Libero Contributo – Mansi e Profumo: ragionate! di Pierluigi Piccini

Questo gioco al massacro, a chi resta con il cerino in mano, proprio non mi piace. Non mi piace il documento del consiglio comunale: inutile e tardivo. Se avesse voluto e se fosse stato capace Velentini avrebbe avuto tutto il tempo, dal momento del suo insediamento, per trovare i punti di sintesi, i momenti del confronto. Viceversa, non ha fatto altro che fare dichiarazioni su dichiarazioni, perdere tempo con errori continui al momento delle nomine, scaricare la colpa sul predecessore, senza capire gli atti che effettivamente andavano compiuti: non è stato all’altezza che la situazione avrebbe richiesto. Valentini con la sua incapacità diventa corresponsabile alla stessa stregua di chi ha provocato il disastro. Per me tutto il PD di Siena è responsabile sia per la crisi che ha provocato, sia per l’incapacità a trovare le vie di uscita, i vecchi e i nuovi protagonisti, e come direbbe Renzi: il PD ne è responsabile senza se e senza ma.

Pierluigi Piccini
Pierluigi Piccini

Gli altri che vogliono cadere in piedi sono da un lato Profumo che accelera i tempi per non arrivare alla prima trimestrale del 2014 perché sa bene cosa potrebbe succedere se si dovesse giungere all’aumento di capitale a maggio o giugno. Gli investitori trovati ora con molta probabilità sparirebbero attirati da investimenti meno costosi e sicuramente più redditizi. Ricordo a tutti la voce crediti in sofferenza. Profumo deve giocare velocemente una copertura politica nazionale che probabilmente passa per Milano e per qualche gruppo assicurativo importante oggi in crisi.

Il vaso più debole è quello della Fondazione che sa benissimo di avere pochissime carte da giocare e allora fa la voce grossa come se fossimo ad una partita di poker, soltanto che questa volta la posta in gioco è la sopravvivenza, per quanto possibile, della Fondazione e non l’immagine di qualcuno. La Mansi, in questo modo, ha partita facile vorrebbe incarnare il ruolo della passionaria che tanto piace al popolo, se poi dall’altra parte c’è un personaggio come Profumo tutto riesce più facile. Ma questi argomenti richiedono competenza e freddezza e a questo proposito ricordo una frase del Guicciardini riportata negli affreschi della sala del consiglio comunale che dice: il popolo molte volte desidera la rovina sua ingannato da una falsa specie di bene. Quando ci si trova in questa situazione è bene non mostrare troppo i muscoli perché potrebbe accadere che chi va per picchiare ne possa uscire mal menato.

Allora! Fate uno sforzo di ragionevolezza, fermatevi e riflettete. C’é ancora una possibilità che richiede però la buona volontà delle parti in causa, uno sforzo di ragionevolezza, ve lo chiediamo umilmente per il bene della nostra storia che è stata così malamente amministrata e per poter sperare ancora in un futuro che non ci faccia vergognare nei confronti dei nostri figli. Andate in assemblea con le due mozioni e astenetevi su entrambe. Chiedetelo a titolo personale e fissate una nuova convocazione in tempi stretti. In questo lasso di tempo individuate un arbitro che può essere tecnico, la Banca d’Italia o politico, il Ministero del Tesoro e trovate una soluzione che ci faccia uscire dalla situazione in cui ci troviamo.

Ve ne saremmo grati.

2 replies to “Libero Contributo – Mansi e Profumo: ragionate! di Pierluigi Piccini

  1. Stavolta l’ex sindaco si è superato! Ha dato una bella lezione a tutti gli attori sulla scena malati ed infarciti di protagonismo a buon mercato. Finirla con le ciance che portano solo all’esasperazione degli animi ed a voler dimostrare chi è più ganzo. Siena, non ha assolutamente bisogno di prove muscolari, al contrario, necessita tremendamente di quella ragionevolezza richiamata da Piccini che porti sulla strada del dialogo e della collaborazione fattiva, magari suffragata da qualche superpartes. Se veramente amate Siena, provate a percorrere questa strada con convinzione.

  2. Caro Santo
    gli interventi del sig. Piccini si presentano in genere stimolanti e quello odierno non fa eccezione.
    Il ragionamento svolto ha un filo rosso di fondo, condivisibile o meno, che incasella i vari elementi del puzzle consentendo una lettura interessante della querelle senza fine della banca-fondazione.

    Da cotante riflessioni sorgevano aspettative per un finale come dire innovativo, purtroppo, a mio avviso, la soluzione indicata procede per strade già rilevate in altre circostanze: l’arbitro eventuale non sarà e non può essere imparziale e le condizioni che potrebbero emergere è tutto da dimostrare che siano funzionali ed a beneficio della città e delle sue istituzioni.

    Cosa fare allora?: mancano 7 giorni alla data fatidica dell’assemblea e per persone di buona volontà c’è tutto il tempo per individuare una soluzione, come diceva Kennedy: non negoziare per paura ma non avere paura di negoziare.

    Chi deve fare il primo passo? La persona più intelligente è quella che sa come comportarsi, o direttamente o tramite terzi, in fin dei conti i consulenti cosa ci stanno a fare?

    The best is yet to come

    jl

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