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La rubrica dei disastri – Don Brunetto datte pace!!!

“Non mi darò pace” diceva il candidato Valentini…
 
Sabato 17 Agosto 2013 09:07

Durante il consiglio comunale del 8 agosto 2013 si è svolto un dibattito fra i consiglieri in merito ad una eventuale azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori della Fondazione MPS. Il dibattito, introdotto da una mozione presentata da Aurigi ed altri, è stato implementato anche da un ordine del giorno presentato dalla consigliera Bufalini ed altri. Dopo una discussione molto interessante, in cui da più parti si è invocata la ricerca di una unitarietà di intenti su questo argomento, la discussione è stata interrotta, per decisione dei capigruppo, dopo che il sindaco si è impegnato a portare, nella prossima seduta consiliare, i risultati di un approfondimento giuridico in relazione all’argomento in discussione. In tale circostanza, dopo le comunicazioni del sindaco, è stato deciso che si riprenderà la discussione sospesa, e si arriverà ad un voto in aula. Affinché non si perda la memoria di quanto è già stato detto in sede consiliare, qui di seguito pubblichiamo la trascrizione dell’intervento pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

Vorrei sottolineare che, in una interrogazione mia e di alcuni colleghi che oggi purtroppo non abbiamo avuto il tempo di discutere, ed in cui si parlava della Fondazione MPS e della eventuale azione di responsabilità verso gli amministratori, si chiedeva di conoscere se il sindaco ritenga opportuno, “nell’interesse della collettività senese, valutare la possibilità di effettuare una verifica se gli amministratori del mandato amministrativo in scadenza hanno operato in conformità alla legge, allo statuto e scopo della Fondazione MPS e posto buona diligenza nella gestione del patrimonio amministrato”. Come si vede, una formulazione opportunamente molto prudente, ed anche molto simile al dispositivo dell’ordine del giorno presentato dalla consigliera Bufalini. Una interrogazione, la nostra, che peraltro prendeva le mosse da considerazioni sostanziali che ritroviamo anche nella mozione presentata da Aurigi.

Andiamo comunque all’oggetto del contendere: qualcosa va fatto. Questo credo che sia necessario. Signor sindaco, quante volte lo ha detto in campagna elettorale: “non mi darò pace”, non mi darò pace fino a che non avrò individuato sostanzialmente i responsabili del disastro. Non credo che lei abbia trovato pace, credo di no, perché iniziative non ne ha prese. Quindi credo che anche la mozione presentata da Aurigi, come l’interrogazione presentata da me ed altri siano degli strumenti che potrebbero contribuire a darle pace.

Lei sindaco, deve agire e fare qualcosa, non a nome suo, ma a nome della collettività che l’ha eletto, e che lei legittimamente rappresenta. Che il disastro sia stato fatto credo che sia un dato incontrovertibile. Sui giornali senesi di oggi si legge che quasi si esce con le bandiere, si considera un mezzo trionfo il fatto che la Banca abbia chiuso la semestrale con 380 milioni di perdita. Il mercato non ha gradito, perché in un giorno favorevole per l’andamento borsistico, come quello di oggi, il Monte dei Paschi aveva la performance peggiore fra i titoli in ribasso.

Il presidente Profumo, che è stato chiamato per rimediare a questa grave situazione e che ha la fama di grande banchiere, forse qualcosa in più potrebbe far vedere, a questo punto, perché delle semestrali così magari anche altri sarebbero in grado di presentarle. Comunque potrà spiegarlo, sempre per tenere distinta la politica dalla Banca, alla festa dell’Unità in Fortezza, fra una salamella e l’altra.

Io credo che qualcosa vada fatto, a partire da un segnale da dare ai nuovi amministratori della Fondazione, e non solo. Un segnale che abbia valore politico, ma anche etico. Intendiamoci, si rimedia poco, ma almeno salvaguardiamo l’aspetto morale. Magari anche attraverso nomine in cui sia presente unaspecifica competenza bancaria. Vi ricordo che questo consiglio comunale, qualche settimana fa, ha approvato un documento di indirizzi per le nomine in cui si affermava che le nomine e designazioni di competenza comunale saranno selezionate secondo criteri di competenza, onestà e merito. E domando, a tutti voi e al sindaco in particolare, se tutti i nominati, anche quelli di emanazione comunale, nella nuova deputazione generale della Fondazione MPS hanno o meno una specifica competenza bancaria. Il messaggio che esce dalle stesse dichiarazioni del sindaco, anche sui giornali di oggi, è che in sostanza non occorre, non è necessaria in maniera stringente una competenza bancaria specifica. In realtà, io credo che, nelle passate amministrazioni di Banca e Fondazione, riferendosi in particolare ai rispettivi presidenti, se almeno uno solo dei due avesse fatto di mestiere il banchiere, a quest’ora tutti noi staremmo molto meglio, e molto più tranquilli. Quindi, non basta essere onesti e meritevoli, bisogna essere anche competenti.

E questo, sindaco, non vale solo per la Fondazione. Vale per tutte le nomine o designazioni di competenza comunale, Per esempio, leggo che nei giorni scorsi sono state fatte le nuove nomine per l’Acquedotto del Fiora, alle quali sicuramente il Comune di Siena ha partecipato in maniera importante. E leggo che il nuovo presidente è il coordinatore del PD dell’Amiata. Sarà pure meritevole e competente, ma tanto per dare un segnale di estraneità della politica… Egli stesso, sui giornali, riafferma questo valore della militanza politica. Infatti, il nuovo presidente dichiara: “La passione politica mi ha portato ad essere coordinatore del PD dell’Amiata, ma il mio percorso è un altro. Certo, la mia professione da una parte, e l’impegno politico dall’altra, hanno contribuito a far sì che la scelta ricadesse su di me”. Quindi, per diretta ammissione del principale interessato, è la politica che ha avuto un peso in questa nomina. Francamente, non mi sembra che siamo coerenti con i documenti che approviamo in questo consiglio, e non mi sembra che diamo i segnali che i cittadini si aspettano da noi, specie in questo momento.

La Fondazione si giustifica perché avrebbe ricevuto dalla Banca dei dati falsi, così sono stati definiti. Ma se ci fosse stato qualcuno che aveva la competenza di vederlo che quei dati erano falsi, non saremmo in questa situazione, almeno un po’ meglio ci saremmo trovati. Noi stessi consiglieri comunali, che siamo un po’ dei tuttologi autorizzati, perché di qui passa di tutto, non potremmo un domani invocare scuse, dicendo magari che ci è stato presentato un bilancio camuffato. Io credo che ciò non accada mai, ma noi abbiamo il dovere di controllare, non potremmo mai nasconderci dietro un dito, dicendo: non me ne sono accorto. Se abbiamo accettato un ruolo, dobbiamo effettuare i controlli con tutte le possibilità che la legge e la coscienza ci mettono a disposizione. Non potremmo mai nasconderci dietro una presunta incompetenza.

Figuriamoci quello che devono fare nella Fondazione Monte dei Paschi, amministrando il tesoro secolare della comunità! Quindi, qualcosa va fatto, un segnale va dato. Troviamo la forma, perché sarebbe molto bello ed importante che almeno stavolta questo segnale fosse unitario.

Il tipo di danno che è stato fatto credo che sia incommensurabile. Mi dicono, perché l’articolo non l’ho ancora letto, che sul Sole 24Ore di oggi ci sono dichiarazioni del nostro sindaco, in cui afferma di essere stato contattato da soggetti stranieri per un eventuale intervento nel capitale della Banca MPS. Intanto si comincia a parlare di soggetti stranieri. Magari potrebbe essere anche un bene, non lo so, ma so che fino a pochissimo tempo fa questo problema non si poneva. E questo qualcosa vorrà pur dire.

Quindi, dichiaro che la mozione di Aurigi ed altri è condivisibile nella sostanza, ma a mio avviso il dispositivo poteva essere scritto in forma un pochino più prudente dal punto di vista giuridico. Dico anche che ho apprezzato l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Bufalini, e forse, con qualche piccolo miglioramento, uso il condizionale, su quel testo si potrebbe anche arrivare ad una condivisione unanime da parte di quest’aula. Io lo auspico, perché sarebbe un segnale politico importante, relativo all’argomento più importante che ci è dato di trattare, e per giunta in un momento particolarissimo. Mi auguro che si possa trovare la quadra.

Vorrei un attimino, senza pretese di dare lezioni a nessuno, richiamare quanto ha dichiarato la collega Periccioli, che ho visto molto calata nel ruolo nel difendere certe posizioni. Nessuno dà la responsabilità a voi, soprattutto ai nuovi consiglieri, di quanto è accaduto. Anche perché ci sono state ben diverse responsabilità in altri ruoli. I vostri predecessori hanno approvato documenti che voi, all’epoca, non avete nemmeno visto. Ma alcuni di noi in quest’aula c’erano, e certe scelte disastrose le hanno contrastate con tutta la poca o tanta forza di cui disponevano, mentre da codesti banchi tali scelte sono state tutte difese, accanitamente, tanto quelle della Banca che quelle della Fondazione. Oggi, dunque, si permetta almeno un minimo di prudenza, da parte nostra, prima di dare credito a posizioni diverse dalle nostre. Il che non significa essere pregiudizialmente contrari, solo perché stiamo nella minoranza. Anzi, ho già detto che auspico che su questo argomento, oggi, si possa trovare una condivisione.

One reply to “La rubrica dei disastri – Don Brunetto datte pace!!!

  1. Caro Santo
    prendo spunto dalla pubblicazione dell’intervento in CC del Sig. Falorni per sviluppare alcune sintetiche riflessioni.

    Spesso sui blog senesi e sul tuo in particolare compaiono “ragionamenti” di un certo spessore, condivisibili o meno, che a mio avviso meriterebbero comunque una audience più vasta nonostante la capillarità del web.

    A far da contraltare a questi interessanti interventi con i limiti sopra accennati, da qualche mese e con sempre maggiore invasività sono pubblicati sull’edizione fiorentina di un noto quotidiano di Milano, articoli di un signore che mi dicono senese e con un passato anche con cariche istituzionali nel partito egemone in Siena, ammalato di “tuttologia”. Si è dilettato a commentare di tutto, dalle elezioni del sindaco alla fondazione mps dal palio all’intervista del presidente pro tempore della banca di città e chi più ne ha più ne metta con toni quanto meno “strani” nei confronti di Siena e dei senesi.

    Qui prodest tutto questo?
    Almeno ci fossero proposte operative invece, salvo errori, vi sono solo discettazioni più o meno colte con l’inserimento fra le righe di dubbi su questo o sul quel comportamento, su questo o su quel personaggio; sempre fra le righe sembra cogliersi una certa nostalgia nei confronti di un recente past sindaco di Siena.

    Ah dimenticavo, mi dicono che il direttore dell’edizione fiorentina di questo quotidiano sia battezzato nella stessa contrada del penultimo sindaco, una coincidenza?|||

    Come accennavo in un altro post, siamo alla resa dei conti strisciante?

    E intanto, come diceva Gaber, “l’Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar”; (con qualche sforzo di fantasia si può attualizzare questa celebre frase del grande cantautore)

    The best is yet to come !!!!

    jl

I commenti sono chiusi.

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