Federico Muzzi Il Santo - Foto

La rubrica di Jonathan Livingstone – Il nuovo sindaco in primis e la Fondazione avranno il coraggio di “pensare fuori dalla scatola”?

Caro Santo
debbo congratularmi con Carlo Regina per il Suo intervento: preciso, puntuale e operativo.
Questa è la forza dei blog, peccato che qualcuno si limiti a criticare il loro contributo senza prendere spunti interessanti per passare all’azione.

All’assemblea indetta da BMPS per l’eliminazione del vincolo del 4% come voterà la fondazione che al momento risulta sempre essere socio di riferimento?

E come mai invece e qui mi riallaccio alla proposta avanzata da Carlo Regina non si prende la palla al balzo per modificare completamente la governance di BMPS? L’attuale sistema di governo di Banca Intesa non suggerisce niente? E lì mi sembra che in quanto a Fondazioni non si siano fatti mancare nulla.

Il nuovo sindaco in primis e la Fondazione avranno il coraggio di “pensare fuori dalla scatola”?

Ciò che sta avvenendo al Monte ricorda, per certi versi, la stessa linea operativa seguita nell’altra banca di cui l’attuale presidente di Bmps era amministratore delegato: diluire la presenza e il potere dei soci per poter essere il “padrone” del vapore; poi qualcuno se ne è accorto… Mi limito poi ad osservare che si chiedono sempre le dimissioni di altri e si applaude a ciò che accade negli altri Paesi, come mai il signore che presiede il CdA del Monte non dà il buon esempio avendo qualche problemino con la giustizia? E il nuovo sindaco come pensa in proposito? (Rammento a tutti che il sindaco di Siena è in pieno conflitto di interesse -già ma questo vale solo per alcuni e per altri no, come scriveva Orwell- essendo dipendente della Banca, ritengo in aspettativa, e nello stesso tempo influisce sulla Fondazione socia della Banca stessa…)

Riprendo poi lo spunto sopra esposto dal Santo per ricordare una piccola fiaba scritta tanto tempo da un certo Collodi: c’era un burattino di nome Pinocchio che si fece infinocchiare da un “dinamico duo” – il gatto e la volpe (anche fisicamente non vi ricordano qualcuno?) – che lo convinsero che esisteva l’albero del denaro e il povero Pinocchio andò a sotterrare i suoi soldini con la speranza che il fantomatico albero crescesse. Nottetempo il “dinamico duo” si recò nel campo dove il burattino aveva sotterrato i suoi soldi e li porto’ via, lasciando Pinocchio con un “palmo di naso”.

Attualizziamo questa fiaba e meditiamoci tutti sopra…..

The best is yet to come.

JL

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