, siamo però convinti che Siena abbia ancora volontà, energie e idee che le permettano di risalire la china e le consentano di riconquistare quello che ha saputo essere in passato: un laboratorio nel quale si incontrano tradizione e innovazione, culto per la propria memoria e capacità di gestire produttivamente il presente.

Per far questo i senesi devono affrontare una vera e propria rifondazione sociale e culturale, recuperando un nuovo livello di consapevolezza civica, che cambi il rapporto tra cittadini e amministratori rispetto alle logiche paternalistiche e clientelari che hanno dominato in questi ultimi anni. Abbiamo ormai capito dove conducono le deleghe in bianco, acritiche e cieche, verso il potere ed è tempo che tutti comprendano che anche i problemi individuali non si risolvono con la pelosa benevolenza di questo o quel potente, ma solo attraverso la crescita e la ricchezza che la città può produrre e la solidità delle sue strutture, unici strumenti per garantire ai cittadini lavoro, opportunità, sicurezza, progresso.

 

Marco Falorni

CHI SIAMO

 

Impegno Per Siena, fondata nel 2006 da Marco Falorni, è una vera lista civica, cioè un movimento che non ha mai avuto dietro di sé alcun partito politico, composto da cittadini di diversa cultura, sensibilità ed estrazione sociale, uniti esclusivamente dalla comune volontà di lavorare per il bene della propria città. In questi ultimi sette anni Impegno Per Siena ha lottato con coraggio e coerenza contro tutti gli errori e gli scempi che hanno prodotto l’attuale crisi, dall’assurdo progetto dell’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, per il quale sono stati sperperati in modo dissennato milioni di euro, all’avventura fatale di Antonveneta, della quale denunciammo subito, allora inascoltati ed emarginati, rischi ed ambiguità; dal piano strutturale, altra voragine di sperpero e di progetti inattuati ed inattuabili, e non a caso rimasto incompiuto, fino alle disinvolte manovre di bilancio degli ex sindaci Cenni e Ceccuzzi. Il tutto passando per una lunga e puntuale attenzione, in consiglio comunale, ai temi del sociale, della sanità, dell’ambiente, del decoro urbano. Di tutte queste battaglie resta chiara e documentata testimonianza negli atti del consiglio comunale che riportano interventi e dichiarazioni di voto del consigliere Marco Falorni.

Nessun altro soggetto, movimento o partito politico presente oggi in città può dire altrettanto!

Oggi Impegno Per Siena offre di nuovo agli elettori senesi la sua autentica volontà di cambiamento e l’esperienza istituzionale maturata negli anni di azione contro i guasti recati a Siena. La sua totale estraneità rispetto alla classe politica che ha rovinato Siena garantisce ai cittadini che siamo in grado di assicurare un nuovo modo di amministrare la città, perché non abbiamo scheletri nell’armadio, conti in sospeso da saldare, timori di condizionamento dal passato.

 

IL FUTURO DEI SENESI

 

Le finanze del Comune

Non sarà facile riportare rapidamente in equilibrio i bilanci del Comune di Siena, stravolti da anni di gestione dissennata, ma due punti vanno tenuti fermi: non dobbiamo dissanguare i cittadini con nuovi tributi, né colpire il posto di lavoro di chi opera in Comune.

Bisogna attuare forti economie di gestione, partendo dall’arcipelago delle società controllate e partecipate dal Comune e da quello, misteriosissimo, delle società che le predette a loro volta controllano, eliminando i rami secchi, cioè quelle realtà che producono debiti invece che redditi, riducendo i posti nei consigli di amministrazione ed i compensi dei nominati. Dovranno essere impiegate meglio le risorse umane dell’organico comunale, spesso sottoutilizzate, ed eliminato il ricorso a professionisti esterni per consulenze inutili. Andrà compiuta una aggiornata anagrafe del patrimonio immobiliare del Comune per avviare la dismissione dei beni non strategici ed alienabili, così come già prospettato ma non attuato dalla gestione commissariale.

Non potendo più contare, almeno a medio termine, su alcuna risorsa aggiuntiva proveniente dalla Fondazione, occorrerà esplorare nuovi canali di finanziamento, da quelli europei a quelli legati a progetti convenzionati o sponsorizzati da soggetti privati. Ma soprattutto occorrerà razionalizzare la spesa, in modo mirato, evitando gli enormi sprechi che hanno caratterizzato l’ultimo decennio.

 

Impegno, trasparenza, azione di responsabilità

La prolungata azione di una classe dirigente inadeguata ha ridotto Siena ed il suo Comune in condizioni drammatiche, tanto che è opportuno evitare di esprimere promesse programmatiche eccessive, soprattutto nell’ambito di nuove opere pubbliche. Doveroso è invece promettere un impegno quotidiano, costante, attento all’ascolto dei problemi dei cittadini, mai presuntuoso, mai autoreferenziale.

Un impegno unito all’onestà, alla serietà, alla valorizzazione del merito e della comprovata esperienza, al rinnovamento serio e non avventuristico nei vari ruoli, alla trasparenza dei comportamenti e delle procedure, al monitoraggio continuo dei bisogni della popolazione.

Serietà e giustizia esigono anche che chi avesse maturato responsabilità nel condurre al disastro attuale, debba risponderne. L’amministrazione comunale dovrà pertanto individuare, a livello legale, le specifiche responsabilità di coloro che abbiano recato danni al Comune in particolare ed alla comunità in generale, e di conseguenza avviare le necessarie azioni giuridiche a fine risarcitorio.

 

Monte dei Paschi

Pur nella grave crisi in cui versa, il Monte è ancora una banca forte e vitale, grazie alla elevata professionalità, al senso di appartenenza dei suoi dipendenti ed alla diffusa rete di cui dispone sul territorio. Il futuro governo cittadino, nei limiti delle sue competenze, ma forte delle proprie prerogative, dovrà attuare una costante politica di attenzione verso la Banca e riconsiderare il suo piano industriale, scongiurando negative ricadute sui livelli occupazionali, stimolando la dismissione delle residue partecipazioni che non risultino effettivamente strategiche e/o produttive.

La trasparenza dell’operato della Banca, in futuro, sarà meglio garantita con una struttura organizzativa semplificata e immediatamente leggibile (come era in passato), nella quale siano bene definite competenze e responsabilità, senza inutili e costose duplicazioni o triplicazioni di ruoli e funzioni.

 

Fondazione

Auspichiamo che il progetto di revisione statutaria attualmente in corso sia arrestato. Una amministrazione in scadenza, che ha accumulato così gravi e negative responsabilità nella gestione dell’ente, non ha titolo per progettarne il futuro e sarà eventualmente da verificare e valutare se esiste la possibilità di sottoporla ad azioni di responsabilità. Non appena eletta la nuova giunta comunale, l’attuale organo di indirizzo e la deputazione amministratrice della Fondazione dovranno dimettersi. Al loro posto dovrebbero essere nominati organi “a tempo”, con il mandato specifico di elaborare il nuovo statuto. Proponiamo che nella Fondazione del futuro la deputazione generale assuma più decisamente, nel ruolo, nella composizione e nell’assenza di compensi, la funzione di una vera e propria assemblea che indirizzi e controlli gli amministratori da essa nominati, mentre la deputazione amministratrice sia ridotta nel numero e improntata ad obblighi di maggiore trasparenza. La Fondazione dovrà essere chiamata ad esprimere un maggiore protagonismo nel definire e verificare le strategie della Banca conferitaria e dovrà rispondere della trasparenza, dell’efficacia e dell’utilità sociale delle erogazioni future.

Tra i suoi compiti, dovrà salvaguardare i residui livelli di presenza nella compagine azionaria della Banca e la permanenza a Siena della direzione generale e dei centri decisionali della stessa. La deputazione dovrà continuare ad essere nominata, nella maggioranza dei suoi membri, dal Comune e dalla Provincia di Siena, preferibilmente dai rispettivi organi elettivi.

 

Università

Nonostante le gravi difficoltà del bilancio dell’ateneo dovute alle ultime gestioni, e che la presente non è ancora riuscita a risolvere, la nostra Università resta una risorsa fondamentale per Siena, una ricchezza che da secoli è parte dell’identità cittadina, della sua economia, del suo tessuto sociale. L’Università andrà quindi difesa con ogni mezzo e in ogni sede.

Il Comune non ha competenze dirette sull’Ateneo, ma può coordinare con i vertici, meglio se liberi da dubbi sulla legittimità della loro permanenza in carica, politiche e iniziative in materia di urbanistica, cultura, servizi agli studenti eccetera.

Sarà opportuno stimolare gli enti competenti al fine di potenziare le capacità di accoglienza abitativa pubblica degli studenti fuori sede, e si renderà in ogni caso necessario migliorare i controlli sulla regolarità delle locazioni private agli studenti.

Il Comune richiederà inoltre una revisione statutaria dell’Ateneo per ripristinare, come era in passato, la presenza in consiglio di amministrazione di un rappresentante dell’Amministrazione comunale, con il quale rapportarsi per ogni forma di coordinamento tra le due istituzioni.

L’esigenza di garantire al vertice dell’Ateneo, in questa fase così difficile, la massima autorevolezza, senza alcun dubbio sulla legittimità della permanenza in carica dei vertici, impone di invitare il rettore a porre in essere sollecitamente gli adempimenti necessari per procedere a nuove elezioni.

 

Arte, cultura, turismo

Palazzo Strozzi a Firenze, Palazzo Grassi a Venezia, il Poldi Pezzoli a Milano, la Venaria Reale presso Torino sono grandi centri museali di rilievo internazionale. Essi, come altri in Italia, costituiscono costante fonte di ricchezza per le loro città, soprattutto per l’attrazione che esercitano sui flussi turistici. Questa era la funzione che Siena, negli anni ’90, aveva progettato per il Santa Maria della Scala, ma quel progetto è stato progressivamente devitalizzato fino ad arrestarsi del tutto e il SMS, da possibile fonte di reddito, è divenuto generatore di spesa, sopravvivendo solo grazie alle elargizioni della Fondazione. Il rilancio deve ripartire al più presto, abbandonando un tipo di gestione ormai relegata a quella di un semplice ufficio amministrativo comunale. Grazie al prestigio che Siena ancora vanta in campo culturale e artistico a livello internazionale, si potranno trovare forme di partnership e sponsorizzazioni che consentano di rilanciare l’idea di quel grande centro polifunzionale, teso ad una produzione legata al bene culturale, che era stata inizialmente concepita come strumento in grado di generare reddito, sviluppo, occupazione.

Le grandi mostre, legate a questo progetto, andranno programmate con largo anticipo e con metodo, in cicli pluriennali che assicurino iniziative di richiamo senza soluzione di continuità, soprattutto nella stagione invernale. Il palazzo del Capitano, attualmente in vendita da parte della Fondazione Monte dei Paschi, andrà invece messo a disposizione delle attività del Santa Maria della Scala.

Il turismo, l’unica azienda vitale della nostra città, deve essere sviluppato sul piano qualitativo, trasformando gradualmente il turismo di transito in stanziale, facendo leva, appunto, sul rilancio del SMS e ponendolo al centro di percorsi turistici integrati, fondati su sinergie tra le diverse realtà culturali cittadine (palazzo Pubblico, Chigiana, Rinnovati, Intronati) e aperti alla collaborazione con strutture statali (Pinacoteca) e curiali (Duomo, Opa). A titolo di esempio: può nascere un percorso cittadino sul barocco senese, anche in collaborazione con le contrade, aprendo i loro oratori. Andrà sviluppato anche il turismo congressuale. Sarebbe di fondamentale utilità l’emissione di una carta del turista che consentisse sconti e facilitazioni, per un determinato numero di giorni, nell’accesso ai musei, pubblici spettacoli e manifestazioni, prevedendo anche l’uso gratuito dei trasporti pubblici e sconti in esercizi commerciali e di ristorazione disposti a convenzionarsi.

Siena, drogata di Monte dei Paschi, non ha mai realmente progettato il proprio sviluppo turistico; ora è indispensabile incentivarlo. La tassa di soggiorno andrà abolita, i ticket a carico degli autobus turistici andranno ridotti, i servizi di supporto, a partire da quelli igienici, andranno migliorati, come pure andrà razionalizzata la promozione turistica sui circuiti nazionali ed esteri e resa più efficace l’informazione e l’accoglienza in sede locale.

Di concerto con le competenti autorità, sarà opportuno programmare lo sviluppo anche del turismo religioso, cosa finora inattuata, ma sicuramente possibile, grazie ai tesori di spiritualità e ai grandi santi di cui è ricca la storia di Siena.

In generale, la cultura andrà rilanciata avvalendosi di persone realmente competenti, e con le necessarie conoscenze a livello nazionale ed internazionale. Quanto all’obiettivo del riconoscimento a capitale europea della cultura nel 2019, di tratta di una ennesima inutile promessa, che dovrebbe assorbire anche soldi che non abbiamo, con pochissime probabilità di conseguire un concreto risultato. Piuttosto che capitale della cultura in un anno lontano, è molto più producente e praticabile cercare di proporsi come un capoluogo, permanente, di cultura.

 

Gli spazi della cultura, dell’arte, della creatività

Il rilancio della cultura a Siena non deve essere proiettato soltanto verso i visitatori. Prioritario deve essere l’impegno per coloro che dentro Siena fanno cultura e arte. Con miopia e incuria le passate amministrazioni hanno saputo mettere a disposizione dei numerosi laboratori teatrali esistenti in città soltanto una struttura inidonea, onerosa e ormai dismessa come la sala Lapini fuori porta Pispini. E’ in un nuovo e rigenerato Santa Maria della Scala che si potrà invece dare accoglienza alle attività ed ai fermenti, soprattutto dei giovani, di sperimentazione teatrale, musicale antica, moderna e rock, artistica di vario genere, dei quali la nostra città è ricca. Dei progetti mirati dovranno puntare a salvaguardare il grande patrimonio storico musicale di Siena, dall’Accademia Chigiana al Franci.

 

La città solidale

Siena aveva trasferito alle erogazioni della Fondazione gran parte dei costi dei suoi servizi sociali ed ora si sta assistendo ad un generale scadimento della qualità e della quantità degli stessi, mentre si innalzano i costi a carico dei cittadini, come si vede ad esempio nei trasporti urbani.

Si tratta di problemi che impattano duramente sul “quotidiano” dei cittadini, generando non solo disagi, ma spesso veri drammi; non sono quindi ammissibili demagogia, facili promesse o accattivanti menzogne. La stretta sulle tariffe dei servizi è inevitabile, come lo sarà la loro razionalizzazione, ma bisogna stabilire delle priorità e individuare chiaramente le fasce sociali più deboli da salvaguardare: bambini, anziani, malati indigenti. Per fronteggiare l’emergenza il Comune dovrà impegnarsi a costituire una rete diffusa di solidarietà urbana, chiamando a raccolta, in uno sforzo coordinato, tutte le strutture di volontariato, laiche, cattoliche e delle contrade, elaborando un progetto condiviso che favorisca la massima capillarità negli interventi, evitando duplicazioni e sprechi.

In questo quadro, una specifica attenzione andrà rivolta al mondo della disabilità, in particolare impostando finalmente una programmazione di graduale abbattimento delle barriere architettoniche esistenti e rilanciando la qualità dei servizi a disposizione dei portatori di handicap.

 

Sanità

Il Comune, per le sue competenze e attraverso gli strumenti di cui dispone o a cui partecipa, per esempio la Conferenza dei sindaci, dovrà curare il mantenimento e il miglioramento dei servizi sanitari diffusi sul territorio, dando tutta la collaborazione possibile agli enti rispettivamente interessati.

In generale, il Comune dovrà agire mettendosi “dalla parte dei cittadini”, e quindi stimolando gli interlocutori, e collaborando a sua volta, per migliorare e facilitare la fruibilità e l’accessibilità delle prestazioni, per esempio anche calibrando una politica dedicata dei parcheggi e dei servizi di trasporto pubblico.

 

Sicurezza

La presenza ormai decisamente ridotta di residenti nel centro storico ha peggiorato molto le tradizionali condizioni di sicurezza di cui ha a lungo goduto la città e la crisi economica sta peggiorando ulteriormente la situazione. Sono i frutti di una dissennata politica urbanistica, che ha svuotato la città di senesi, in particolare le parti più antiche e nobili di essa.

Invertire la tendenza richiederà un lavoro lungo, assiduo, attento, e la collaborazione dei cittadini, delle contrade e degli enti specificamente preposti alla sicurezza. Il cambiamento radicale della politica urbanistica potrà, nel tempo, riequilibrare la presenza sul territorio di residenti, che naturalmente hanno maggior cura del territorio rispetto agli ospiti temporanei, contribuendo così a migliorare l’immagine della città.

Da parte sua l’amministrazione comunale avrà cura di razionalizzare e potenziare la presenza sul territorio della polizia municipale, anche nelle ore notturne, dotando gli operatori, volontari e adeguatamente remunerati, degli strumenti di formazione necessari e di un kit di difesa personale, secondo quanto già deliberato, ma sostanzialmente non attuato, dalle precedenti amministrazioni.

 

Marco Falorni candidato Sindaco di IMPEGNO per SIENA
Marco Falorni candidato Sindaco di IMPEGNO per SIENA

Urbanistica

Nell’ultimo decennio la città è stata ipercementificata in maniera scriteriata e con scarsa qualità. Occorrerà una revisione degli strumenti urbanistici recentemente approvati. Per quanto riguarda le costruzioni, oltre alla ovvia e definitiva rinuncia ai progetti faraonici ed irrealizzabili (nuovo stadio, nuovo palasport, cementificazione del Rastrello, metropolitana leggera), bisognerà mirare al consumo di suolo zero, rimettendo in moto il settore edilizio attraverso incentivi e agevolazioni al riuso, alle ristrutturazioni, ai restauri. Il tutto facilitando i cambi di destinazione degli immobili e soprattutto, l’accesso agli uffici tecnici comunali. Le procedure nel settore edilizio dovranno essere radicalmente sburocratizzate, aumentando però l’efficacia dei controlli.

 

Ambiente urbano

A causa della sciagurata politica urbanistica, l’ambiente urbano è stato degradato, ed anche le aree verdi hanno sofferto molto. Servirà una cura certosina, quotidiana, per recuperare e migliorare gli spazi verdi, non escludendo forme organizzate di collaborazione da parte di cittadini volontari. In particolare, occorrerà attuare un programma di piantumazione di nuovi alberi, selezionando specie realmente autoctone, e che presentino il minimo possibile di disagi collaterali a causa di radici, rami pericolanti eccetera.

 

Costo delle abitazioni

Per lungo tempo lo sviluppo economico e demografico di Siena è stato frenato dall’abnorme costo delle abitazioni, in compravendita e in affitto, a causa della concentrazione di funzioni eccezionale per una città di provincia (grande banca, grande ospedale, due università, tutte le funzioni tipiche di un capoluogo, quali prefettura, questura, tribunale, caserme eccetera). Questo ha provocato il dissanguamento delle energie cittadine, specie giovani, e la trasformazione del tessuto sociale delle contrade. Non potendo trovare casa in città, le giovani coppie sono emigrate nei comuni del circondario, anche a causa di una spietata politica edilizia da parte dei comuni confinanti, politica che ha segnato il completo fallimento del Sistema Metropolitano Area Senese.

Fra le conseguenze, il depauperamento e l’invecchiamento della popolazione, l’indebolimento dell’economia, del tessuto aggregativo sociale, della vitalità delle contrade, del presidio del territorio e quindi della sicurezza.

Il problema del costo delle case si è in parte risolto da solo, purtroppo a causa della grave crisi economica, sia esterna che interna alla città, ma senza benefici sociali, visto il contrarsi delle possibilità di acquisto e di accedere ai mutui. Sarà pertanto compito dell’amministrazione fare tutto quanto in suo potere – purtroppo senza poter più disporre delle risorse della Fondazione – per tenere sotto controllo e calmierare il mercato, per favorire e facilitare l’accesso alla casa da parte dei cittadini e incentivare le locazioni abitative.

 

 

Traffico e sosta

Il problema è stato malamente gestito per troppo tempo, finendo per diventare esso stesso un fattore di freno per lo sviluppo economico, oltre che di decadimento della qualità della vita dei cittadini. La stessa cospicua emigrazione dei senesi nei comuni limitrofi ha ulteriormente aggravato i problemi di pendolarismo con il capoluogo e quindi di traffico, appesantendo orari e inquinamento e rallentando l’economia. Il tutto, naturalmente, senza migliorare le infrastrutture esistenti, peggiorate anzi dai consistenti flussi circolatori ed ora in pessime condizioni, nonostante le ingenti risorse di cui la città ha potuto a lungo disporre.

La nuova amministrazione dovrà rapidamente mettere a punto uno strumento programmatorio che manca da troppo tempo, e cioè il nuovo piano della mobilità e della sosta, che disciplini in maniera finalmente razionale il traffico privato e pubblico.

In particolare bisognerà riprendere il mai realizzato piano della sosta per i motorini, creando apposite aree di parcheggio all’interno e a ridosso del centro storico. Occorrerà una revisione complessiva del sistema delle Aru, razionalizzando la quantità delle aree dedicate e non escludendo un diverso uso della colorazione degli stalli di sosta. Servirà soprattutto un radicale rovesciamento della politica tariffaria negli spazi di parcheggio a pagamento, prevedendo una franchigia iniziale, di una o due ore, con sosta gratuita o a pagamento simbolico, in modo da favorire il commercio o le rapide visite a domicilio a servizio di anziani e parenti.

Si dovrà poi tendere gradualmente alla riduzione e in prospettiva all’azzeramento del costo mensile ora a carico dei residenti nella Ztl e nelle Aru. Si dovrà affrontare e risolvere il problema del parcheggio della seconda auto per nucleo familiare dei residenti nella Ztl. Si dovrà da subito, di concerto con Siena Parcheggi e Azienda Ospedaliera, mettere in atto gli accorgimenti tecnici per rendere gratuiti i parcheggi nei pressi dell’ospedale Santa Maria alle Scotte.

 

Palio e ruolo delle contrade

Si dovranno mettere in moto i meccanismi virtuosi atti a recuperare la dimensione ludica del Palio, senza le drammatizzazioni ridicole e dannose degli ultimi anni, ma soprattutto si dovranno abbassare i costi della festa, per il Comune e per le contrade, costi che nella misura attuale non sono più sostenibili.

Il Palio è una festa di popolo che ha in sé una eccezionale vitalità, quindi sarà necessario limitare al massimo le innovazioni normative. Tuttavia, con gradualità, si renderà necessario attuare alcuni provvedimenti tesi a migliorare la sicurezza degli spettatori, dei fantini e dei cavalli.

Le contrade dovranno essere maggiormente responsabilizzate e coinvolte, per collaborare al controllo ed alla valorizzazione dei rispettivi territori. Per esempio, sono ipotizzabili forme di collaborazione convenzionata con il Comune per garantire la continuità dell’apertura dei musei e degli oratori di contrada, dando così sviluppo all’occupazione ed all’economia locale, coordinando opportune iniziative artistiche e culturali con l’amministrazione. A loro volta, le contrade dovranno ripensare ad uno stile comportamentale più sobrio, e dovranno limitare l’occupazione di vie, piazze e spazi pubblici, troppo a lungo usati per attività ludiche o gastronomiche, a scapito degli aspetti legati alla sicurezza pubblica ed alle esigenze del commercio e della qualità della vita dei residenti.

 

Sport

Con le ridotte risorse disponibili vi sono rischi di decadimento dell’efficienza nei numerosi impianti sportivi di cui la città dispone. Sarà pertanto necessario impegnarsi, cercando di mettere maggiormente a reddito alcune strutture che ne hanno la potenzialità, per esempio lo stadio del Rastrello. Andrà in ogni caso rapidamente risolta l’annosa vicenda degli impianti sportivi bloccati di Taverne d’Arbia.

L’attività di base andrà incentivata e favorita con tutti i mezzi possibili, sviluppando però il vero senso sportivo, formativo, educativo delle varie discipline, ed evitando gli aspetti di esasperazione agonistica troppo a lungo coltivati, anche dalle società e dalle famiglie degli atleti.

Lo sport professionistico, dopo lunghi anni di gloriosi ma costosi trionfi, sembra fatalmente destinato ad un naturale ridimensionamento. L’Amministrazione comunale non potrà che fare tutto il possibile, ma nell’ambito delle sue competenze e senza sconfinamenti, per mantenere alto il prestigio della città, anche attraverso le sue principali realtà sportive. Fra l’altro, sarà opportuno legare gli eventi sportivi di maggiore richiamo a collaterali iniziative di carattere culturale e turistico, adeguatamente promosse.

 

Una città senza paura

Tutto ciò che è stato scritto finora sarebbe del tutto vano, e magari irrealizzabile, se non si riuscirà a liberare Siena dalle sue paure. Paure nell’intraprendere, nell’osare, perfino nell’esporsi politicamente, nel parlare in pubblico. Paure finora anestetizzate con un benessere diffuso e con servizi di buon livello, con la muscolare esibizione di risultati sportivi eccezionali, tanto gloriosi quanto sovradimensionati per una piccola città di provincia, perfino con una esasperazione dell’aspetto ludico e ricreativo della grande festa di Siena. Ma tutto ciò, finito il fiume di denaro proveniente dal Monte, è destinato purtroppo a ridursi rapidamente.

Siena deve scacciare le sue paure per liberare di nuovo, come per secoli era riuscita a fare, l’intelligenza, la creatività, la laboriosità dei suoi cittadini, che erano riusciti fra l’altro a fare grande una banca, mentre negli ultimi anni è stata la banca a tenere in qualche modo “prigioniera” la città.

Finito l’apparente bengodi, Siena non ha scelta: deve rimboccarsi le maniche, ritrovare il coraggio dei suoi antichi abitanti, valorizzare le risorse che pure possiede e le sue vocazioni profonde.

Per scacciare la paura, non può bastare l’azione, sia pure illuminata, dell’amministrazione. Serve la convinzione dei senesi, il loro spirito di sacrificio, il loro senso di appartenenza ad una comunità, la loro “voglia”. Questo programma è rivolto ai senesi. Potrà essere attuato solo con il loro aiuto.

 

 

Nota – Il programma è aggiornato alla data della presentazione. Durante la campagna elettorale si svolgeranno numerosi incontri, alcuni già programmati, con i cittadini, con associazioni e categorie economiche, durante i quali potranno scaturire nuove proposte utili per limare ulteriormente o integrare il presente programma. Il testo definitivo, dunque, potrebbe discostarsi leggermente dall’attuale, che rimane tuttavia la base sostanziale della volontà della lista “Impegno per Siena” e del candidato sindaco Marco Falorni di attuare un radicale cambiamento nell’amministrazione della nostra città.

8 replies to “La Rubrica delle Elezioni – Il Programma elettorale di IPS: “Torniamo a Siena”

  1. Avevo detto di non intervenire più in questi dibattiti, ma quanto ho letto mi costringe, molto pacatamente ad una richiesta di precisazione.
    Quando l’Associazione Pietraserena (indubbiamente da me apprezzata), faceva presente il suo grande impegno e la sua partecipazione a certe giuste azioni, c’era sempre chi la riprendeva con commenti poco garbati accusandola di protagonismo. Quando lo fanno altri, come in questo caso Impegno per Siena, tutti zitti. E’ coerente?
    Allora ci penso io. Si caro Falorni, esiste un’altra lista e altre persone che possono dire di averlo detto, forse più forte e prima di Lei, sia su Ampugnano che su Antonveneta e su altre cose. E per avere conferma basta fare come ho fatto io, ovvero leggere l’archivio di Pietraserena, che mi sembra parta dal 2005. O sbaglio?
    Poi ognuno può pensare ciò che vuole della lista Impegno per Siena, che sembra però una continuazione della Lista Per Corradi, avendo dentro varie anime partitiche, dall’ex API all’ex FLI, la Lega al posto del cangiante UDC, e vari politici del passato. Sinceramente da Falorni mi aspettavo un atteggiamento diverso-

  2. prima che esistesse l’archivio di pietraserena c’era il Consiglio comunale 2006-2011 che io ho seguito, nonostante le purghe dei discorsi del Cenni.
    Bene, mi ricordo bene il Falorni contro Ampugnano e Antonveneta, mentre pietraserena non esisteva e se mai carpiva informazioni dalle LCS non avendo consigliere comunale facendosi passare il Semplici per Libera Siena.
    Delle LCS questo ‘Antonio’ fanatico di PS non sa niente e gli converrebbe, come a tanti altri, andarsi a rinfrescare la memoria su
    http://www.sienafree.it/speciale-elezioni-comunali-siena-2011/323-speciale-elezioni-comunali-siena-2011/22169-amministrative-siena-tutte-le-preferenze
    Se non leggo male (ho figli da accudire più importanti di questi fanatici di ps) in Per Corradi c’era il De Risi, noto esponente di pietraserena appunto! Quelli di Api e degli altri pidocchietti di partiti erano in lista a se’ e ora sono con il NERI! Sturati le orecchie, figlio mio, E pensa prima di scrivere.
    Silvia, mamma benevola con i bischeri

    1. Cara Silvia io ad Antonio o come si chiama non rispondo. Mi pare che sia una persona che si è avvicinata alle Liste Civiche negli ultimi mesi della loro esistenza, quando tanti avevano lavorato con impegno e serietà.

  3. Per chiudere subito una polemica che non mi interessa alimentare in questo momento, sono costretto ad alcune precisazioni.
    Cara Silvia (???), fanatica sarà lei, nessuno di Pietraserena si permette di insultare, oltretutto in incognito. Quindi impari prima di tutto l’educazione.
    Per corretta informazione Pietraserena esiste dal 2004,quindi ben prima di Impegno per Siena, delle Liste Civiche e di Libera Siena dove Pietraserena era confluita pubblicamente. Primo errore grave, simbolo di scarsa conoscenza delle cose.
    Su Ampugnano il primo di tanti comunicati di Pietraserena è datato gennaio 2006, quindi ancor prima della seconda tragica giunta Cenni, primo impegno delle LCS, e Pietraserena è stata tra i fondatori del Comitato contro l’ampliamento di Ampugnano. Secondo grave errore.
    Su Antonveneta ripeto solo quello che ormai sanno tutti, ovvero che i primi oppositori in Assemblea sono stati il sottoscritto, Mauro Aurigi, Norberto Sestigiani, e alcuni ex componenti della lega di Siena con la mia collaborazione. Giusta la considerazione sul consiglio comunale ma è ben noto che le interrogazioni e le mozioni sul MPS erano preparate da un gruppo delle LCS di cui facevo parte. Altro errore.
    Il sig.Antonio non saprà niente delle LCS ma io so praticamente tutto.
    D’ora in poi si informi anche lei sig.ra Silvia (???) prima di parlare a vanvera di Associazioni serie e di fare queste figurette.

    1. Caro Romolo, smettiamola di parlare di Anonimi, il gestore del blog ha in mano tutti gli indirizzi IP di chi scrive. Se uno si sente offeso può fare denuncia e il sottoscritto ha in archivio tutti i dati. ricordo che per la legge vigente i commenti ai post sono di esclusiva responsabilità di chi scrive, la responsabilità del blogger è solo per quello che scrive lui. Un saluto
      P.s. ti ricordo che negli anni delle LCS di Pietra Serena non si sentiva nemmeno l’odore, tu scrivevi mozioni e interrogazioni per Libera Siena. Insomma l’associazione era un po’ sparita per poi riapparire col DE Risi e Corradi o sbaglio? Comunque Antonio mi dece spiegare come mai l’altra volta il Falorni andava bene e questa volta non va bene…

  4. Resta il fatto che Silvia ha ragione, caro Santo. Il Semplici mandi un consiglio agli amici di Pietra Serena. Non è positivo volere essere sempre presenti, come quel Rosario che come Pietraserena fa un comunicato si mette subito al computer e ne intesse alti lodi nel cittadinoonline come se non li conoscesse. Ragazzi, gli pseudonimi si bruciano con l’uso eccessivo! Un minimo di decenza, per favore.
    Tucci è bravo, non danneggiatelo per eccesso di diligenza.

  5. Ho detto chiudiamola qui.
    Pe me e i lettori Silvia e Dantes sono anonimi, (anche se penso di aver capito chi sono, o chi è),per il Santo sicuramente no, ma penso che non ci dica chi si nasconde dietro a questi nomignoli. Poco mi interessano denunce o cose simili, per me è questione di educazione e di dignità personale, tutto qui. Io preferisco mettere nome e cognome. Pietraserena ha chiarito pubblicamente che durante il periodo di Libera Siena, per correttezza e chiarezza verso i cittadini, aveva congelato gran parte dell’azione politica, ma era fortemente impegnata con Libera Siena e le LCS (sfido chiunque a smentirmi) ed era rimasta come associazione culturale. La tornata elettorale dopo è confluita nella Lista Per Corradi Sindaco con vicende anche piuttosto complicate che non sto ad elencare qui.
    E Dantes non faccia il furbino: tutti, a partire dal Cittadino sanno che Rosario è il nickname che uso da anni proprio nel Cittadinoonline (collegato alla mia e-mail) e che chiaramente uso per difendere Pietraserena dai tanti furbetti ed inquinatori.
    Tutto qui. Capito bene!!!!!!!

  6. Scusate il ritardo, ma ho saputo solo ora di questi interventi perché non seguo più le vicende elettorali per essermi convinto che è sostanzialmente tempo perso, a mio modestissimo avviso.
    Si è persa l’occasione delle primarie dell’Alternativa e così ancora una volta come nel 2011 ci si presenta in pessimo modo agli elettori che non possono capire certe divisioni.
    Delle continue rivendicazioni di priorità poi devo chiarire che non capisco bene il senso.
    Io ad es. mi ricordo che ero solo a contestare il ‘regime’ (o con il povero Franco Belli) agli inizi degli anni ’90, eppure molti degli intervenienti nei blog erano già grandini allora. Ma con ciò? Sono stato più bravo io? Ho diritto a essere sentito prioritariamente?
    Nelle assemblee MPS credo che il primo contestatore, già dei tempi Banca 121, sia stato l’Aurigi, che con sé allora non aveva nessuno degli attuali Grandi Contestatori, che io sappia (se mai Falorni contro la Spa già negli anni ’90). Ma anche qui: cambia molto? Bisogna perciò solo votare per lui, quindi?
    Ma io intervengo soprattutto per rivendicare che le interrogazioni e mozioni specifiche di Libera Siena le scrivevo io e non ricordo grandi aiuti da parte di nessuno (Libera Siena si squagliò dopo le elezioni proprio perché l’attivo Romolo Semplici si occupava, e bene, di Pietraserena, l’Aurigi cominciò a interessarsi a Beppe Grillo, ed io non avevo tempo che per il gravoso Cons. com.). Romolo certamente, partecipando ai lavori preconsiliari del gruppo LCS, collaborava con i principali (credo si debba onestamente dire) studiosi dei problemi MPS per le LCS: Pierluigi Piccini e Campopiano, che infatti hanno fatto gli interventi principali in Cons. com. sul tema, come qualcuno ha ricordato, e non frequentavano perciò le assemblee. E allora? Peraltro né l’uno (Semplici) né l’altro (Piccini) sono candidati per cui non vedo l’elettore cosa ne debba dedurre come preferenza per IpS o Pietra Serena!
    Meglio l’uno o l’altra? E’ un quesito assurdo perché dipende dal punto di vista, su che problemi e così via, vista l’assurda (lasciatemelo dire) divisione del fronte: incomprensibile per l’elettore, lasciatemelo dire..
    Queste polemiche mi confermano che la crisi di Siena non è solo del MPS, del Comune e dell’Università, ma anche delle opposizioni.
    Perciò inviterei, come già ho fatto peraltro, a scrivere poco (mi sono concesso qualche riga di troppo ora perché valgono come congedo), senza offese, andando ai problemi, alle proposte concrete e senza ridicole rivendicazioni.
    C’è sempre qualcuno che ha fatto prima di altri qualcosa. Ad es. io criticai pesantemente Berlinguer negli anni ’90 (forse solo Grasso lo fece anche prima, per altri motivi) ma i colleghi si guardarono bene dal seguirmi. Vuol forse dire che ne di messuno dei colleghi universitari che ora hanno aperto gli occhi ha diritto di essere ascoltato?
    E quanti degli attuali politici si sono apertamente espressi in passato sulla deplorevole ‘apertura’ dei media senesi? Anche qui io ricordo solo il Falorni, Grasso, Aurigi e il sottoscritto sin dagli anni ’90. Chi altri c’era prima della Lega e delle LCS?
    Ma basterebbe questo per non votare la Vigni o il Tucci? Valentini e Neri pongono altri problemi che andrebbero discussi a parte.
    Insomma, un esame spassionato dei problemi conduce a imbarazzanti quesiti, che – anche se non a livello cosciente – stanno rendendo fortemente perplessi gli elettori per quanto riesco a captare. Son sicuro che i risultati riserveranno sorprese anche maggiori delle elezioni 2011.
    A proposito andate a vedervi le preferenze che furono espresse in quell’occasione! Io rivedendole ora le trovo molto eloquenti.
    Ripeto: l’elettorato senese è molto particolare. Pensate soltanto a come ha ‘ringraziato’ la Lega per l’impegno sui problemi universitari e il MPS nel 2011 e alle ultime elezioni.
    Morale? Ci sarà, oltre al voto nullo, una grande astensione, probabilmente, al primo turno con un voto in gran parte scontato (giovani a 5 stelle e età media-anziani soprattutto a PD, ma quale? quello ufficiale o quello incluso nelle liste Neri?) o per motivi personali: con tutta la loro ambiguità. Ne vedremo delle belle, quindi, credetemi!

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