Federico Muzzi Il Santo - Foto

La Rubrica dei Disastri – Quelle TREDICI domande al Ragionier Gabriello Mancini…

Navigando su Facebook sotto un mio post ho visto questo lungo messaggio postato da PIERLUIGI PICCINI. Credo sia necessario pubblicarlo anche qui per chiarezza e per capire come sono andate le cose

Alcune richieste di chiarimento al Presidente della Fondazione Monte dei Paschi

Queste domande le vorrei dedicare alla consigliera Giulia Periccioli, sono state da me fatte in consiglio comunale alla fine del 2008 in un contesto dove la maggioranza era gestita dal PD e dai suoi alleati con sindaco Cenni. Se guardano attentamente, i consiglieri della maggioranza attuale, vedranno come alcuni di questi temi sono ritornati successivamente nella discussione politica a tempo scaduto e nell’intervento dei magistrati. C’è o non c’è una responsabilità politica secondo la Periccioli?

1. A fine febbraio 2007 la Direzione della Fondazione ha sottoposto alla Deputazione un lungo rapporto che, pur favorevole all’acquisto, conteneva un passaggio che sembrava invitare a una certa cautela. Affermava infatti che le sue “considerazioni favorevoli sono maturate in un quadro di normalità dei mercati che si è recentemente modificato con rilevante turbolenza”. Nonostante questa turbolenza e le connesse “avvertenze espresse dagli Advisor finanziari”, il rapporto proseguiva proponendo di non prendere posizione sui mutamenti in atto e di analizzarli in una riunione successiva. Si chiede se questa “riunione successiva”sull’argomento si è poi svolta e, alla luce del fatto che la turbolenza ha manifestato il suo reale carattere di una drammatica crisi finanziaria, di precisare quali misure ha adottato la Deputazione.

2. Sono state acquisite delle specifiche“fairness opinions” dai vostri consulenti attestanti la validità dell’operazione Antonveneta o vi siete limitati alle semplici “lettere di intenti” citate nel rapporto?

3. In occasione di quel rapporto, si presume che avevate visionato il contratto di acquisto che, per tutti, è rimasto invece segreto. L’esistenza di una caparra di 5 miliardi, oltre che onerosa in quanto costituita da un prestito al tasso del 9% annuo all’epoca del tutto inusuale per operazioni simili, non vi ha fatto sentire conle spalle al muro? Il vostro diniego all’operazione avrebbe infatti esposto la Banca e la Fondazione stessa ad una enorme perdita patrimoniale, visto anche che, come è stato affermato in più sedi, non era prevista alcuna clausola di salvaguardia.

4. Come considerate, sotto il profilo della diversificazione del rischio, il fatto di aver concentrato nella partecipazione BMPS l’impiego del patrimonio della Fondazioneper una quota del 90% dell’attivo patrimoniale? A questo proposito vorremmo conoscere con precisione a quanto ammonta l’esposizione patrimoniale della Fondazionenei confronti della Banca comprendendo, oltre alla sottoscrizione dell’aumento di capitale, le due operazioni Fresh.

5. Riguardo al Fresh2, vi chiediamo quanto ne avete sottoscritto e se ne avete dato comunicazione al mercato, visto che in situazioni analoghe, in particolare con il processo IFI-IFIL-Fiat, sono stati aperti dei procedimenti penali.

6. Riguardo inveceal Fresh 1 abbiamo letto che in settembre ne è stato convertito circa l’1% inazioni ad un prezzo di conversione di € 2,63 mentre il prezzo di mercato dell’azione era all’epoca di circa 1,5. Questa operazione, oltre a contenere undanno patrimoniale per la differenza di prezzo, ha comportato anche la rinuncia alla lauta cedola del Fresh. E’ stata la Fondazione ad aver operato in talsenso?

7. Tornando all’impiego del patrimonio, vorremmo conoscere le considerazioni che vi hanno portato a detenere anche le due partecipazioni bancarie in Intesa Sanpaolo e Mediobanca, aumentando la concentrazione dell’investimento nel comparto bancario e registrando una perdita di circa 200 milioni di euro.

8. Guardando le cifre, sembrerebbe di leggere che la Fondazione abbia contratto anche dei debiti per far fronte agli impegni derivanti dal sostegno all’operazione Antonveneta. Considerando che nessuna fondazione bancaria ci risulta al momento indebitata, chiediamo quindi a quanto ammonta l’indebitamento effettivo della Fondazione e quanto si è eventualmente lontani dal limite normativo e statutario del 20% rispetto al patrimonio.

9. Per concludere le domande riguardanti gli atti compiuti a sostegno della banca nel suo acquisto chiediamo quali siano state le valutazioni di convenienza nell’acquisto di Fontanafredda per un prezzo di 92 milioni di euro, pari a 53 volte gli utiliante imposte e deprezzamento mentre è già da considerare caro un prezzo pari a 10-11 volte. In proposito giova ricordare che l’art. 4 del Decreto Legislativo153 afferma che “la Fondazione gestisce il proprio patrimonio nell’esclusivo interessedella Fondazione medesima”.

10.Venendo all’attualità va tenuto presente che vi è un rischio concreto che la Fondazione resterà priva di redditi, non potendo più incamerare i redditi degli investimentidella gestione interna, ora dimessi, ed essendo allo stesso tempo sempre più probabile che la Banca sarà impedita alla corresponsione di dividendi. Inquesto caso, si chiede se avete già studiato una strategia di dismissioni tesa a reperire risorse da distribuire, pur certamente ostacolata dall’impossibilitàdi registrare plusvalenze essendo in perdita tutte le partecipazioni.

11.Sempre in merito alle future erogazioni, si chiede quali intenzioni siano maturate riguardo all’utilizzo del Fondo Stabilizzazione Erogazioni ed alla sua capienzadi circa 110 milioni di euro, che se venisse azzerato per mantenere un flusso di erogazioni nel 2009 non avrebbe più capienza nel 2010.

12.Si chiede inoltre di precisare, nel caso di un ulteriore aumento di capitale finalizzato a migliorare il Tier 1, come intendete operare per creare lanecessaria provvista dato che tutte le partecipazioni della Fondazione sono innotevole perdita: in particolare le azioni Monte originarie, quelle nuove sottoscritte per 1,5 euro, i Fresh 1 e 2, le azioni Intesa San Paolo e quelle Mediobanca.

13.Infine, rileviamo che il bilancio 2007 della Fondazione espone un Fondo per rischi ed oneri dell’importo di euro 208.071.096, aumentato per circa 53 milioni di euro rispetto all’anno precedente. La nota integrativa informa che esso “accoglie, tra l’altro” l’accantonamento prudenziale a seguito di un avviso di accertamento fiscale per il periodo d’imposta 1998/99. Si chiede di precisarela misura del Fondo da attribuire a tale accantonamento, se esso è congruo rispetto al totale delle imposte e delle relative multe e more e quali elementidi novità, emersi nel 2007, hanno determinato un così consistente incremento intale esercizio.

One reply to “La Rubrica dei Disastri – Quelle TREDICI domande al Ragionier Gabriello Mancini…

  1. Non so se il Mugnaioli era presente ma è chiaro che seppe tutto! tanto per parlare del nuovo segretario Cuordileone

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
close-alt close collapse comment ellipsis expand gallery heart lock menu next pinned previous reply search share star