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La rubrica del Professore – Non perdete tempo a cercare il candidato dell’Alternativa

Gli interventi sul mio ultimo post impongono una risposta collegabile anche ai quesiti emersi in seguito all’ipotesi dell’Eretico di una candidata a sindaco promossa dai blogger. Ho difficoltà ad accedere a questa idea perché la candidata viene alla fine di un percorso, non all’inizio. Con uno di questi media (inutile dire quale) si era pensato di fare un dibattito pubblico che mettesse a confronto più possibili candidati dell’Alternativa (io ad es. avevo in mente, oltre a quelli ovvi, di fatto già in circolazione, uno Stelo e un De Mossi ad esempio) dato che la situazione non si sbloccava e che l’idea delle primarie imbarazzava molti. Ma, guarda caso, la candidatura Neri fu proposta anticipatamente da qualcuno (trionfante su questo punto!): pensando proprio di bloccare le richieste di primarie?

Mario Ascheri

Comunque sia, Neri è partito poi concretamente tardi, ma quando è partito ce l’ha messa tutta, mostrando doti sul piano politico insospettabili (e questo rende anche più sospetto il suo rigetto da parte di certi ‘oppositori’ al Sistema…).

Il problema tuttavia non è che cosa Neri avesse fatto negli anni precedenti di politicamente significativo (la questione dei ‘tubi’, episodio isolato peraltro, non era così evidente e diffusa ormai). Ma che cosa il Neri sapesse di quanto avvenuto negli anni precedenti al di là di notizie sparse e frammentarie: dei dieci lunghi anni di Maurizio Cenni (ossia del suo gruppo: Ceccuzzi-Mussari compresi) che sapeva di preciso?

Faccio un altro piccolo esempio istruttivo.

L’unica nomina di Ceccuzzi in Fondazione finalmente andata a buon fine (principio 2012) è stata di una signora a quanto pare validissima come professionista dell’innovazione amministrativa, di stalking e dintorni ma altrettanto estranea ai problemi del territorio di riferimento, come si dice: una ‘forestiera’ di tutto punto per Siena. Nessuno dell’opposizione che io sappia ebbe a ridire alcunché, cosa variamente spiegabile: era finalmente una ‘tecnica’, come il governo nazionale cui collaborava ecc.? Io stesso dovetti alla segnalazione di un amico, evidentemente più vispo di me in queste cose, il collegamento di questo silenzio per alcuni dell’opposizione con una certa nomina (più o meno coeva) nel CdA della banca MPS. Chi parlava sempre di scelte ‘scellerate’ in questi casi era stato silente per la nuova nomina. Per caso? Transeamus. Non è questo il problema qui.

Ma il fatto singolo dimostra che chi non è ben dentro nella nomenklatura cittadina del potere e degli aspiranti tali (di maggioranza e/o di opposizione) non riesce a cogliere dati importanti, fondamentali sulla trasparenza di certi atti e sulla affidabilità di certi personaggi apparentemente pulitissimi.

Perciò caro Eretico e altri estimatori dell’idea della ‘novità’ riflettete. Con Neri avete avuto nel suo raggruppamento persone delle quali il candidato (pur buono) non aveva che una conoscenza certamente superficiale sul piano politico; con la questione nomina in Fondazione la prova che chi pur segue le vicende politiche (non molto ma) mediamente (come il sottoscritto), può non sapere di connessioni personali anche significative.

Che concludere? Che si può affidare, tenuto conto dei poteri dei sindaci, molto penetranti (finché ha una maggioranza in Consiglio!), solo a persone che per esperienze pregresse o per professione e/o passione siano bene addentro alle vicende cittadine. Il ‘nuovo’ non è escluso del tutto, certo, ma va accertata la sua conoscenza di problemi e persone. Io ad esempio, tanto per parlare di chi conosco abbastanza, ammetto senza difficoltà che anche se qualche problema cittadino lo conosco (e ho anche qualche idea, forse buona per il governo della città) non avrei sufficiente conoscenza dei contesti personali, dei gruppi, delle ‘famiglie’, dei partiti, assolutamente necessarie per non cascare in errori clamorosi.

Fatte queste premesse, torno al problema Valentini. Le sue dichiarazioni sono affidabili? Se ho capito bene, il Tucci, candidato brillante e da me stimato anche pubblicamente, oggi ritiene interessanti sue dichiarazioni che fino a ieri non lo erano. Io avevo previsto un suo avvicinamento all’attuale maggioranza (avevo detto che lavorava ‘oggettivamente’ per il Valentini), ma c’era bisogno di arrivarci in modo così tortuoso e per gli elettori sconcertante?

Altro discorso sarebbe, per lui e per altri della minoranza (oggi) ufficiale, quello della maggioranza di necessità. Esplicitare, e non trattare sottobanco, cosa deve fare Valentini per eventualmente meritare quell’appoggio che potrebbe mancargli da parte della sua maggioranza. Chiarire al più presto che su a), b), c)…. il sindaco deve muoversi positivamente e che se lo farà potrà contare su certi appoggi. Tutto questo richiede però chiarezza, trasparenza, volontà di essere concreti e non fumosi. Non lanciare segnali di fumo, ma scelte precise, che gli elettori capiscano.

Tutto ciò richiede due cose almeno.

Primo: un linguaggio non fumoso e prolisso da parte dei nostri politici. Poche parole chiare sono possibili?

Secondo: bisogna che le proposte arrivino ai cittadini.

E qui il ruolo dei media è essenziale. A Siena sono adatti per l’ardua impresa? Forse, e bisogna dire l’ultima campagna elettorale ha mostrato qualche maggiore apertura che non in passato (potenza della crisi!). Ma i blog sono essenziali, domani come lo sono stati in questi ultimi anni, a meno che non siano ricolmi di intrusi perturbatori e di prolissi impenitenti,

Il Santo si è caricato di una missione che non può rinnegare senza diventare non già un Eretico (quello che già abbiamo basta, no?), ma un Peccatore con la p maiuscola. Prova della sua necessità? Prendete il mio post di riflessione post-elettorale, che era stato mandato ai media senesi, ma… lo ha pubblicato solo il Santo. Era più modesto di quanto pubblicato in questi giorni? Vorrei esserne sicuro. Era troppo lungo? Beh, tagliatelo, ma ignorarlo del tutto mette ancora una volta in guardia.

Dove andiamo con questi media? Da nessuna parte.  Perciò c’è solo una strada per chi ancora vuol fare politica per portare avanti una certa linea: iscriversi al PD, che peraltro potrebbe dare presto delle sorprese. Come il Valentini (e lo auguro di cuore alla città).

Conclusione? Non perdete tempo a cercare il candidato dell’Alternativa. Le ultime elezioni non ci dicono che a Siena ne mancano le premesse minime?

 

3 replies to “La rubrica del Professore – Non perdete tempo a cercare il candidato dell’Alternativa

  1. Cercare un ulteriore candidato dell’opposizione in questo momento, dopo averne praticati 7 + 1 mi sembra poco opportuno. Da quello che scrive caro Prof. si direbbe che siano praticabili due opzioni: un candidato di opposizione come Neri appoggiato da tutti i riluttanti al PD, ed un Valentini, “oppositore” della prim’ora, adesso molto più omologato, ma che forse avrebbe intuito il suo stare come le foglie sugli alberi d’inverno e quindi alla ricerca di un consenso più ampio. Certo se volesse fare l’oppositore ai suoi compagni di viaggio, il Marzucchi cosa lo ha imbarcato a fare? o forse no? forse è un primo passo, ma se il Tucci è dietro le quinte che aspetta un cenno, come digerirà il Marzucchi? Perchè poi le illazioni più o meno circostanziate si fanno, ma i fatti vanno poi fatti accettare agli elettori. Non mi parrebbe una mossa lungimirante, ma chissà…il tempo ce lo dirà. Comunque un dato di fatto è che la gente in tutto questo non ci capisce più niente, senza la coerenza che avevo richiamato anche la volta scorsa, tutti i candidati di opposizione avranno vita breve

  2. Dai risultati di queste elezioni è venuto fuori un gran troiaio e a questo punto l’unica cosa che vorrei vedere è una variazione della maggioranza. Siena deve fare di tutto per mettere alla porta Ceccuzzi che è l’unico vero male della città e per far questo bisogna relegare all’opposizione i consiglieri ceccuziani.

  3. Caro Professore
    confermo che i suoi interventi sono intellettualmente molto stimolati, la sua disanima della situazione senese molto interessante merntre le sue conclusioni se provocatorie ben vengano altrimenti mi paiono un poco sotto tono.

    Ribadisco quanto proposto in un altro mio precedente post: per intervenire con successo nella società senese è necessario partire ora con un lavoro minuzioso e dettagliato per capire bene quali sia la “musica” da suonare per coinvolgere i concittadini al cambiamento; evidentemente in questa tornata elettorale solo il partito egemone ha compreso, seppure in misura inferiore al passato, quali fossero le corde giuste. Le formazioni di opposizione troppo numerose e forse ognuna portatrice di una propria “visione” hanno intrapreso strade che non sono state condivise dalla maggioranza della popolazione.

    Si tratta di sviluppare da subito un vigile controllo sull’operato della nuova amministrazione, sostenendola se del caso (le prime uscite del nuovo sindaco mi sono sembrate un poco improvvide) criticandola e contrapponendo proposte diverse quando è il caso; una specie di amministrazione “ombra”.

    In questo contesto ripropongo l’idea avanzata nel suo recente intervento da Carlo Regina a proposito della fondazione MPS, Banca, ecc.: perchè gli esperti di diritto societario non si mettono al lavoro per individuare soluzioni diverse alla semplice eliminazione del vincolo del 4%? Personalmente ho poca dimestichezza con l’ambito accademico e similare e Lei professore?

    Si tratta di una precisa, concreta proposta per misurare il grado di “opposizionalità” (scusate la brutta parola) delle formazioni uscite sconfitte dalla tornata elettorale.

    The best is yet to come?

    jl

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