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Archive for the ‘storia’ Category

Editoriale de Il Santo con Libero Contributo – Giustizia Paliesca…

23 novembre 2017 9 commenti

Prima di farvi leggere il contributo di Paolo Piochi, vorrei esprimere il mio pensiero.

Il Palio e le Contrade sono cambiati, inevitabilmente. Molta colpa è della politica che ha fatto scelte sbagliate, come quella di far scappare i senesi dai rioni, oppure tutti i cambiamenti al Palio stesso, che per alcuni versi sono stati utili per la sicurezza dei cavalli e dei fantini, per altri hanno snaturato il Palio. Molta colpa è delle Contrade e dei contradaioli, che persi dietro al cavallo hanno preso una strada da cui è difficile tornare indietro. Si vede anche in questi giorni quale è lo stato delle contrade, 4 decidono di non partecipare ai festeggiamenti di Sant’Ansano, per dare un segnale, per farsi ascoltare. Le altre, si allineano e se ne fregano di quello che gli accade intorno, tanto a processo non ci sono i loro contradaioli. Questa è Siena, divisa spaccata fatta di piccoli interessi che non guardano a quello generale. Pora Siena dico sempre… PORI SENESI dico ora…

Non nego di aver provato uno stimolante interesse nel leggere il recente intervento del Dott. Pierluigi Piccini sulla opportunità di procedere ad un’auspicabile riforma della giustizia paliesca volta a rendere maggiore “equità e coerenza” alle violazioni commesse.

Chi ha a cuore le sorti della nostra Festa non credo troverà forti motivi ostativi per una proposta che invoca una radicale rivisitazione di un sistema di non facile attuazione pratica, ancorché tale sistema mostri oggi segni di perfettibilità dovuti talvolta ad un eccessivo arbitrio e/o carente imparzialità.

Sul punto, mi permetto però di suggerire di voler estendere l’attenzione anche su una evidente trasgressione che si rileva ormai da troppi anni nei riguardi del “Rituale Contradaiolo” che, vorrei ricordare, è stato peraltro condiviso e sottoscritto da parte di tutte le Contrade, compresi altri “impegni” di moral suasion assunti all’interno del Magistrato (ogni riferimento, ad esempio, al timing delle feste rionali è puramente casuale), ma che, tuttavia, vengono sistematicamente dimenticati e/o disattesi.

Peraltro, in questi ultimi tempi, si riscontra da più parti perfino la volontà di ridisegnare, artatamente e per l’avidità del vile denaro, nuovi confini territoriali con il beneplacito di importanti Istituzioni che manifestano una insufficiente sensibilità e cultura nei rapporti sociali di questa città.

L’assenza di un Organismo di controllo che sul tema si assuma con obiettività e senza alcuna esitazione la responsabilità decisionale in modo che le regole esistenti siano per tutti osservate e puntualmente applicate, porta a ritenere che nel mondo contradaiolo sembra sia diventato ormai tutto lecito non sapendo che così agendo non si dimostra furbizia, prestigio e supremazia, ma solo arroganza e mancanza di rispetto verso la custodia delle nostre nobili tradizioni e la conservazione dei loro valori.

Forse non abbiamo ben compreso che i nostri tesori sono così rari e preziosi che dovrebbero essere, invece, tramandati con maggiore cura ed amore alle future generazioni proprio per la straordinarietà delle plurisecolari storiche testimonianze che rappresentano, specialmente in un mondo sempre più avaro di emozioni.

 

Paolo Piochi

 

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La Rubrica della COOL-TURA – Michele Fiorini un senese alla ricerca della memoria…

20 ottobre 2017 Commenti disabilitati

Conosco Michele Fiorini da più di trenta anni.

Il Fantino Giuseppe Gentili

In tanti sanno il lavoro immenso che sta facendo nel raccogliere filmati, fotografie che riguardano il Palio di Siena.

Un archivio, che potrebbe diventare un museo multimediale. Una conoscenza che potrebbe essere “sfruttata” per far conoscere la nostra passione anche fuori Siena.

Le immagini che Michele monta, restaura e ci propone fanno venire i brividi, ricordi di una città che cambia ed è cambiata ma che in particolari momenti rivive la gloria passata. Facce di senesi che non ci sono più che ci fanno emozionare, facce di fantini di una volta che ci fanno capire anche come è cambiata la loro figura.

Michele insieme ad altri amici (ma è sua l’anima di RICORDI di PALIO), preserva l’essenza del Palio, la tramanda si sostituisce anche alle Contrade, che a mio parere negli ultimi anni si sono trasformate in qualcosa di diverso.

Michele Fiorini ed il suo lavoro, merita qualcosa di più che un articolo su questo blog, merita il MANGIA D’ORO per il lavoro superbo di raccolta e restauro che sta facendo, le istituzioni senesi dovrebbero essere più attente nel valorizzare chi per pura passione tramanda e insegna quello che era Siena, Il Palio e la nostra tradizione.

 

Editoriale de Il Santo – Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io. La nuova IENA Antonio Degortes…

16 ottobre 2017 Commenti disabilitati

Nella brutta vicenda di David Rossi entra a gamba tesa una nuova Iena, l’amico di David Rossi, Antonio Degortes.

L’imprenditore senese ha registrato la conversazione avuta con la IENA Antonino Monteleone e la pubblicata su YOUTUBE.

Nei primi secondi di registrazione Degortes dice che non ha certezze, ma dice che è convinto che David Rossi si sia suicidato. E’ molto contraddittorio, anche quando parla degli atti con Monteleone.

L’ho ascoltato un paio di volte e vi assicuro che ad un certo punto ho dovuto prendermi un plasil.

Ho cercato on line il curriculum di Degortes, non l’ho trovato, sarebbe interessante incrociare le date per capire come la sua carriera in banca si sia intrecciata con quella di Mussari, fatto sta che il documento non si trova e quindi prenderemo per buona la notizia che traspare dalla registrazione: “Essere amici del Mussari non apriva le porte dei CDA delle varie controllate del Monte dei Paschi”

Sotto potete sentire l’audio della conversazione fa la vecchia Iena e la nuova Iena senese.

Nel frattempo dopo l’uscita dell’audio, il fratello di David Rossi Ranieri ha pubblicato alcuni atti che troverete linkati qui sotto e anche la Iena di Mediaset ha detto la sua sul duo profilo Facebook…

Un domanda però la devo fare perché il Signor Antonio ha si è accalorato così DOPO il servizio delle Iene, quello dei festini?

ecco cosa scrive Monteleone:

Antonino Monteleone ha aggiunto 3 nuove foto.

Antonio Degortes è il figlio del più noto Andrea Degortes, famoso per essere “Aceto” il fantino più vincente nella storia del Palio di Siena.
Ha una storia da raccontare Antonio. E non solo perché il padre Andrea è uno dei più cari amici rimasti a Giuseppe Mussari. Su questo bisognerebbe raccontare una storia a parte.

Il messaggio mandato da Degortes alla Iena Monteleone… Pubblicato da Monteleone


Chi vuole può cercare su google e troverà molte informazioni.
La questione, qui, è un’altra.

L’ho conosciuto qualche mese fa quando lavoravo a Piazzapulita e mi occupavo, già all’epoca, di Banca Monte dei Paschi.

Antonio Degortes si professa amico di David.
E qualche giorno fa, mentre stavo tornando a Siena, mi ha inviato questo messaggio:

«Perché non hai sentito gli amici ristretti di David che sono convinti del Suicidio con ampie motivazioni? Ah questo non interessa troppo scontato, così hai contribuito ad ammazzare David una seconda volta!»

Per questo motivo gli ho chiesto un’intervista e sono andato ad incontrarlo.
Si vedeva (e si vede chiaramente nel nostro girato) che stava registrando l’audio. Una cosa che mi ha quasi intenerito e non gli ho detto nulla – col senno di poi me ne sono pentito. 🙂

Ora lui pubblica l’audio integrale del nostro incontro, come se ci fosse qualcosa di “compromettente” per noi.

Dice di essere “convinto” del suicidio di David.
E che la storia dei “festini” è tutta una cazzata.

L’ho trovato particolarmente nervoso sull’argomento. Molto nervoso.
Saprà qualcosa che noi non sappiamo? «Mmmmaaaaahhhhh» (cit.)

Qui l’articolo del Corriere di Siena.
http://corrieredisiena.corr.it/…/morte-david-rossi-antonio-…

 

Ecco quello che ha scritto Ranieri Rossi

Siccome questo rilascia interviste e crede di sapere tutto, mentre Vitello ripubblica gli atti (che erano gia’ on line) forse è il caso di mettere qualcosina pure noi. Ecco qua giusto un piccolo assaggio.
Ho messo solo il link in quanto alcune immagini potrebbero risultare poco adatte quindi chi non vuole non clicchi sul link.
https://drive.google.com/…/0ByDSmeRBOZsjSzMwcHJqODhvc…/view…

 

L’audio registrato da Degortes e pubblicato su YouTube:

 

Editoriale de Il Santo – Carlo Regina e la gestapo del Sistema Siena…

14 ottobre 2017 2 commenti

Lo sfogo di Carlo Regina, che pubblico per intero in fondo a questo editoriale è legittimo.

Va contestualizzato e visto che questo blog fa anche da memoria storica, mi prendo io l’onere di farlo.

I senesi, quelli che affollano la sala per la presentazione del libro di Vecchi sul caso Rossi, si scordano che c’è stato un periodo buio in questa città.

E’ il periodo in cui Mussari comandava ed insieme ai suoi sodali determinava i destini di tutti noi.

Pericolosi personaggi…

Il periodo in cui tutti bramavano una foto con BEPPE, il Cenni era Sindaco, Gabriello Mancini tagliava il nastro con il Vescovo BUONCRISTIANI (mai nome fu più sbagliato) e le contrade si alzavano in piedi ad applaudire quando avevano ospite Ferdinando Minucci.

Un periodo in cui L’ERETICO scriveva libri, Il Santo iniziava la propria esperienza con il blog e in cui il blog FRATELLO ILLUMINATO sparava a zero sul Sistema Siena e il Professor Grasso (IL SENSO DELLA MISURA) ci informava sulle problematiche dell’Università.

Era anche il periodo in cui è nato il sito Impegno per Siena (di Marco Falorni) a cui ho collaborato e che è stato il primo ad avere una rassegna stampa contro il potere del Sistema Siena che in quel momento era agli apici del suo splendore.

Politicamente gli unici a tenere botta erano quelli delle Liste Civiche Senesi di Pierluigi Piccini.

Torniamo a noi.

Quello è stato un periodo in cui noi bloggers ci sentivamo dei carbonari pochi nel mio caso sapevano chi era IL SANTO, dovevo proteggere la famiglia, perché il Sistema Siena non gradiva il lavoro che facevo e quotidianamente persone pagate erano alla ricerca delle mie tracce (e quelle degli altri blogger) sul WEB. Il vecchio blog l’ho chiuso per pressioni, minacce e devo ammettere per paura di compromettere la serenità della mia famiglia.

La pressione più forte verso chi si opponeva a questo Sistema era la querela, sistematica, puntuale, per tentare di bloccare il libero pensiero che pochi avevano l’ardire di usare in questa città.

Pensate: pare, sembra, si dice che per scoprire chi fosse FRATELLO ILLUMINATO si sia fatta anche una rogatoria internazionale. Forse è solo una leggenda, ma questo da il senso di come si agiva in quel periodo.

Era anche il periodo in cui trovavi lettere particolari in cassetta oppure anche documentazione interessante che qualcuno dotato di coscienza ti faceva recapitare.

La vicenda di Carlo e di altre persone sospettate di essere Fratello Illuminato è molto più pesa della mia.

Vi basti pensare che a un sospettato fu forzata la porta di casa dai carabinieri con l’aiuto dei pompieri perché era fuori casa. Vi ricordo che si trattava di una querela per diffamazione e non un’indagine per terrorismo!

Prove che Carlo e gli altri fossero FRATELLO ILLUMINATO non ne sono mai state prodotte e anche il tribunale di Genova li ha assolti. Allora come sono arrivati a loro? Semplice la parola è: delazione. Infatti alcune persone hanno fatto dei nomi e questi nomi sono stati presi per buoni da chi di dovere e da queste confidenze sono iniziate le indagini. Queste stesse persone ora le vedo commentare su Facebook contro il Sistema Siena, lo sapete, mi fate un po’ schifo…

Eravamo dei terribili fomentatori, aizzatori di folle, destabilizzatori del Sistema Siena.

Del Sistema Siena, faceva parte attiva anche David Rossi, il quale con quei milioni che aveva a disposizione aveva la possibilità di addormentare le masse (in quel periodo le sponsorizzazioni erano all’ordine del giorno) e di gestire tutti quei giornalisti che ora si strappano e vesti per la sua morte.L’unico forse più potente di Lui da questo punto di vista era il Bisi.

Era il periodo delle agenzie di stampa pagate con i soldi pubblici, ma al servizio del partitone e dei potenti senesi.

In quel periodo cari senesi quei giornalisti che ora affollano le sale per il libro di VECCHI erano diciamo così girati dall’altra parte. Eppure materiale per scrivere e fare del serio giornalismo c’era. Diciamo che la nascita di noi blogger è proprio un’espressione del Sistema Siena!

Torniamo a Rossi. Nell’ambiente in cui lavoro, mi hanno insegnato una cosa importante saper distinguere.

Come sa il fratello di David Rossi, Ranieri, io non ho minimamente cambiato idea sull’operato di suo fratello e sulle responsabilità che ha avuto nel determinare i destini di Siena e dei senesi.

Detto questo credo che bisogna distinguere l’uomo da ciò che ha fatto.

Quello che ha fatto è stato a mio avviso sbagliato e deplorevole.

L’uomo non si meritava di finire in quel modo.

Venti minuti di agonia, che sia stato ucciso (come ho sempre creduto) o che si sia suicidato (come ha decretato il tribunale di Siena a cui mi attengo), non li merita nessuno. Capisco quindi la voglia di verità da parte della famiglia e credo che si giusto che la ottengano, credo che comunque sarà difficile, perché chi sa non parla, uno che sicuramente sa tante cose è MUSSARI GIUSEPPE, ma è impegnato con i cavalli non ha tempo!

Torniamo a Carlo al suo scritto.

Quando chiedi alla città chi ripagherà coloro che si sono opposti al Sistema Siena di quello che hanno patito, ti rispondo io caro amico: NESSUNO.

Credo però che io sarò ripagato per aver combattuto il Sistema al fianco di persone come te, sono orgoglioso di aver provato a cambiare le cose, quando quasi tutti i senesi ci erano contro (anche gli amici), quando per trovare un avvocato o andavi da un familiare oppure dal Super Avvocato De Mossi, quando mio figlio di 8 anni mi chiedeva se rischiavo la galera, visto che avevo avuto la visita dei carabinieri. L’onore caro Carlo non ha prezzo e questo non me lo toglierà nessuno ed oggi ho il diritto di guardare negli occhi coloro che un quarto d’ora dopo la morte di Rossi ci davano la colpa per la sua fine… Un abbraccio…

Lo scritto di Carlo Regina:

Bene la città vuole verità. Davvero? Allora diciamole tutte ste verità. David Rossi non era un perseguitato dalla giustizia, i veri perseguitati erano quelli che si opponevano al groviglio in un clima di omertà totale. Sottolineo totale. Di quel groviglio ne facevano parte molti di quelli che ora si stracciano le vesti. O vogliamo negare? Ci sono state persone, come me, prelevate da casa, di fronte ai propri familiari, da quattro carabinieri, che hanno subito perquisizioni e sequestri per mesi di telefoni e computer, nell’unico tentativo di essere messi a tacere. Allora chi è stato perseguitato? A me i danni chi li paga? Visto che sono stato prosciolto da qualsiasi addebito. Tutto ciò in un clima di omertà, quella vera, dove nessuno, tranne pochissimi ti ascoltava. Mi trovate una nazione del mondo civilizzato, dove per presunti reati di opinione ti vengono ad arrestare? Per informazione tra coloro che fecero esposti a mio carico c’era anche David Rossi. Così per la verità. Tutto qua.

Editoriale de Il Santo – Le Iene e il caso David Rossi…

2 ottobre 2017 1 commento

Ieri sera le IENE hanno mandato in onda un servizio sul caso Rossi.

Chi lo volesse vedere lo può fare sul sito delle IENE.

Ne ho estratto una parte, il copyright non permette di pubblicare tutto. Non lo avrei comunque pubblicato integrale, perché le immagini sono molto crude e questo sito non è vietato ai minori.

Ho estratto la parte che riguarda l’intervista a MUSSARI GIUSEPPE.

Non la commento, lo invidio solo che riesce a dormire bene! Io in questo periodo un po’ meno, più che altro perché vedo un futuro buio per Siena e per le nuove generazioni. Come gli ha detto il giornalista la giustizia è una cosa la storia un’altra. Il video è sottotitolato non ha l’audio. Sotto un altro video così tanto per ricordare… PORA SIENA!!!

 

Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Il Mussari deperito… I Virtuosi di Siena… Fontani VIVE

14 settembre 2017 3 commenti

Leggere di Mussari che è dimagrito, depresso e triste francamente non mi fa ne caldo ne freddo, anzi bugia mi fa un tantinello piacere, perché la ruota gira ed il perdono tendo a lasciarlo al Signore.

Mi ricordo quando la mia Contrada vinse il Palio con il cavallo del BOCCOLUTO e per Lui e consorte furono stesi i tappeti rossi, già si sapeva dove ci avrebbe condotto la sua gestione della Banca, ma i senesi erano proni al potere ubriacati dal riccioluto e dal suo sorriso!!! Quanti lo chiamavano BEPPE e si inchinavano a Lui!!! Ora ci dicono che è anche solo, il destino di tutti i potenti caduti in disgrazia, nessuno si ricorda più quanto lo hanno osannato e leccato.

Non so se la giustizia farà il suo corso, ma l’uomo pare ferito. Chissà se si sente in colpa per quello che ha fatto e per la tragedia di David Rossi, io francamente spero di si e spero che quando la sera è solo si ricordi che da Siena ha avuto tutto e niente ha dato, se non un futuro incerto alle future generazioni. PORA SIENA…

La parabola di Giuseppe Mussari. Da imperatore di Siena a triste e solitario in Firenze

I “virtuosi”: una lunga catena di affetti (assetti) dal sistema dei trasporti alla gestione dei rifiuti, per arrivare al peggior sindaco dell’era moderna. Parte seconda

Dalla parrucca al maquillage (e due ps)

Tipini estivi (IV): Luigi Borri (e 4 Ps)

A scuola senza rischi: novità per il varco ZTL di Porta Romana

Avviso alla nomenklatura: Fontani è vivo e vegeto

MONTE DEI PASCHI/ Ultime notizie. Mps, il rischio contenziosi per i rimborsi (oggi, 13 settembre)

Il Couching di Wiatutti

 

 

La Rubrica di Daniele Magrini – Salini, la mostra da prorogare. Per orgoglio

11 settembre 2017 1 commento
La mostra della Collezione Salini ai Magazzini del Sale non può chiudere fra quattro giorni, il 15 settembre. Prorogarla sarebbe un dovere. Ma forse, di più, un diritto. Per i senesi. Perché noi in estate siamo distratti. Si va al mare, a Follonica, a Castiglioni, a Marina. E sono pochi, quattro giorni, per rimediare. Io, visitatore “a gratis” numero 36704, sono uscito da questa mostra pieno di emozioni. E non lo so perché. Non lo so perché quei santi intrisi nell’oro che mi guardavano fino in fondo, o quelle statue grandi di donne Madonne, o quei “coccini” smaltati di verde smeraldo, mi abbiano riconciliato con il mio essere senese. Eppure è successo.
Scrivo cose di “pancia”, di fronte alle quali intellettuali, architetti trendy e rigorosi storici dell’arte, inorridiranno. Ma chi se ne frega!

Questa mostra che ti porta dentro le meraviglie esposte, senza barriere, come in una specie di cammino – senza trincee- della bellezza, ti sfida, ti incoraggia e ti  costringe a misurarti.  La puoi toccare. E allora ti fa pensare. Eravamo questo. Anche in una piccola tavoletta portata via da una pala d’altare. Anche in una statuetta sullo stile del Pisano, noi, a Siena, eravamo questo: spettacolari naufraghi in cerca della bellezza. Eravamo forti, a quei tempi, prima e dopo la peste. Potenti nell’economia, audaci nella politica. E di conseguenza – oppure per il contrario – audaci nella ricerca pervicace della bellezza. E questa mostra, che nello spazio di una sola estate, ci riporta a quei secoli della meraviglia e della vera grandezza – molto di più di Montaperti – mi pare un segno di conforto e di incitamento.

Mi fa tenerezza la scena vera di un uomo – il collezionista illuminato Salini, che questa mostra ci ha regalato  – che torna a casa con qualcosa rincartata in un giornale, di fronte alla quale la moglie esclama: «Ma dai, ancora un’altra Madonna». Ed è una di quelle Madonne con gli occhi larghi, che io, senese, mi sento dentro come traccia di un ineludibile dna. Mi fa tenerezza quella Madonna donna che ride con il suo Bambino in collo, tenendo stretto nella mano un uccellino. E quell’incredibile Cristo crocifisso di Duccio, che tra pochi giorni immagino, silenzioso, tornare al Castello di Gallico. E rimanere lì, dormiente, tra Trequanda e Asciano. E poi, quell’altro Cristo Crocifisso, stavolta di Ambrogio Lorenzetti. Che sprizza sangue brillante come una sfida.

Ecco, tra poco più di un mese, Ambrogio avrà la sua mostra. Come è giusto. Ma e’ nella Collezione Salini, senza spocchia esposta nella splendida casa dei Magazzini del Sale, in mezzo al tremore delle sorveglianti che temono la spinta disastrosa di un disattento visitatore alla statua appesa a nulla, che ho sentito pulsare l’orgoglio di una senesita’ antica, un po’ anarchica e un po’ sbruffona. Che dobbiamo ritrovare. Per tornare ad essere capaci di sognare il futuro. O almeno il passato. E grazie a Salini, a Gianni e Donatella. Che mi hanno aiutato a capire. E anche al sindaco, che li ha ringraziati come me. Però, ora, non chiudete questa mostra. Per piacere. Per orgoglio.