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La rubrica delle Elezioni – DE MOSSI E LE “SCELTE DI CAMPO”

da IL CITTADINO ON LINE

Ci sono momenti in cui bisogna schierarsi: dalla parte che fa meno schifo ma bisogna schierarsi.

di Luigi De Mossi

                       Non so dire in verità se la situazione sarà migliore quando cambierà, posso dire che deve cambiare se si vuole che sia migliore (George Christop Lichtenberg)

Questo articolo giunge buon ultimo e prende spunto dai vari interventi sui giornali sui blog e sitiweb di Raffaele Ascheri, Federico Muzzi, Carlo Regina e a tanti altri, e non ha la pretesa di dettare la linea o, peggio, il verbo e tantomeno di orientare l’opinione generale. L‘unica volontà è quella di orientare me stesso in questo guazzabuglio e la circolazione delle idee è sempre il modo migliore perché maturino scelte consapevoli attraverso la dialettica ed il ragionamento.

Ho sempre pensato e se vogliamo la storia ha insegnato, che il magnifico isolamento dall’Inghilterra dai tempi di Oliver Cromwell in qua non porti a niente.

Per questo non condivido l’agnosticismo di chi dice Valentini e Neri per me pari son.

Luigi De Mossi da IL CITTADINO ON LINE

La ricerca di purezza ad ogni costo, l’alzare il sopracciglio con aria di disgusto come se si fosse visto qualcosa di repellente non sta bene in chi si occupa di politica che è e rimane “sangue e merda”.

Anche perché la purezza è qualcosa di molto soggettivo e c’è il rischio che ciò che per noi è adamantino per gli altri non lo sia affatto.

Il distinguo è su come si opera, su quali valori si fonda l’azione di governo, sui risultati ottenuti: i compromessi sono nella storia individuale e collettiva di tutti e se qualche compagno di viaggio non è proprio gigliato pazienza. L’importante è che non faccia più parte dell’organizzazione che ha gestito il potere finora. Al di fuori della stessa contano le persone non l’apparato e senza una struttura che ti sostiene è molto più difficile imporsi.

Fra l’altro per chi è post-ideologico come il sottoscritto e non crede per nulla alle antiche divisioni novecentesche fra destra e sinistra, soprattutto alle elezioni amministrative, Valentini aveva una strada estremamente semplice per dare efficacia allo slogan del cambiamento: uscire dal partito.

Allora il ragionamento avrebbe potuto essere diverso.

Per tutto questo oggi la bilancia non può che pendere, inevitabilmente, a favore di Neri.

Meglio tutto gioca contro il PD. Chi ha gestito le nomine di tutti i componenti della Fondazioni anche di quelli (presunti molto presunti) di minoranza? Chi ha nominato Mancini, Mussari, Profumo e via a scendere? Chi ha dettato la politica del bando della Fondazione (leggi della distribuzione a pioggia dei contributi)? Chi ha fatto tutte le scelte di politica economica, sociale ed urbanistica? Il PD, solo il PD, questo moloch-leviatano che a Siena ha fagocitato tutto.

Bisogna schierarsi soprattutto quando è in gioco il domani delle generazioni future; quando la città di Alba “fu presa da duemila persa da duecento” come viene raccontato in uno dei più bei libri di Fenoglio il protagonista, ad un compagno di scuola  che gli diceva  che non gli piacevano né la repubblica sociale né i partigiani, risponde che ci sono momenti in cui bisogna schierarsi: dalla parte che fa meno schifo ma bisogna schierarsi.

E’ esattamente il mio pensiero.

Per alleggerire un po’ i toni di questa campagna elettorale accidiosa e fosca diciamo che scelgo Eugenio Neri anche per ragioni di faccia che è ingenua, stonata,  sorpresa e sempre un po’ fuori fuoco per l’avventura che sta vivendo e, come diceva Dino Risi, “io sono faccista”.

6 replies to “La rubrica delle Elezioni – DE MOSSI E LE “SCELTE DI CAMPO”

  1. Un altro maestrino che non si cimenta mai con la prova del consenso elettorale, ma gioca sempre di rimessa. Come avvocato sarà sicuramente bravissimo, come maestro di pensiero meno (vi stupiremo con citazioni speciali …). Chi non va a votare si schiera e come, per Siena.

  2. chissà perché bisogna cimentarsi per avere diritto di parola! Ma non c’è anche il bell’esempio anche di Romolo Semplici, attivo in tutte le assemblee a volte anche con cose intelligenti ma mai candidato alle elezioni, tra quelli che lavorano per siena andando al mare? E questo sereno quante volte si è presentato?
    Son o proprio d’accordo con l’avvocato invece e leretico pur dopo tanti dubbi. Domani vado, mi turo il naso e voto il Neri.
    MAI PD A SIENA (PER QUANTI ANNI?)

  3. Chi non va a votare è complice del groviglio.Chi invita a non votare è funzionale al sistema che ha distrutto Siena.Quanto scritto dall’avvocato De Mossi non sono parole da maestrino ma un’analisi lucida e pragmatica:un presa di posizione funzionale a rompere quel blocco che ha distrutto la città.Sottoscrivo in pieno il ragionamento del De Mossi e spero che i vari Romolo Semplici,Massimiliano Angelini e compagnia,che stanno invitando a non votare abbiano almeno la faccia a non organizzare mai più iniziative contro il sistema e a non scrivere più proclami per il cambiamento.Chi non va a votare è complice del groviglio.

  4. O piccinini Silvia, Marcello. Mirko (Lega Nord), e altri.
    Avenne di Angelini, Semplici e altri che da anni hanno il coraggio di mettere faccia e impegno contro chi ha distrutto Siena.
    Per carità se volete sfogarvi anche voi, scrivete, contestate (sempre senza offendere) tutti i caporioni che so stati al potere, ma evitate di tirare in ballo con nome e cognome comuni cittadini coraggiosi che mi sembra non abbiano mai chiesto niente in cambio per questa lotta a favore di un gregge di pecoroni. Ma chi glielo fa fa? Date retta a me, chi come noi non può o non vuole farsi riconoscere deve avere più umiltà, se no si passa da strulli o da invidiosi. Mi sembra poi che Angelini e Semplici si siano candidati, il primo nel 2011 e il secondo nel 2006 con Libera Siena, anche se mi sembra che entrambi avevano dato la disponibilità “di servizio” per poi appoggiare altri. Se le cose un le sapete state zitti, evitate brutte figure. E di questo forse il prof. Ascheri ci potrebbe dare la conferma.

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